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Premio Letterario Tropea

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PREMIO TROPEA 2010: LA RASSEGNA STAMPA

INCONTRATI AL PREMIO TROPEA Cinque domande di Cristina Marra al vincitore della quarta edizione, Mattia Signorini     Qual è stato l’input che ti ha sollecitato a scrivere “La sinfonia del tempo breve”? “I miei libri nascono da piccole “ossessioni”, da riflessioni. Prima di scrivere questo romanzo pensavo continuamente alla tristezza che mi dà vedere spesso la gente che non si interroga più, che non è più aperta al nuovo che arriva. Sono scioccato dal fatto di non vedere i bambini che giocano in cortile come facevo io da piccolo e mi chiedo dove siano finiti. Tutto questo mi fa paura perché è sintomo di inaridimento. Ecco il mio libro è una reazione a tutto questo”. Green, il nome di un colore per il tuo protagonista.Perché questa scelta? “L’ho chiamato Green, verde, perché è il colore che simboleggia la natura. Verde è anche la speranza di riuscire a realizzare qualcosa ed è la caratteristica del Novecento, un secolo che ci ha dato molto e che secondo me stiamo usando male”. Qual è la caratteristica di Green Talbot? “La curiosità. Green affronta il mondo con la curiosità e la sua caratteristica di ascoltare le persone nasce dalla sua curiosità. Green non è né coraggioso né avventuroso è solo curioso. Green era diverso dagli altri abitanti di Tranquillity e non era quindi collocabile in nessuna categoria.” L’isola delle bottiglie perdute é un luogo di raccolta delle parole non dette, dei messaggi non pervenuti al destinatario. “Si. Sin da bambino mi sono sempre domandato dove andassero a finire le famose bottiglie contenenti messaggi di vario tipo e mi sono immaginato un’isola che le contenesse, un luogo di raccolta di questi messaggi non arrivati. Mi piaceva anche l’idea che se queste parole non arrivavano ci fosse qualcuno di importante a custodirle per dare loro importanza e così è nato il personaggio di Farinata, una sorta di senso della giustizia per chi non ha avuto la possibilità di far arrivare a destinazione un suo pensiero”. Il tuo personaggio corre e “cavalca” luoghi e tempo. Dove risiede per Green il senso della vita? “ Talbot viaggia e scopre ma per lui ciò che è importante non è il percorso, sono le fermate”.    

La curiosità Green Talbot sostenuto da Greenpeace. Il protagonista di un libro di successo raccontato su carta amica vince la 4a edizione del Premio Tropea.    di Carmen Putruele          TROPEA(VV)- Col trionfo inaspettato di Mattia Signorini, nel Premio Letterario Nazionale Tropea, il secondo posto di Gad Lerner e il terzo di Alicia Giménez -Bartlett, “il libro”, costellato dalle giurie dei votanti, è stato celebrato per il quarto anno consecutivo, a conferma del team eccezionale assemblato dall’associazione “Accademia degli affaticati”. Di fronte ai nomi importanti, sopra citati, è indubbiamente una liquidazione sorprendente! Signorini è uno scrittore trentenne,  laureato in Scienze della Comunicazione, vispo come un grillo, indipendente, con un grande senso della giustizia, sta bene con gli altri e ha successo in società, di una galanteria vecchio stile, calmo , amante della pace e della natura, ha una grande gioia di vivere. Appare così nella nostra intervista. Dopo tre serate eccitanti, scandite da appuntamenti con ospiti di rilievo, musica, libri, interviste e novità, in questa nostra calda estate del 2010, ha vinto il bestseller: “La sinfonia del tempo breve- La storia di una vita che è tutte le vite” (ed. Salani); un tuffo nella curiosità, nell’avventura. In effetti questo libro, sin dal titolo, fa riferimento alla condizione umana di Green Talbot ( personaggio -protagonista), nato dalla fantasia di Signorini, in Inghilterra nel 1919.”[…] Un grosso pregio di Green Talbot, perlopiù sconosciuto alla maggior parte degli abitanti del mondo, era la curiosità[…]”. (Pag. 66 del libro). Lo scrittore introduce Green, 71 anni, che sta morendo, in un letto di ospedale, nel nord dell’Italia, e ha appena finito di raccontare la sua storia, al proprio medico. Nel capitolo 2, invece, sono narrate le vicende di Green, prima e dopo la sua nascita. Poi, la giovinezza tormentata da avversità: ha fatto la guerra, ha rischiato la vita, ma ha girato il mondo. Ha incontrato persone buone e cattive, amicizia e amore che hanno reso questo libro ricco di movimento. Green Talbot, non è solo lo specchio nel mondo sociale del Novecento, ma anche della società intesa in senso assoluto, cioè in quelle che sono le umane necessità e l’umana nobiltà, nell’implacabile avanzare del tempo. ”[…] La cosa peggiore che può capitare a un uomo è di morire in un ospedale- disse una volta, molto tempo prima[…]” Green.(Pag.5 del libro citato). L’intento, del talentuoso Signorini, entusiasta del suo personaggio, è di raccontare al lettore: come è possibile che l’uomo Green, con una vita incredibile alle spalle, si trova a dover morire come tante altre persone!? Ebbene, grazie alla curiosità, all’amore per la vita, alla capacità di vedere, di ascoltare il mondo, anche se in un ospedale, riesce a morire, in un modo diverso. “[…]la stanza di Green Talbot… il letto vuoto e la finestra spalancata… sul retro … un grande prato verde che stava nascendo… . In fondo, … il corpo di un uomo, raggomitolato su se stesso, che sembrava dormisse, sull’erba.” Scrive Signorini, e chiude con questi toni “ La sinfonia…”, di un romanzo, che tutti possono leggere. Il giovane scrittore ha raccontato che dai libri è rimasto attratto, innamorato perdutamente, sin da bambino.  ”Avevo tre anni -me lo raccontano i miei genitori- e ogni volta che vedevo la gigantesca biblioteca personale di uno zio, a Rovigo (città natale), rimanevo incantato”. “Ho imparato a leggere molto presto, perché, quando non capivo le parole mi arrabbiavo”. ”La mia non è una passione per la letteratura -dichiara- in fondo ho sempre manifestato interesse per il mondo, il cinema, la musica, gli animali, le persone. E il modo di esprimere, agli altri, questa curiosità, si è incanalato nei libri, che, servono per aprire una finestra e guardare quello che c’è fuori”. L’autore, appare determinato nella volontà di adottare “ogni forma di avvicinamento all’altro”, “cosa che non facciamo continuamente- chiosa Signorini- e ciò sta disgregando la nostra società”. Ci vuole più dialogo e capacità di esprimersi e di ascoltare, per non rimanere chiusi nella prigionia dell’esistenza. Avvicinarsi alle buone letture diventa quindi indispensabile. Curiosamente, prima di consegnare il suo stravagante genio alla stampa, lo scrittore, ha pensato di contattare Greenpeace, uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo, con lo scopo di pubblicare libri su carta riciclata, amica della natura; impresa difficile in Italia, riuscita molto bene in Austria, che ha rifornito il proprio editore, Salani. ”Da piccolo -rivela l’autore- parlavo con gli alberi, li abbracciavo, per me erano vivi. Conservo, sempre, una forte passione per la natura”. Una passionalità che sa trasformare in coinvolgimento, visto il successo, in termini di vendita, anche, del suo libro precedente, dal titolo “Lontano da ogni cosa”, in cui il protagonista è un pittore che disegna solo alberi. “L’iniziativa -dice- vuole mandare un piccolo segnale, in attesa di ulteriori segnali, di tante altre persone”. Sono aiuti importanti per salvare l’ambiente. Alla domanda: ”è vero che leggere e/o scrivere cambia la vita?” Risponde: “Si, ma solo se noi siamo pronti a cambiare. Un albero non nasce da solo, ci deve essere il seme sotto la terra”. Concludiamo: Mattia Signorini, qual è il tuo libro preferito? Voglio dire: quello che ti ricorda un momento importante della tua vita”. “ Sono due- ammette- “Il maestro e Margherita” del medico-scrittore russo, Michail Bulgakov (1891-1940) e “Il Piccolo Principe” dell’aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944). Entrambi in modi diversi mi hanno raccontato il mondo, me lo hanno aperto e svelato”!          

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INCONTRATI AL PREMIO TROPEA

Cinque domande di Cristina Marra al vincitore della quarta edizione, Mattia Signorini

   

Qual è stato l’input che ti ha sollecitato a scrivere “La sinfonia del tempo breve”?

“I miei libri nascono da piccole “ossessioni”, da riflessioni. Prima di scrivere questo romanzo pensavo continuamente alla tristezza che mi dà vedere spesso la gente che non si interroga più, che non è più aperta al nuovo che arriva. Sono scioccato dal fatto di non vedere i bambini che giocano in cortile come facevo io da piccolo e mi chiedo dove siano finiti. Tutto questo mi fa paura perché è sintomo di inaridimento. Ecco il mio libro è una reazione a tutto questo”.

Green, il nome di un colore per il tuo protagonista.Perché questa scelta?

“L’ho chiamato Green, verde, perché è il colore che simboleggia la natura. Verde è anche la speranza di riuscire a realizzare qualcosa ed è la caratteristica del Novecento, un secolo che ci ha dato molto e che secondo me stiamo usando male”.

Qual è la caratteristica di Green Talbot?

“La curiosità. Green affronta il mondo con la curiosità e la sua caratteristica di ascoltare le persone nasce dalla sua curiosità. Green non è né coraggioso né avventuroso è solo curioso. Green era diverso dagli altri abitanti di Tranquillity e non era quindi collocabile in nessuna categoria.”

L’isola delle bottiglie perdute é un luogo di raccolta delle parole non dette, dei messaggi non pervenuti al destinatario.

“Si. Sin da bambino mi sono sempre domandato dove andassero a finire le famose bottiglie contenenti messaggi di vario tipo e mi sono immaginato un’isola che le contenesse, un luogo di raccolta di questi messaggi non arrivati. Mi piaceva anche l’idea che se queste parole non arrivavano ci fosse qualcuno di importante a custodirle per dare loro importanza e così è nato il personaggio di Farinata, una sorta di senso della giustizia per chi non ha avuto la possibilità di far arrivare a destinazione un suo pensiero”.

Il tuo personaggio corre e “cavalca” luoghi e tempo. Dove risiede per Green il senso della vita?

“ Talbot viaggia e scopre ma per lui ciò che è importante non è il percorso, sono le fermate”.

 

 

 
La curiosità

Green Talbot sostenuto da Greenpeace. Il protagonista di un libro di successo raccontato su carta amica vince la 4a edizione del Premio Tropea.

  

di Carmen Putruele

    

   

TROPEA(VV)- Col trionfo inaspettato di Mattia Signorini, nel Premio Letterario Nazionale Tropea, il secondo posto di Gad Lerner e il terzo di Alicia Giménez -Bartlett, “il libro”, costellato dalle giurie dei votanti, è stato celebrato per il quarto anno consecutivo, a conferma del team eccezionale assemblato dall’associazione “Accademia degli affaticati”. Di fronte ai nomi importanti, sopra citati, è indubbiamente una liquidazione sorprendente! Signorini è uno scrittore trentenne,  laureato in Scienze della Comunicazione, vispo come un grillo, indipendente, con un grande senso della giustizia, sta bene con gli altri e ha successo in società, di una galanteria vecchio stile, calmo , amante della pace e della natura, ha una grande gioia di vivere. Appare così nella nostra intervista. Dopo tre serate eccitanti, scandite da appuntamenti con ospiti di rilievo, musica, libri, interviste e novità, in questa nostra calda estate del 2010, ha vinto il bestseller: “La sinfonia del tempo breve- La storia di una vita che è tutte le vite” (ed. Salani); un tuffo nella curiosità, nell’avventura. In effetti questo libro, sin dal titolo, fa riferimento alla condizione umana di Green Talbot ( personaggio -protagonista), nato dalla fantasia di Signorini, in Inghilterra nel 1919.”[…] Un grosso pregio di Green Talbot, perlopiù sconosciuto alla maggior parte degli abitanti del mondo, era la curiosità[…]”. (Pag. 66 del libro). Lo scrittore introduce Green, 71 anni, che sta morendo, in un letto di ospedale, nel nord dell’Italia, e ha appena finito di raccontare la sua storia, al proprio medico. Nel capitolo 2, invece, sono narrate le vicende di Green, prima e dopo la sua nascita. Poi, la giovinezza tormentata da avversità: ha fatto la guerra, ha rischiato la vita, ma ha girato il mondo. Ha incontrato persone buone e cattive, amicizia e amore che hanno reso questo libro ricco di movimento. Green Talbot, non è solo lo specchio nel mondo sociale del Novecento, ma anche della società intesa in senso assoluto, cioè in quelle che sono le umane necessità e l’umana nobiltà, nell’implacabile avanzare del tempo. ”[…] La cosa peggiore che può capitare a un uomo è di morire in un ospedale- disse una volta, molto tempo prima[…]” Green.(Pag.5 del libro citato). L’intento, del talentuoso Signorini, entusiasta del suo personaggio, è di raccontare al lettore: come è possibile che l’uomo Green, con una vita incredibile alle spalle, si trova a dover morire come tante altre persone!? Ebbene, grazie alla curiosità, all’amore per la vita, alla capacità di vedere, di ascoltare il mondo, anche se in un ospedale, riesce a morire, in un modo diverso. “[…]la stanza di Green Talbot… il letto vuoto e la finestra spalancata… sul retro … un grande prato verde che stava nascendo… . In fondo, … il corpo di un uomo, raggomitolato su se stesso, che sembrava dormisse, sull’erba.” Scrive Signorini, e chiude con questi toni “ La sinfonia…”, di un romanzo, che tutti possono leggere. Il giovane scrittore ha raccontato che dai libri è rimasto attratto, innamorato perdutamente, sin da bambino.  ”Avevo tre anni -me lo raccontano i miei genitori- e ogni volta che vedevo la gigantesca biblioteca personale di uno zio, a Rovigo (città natale), rimanevo incantato”. “Ho imparato a leggere molto presto, perché, quando non capivo le parole mi arrabbiavo”. ”La mia non è una passione per la letteratura -dichiara- in fondo ho sempre manifestato interesse per il mondo, il cinema, la musica, gli animali, le persone. E il modo di esprimere, agli altri, questa curiosità, si è incanalato nei libri, che, servono per aprire una finestra e guardare quello che c’è fuori”. L’autore, appare determinato nella volontà di adottare “ogni forma di avvicinamento all’altro”, “cosa che non facciamo continuamente- chiosa Signorini- e ciò sta disgregando la nostra società”. Ci vuole più dialogo e capacità di esprimersi e di ascoltare, per non rimanere chiusi nella prigionia dell’esistenza. Avvicinarsi alle buone letture diventa quindi indispensabile. Curiosamente, prima di consegnare il suo stravagante genio alla stampa, lo scrittore, ha pensato di contattare Greenpeace, uno dei più grandi movimenti ambientalisti del mondo, con lo scopo di pubblicare libri su carta riciclata, amica della natura; impresa difficile in Italia, riuscita molto bene in Austria, che ha rifornito il proprio editore, Salani. ”Da piccolo -rivela l’autore- parlavo con gli alberi, li abbracciavo, per me erano vivi. Conservo, sempre, una forte passione per la natura”. Una passionalità che sa trasformare in coinvolgimento, visto il successo, in termini di vendita, anche, del suo libro precedente, dal titolo “Lontano da ogni cosa”, in cui il protagonista è un pittore che disegna solo alberi. “L’iniziativa -dice- vuole mandare un piccolo segnale, in attesa di ulteriori segnali, di tante altre persone”. Sono aiuti importanti per salvare l’ambiente. Alla domanda: ”è vero che leggere e/o scrivere cambia la vita?” Risponde: “Si, ma solo se noi siamo pronti a cambiare. Un albero non nasce da solo, ci deve essere il seme sotto la terra”. Concludiamo: Mattia Signorini, qual è il tuo libro preferito? Voglio dire: quello che ti ricorda un momento importante della tua vita”. “ Sono due- ammette- “Il maestro e Margherita” del medico-scrittore russo, Michail Bulgakov (1891-1940) e “Il Piccolo Principe” dell’aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944). Entrambi in modi diversi mi hanno raccontato il mondo, me lo hanno aperto e svelato”! 

        

 
“Sinfonico” il Premio “Tropea” 2010!

L’Assessore Caligiuri auspica che dal «tempo breve» (di Mattia Signorini) si passi al «tempo lungo dello sviluppo economico e sociale». Nel futuro del vincitore Signorini: la traduzione del libro in Germania, Francia, Spagna, Israele, Sud America e Usa e un nuovo romanzo per il quale si apre la ressa delle case editrici

  

  

La serata conclusiva del Premio “Tropea” è stata un autentico successo di pubblico. Tant’è che il sindaco Adolfo Repice – rivolgendosi a Pasqualino Pandullo, giornalista Rai, conduttore della manifestazione ma soprattutto Presidente dell’Accademia degli Affaticati associazione promotrice del premio – ha promesso che l’anno prossimo la manifestazione verrà tenuta con maggiori spazi a disposizione e, eventualmente, anche in una piazza più grande. La gremita piazza Galluppi ha atteso la proclamazione del vincitore col fiato sospeso fino all’ultimo istante. L’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha consegnato la palma della vittoria – dal valore di 10.000 euro – a Mattia Signorini che, freschezza dei suoi trent’anni, ha esclamato: «Non ho grandi parole... Non me lo aspettavo! Non voglio ringraziare nessuno, ma abbracciare tutti voi!». Gli altri due premi, pari a 5.000 euro cadauno, sono andati al secondo e al terzo classificato (che, come è oramai noto, sono stati, rispettivamente, Gad Lerner e Alicia Giménez-Bartlett). Il libro di Signorini farà il giro del mondo e con esso lo farà anche il Premio “Tropea”. Era scritto che quest’edizione del Premio avrebbe sancito un respiro ormai internazionale. E così La sinfonia del tempo breve che ha vinto il Premio "Tropea" 2010 è stato pubblicato in Germania e uscirà nei prossimi mesi in Francia, Spagna, Israele e Sud America e sono in corso trattative per la pubblicazione negli Stati Uniti. Il vincitore è però già al lavoro al prossimo romanzo, non si tratterà di una favola, non vuole infatti che questo tipo di scrittura gli resti appiccicato addosso. Il romanzo dovrebbe essere terminato per la fine dell'anno. La notizia – che farà sognare tante case editrici – è che l'autore e il nuovo testo sono in questo momento liberi da vincoli con l'attuale editore, Salani appunto. Un’opportunità secondo Signorini per scrivere liberamente e ad opera finita valutare con quale casa editrice far uscire il testo, insomma trovare l'editore adatto a quello che il testo diventerà. L'autore – enfant prodige della letteratura – aveva vinto a 21 anni con una serie di racconti il Premio "Tondelli" di Reggio Emilia. A 30 anni vince il Premio che ricordiamo è stato già di Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio e Carmine Abate. Dopo la vittoria alternata della casa editrice Mondadori (con Saviano e con Abate) e la vittoria di Sellerio (con Carofiglio), la palma della vittoria è toccata a una tra le più antiche case editrici (fondata nel 1862) e ai più nota come casa editrice della fortunatissima saga di Harry Potter, Salani facente parte già dal 2005 del Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Un gruppo editoriale che con continue acquisizioni si sta avventando non solo su quote di mercato editoriale, ma su veri e propri settori (dalla narrativa in special modo alla saggistica con la recentissima acquisizione di Bollati Boringhieri). Il giornalista e animatore del Premio, Pasqualino Pandullo, nell’esprimere “a bocce ferme” la sua soddisfazione per il successo di quest’edizione – ha ribadito il respiro internazionale della manifestazione, che ha varcato i confini nazionali con la scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett, il prestigioso giornalista Gad Lerner e con il libro vincitore del giovane Mattia Signorini che farà il giro del mondo in diverse lingue. E infine conclude: «E pensare che Corrado Calabrò abbia scelto questo palcoscenico per lanciare un appello per la libertà d’informazione testimonia come il Premio “Tropea” sia ascritto, ormai, a luogo dove “accadono” gli eventi». Il titolo dell’opera vincitrice, La sinfonia del tempo breve, ha ispirato L’Assessore Caligiuri nel riflettere sulla situazione culturale in Calabria. Alla fine della manifestazione, infatti, ha voluto sottolineare nuovamente come la “sua” Regione sia fortemente impegnata sul tema della Cultura. Caligiuri ha evidenziato come lo dimostrino non solo iniziative come quelle del Premio “Tropea” (che si è oramai guadagnato un importante segmento nel panorama letterario nazionale) o come quelle della Fiera del Libro di Torino (che ha rappresentato il primo atto formale della nuova Giunta). L’Assessore ha messo in evidenza il fatto che il Presidente Giuseppe Scopelliti, nella Conferenza delle Regioni si sia battuto, e con successo, per far ottenere alla Calabria la Presidenza della Commissione Beni e Attività Culturali (unica Presidenza di Commissione toccata alla nostra Regione). Secondo Caligiuri questo rappresenta un forte segnale di crescita e di innovazione: «Il tempo breve delle rivoluzioni – ha dichiarato – può anticipare il tempo lungo dello sviluppo economico e sociale».

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 luglio 2010 )
 
A Mattia Signorini e al suo La sinfonia del tempo breve (Salani) la quarta edizione del “Tropea"

Battuto, per 3 voti, Gad Lerner con Scintille (Feltrinelli). Terzo posto per Alicia Giménez-Bartlett con Il silenzio dei chiostri (Sellerio)

  

Mattia Signorini, giovane scrittore veneto, è il vincitore dell’edizione 2010 del Premio “Tropea”. Segue, nella conquista del prestigioso riconoscimento letterario, le orme di Roberto Saviano (2007), Gianrico Carofiglio (2008) e Carmine Abate (2009). Si è trattata di una vittoria al “fotofinish”. Ha, difatti, battuto per soli 3 voti, il prestigioso giornalista Gad Lerner. Signorini, con il suo La sinfonia del tempo breve, edito Salani, è salito sul podio con 131 voti pari al 36,3 % dei suffragi totali. Secondo posto dunque per Gad Lerner con Scintille (Feltrinelli) che ha ottenuto 128 preferenze, cioè il 35,5 % dei voti totali. Terza classificata, con 102 voti totali, pari al 28,2 % dei consensi, Alicia Giménez-Bartlett con Il silenzio dei chiostri (Sellerio). Un Premio “Tropea”, dunque, “al filo di lana” – espressione che mal si addice al caldo clima che ha caratterizzato le tre serate della kermesse. I responsi totali espressi sono stati 361, pari all’80,4% degli aventi diritto al voto. La Giuria popolare (composta dai membri dell’“Accademia degli Affaticati” e da una decina di giovani e di intellettuali da loro designati) era composta da 41 votanti (dei quali 40 hanno espresso la propria preferenza); quella dei Sindaci calabresi era costituita da 409 votanti, tra i quali 321 (pari 78%) hanno espresso il proprio voto. Un dato di particolare rilievo è che rispetto al 2009, quest’anno hanno espresso il proprio voto ben 19 sindaci in più: segno che il “Tropea” sta accrescendo la propria incidenza a livello regionale, ma non solo. I Sindaci che hanno preferito il romanzo di Signorini sono stati 124 con il 39% dei consensi. Della Giuria popolare, 7 hanno espresso il loro favore per il giovane scrittore con il 17,5% dei voti. Gad Lerner, invece, ha ottenuto maggiori consensi dalla Giuria popolare, con 18 voti (pari al 45 %); lo hanno votato, inoltre, 110 Sindaci (pari al 34% dei gradimenti). I voti dei Sindaci per Alicia Giménez-Bartlett sono stati 87 (pari al 27%) mentre dalla Giuria popolare sono stati espressi 15 voti a favore, pari al 37,5%. L’esito della votazione rivela una differenza tra le preferenze letterarie della Giuria popolare e quelle della Giuria dei Sindaci. Mentre la prima si è schierata dalla parte del prestigioso giornalista, la seconda ha premiato la novità rappresentata da Signorini, decretandone appunto la vittoria.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 19 luglio 2010 )
 
Il secondo appuntamento con il Premio “Tropea”

Grande interesse per i libri finalisti ma anche per quelli degli editori calabresi

     

La “ressa” del pubblico accorso in Piazza Galluppi ha “aggredito” il gazebo dedicato ai libri protagonisti dell’evento ed emblematicamente soprannominato “Gazelibro”. Particolarmente apprezzata, in questo senso, è stata l’editoria calabrese. Sono ben 14, infatti, gli editori regionali rappresentati: Abramo, Alicebook, Città del Sole, Falzea, Iiriti, La Rondine, Laruffa, Medmedia, Meligrana, Pancallo, Pellegrini, Qualecultura, Settecolori, Urbabooks. Organizzato soprattutto per temi, il “Gazelibro” – gestito dall’agenzia “la Bottega editoriale” – ha offerto ai lettori un ventaglio molto ampio di generi: poesia, romanzi, reprint di libri antichi, saggistica e pubblicazioni “turistiche”. La seconda giornata del Premio “Tropea” è partita alla grande con Isabella Bossi Fedrigotti. Scrittrice, giornalista del Corriere delle sera. Una delle più prestigiose intellettuali italiane. Presidente, oltre che del “Tropea”, anche del più antico premio letterario nazionale, il “Bagutta”. Nel suo intervento ha lanciato una sorta di appello agli scrittori italiani: quello di leggere di più! Troppi scrittori – ha dichiarato – leggono solo o quasi quel che scrivono loro stessi. Bisogna invece abituarsi a confronarsi con gli altri e, dunque, leggere in maniera prepotente. E le preferenze si sono orientate soprattutto sui saggi di attualità e sui reprint. Ciò dimostra che non è vero che in Calabria si legge poco: al contrario, se c’è l’offerta culturale, il pubblico reagisce con grande interesse. Si tratta di iniziative importanti, soprattutto considerando le dichiarazioni di ieri del Sindaco di Tropea, Adolfo Repice, e dell’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri: è necessario per la Calabria far sentire fortemente la propria voce in ambito culturale. E il Premio “Tropea”, con i suoi orizzonti internazionali, rappresenta certamente un clamore in questo senso. Naturalmente, il “Gazelibro” è stato preso d’assalto anche e soprattutto per la presenza dei tre libri finalisti, sui quali la curiosità è sempre crescente: Il silenzio dei chiostri di Alicia Giménez-Bartlett (Sellerio), Scintille di Gad Lerner (Feltrinelli) e La sinfonia del tempo breve di Mattia Signorini (Salani). La manifestazione culturale è proseguita con Livia Blasi e Pasqualino Pandullo ancora “signori” del palco, assieme a numerosi ospiti e sulle note della fisarmonica di Luca Colantonio. Anche stasera hanno fatto da padroni indiscussi i tre libri finalisti, introdotti dalla già citata Isabella Bossi Fedrigotti. Le voci degli attori Eugenio Masciari e Claudia Di Lullo hanno fatto assaporare alla platea della gremita piazza alcuni brani dei libri finalisti, alternandosi alle voci degli autori, anche stasera in “carne e ossa” sul palcoscenico pronti a soddisfare le curiosità del pubblico. Una nota che domostra l’aspetto internazionale di questa edizione del Premio: la finalista spagnola, Alicia Giménez-Bartlett, ha potuto “dialogare” con i presenti grazie alla traduzione in consecutiva dell’interprete cosentina Rina Scala. Dalla Calabria... al mondo! Il connubio tra “teatro” e libri è proseguito con la lettura delle poesie dei magistrati Corrado Calabrò e Marcello Vitale. L’attrice Maria Grazia Teramo ha recitato i versi tratti da T’amo di due amori, composti da Calabrò e pubblicati da EditVallardi, e di Serpe che Maria col piede schiaccia, firmati da Vitale ed editi Campanotto. A seguire: l’architetto e artista Fernando Miglietta, autore di diversi titoli, editi soprattutto da Rubbettino, che ha parlato dei suoi principali interessi e attività: l’arte moderna, l’architettura e l’urbanistica. Ha concluso la prima parte della serata Franco Crispini, Preside emerito della Facoltà di Lettere dell'Università della Calabria, che ha tracciato il profilo dell’“osservatore naturalista", il nuovo tipo di filosofo di cui parla nel suo libro edito da Il Nuovo Melangolo (Profilo dell’osservatore naturalista). La musica ha fatto da colonna sonora per introdurre i giornalisti-scrittori Giuseppe Baldessarro e Manuela Iatì, coautori di Avvelenati, un libro-inchiesta – edito da Città del sole – che ha avuto grande eco nazionale e tocca un tema molto scottante, in Calabria ma non solo: quello “ambientalistico” dell’inquinamento e delle navi dei veleni. A seguire, Angela Bubba, giovanissima esordiente calabrese con La casa (Elliot) e reduce dall’esperienza di un altro importante premio letterario, lo “Strega”, alla cui ultima edizione il suo libro è stato candidato. Infine: lo scrittore Andrea Di Consoli ha presentato il suo La commorienza, edito da Marsilio, occasione per interrogarsi sul senso della vita e dei condizionamenti che si è costretti a subire soprattutto se si abitano terre di confine. Lo sceneggiatore Paolo Logli è salito sul palco con Schegge di Murano, edito da Alicebook, storia di un ego spietato e “sciupafemmine”. A seguire, la scrittrice Cettina Castorina ha presentato il suo Fragilità, romanzo corale edito da Albatros Il filo. Infine, sono intervenuti i giornalisti Tonino Raffa e Francesco Repice con un focus sul giornalismo sportivo. A seguire, le voci dell’imprenditoria: Alexia Aloe, Responsabile alla Comunicazione della Spi e Nicodemo Librandi, Presidente dell’Azienda Vinicola Librandi. La prima, nel motivare l’adesione della propria azienda, ha ricordato come la Spi sostenga il Premio sin dalla prima edizione e come la propria sensibilità alla cultura sia dimostrata dalla presenza in azienda di una assai fornita biblioteca. Librandi invece ha sottolineato l’importanza dell’“altra faccia” della cultura, quella enogastronomica: «Il vino è cultura – ha dichiarato – e la Librandi, che è sempre attenta alle migliori iniziative culturali calabresi è ovviamente presente, con entusiasmo, a questa manifestazione».         Hanno concluso la serata, seguiti da un piacevole accompagnamento musicale, Mario Romano, Presidente dei Giovani Industriali di Vibo Valentia, e Saverio Vallone, figlio d'arte – il padre era Raf Vallone, star internazionale – attore e regista di teatro e cinema. Domani l’attesa serata finale. Sarà la già citata Isabella Bossi Fedrigotti ad “accompagnare” sul palco i libri finalisti prossimi a posizionarsi sul podio. Questa importante serata sarà caratterizzata da diverse presenze “istituzionali”: interverranno il Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese (membro, tra l’altro, del Comitato tecnico-scientifico del Premio) Gilberto Floriani, il Commissario della Camera di Commercio di Vibo Valentia Michele Lico, il Presidente della Banca Popolare del Mezzogiorno Francesco Lucifero, i rappresentanti delle università calabresi – Tullio Barni (Delegato alla cultura dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro), Giovanni Latorre (Rettore dell’Università della Calabria di Rende) e Vincenzo Tamburino (Prorettore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria) – e, ancora, l’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, il Presidente della Provincia di Vibo Valentia Francesco De Nisi, il Sindaco di Tropea Adolfo Repice. Dopo i saluti di Alicia Giménez-Bartlett, Gad Lerner e Mattia Signorini, salirà sul palco il famoso attore – nonché scrittore esordiente – Giorgio Pasotti. Il Presidente del Consorzio Asmenet Gennaro Tarallo renderà noti i risultati dei voti dei 409 sindaci calabresi e si scoprirà così chi avrà conquistato il titolo di vincitore del Premio “Tropea” 2010.

 
«Tropea, crocevia del sapere»

Il Sindaco Repice inaugura così il lungo week end culturale del Premio “Tropea” e finalmente sul palco gli attesissimi Alicia Giménez-Bartlett, Gad Lerner e Mattia Signorini a contendersi la palma della vittoria

     

Con il Premio, Tropea aspira a diventare “crocevia del sapere”. Così il Sindaco Adolfo Repice ha inaugurato la prima serata della kermesse culturale estiva dal palco che, per le prossime tre serate, sarà calcato da prestigiosi ospiti. Il primo cittadino, visibilmente emozionato, ha dimostrato l’orgoglio di poter ospitare nella “sua” Tropea – famosa per le acque turchesi, per la sabbia bianca, per la caratteristica posizione a picco sul mare, per i suggestivi palazzi nobiliari e le vie strette del centro storico un evento di portata nazionale (e – quest’anno più che mai – internazionale). Ma ha dichiarato che bisogna andare oltre: obiettivo primario della sua amministrazione sarà trasformare la città anche e soprattutto in un crocevia culturale. L’Assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, ha proseguito sulla strada del Sindaco quando, con il suo intervento, ha sottolineato che in tutta la Calabria è in atto una “rivoluzione culturale”. Che non si tratti di sole parole – ha continuato – è dimostrato dal fatto che il primo atto della Giunta Regionale è consistito nella delibera che ha permesso alla Regione Calabria di partecipare al Salone internazionale del libro di Torino. Gli editori calabresi, così, hanno avuto l’opportunità di prendere parte alla vetrina editoriale e libraria più importante d’Italia. Piazza Galluppi, cuore del centro storico, è stata popolata da lettori appassionati e curiosi viaggiatori: attratti dal fermento degli ultimi preparativi della manifestazione culturale, sedotti dal profumo dei libri e accarezzati dalla brezza marina (un toccasana in una giornata così calda!), hanno preso posto davanti a un palcoscenico pronto per l’evento. In un gran rumorio di voci, molti hanno smorzato l’attesa dello “spettacolo culturale” sfogliando i libri presenti al “Gazelibro”, uno stand – gestito dall’agenzia la Bottega editoriale – in cui sarà possibile, per le serate, acquistare i volumi protagonisti a vario titolo della manifestazione. I protagonisti sono stati soprattutto gli autori dei tre libri finalisti del Premio, che saranno – oltretutto – presenze “fisse” delle tre serate, insieme ai loro libri candidati al “podio”. Alicia Giménez-Bartlett, l’autrice spagnola de Il silenzio dei chiostri (Sellerio), Gad Lerner, autore di Scintille (Feltrinelli) nonché noto giornalista, e Mattia Signorini, giovane autore – ma non esordiente – de La sinfonia del tempo breve (Salani). Il ritmo delle intense note del tango di Mario Stefano Pietrodarchi e Luca Lucini ha accompagnato l’apertura dell’evento, condotto dalla giornalista Rai Livia Blasi e da Pasqualino Pandullo, anch’egli giornalista Rai nonché Presidente dell’Accademia degli Affaticati, l’associazione che organizza il Premio stesso. Dopo l’interessante apertura del Sindaco, di cui si è detto, spazio alla letteratura. Quella dei tre libri finalisti, innazitutto: alcuni brani tratti dai loro libri sono stati recitati dagli attori Eugenio Masciari e Rossana Colace, sulle note di un gradevole accompagnamento musicale che ha reso molto suggestivo il momento e ha amplificato nel pubblico il desiderio di incontrare gli autori “in carne e ossa”. Per questo, i “curiosi”, ma anche gli appassionati, non hanno dovuto attendere molto. L’attesa, tuttavia, è stata allietata dalla bellezza eccezionale di Maria Perrusi, Miss Italia 2009, che ha parlato al pubblico della sua passione per i romanzi e ha dichiarato – forte della sua esperienza nel mondo dello spettacolo – l’importanza della cultura e della lettura. La prima a salire sul palco è stata Alicia Giménez-Bartlett, creatrice della serie dell'ispettrice Petra Delicado, cui appartengono diversi altri titoli oltre a quello candidato alla “vittoria tropeana”, e avvezza ai premi letterari: nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante (nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera) e nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival. Subito dopo è stata la volta di Mattia Signorini, narratore che ha portato sul palco la freschezza dei suoi trent’anni e il suo entusiasmo di scrittore, sebbene non esordiente e sebbene abituato all’aria dei premi letterari. Vincitore dell'ultima edizione del Premio “Tondelli” per la narrativa, ha pubblicato racconti in antologie e riviste. Infine Gad Lerner che, per fama “televisiva” oltre che per la sua pluriennale esperienza giornalistica, è stata certamente una delle presenze più attese di questo Premio “Tropea”, nel quale – merito della sua pubblicazione – assume un “volto nuovo”, quello di chi racconta al pubblico la propria storia personale, senza tuttavia perdere la “vena” giornalistica e lo sguardo rivolto alla Storia che lo caratterizza. La prima parte della serata è proseguita con gli interventi del giornalista Enzo Romeo, dello storico Luciano Marrocu, del giovane studioso Lorenzo Santoro, del giornalista Domenico Nunnari, dello scrittore e Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria, Santo Gioffrè, del comico di Zelig Enzo Limardi e degli autori Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo. Ancora musica ad aprire la seconda parte della prima serata dell’evento, con l’intervento di Vittorio Scerbo, Vicesindaco di Marcellinara, comune che ha fatto proprio il claim del Premio – “Una regione per leggere” – e ha coinvolto il tessuto socioculturale del territorio (composto da 14 associazioni) e alcuni docenti dell’Istituto comprensivo locale nella votazione del libro finalista. Una scelta, quindi, che si allinea agli obiettivi del Premio nella promozione e diffusione della buona lettura. A seguire, protagonisti ancora i libri con le pubblicazioni di Saverio Ciccarelli, avvocato e giornalista, Cecilia Vedana e Carlo Simonelli, entrambi scrittori, e Don Pasquale Russo, storico. E ancora: la giornalista Maria Antonietta Artesi, lo scrittore Aldo Colaprisco, lo psichiatra Pasquale Romeo, il direttore del quotidiano on line Strill.it, nonché scrittore, Giusva Branca e l’autrice Annarita Castellani. A fine serata ringraziamenti agli sponsor – Spi, Banca Popolare del Mezzogiorno, Liquirizia Amarelli e Wind – per aver contributo alla realizzazione dell’evento. Appuntamento, allora a domani: Livia Blasi e Pasqualino Pandullo faranno ancora da padroni del palco, accompagnati da diversi altri ospiti. Qualche anticipazione sul programma: oltre ai tre finalisti – con brani letti da Eugenio Masciari e Claudia Di Lullo – ci sarà Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista del Corriere della sera e scrittrice, Presidente dal 2005 del Premio “Bagutta”, il più antico premio letterario italiano e Presidente del Comitato tecnico-scientifico del Premio “Tropea”. Maria Grazia Teramo leggerà poi i versi dei poeti-magistrati Corrado Calabrò e Marcello Vitale. A seguire: l’architetto e artista Fernando Miglietta, il Preside emerito della Facoltà di Lettere dell'Università della Calabria Franco Crispini e la scrittrice Cettina Castorina. La fisarmonica di Luca Colantonio introdurrà poi i giornalisti-scrittori Giuseppe Baldessarro e Manuela Iatì, la ventunenne esordiente Angela Bubba, lo scrittore Andrea di Consoli, lo sceneggiatore Paolo Logli, e i giornalisti Tonino Raffa e Francesco Repice. A chiudere la serata le voci dell’imprenditoria: Alexia Aloe (Responsabile alla Comunicazione della Spi), Nicodemo Librandi (Presidente dell’Azienda Vinicola Librandi), Pina Amarelli (Presidente di Liquirizia Amarelli), Francesco Lucifero (Presidente della Banca Popolare del Mezzogiorno) e Mario Romano (Presidente dei Giovani Industriali di Vibo Valentia). Il gran finale è atteso per domenica 18 luglio, con i tre libri e autori protagonisti “assoluti” del premio, accompagnati dalla prestigiosa presenza di Isabella Bossi Fedrigotti, dal Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese nonché facente parte del medesimo Comitato tecnico-scientifico, Gilberto Floriani, e il Commissario della Camera di Commercio di Vibo Valentia Michele Lico. Ospite di questa parte della serata sarà Giorgio Pasotti, noto attore ed esordiente scrittore con Dentro un mondo nuovo (Mondadori). L’intermezzo musicale di Tommaso Arena e Giuseppe Gualtieri accompagnerà sul palco i rappresentanti delle università calabresi – Tullio Barni (Delegato alla cultura dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro), Giovanni Latorre (Rettore dell’Università della Calabria di Rende) e Vincenzo Tamburino (Prorettore dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria), – e, ancora, l’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, il Presidente della Provincia di Vibo Valentia Francesco De Nisi, il Sindaco di Tropea Adolfo Repice. Il Presidente del Consorzio Asmenet Gennaro Tarallo renderà noti i risultati dei voti dei 409 sindaci calabresi e si scoprirà così chi avrà conquistato il titolo di vincitore del Premio “Tropea” 2010. Mancano poche ore: chi tra Alicia Giménez-Bartlett, Gad Lerner e Mattia Signorini avrà la palma della vittoria?

Ultimo aggiornamento ( domenica 18 luglio 2010 )
 
Conferenza Stampa “Premio Tropea 2010”

Presenza “fissa” a Tropea dei tre finalisti: la spagnola Alicia Giménez-Bartlett, il giornalista Gad Lerner e il giovane Mattia Signorini

 
Alla Rai Calabria di Cosenza, lanciato il programma ufficiale del Premio.

Presente l’Assessore Mario Caligiuri che ha citato il Premio come segno

della “rivoluzione culturale” auspicata dal Presidente Giuseppe Scopelliti

 

Si è tenuta oggi a Cosenza, presso la Saletta polifunzionale della sede Rai Calabria, la Conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del Premio nazionale letterario "Città di Tropea - Una regione per leggere". Nell’intervento tenuto dall’Assessore alla Cultura Mario Caligiuri, si è evinto come il Premio “Tropea”, insieme ad altre manifestazioni interne ed esterne (e tra quelle esterne l’Assessore ha citato il Salone internazionale del libro di Torino) sia un segno di quella “rivoluzione culturale” auspicata dal Governatore Giuseppe Scopelliti come premessa del necessario cambiamento in Calabria. Pasqualino Pandullo, giornalista Rai e Presidente dell'Accademia degli Affaticati (l'associazione promotrice del Premio), facendo riferimento alla commistione tra locale e globale quale imprinting dell’organizzazione del Premio, ha lanciato interessanti anticipazioni sul programma delle tre serate tropeane.Pandullo ha segnalato l’eccezionale presenza fissa degli autori dei tre libri finalisti, vale a dire la scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett, autrice de Il silenzio dei chiostri (Sellerio), il noto giornalista Gad Lerner, autore di Scintille (Feltrinelli) e, infine, il giovanissimo scrittore Mattia Signorini, autore de La sinfonia del tempo breve (Salani). Sarà così possibile incontrarli per i caratteristici vicoli della cittadina tropeana, oltre che ascoltarli dalla platea nelle serate in tutti e tre i giorni (16, 17 e 18 luglio) della manifestazione. Saranno inoltre presenti sulla “scena” del Premio “Tropea” altri ospiti d’eccezione provenienti dal mondo dello spettacolo come ad esempio Maria Perrusi, Miss Italia, simbolo del connubio tra cultura ed estetica: della serie «la Bellezza salverà il mondo». E ancora: Giorgio Pasotti, attore ormai consolidato ma anche scrittore esordiente con il romanzo autobiografico Dentro un mondo nuovo (Mondadori). Nonostante si tratti di un Premio di natura narrativa, la manifestazione sarà occasione per “sondare” anche altri “terreni culturali”, quali la poesia e la saggistica. Tra le altre, saranno presentate le ultime novità editoriali firmate dai poeti-magistrati Corrado Calabrò e Marcello Vitale. Altre “incursioni” avverranno grazie al filosofo Franco Crispini, lo storico Luciano Marrocu, l’architetto Fernando Miglietta e il giovane studioso Lorenzo Santoro. Un Premio che, edizione dopo edizione, si fa spazio nella scena culturale, compreso il panorama della stampa nazionale. Tutto questo è stato reso possibile anche col sostegno dei partners istituzionali – tra i quali il Premio “Tropea” annovera la Regione Calabria, la Provincia di Vibo Valentia, la Città di Tropea, la Provincia di Reggio Calabria, la Camera di Commercio di Vibo Valentia e il Sistema Bibliotecario Vibonese – e grazie al supporto degli sponsor – Spi, Banca Popolare del Mezzogiorno, Liquirizia Amarelli e Wind. Il ruolo della continuità negli eventi culturali e non solo è stato sottolineato da Michelangelo Mirabello, Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia. Lo stesso Mirabello ha descritto il Premio “Tropea” come fiore all’occhiello di tutta la provincia di Vibo, in cui Tropea appunto ricade. Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese nonché uno dei componenti del Comitato tecnico-scientifico del Premio, ha messo in luce il meccanismo stesso della “competizione” teso a impiegare l’intero territorio regionale – rappresentato dai 409 sindaci – nella lettura prima, e nel voto poi, dei tre libri finalisti. Tutto questo in un contesto che presenta un forte deficit nella lettura.Antonella Fucile, funzionaria di Asmenet Calabria, ha illustrato il ruolo di collaborazione del consorzio nella consegna dei libri ai sindaci componenti della giuria e nella raccolta dei voti attraverso i più innovativi sistemi telematici. Tecnologia e promozione della cultura, dunque, che lavorano fianco a fianco. Mario Caligiuri, Assessore alla Cultura della Regione Calabria, oltre che sul concetto di “rivoluzione culturale”, ha pure focalizzato l’attenzione sulla necessità di promozione della cultura come base di partenza dello sviluppo del territorio e come trampolino di lancio per concretizzare quell’indispensabile salto culturale. E, facendo riferimento al programma culturale e alle politiche della lettura che saranno veicolati attraverso quello che ha definito il “Libro verde”, ha edulcorato una delle famose frasi di don Lorenzo Milani: “Una parola che non capite oggi, è un calcio nel sedere domani”.

 

Il programma del Premio “Tropea”

Riportiamo di seguito il programma dettagliato:

 

16 luglio

 

Mario Stefano Pietrodarchi e Luca Lucini

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

Adolfo Repice

Sindaco di Tropea

Alicia Giménez-Bartlett

Scrittrice finalista Premio Tropea 2010

Gad Lerner

Scrittore finalista Premio Tropea 2010

Mattia Signorini

Scrittore finalista Premio Tropea 2010

Maria Perrusi

Miss Italia 2009

Santo Gioffrè

Scrittore

Enzo Limardi

Comico di Zelig - scrittore

Domenico Nunnari

Giornalista - scrittore

Lorenzo Santoro

Dottore di ricerca in storia contemporanea

Luciano Marrocu

Storico - scrittore

Tonino Raffa

Giornalista

Francesco Repice

Giornalista

Fernando Miglietta

Architetto - artista

Mario Stefano Pietrodarchi e Luca Lucini

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

Saverio Ciccarelli

Avvocato - giornalista

Cecilia Vedana

Scrittrice

Carlo Simonelli

Scrittore

Don Pasquale Russo

Storico - saggista

Cettina Castorina

Scrittrice

Maria Antonietta Artesi

Giornalista - scrittrice

Aldo Colaprisco

Scrittore

Pasquale Romeo

Psichiatra - scrittore

Giusva Branca

Giornalista - direttore di Strill.it

Annarita Castellani

Scrittrice

Mario Stefano Pietrodarchi e Luca Lucini

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

legge Eugenio Masciari (attore - regista)

con Rossana Colace (attrice)

 

17 luglio

 

Tommaso Arena e Giuseppe Gualtieri

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

Isabella Bossi Fedrigotti

Presidente del comitato tecnico-scientifico

Alicia Giménez-Bartlett

Scrittrice finalista Premio Tropea 2010

Gad Lerner

Scrittore finalista Premio Tropea 2010

Mattia Signorini

Scrittore finalista Premio Tropea 2010

Corrado Calabrò

Poeta - magistrato

Marcello Vitale

Poeta - magistrato

Angela Bubba

Scrittrice

Franco Crispini

Preside emerito Lettere Università della Calabria-Cosenza

Tommaso Arena e Giuseppe Gualtieri

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

Francesco Mangione

Presidente Spi Spa

Nicodemo Librandi

Azienda Vinicola Librandi

Pina Amarelli

Presidente Amarelli

Francesco Lucifero

Presidente Banca Popolare del Mezzogiorno

Mario Romano

Presidente Giovani Industriali di Vibo Valentia

Enzo Romeo

Giornalista - scrittore

Andrea Di Consoli

Scrittore

Paolo Logli

Scrittore – sceneggiatore

Guseppe Baldessarro

Giornalista - scrittore

Manuela Iatì

Giornalista - scrittrice

Tommaso Arena e Giuseppe Gualtieri

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

legge Eugenio Masciari (attore - regista)

con Rossana Colace (attrice)

 

18 luglio

  

Luca Colantonio

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

Isabella Bossi Fedrigotti

Presidente del comitato tecnico-scientifico

Alicia Giménez-Bartlett

Scrittrice finalista Premio Tropea 2010

Gad Lerner

Scrittore finalista Premio Tropea 2010

Mattia Signorini

Scrittore finalista Premio Tropea 2010

Giorgio Pasotti

Scrittore - attore

Gilberto Floriani

Direttore Sistema Bibliotecario Vibonese

Giuseppe Meligrana

Editore

Michele Lico

Commissario straordinario Cciaa Vibo Valentia

Luca Colantonio

La fisarmonica e il bandoneon: il tango e dintorni

Giovanni Latorre

Rettore Università della Calabria-Cosenza

Tullio Barni

Delegato-Cultura Università Magna Graecia-Catanzaro

Vincenzo Tamburino

Prorettore Università Mediterranea-Reggio Calabria

Mario Caligiuri

Assessore alla Cultura Regione Calabria

Francesco De Nisi

Presidente Provincia di Vibo Valentia

Adolfo Repice

Sindaco di Tropea

Gennaro Tarallo

Presidente Consorzio Asmenet

PREMIAZIONE

nelle tre serate al pianoforte SERGIO CONIGLIO

  

L’organizzazione e il coordinamento del Premio sono curati da Maria Faragò. L’ufficio stampa del Premio è curato dalla scrivente Agenzia di servizi editoriali “la Bottega editoriale” (www.bottegaeditoriale.it) e dall’Agenzia giornalistica Catino&Giglio (www.catinogiglio.it)

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 14 luglio 2010 )
 
PREMIO TROPEA 2010

Ultimo aggiornamento ( giovedì 01 luglio 2010 )
 
Caligiuri nominato assessore si dimette dal Premio Tropea

Lascia il comitato tecnico-scientifico presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti: "Ora devo essere equidistante"

                     

Il neo assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri, ha rassegnato le sue dimissioni da componente del Comitato tecnico-scientifico del Premio Tropea Letterario Nazionale. In una lettera indirizzata ai presidenti del Comitato, Isabella Bossi Fedrigotti, e dell’Accademia degli Affaticati, Pasqualino Pandullo, Caligiuri ha spiegato che la condizione derivante dal suo nuovo incarico lo induce ad assumere una posizione di equidistanza rispetto a questo genere di manifestazioni. All’assessore Mario Caligiuri, Isabella Bossi Fedrigotti e Pasqualino Pandullo hanno espresso auguri di buon lavoro. Siamo sicuri – hanno aggiunto - che nel nuovo incarico, confacente alle sue prerogative, Caligiuri saprà riversare la competenza, la passione e la capacità creativa che lo hanno sempre contraddistinto .

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 19 maggio 2010 )
 
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