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Ci sarà anche Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Giuria tecnica
di Lino Tipe
TORINO – Dallo stand della RAI continuano ininterrottamente i collegamenti televisivi per testate e programmi. Ma io, naturalmente, preferisco quelli radiofonici e soprattutto il Fahrenheit di Marino Sinibaldi che va su Radiotre. Questo però può seguirsi anche da casa. E allora l’interrogativo torna assillante: cosa seguire, di cosa approfittare, trovandosi di persona in questo mare magno della 21esima edizione della Fiera internazionale del libro? La tentazione sarebbe quella di seguire ancora la Chiara Gamberale che mi ha invitato alla presentazione del suo libro, nello stand che riproduce il padovano Caffè Petrocchi. Ma se c’è Antonio Prestifilippo che presenta il suo libro sul delitto Scopelliti. “Morte di un giudice solo” (Città del Sole Editore) con Giancarlo Caselli, oggi procuratore della Repubblica di Torino, come faccio a perdermelo? Con loro, Rosanna Scopelliti, figlia del giudice di Cassazione assassinato nell’agosto 91, e il giovane professore universitario Stefano Morabito. Soprattutto Caselli dice cose terribili, e terribilmente vere: “La Calabra è il buco nero della lotta alle mafie”. Io mi avvicino a Rosanna (lei studia lettere a Roma) e la invito, con Prestifilippo, ad una delle serate conclusive del Premio Tropea: pare si possa fare.
Bè, svolgiamo allora un po’ di compiti istituzionali. Ornela Vorpsi, una delle tre finaliste di quest’anno, sarà qui? Vado allo stand della Einaudi ad informarmi. Ritrovo il capo ufficio stampa, Carla Polzot: “No, quest’anno non è venuta, è rimasta a Parigi”. Ma in compenso, ottengo i suoi recapiti.
Ed è proprio lì che mi raggiunge la telefonata della dolcissima Sabellina nostra: mi chiede dove saremo e a che ora, domenica, per la presentazione del Premio: verrà! Isabella Bossi Fedrigotti, la meravigliosa presidente del comitato tecnico-scientifico del Premio Tropea, dopo domani domenica alle 11 sarà con noi nello stand K 175 del padiglione 2! Grazie, Isabella. Ne approfitto per ricordare che ci saranno anche Giuliano Vigini, Pierfranco Bruni, Gilberto Floriani, Maria Faragò, Giacinto Gaetano e Fulvio Mazza che coordinerà la conferenza stampa.
Intanto il motore dello stand della Regione Calabria, dove siamo ospitati, aumenta di giri. Per oggi, vi segnalo la presentazione di un delizioso libricino che richiama la passione teatrale di Albert Camus. Lo ha scritto Carlo Fanelli (Università della Calabria) per i tipi di Abramo, s’intitola “Albert Camus e Jean Grenier – La fortuna di trovare un maestro”, e fa parte di una indovinata collana chiamata appunto “Teatro in tasca” (costa solo 5 euro). E’ il direttore editoriale della Abramo editore, Mauro Minervino, con la consueta profondità, a introdurre gli ospiti chiamati a parlarne: il direttore dell’Istituto per gli Studi sul Mediterraneo dell’Università di Genova, Sergio Zoppi, e la direttrice artistica del Teatro della Tosse di Genova, Consuelo Basilari. Parlando dell’autore di questo petit-livre, e dello spettacolo teatrale cui è legato, e cioè Carlo Fanelli, la Basilari afferma: “... non passò molto tempo quando m’imbattei come per magia nell’uomo che avrebbe potuto dar corpo al progetto di uno spettacolo teatrale su Albert Camus e Jean Greniere, testimoni dell’amore comune per un Mediterraneo felice“. Che bello.
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Ospite dello stand della Regione Calabria, quest’anno più accogliente ed elegante che mai
di Lino Tipe
TORINO – Non so se finirà col dissuadere qualcuno dal visitare questa Mecca del libro (degli scrittori e soprattutto dei lettori), la decisione (e la reazione conseguente) di avere Israele come paese ospitato. Sarebbe un vero peccato. Ma non credo, a giudicare dagli stormi sereni di visitatori che già questo dal primo giorno animano gli stands degli editori. Questa 21esima Fiera del libro di Torino è maestosa. Un numero per tutti: ci sono 2000 relatori in cinque giorni, dunque, altrettante possibilità di incontri. Presentazioni, dibattiti, iniziative. E c’è anche il Premio il “Premio Tropea”, per il secondo anno consecutivo. E’ stato emozionante sentire il Presidente della Repubblica, ribadire che l’occasione offerta dalla kermesse torinese va vissuta come una possibilità di confronto fra culture. E’ stato emozionante sentire, ancora una volta, che il tema di quest’anno è quello della “bellezza che cambierà il mondo”, come Dostojievsky fa dire a un suo personaggio: è lo stesso concetto che, senza saperlo, abbiamo usato sulla brochure per spiegare il Premio. Ed è emozionante ritrovare lo stand della Regione Calabria (straordinaria la regìa di Gilberto Floriani) più grande e più bello che pria. Casa Calabria è accogliente ed elegante. Lo staff di Bottega Editoriale (i terminali nervosi e comunicativi di questa meravigliiosa postazione) è più agguerrito che mai: c’è persino il guru, Fulvio Mazza. E più di una emozione, e più di una incertezza, suscita il fatto di dover decidere nel breve volgere di pochi minuti come spendere al meglio il tempo che ti è dato di trascorrere in questa sorta di Eden. Io sono stato fortunato, perché appena arrivato ho scoperto una delle mie conduttrici radiofoniche preferite, Chiara Gamberale, stava per condurre un incontro con tre scrittrici israeliane: Avirama Golan, Zeruya Shalev e Sara Shilo. Ma dov’è questa Sala Blu? Che fortuna: a due passi due da casa Calabria! Raffinata la conversazione, interessante scoprire che per ognuna delle tre autrici, secondo modalità diverse, la famiglia rappresenta un’entità imprescindibile anche in una nazione nella quale la cronaca confina con la storia e il pubblico sconfina nel privato. E verrebbe tanta voglia di gridare, con le parole di Amos Oz: “Non ce ne facciamo più nulla della letteratura da piagnistei, (...) ora qui nella nostra terra abbiamo bisogno di una letteratura i cui protagonisti siano personaggi maschili e femminili attivi e non passivi, donne e uomini che non siano stereotipi di maniera, ma persone in carne e ossa dotati di istinti forti, di debolezze tragiche.” Dai! Finito l’incontro con la Gamberale, allo stand della Regione una gradita visita: arriva Silvana Giacobini, direttrice della rivista “Diva e donna”. Naturalmente, l’abbiamo invitata a Tropea a luglio. Domenica, intanto, qui alla Fiera del libro, la presentazione della seconda edizione del Premio. Padiglione 2, Stand K 175. Forza, siamo più che mai sulla buona strada. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 08 maggio 2008 )
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TROPEA – Si è svolta in un’atmosfera cordiale e festosa, martedì 22 aprile alle 17.00 nella sala Convegni della Biblioteca provinciale di Tropea, come lo scorso anno, la cerimonia di consegna alla Giuria popolare dei tre libri finalisti del Premio Tropea da parte del Presidente dell'Accademia degli Affaticati, Pasqualino Pandullo.
La serata è iniziata con la proiezione di un breve filmato contenente alcuni spezzoni della giornata del 6 aprile in cui la giuria tecnico-scientifica ha decretato la terna dei finalisti di questa seconda edizione del Premio: Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi (Sellerio), Ornela Vorpsi, La mano che non mordi (Einaudi) e Domenico Starnone, Prima esecuzione (Feltrinelli).
I primi libri sono andati all’assessore al turismo e ai beni culturali del comune di Tropea, Michele Accorinti, a nome del sindaco Euticchio, che all’ultimo momento non ha potuto partecipare e al direttore della Biblioteca provinciale di Tropea, Enzo D’Agostino, figlio del rimpianto Francesco Felice D’Agostino, scomparso la scorsa estate, anch’egli socio fondatore dell’Accademia degli Affaticati.
La consegna poi è proseguita con i 12 alunni delle scuole superiori di Tropea (4 per ogni indirizzo), i quali sono stati molto entusiasti nel ricevere i libri. Agli studenti sono seguiti i soci fondatori dell'Accademia degli Affaticati e gli altri 14 membri della Giuria popolare, scelti tra i nuovi soci dell’Accademia e persone legate al mondo della cultura locale. Ai voti della Giuria popolare - lo ricordiamo - anche quest’anno si uniranno i voti di tutti i 409 sindaci della Calabria a cui presto verranno inviati i libri finalisti, scelti dal Comitato tecnico scientifico, presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti. La consegna è stata l’occasione anche per un primo giudizio sulle opere finaliste che, come ha detto la Bossi Fedrigotti, sono libri di ottima qualità, in grado di arricchire culturalmente e far riflettere il lettore. La serata si è conclusa con i saluti del Presidente Pandullo che ha auspicato che la manifestazione di quest’anno, che si svolgerà a Tropea il 4-5-6 luglio, abbia ancora più successo e risonanza nazionale di quella dello scorso anno.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 02 maggio 2008 )
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Vibo Valentia - I tre libri finalisti del Premio Tropea di narrativa sono stati consegnati al prefetto di Vibo Valentia, Ennio Mario Sodano, dal sindaco della cittadina tirrenica, Antonio Euticchio, nel corso di un breve e cordiale incontro che si è svolto in Prefettura. All’incontro hanno partecipato anche il giornalista Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati (l’Associazione che organizza l’evento culturale) e l’assessore comunale al Turismo e ai Beni Culturali, Michele Accorinti.
Il prefetto di Vibo Valentia, dallo scorso gennaio alla guida del Palazzo di Governo vibonese, si è complimentato con i promotori della manifestazione. “Sono un appassionato di lettura – ha detto il prefetto Sodano – e credo che quello culturale sia lo strumento più giusto per valorizzare i pregi di questo territorio”. “Il progetto del Premio letterario Tropea – ha concordato il sindaco di Tropea, Antonio Euticchio - ha subito suscitato l’approvazione e il sostegno dell’amministrazione comunale. Attorno ad esso si sta formando una rete, di cui il Comune è parte centrale: tutto questo – ha osservato il sindaco di Tropea – introduce una novità importante nella mentalità dei nostri enti locali”.
Il fermento di eventi legati al mondo della cultura e a quello dello spettacolo in programma a Tropea, è stato al centro delle parole dell’assessore comunale al Turismo “e questo fermento – ha sottolineato Michele Accorinti – ha trovato nella nostra amministrazione prima un ispiratore, poi un interlocutore ”.
Al prefetto di Vibo Valentia, il presidente dell’Accademia degli Affaticati ha illustrato il meccanismo del Premio Tropea, che da questo momento affida a tutti i sindaci calabresi il verdetto sul vincitore: i primi presìdi istituzionali di ogni comunità civile, dunque – ha detto Pasqualino Pandullo – immaginati come alfieri di una vera e propria campagna per la lettura”.
Il prefetto Ennio Mario Sodano ha tenuto ad annunciare che sarà presente alle serate finali (in programma per il 4, 5 e 6 di luglio) e che vorrà conoscere personalmente i tre scrittori finalisti del Premio letterario Tropea. Si tratta, lo ricordiamo, di Gianrico Carofiglio per il libro “Ragionevoli dubbi” (Sellerio editore), Ornela Vorpsi con “La mano che non mordi” (Einaudi) e Domenico Starnone con “Prima esecuzione” (Feltrinelli). Le tre opere sono state selezionate dal Comitato tecnico-scientifico del Premio, presieduto dalla giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 12 aprile 2008 )
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Scelta la terna dei finalisti del Premio letterario nazionale "Città di Tropea - Una regione per leggere".

Ornela Vorpsi, La mano che non mordi (Einaudi)
Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi (Sellerio)
Domenico Starnone, Prima esecuzione (Feltrinelli)
Ha avuto luogo il 6 aprile la scelta dei tre libri finalisti che sono così giunti sul podio del Premio letterario nazionale "Città di Tropea - Una regione per leggere". La giuria tecnico-scientifica alla presenza del Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, in un clima di festosa serenità ha decretato la terna dei finalisti di questa seconda edizione del Premio. La città di Tropea ha risposto all'invito con grande entusiasmo, il pubblico intervenuto infatti ha assistito alla votazione in diretta partecipando con emozione. La giornata di votazione si è aperta con il saluto del sindaco della città, Antonio Euticchio che, ringraziando gli organizzatori per l'ottima riuscita della manifestazione dell'anno precedente, ha affermato che, vista la larga partecipazione odierna, ci sono tutti i presupposti per un successo ancor maggiore. Di rilievo anche l'intenso intervento introduttivo del Presidente Loiero. Questi ha, tra l'altro, evidenziato che "il 'Premio Tropea' rappresenta uno di quei volti diversi e positivi della Calabria che, però, emergono poco in quanto schiacciati dalla 'crudeltà mediatica' della stampa nazionale e internazionale. Quella stampa che ama rappresentare la Calabria quasi solo per quegli elementi di negatività - pur presenti e da non sottovalutare assolutamente - legati soprattutto alla criminalità organizzata". Denso pure l'intervento di saluto di Domenico Arena, Presidente Confindustria Vibo Valentia, che ha motivato il sostegno al 'Premio Tropea' spiegando che una buona imprenditoria può svilupparsi solo in un "humus territoriale" fecondato da una vasta cultura. Le tre opere che hanno incontrato il favore della giuria sono dunque state: Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi (Sellerio) che ha ottenuto cinque voti, Ornela Vorpsi, La mano che non mordi (Einaudi) che ha ottenuto quattro voti e Domenico Starnone, Prima esecuzione (Feltrinelli ) che ha ottenuto tre voti. Analogo punteggio avevano ottenuto Gaetano Cappelli, Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo, Marsilio e Stefano Zecchi, Il figlio giusto, Mondadori. Il libro di Starnone è passato rispetto agli altri due dopo un ballottaggio che ha visto ottenere dalla giuria quattro voti a suo favore contro i tre del libro di Cappelli e i due dell'opera di Zecchi. Oltre alla presidente Isabella Bossi Fedrigotti (fine giornalista e scrittrice, Presidente - tra l'altro - del Premio Bagutta, il più antico e prestigioso premio letterario italiano) erano presenti i seguenti giurati: Lino Daniele, giornalista pubblicista e Vice Presidente dell'Associazione Accademia degli Affaticati; Giuseppe Meligrana, giovane editore tropeano e Segretario dell'Associazione Accademia degli Affaticati; Pasqualino Pandullo, giornalista Rai, Presidente dell'associazione stessa; Giuliano Vigini, direttore di Editrice bibliografica. Presenti anche Tullio Barni, delegato alla Cultura del Rettore dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, Vincenzo Tamburino, Prorettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria; Francesco Kostner, Responsabile dell'Ufficio Relazioni Esterne dell'Università della Calabria, di Cosenza; Alessio Fabiano, delegato del giurato Mario Caligiuri docente di Comunicazione dell'Unical. È rimasta invariata una delle opzioni più originali e vincenti della scorsa edizione: il vincitore assoluto sarà scelto dalla combinazione dei voti di 409 sindaci calabresi e da una giuria popolare composta da 41 persone tra studenti e cittadini tropeani di diversa estrazione sociale. Un modo, questo, per aiutare a diffondere, in maniera capillare e mirata la cultura della lettura che, in Calabria, sembra essere del tutto sconosciuta ai più. I sindaci, dunque, si potranno ergere a promotori, nel proprio territorio, della crescita culturale che i libri possono fornire. La consegna dei premi finali si svolgerà il 4, 5 e 6 luglio con una pubblica manifestazione arricchita da ospiti illustri, dibattiti e altri eventi di intrattenimento e di carattere culturale.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 09 aprile 2008 )
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è sempre questa la modalità di scelta, esclusiva, della terna dei finalisti.

Domenica 6 aprile 2008: al via la seconda edizione del
Premio letterario nazionale “Città di Tropea - Una regione per leggere”.
Sarà la Sala del Museo diocesano di Tropea, così come per la prima edizione del Premio, ad ospitare, domenica 6 aprile alle ore 10.30, la giuria tecnico-scientifica che decreterà la terna dei finalisti della seconda edizione del Premio letterario nazionale “Città di Tropea – Una regione per leggere”. La modalità attraverso cui i tre testi verranno scelti sarà, ancora una volta, la votazione pubblica cui potranno assistere quanti vorranno.
Come dire: a Tropea non solo il mare è trasparente!
Alla presenza di Agazio Loiero, Presidente Regione Calabria, e di Domenico Arena, Presidente Confindustria Vibo Valentia, le opere che si contenderanno l’elezione nella terna di finalisti sono:
- Gaetano Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo, Venezia, Marsilio, 2007
- Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, Palermo, Sellerio, 2006
- Diego De Silva, Non avevo capito niente, Torino, Einaudi, 2007
- Mario Fortunato, I giorni innocenti della guerra, Milano, Bompiani, 2007
- Daria Galateria, Mestieri di scrittori, Palermo, Sellerio, 2007
- Andrej Longo, Dieci. Milano, Adelphi, 2007
- Michele Mari, Verderame, Torino, Einaudi, 2007
- Salvatore Niffoi, Ritorno a Baraule, Milano, Adelphi, 2007
- Nico Orengo, Hotel Angleterre, Torino, Einaudi, 2007
- Clara Sereni, Il lupo mercante, Milano, Rizzoli, 2007
- Domenico Starnone, Prima esecuzione, Milano, Feltrinelli, 2007
- Gian Antonio Stella - Sergio Rizzo, La Casta, Milano, Rizzoli, 2007
- Fabio Volo, Il giorno in più, Milano, Mondadori, 2007
- Ornela Vorpsi, La mano che non mordi, Torino, Einaudi, 2007
- Stefano Zecchi, Il figlio giusto, Milano, Mondadori, 2007
Confermati, rispetto alla precedente edizione, molti dei nomi componenti la giuria, tuttavia rafforzata con un numero complessivo di 12 componenti.
La Presidente è Isabella Bossi Fedrigotti, fine giornalista e scrittrice, Presidente dal 2005 del Premio Bagutta, il più antico premio letterario italiano, nato nel 1927, e tra i più prestigiosi. Un’importante intersezione che non fa che impreziosire il ben più giovane premio di Tropea…
I giurati sono: Pierfranco Bruni, scrittore, Vice Presidente Sindacato Libero Scrittori Italiani; Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; Mario Caligiuri, giornalista, docente universitario di Comunicazione istituzionale; Francesco Saverio Costanzo, Magnifico Rettore dell’Università Magna Grascia di Catanzaro; Michele Daniele, giornalista pubblicista e Vice Presidente dell’Associazione Accademia degli Affaticati; Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; Massimo Giovannini, Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Giovanni La Torre, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria di Rende; Giuseppe Meligrana, giovane editore tropeano e Segretario dell’Associazione Accademia degli Affaticati; Pasqualino Pandullo, giornalista Rai, Presidente dell’associazione stessa; Giuliano Vigini, direttore di Editrice bibliografica.
Rimane invariata anche una delle opzioni più originali e vincenti della scorsa edizione: il vincitore assoluto sarà scelto dalla combinazione di voti dei 409 sindaci calabresi e da una giuria popolare composta da 41 persone tra studenti e cittadini tropeani di diversa estrazione sociale. Un modo, questo, per aiutare a diffondere, in maniera capillare e mirata, la cultura della lettura che, in Calabria, sembra essere del tutto sconosciuta ai più. I sindaci, dunque, si potranno ergere a promotori, nel proprio territorio, della crescita culturale che i libri possono fornire.
Ricordiamo il vincitore, tra tutti, dell’edizione precedente: Roberto Saviano con il suo Gomorra, Mondadori. Un libro che ha fatto moltissima strada, che è passato anche da Tropea, mentre si apprestava a raggiungere più di 40 Paesi in tutto il mondo, in cui attualmente è stato tradotto. Leggere, dunque, per conoscere e “imparare a leggere” la società che ci circonda, aiutandoci a sviluppare, il più delle volte, quel sesto senso – il senso critico – che ciascuno di noi dovrebbe possedere. Da non dimenticare, inoltre, anche il secondo posto che si è aggiudicata Mariolina Venezia con Mille anni che sto qui, Einaudi. Anche quello che sarebbe diventato di lì a poco Premio Campiello 2007 è passato da Tropea prima di sbarcare nella splendida laguna.
La consegna dei premi finali si svolgerà il 4, 5 e 6 luglio con una pubblica manifestazione arricchita da ospiti illustri, dibattiti e altri eventi di intrattenimento e di carattere culturale.
Si può essere certi che, con gli anni, prenderà forma un nuovo “brand Calabria” capace di creare un’idea inedita e altamente positiva, diversa certamente da quella che, oggi, si manifesta nell’immaginario collettivo.
Per maggiori informazioni, soprattutto sulla passata edizione, si può consultare il sito ufficiale del Premio: www.premioletterariotropea.org/ .
Tropea, 3 aprile 2008 Bottega editoriale
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 aprile 2008 )
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di Giuseppe Meligrana
 Nell’era del digitale - in cui è indubbiamente più facile ed economico fare fotografia - un libro come questo non è facilmente classificabile. Non lo è innanzitutto poiché le foto - tranne qualche rara eccezione - sono state ritoccate al computer nella tonalità, nel colore o nella nitidezza; l’operazione, anziché mettere maggiormente a fuoco l’immagine, ha prodotto - volutamente - l’effetto contrario: le foto appaiono più sfuocate e alcune, infatti, si riconoscono a malapena. Il risultato...? Un libro da un’atmosfera calda e passionale, in cui - in ogni pagina - traspare con forza l’amore verso la sua terra da parte dell’autore, fotografo non di professione. Un libro difficilmente classificabile poiché alcune foto sembrano dei veri e propri dipinti impressionisti, mentre altre sembrano venute male e poste in essere senza alcuna attenzione nei particolari, quasi come se l’autore volesse nascondere al lettore-visionatore i particolari delle immagini. |
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di Saverio Ciccarelli

Il libro non vuole avere un valore storico, a questo provvedono già pregevoli opere scritte da storici di alto valore, ma vuole essere, più semplicemente., una raccolta non esaustiva di una parte di ciò che è passato sotto la nostra percezione dal 1994 (anno di uscita del primo numero del giornale "La piazza" ) fino ad oggi. Una raccolta di spunti storici e di articoli già pubblicati che danno un’idea di cosa sia questa città, della sua storia e delle sue innumerevoli potenzialità che prescindono dal mare e dal sole. Lo scopo di questa raccolta è quello di far conoscere, specialmente agli abitanti di Tropea, fatti, persone e vicende storiche del nostro paese. Apre il libro un elenco alfabetico di alcune fra le voci principali che compogono la città, segue l’elenco di alcune chiese presenti e di ciò che circonda Tropea. Un riferimento viene fatto poi ai personaggi illustri che hanno prestato la loro opera ed il loro ingegno da noi o che hanno portato per il mondo il nome di Tropea, cui si aggiungono alcuni poeti tropeani, vissuti fra il ‘700 e l’800. |
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 12 marzo 2008 )
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L’ultimo contadino di Bugurna
 C’è un rapporto privilegiato che lega Lino Daniele alla città di Cosenza. Nel capoluogo bruzio ha visto la luce il suo primo romanzo, “Il figlio ribelle”, per i tipi di Periferia. Nella città di Telesio è stato pubblicato “L’ultimo contadino di Bugurna” da Falco Editore, la giovane, elegante casa editrice di Michele Falco, che del Pasquale Falco di Periferia è il figlio.
E’ stato proprio Michele ad ospitare nella sede della “Falco editore” – un loft molto curato, attaccato al milleduecentesco Duomo di Cosenza – lo scrittore di Arena, tropeano adottivo, per la presentazione del suo ultimo lavoro. Una serata dal sapore vero, senza pomposità, ricca di contenuti. Moderato dal giornalista Pasqualino Pandullo, presidente dell’”Accademia degli affaticati”, l’incontro ha visto nelle annotazioni di Assunta Morrone l’intervento centrale della serata. “ ‘L’ultimo contadino di Bugurna’ – ha osservato l’intellettuale cosentina – può essere collocato in una contesto di sperimentazione, che ha a che fare con le ultime uscite sul romanzo: una sperimentazione che riguarda la cultura calabrese, ma che si apre anche all’esterno. Ci sono delle scelte di questo autore che approfondiscono il romanzo post-novecentesco . Il romanzo è uno degli elementi più ricchi della nostra storia letteraria, rappresenta una grande tradizione, e questa grande tradizione oggi ha bisogno comunque di novità. Questa innovazione può venire anche da un romanzo come L’ultimo contadino di Bugurna”.
Il romanzo di Lino Daniele si muove tra gli scenari di un paese del vibonese (Bugurna appunto, nome di fantasia, che in dialetto designa la pianta dell’erica) a cavallo della seconda guerra mondiale. Verrebbe voglia di dire, e non si sbaglierebbe, che esso dipinge un grande affresco di una cultura contadina che ormai possiamo trovare descritta solo in qualche buon libro e in qualche buon film. Ma nell’ultimo contadino di Bugurna c’è molto di più. C’è anzitutto il temperamento di Lino Daniele, la sua caparbietà, quella sua voglia di andare avanti, di superarsi e di superare: una volontà (non un volontarismo) di migliorare che andrebbe sottoscritto da un’intera società. C’è poi un messaggio pacifista. C’è un’ opzione preveggente per l’agricoltura biologica. Invece di emigrare, Damiano Talarico, il protagonista, vuole restare in Calabria e fare il contadino. 
Ma chi è Lino Daniele, appassionato fin da ragazzetto dei “Promessi sposi”, docente di lettere fresco di pensione, con un futuro dunque – c’è da scommetterci – totalmente proiettato verso l’impegno di scrittore e di animatore culturale? Si schermisce davanti ad accostamenti giganteschi, ma non rifugge da orgogliosi identikit, Lino Daniele: “Sono lo scrittore della borghesia calabrese – risponde -, degli uomini che sono emigrati al Nord e in America e hanno fatto onore a sé stessi e alla Calabria. E anche dei calabresi che vengono dalla gavetta e stanno riuscendo a far progredire e sviluppare turisticamente la Calabria. Io sono lo scrittore della borghesia progressista. Sono rimasto in Calabria – spiega lo scrittore vibonese - perché solo restando nella propria terra si vivono profondamente i problemi, e poi si riesce a scrivere. Uno scrittore, come diceva Manzoni, deve essere utile al proprio tempo e alla propria ragione. Se uno scrittore non riesce a incidere positivamente sulla società e sulla propria terra, può fare a meno di scrivere libri”. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 marzo 2008 )
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La teologa romana Carla Rossi Espagnet sabato 26 gennaio al Museo Diocesano di Tropea
Comincia nel segno della famiglia, l’anno 2008 per l’Associazione culturale "Accademia degli affaticati – Tropea". Per sabato 26 gennaio infatti, è in programma la presentazione del libro di Carla Rossi Espagnet "Famiglia & Libertà – La vita familiare cristiana & il Magistero della Chiesa", Ares Edizioni. All’incontro, moderato da Pasqualino Pandullo e fissato per le ore 10,30 presso la Sala del Museo Diocesano di Tropea, sarà presente l’autrice.
Carla Rossi Espagnet, teologa, romana, dirige il corso "Amore Famiglia Educazione" presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare della Pontificia Università della Santa Croce.
Il libro "Famiglia & Libertà", da pochi mesi in libreria, affronta con passione e meditata riflessione, anche sulla base delle fonti, il valore cristiano della famiglia. Con questo lavoro, Carla Rossi Espagnet passa in rassegna i principali interrogativi che attraversano la vita degli sposi nell’attuale società secolarizzata: la libertà delle decisioni, la fedeltà al progetto comune, l’educazione della Chiesa dei figli. L’autrice delinea con finezza interpretativa gli insegnamenti del Magistero , non solo in ordine alla comunità familiare, ma anche al bene della società. E quella del Magistero, appare oggi l’unica voce che trasmette una concezione etica non allineata e superiore al "fai-da-te" imperante. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 marzo 2008 )
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