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L'intervento sul "Premio Tropea" rivolto ai sindaci calabresi da Pasqualino Pandullo, presidente dell'Accademia degli Affaticati, in occasione del Convegno sulla "Rete dell'innovazione tecnologica" organizzato dall' Asmenet presso il Centro Agroalimentare di Lamezia Terme.
Lamezia Terme - "Voi siete l’espressione più diretta e genuina della democrazia, scelti dalla popolazione per esserne rappresentanza e guida. Siete il primo, imprescindibile, presidio istituzionale di ogni comunità civica, grande e piccola. A voi guardano con simpatia e speranza i vostri concittadini, sempre a voi guardano come parafulmine di problema, in voi vedono il crocevia di ogni attività politico-amministrativa, ordinaria o meno che sia, che riguarda la comunità amministrata, ma anche ogni tentativo di sviluppo e di espansione. Questo, del resto, è il compito che vi assegna l’ordinamento legislativo, che negli ultimi anni ha ricevuto una configurazione tale da far guardare a voi con maggiore attenzione, per l’attribuzione di prerogative e competenze che vi sono state assegnate. A tal punto che nel sistema a voi legato si è visto l’inizio di una nuova fase, innovativa, che potesse servire da innesco per innovare il sistema del governo dei territori inteso in senso più ampio, fino a quello nazionale, così come poi in parte è già stato. In Calabria, voi formate un Club esclusivo (io l’ho sempre visto così) formato da 409 elementi. A voi si guarda – dall’interno della nostra stessa regione e dal di fuori di essa – in modo vario e difforme. Siete così tanto il centro propulsivo di ogni dinamica politico-amministrativa ed economica (in grado, dal locale, di attivare anche meccanismi più grandi) da essere a volte (e nella nostra Regione, spesso) nel mirino della criminalità organizzata. Ma nessuno, credo, pur tra i mille angoli visuali di cui voi siete al centro, ha mai visto in voi, i paladini, gli alfieri, i testimonial qualificati di una campagna per la lettura. Questo, invece, anche questo, è quel che ha visto in voi l’Asmez, l’Asmenet, insieme con l’Associazione culturale, l’Accademia degli affaticati, che ho l’onore di presiedere. Un’associazione che ha disegnato, e finora realizzato, un Premio letterario, il “Premio Tropea”, che vede simbolicamente, ma anche concretamente, nei sindaci calabresi il vettore di un progetto che individua nell’attenzione al fattore umano, dunque nella cultura, la pre-condizione dello sviluppo. A voi, come l’anno scorso, ma con la maggiore esperienza che deriva da un anno di attività, stiamo consegnando i tre libri finalisti della seconda edizione del Premio Tropea. Sono stati selezionati il 6 aprile scorso a Tropea, in pubblico, da un Comitato tecnico-scientifico presieduto dalla giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, e formato dai rettori delle Università calabresi, dal garante per le comunicazioni Corrado Calabrò, dal maggiore esperto italiano di editoria e mercato, Giuliano Vigini, da altri scrittori, editori ed esperti. Sono tre bei libri, anche quest’anno. Vi chiediamo di leggerli, o di farli leggere a una persona da voi designata, che abbia il gusto, il piacere, il tempo e l’attitudine a leggere tre bei libri per sceglierne uno: quello che considera più meritevole di vincere il Premio Tropea Letterario Nazionale. Non finirò mai di ringraziare l’Asmez e l’Asmenet, il dottor Francesco Pinto, Gennaro Tarallo e, permettetemelo, in modo particolare Maurizio Nicastri: hanno creduto in noi, hanno scommesso con noi, su questo progetto, offrendoci la loro collaborazione. La rete dell’innovazione è soprattutto una rete di idee. E la storia si fa con le idee. Saranno loro, dopo aver accettato quest’anno, anche, di consegnarvi materialmente i tre libri, a gestire elettronicamente via computer il contatto con tutti voi, per questa insolita forma di votazione, dimostrando così, anche con questo piccolo e grande esempio, come sia possibile costruire la rete dell’innovazione. Prima di concludere, vorrei solo accennare alle lettere che, dopo aver ricevuto i libri l’anno scorso, di loro pugno e senza alcuna sollecitazione mi hanno fatto pervenire alcuni sindaci, alcuni di voi. Gesto che – non esito a dirlo – mi ha commosso. Segno di approvazione, di consenso, di incoraggiamento: verso un’idea, possiamo dirlo, che, non a caso, da una cittadina emblema di questa nostra Regione, contribuisce simbolicamente ad abbattere steccati e campanilismi e concorre, vuole concorrere, a diffondere un’immagine della Calabria diversa da quella cui siamo costretti a sottostare. Tutto questo nel nome della cultura, del confronto, dello scambio e della circolazione delle idee. Non mi resta che ringraziarvi per la collaborazione che vorrete accordarci. Non mi resta, soprattutto, che invitarvi a Tropea per partecipare alle tre serate della manifestazione, fissate per il 4, 5 e 6 di luglio. Di tutto cuore, vi faccio sinceri auguri di buon lavoro." |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 31 maggio 2008 )
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Presentata alla Fiera internazionale del libro di Torino, la seconda edizione del Premio Tropea
di Pasqualino Pandullo
TORINO - Un Premio, soprattutto un Premio letterario, in fondo è un pretesto. Almeno per noi del Premio Tropea questo è: fin dall’inizio. Lo abbiamo sempre detto. Anche se Mariolina Venezia dopo essere stata da noi ha vinto il Campiello. Anche se il Tropea fa già parte dell’elenco dei principali Premi italiani, redatto da “Libri e riviste d’Italia”, il Bimestrale di cultura editoriale e promozione della lettura del Ministero per i Beni e le attività culturali.
Lo abbiamo ripetuto questa mattina, alla nostra conferenza stampa nel tempio sacro del libro, la Fiera internazionale di Torino. C‘era più gente dell’anno scorso, alle 11.30, nello stand K175, quello della Regione Calabria, la “casa” diretta da Gilberto Floriani che ha ospitato noi e altre realtà, gli editori in primis, segni tangibili del fermento culturale che attraversa la nostra regione.
Isabella Bossi Fedrigotti, presidente del Comitato tecnico-scientifico che ci ha onorato della sua presenza, ha detto delle cose bellissime. E verissime. Hanno un senso i Premi, perché ha un senso la lettura: chi legge – ha detto la Fedrigotti – è come chi ha un panno per lucidare l’argenteria che è la sua anima. Benché la nostra prima edizione sia andata benissimo, anche al di là delle aspettative – ha concluso – la ricaduta di un Premio non si misura con le persone e con gli articoli: il nascosto è molto di più.
Giuliano Vigini, tra un Javier Marìas e il Premio Alassio che lo vede tra i registi e una diretta per “A sua immagine” su Raiuno, ha trovato il tempo di venire da noi. Anche questo è un segno, e gliene siamo profondamente grati. “Non si tratta di dare una stampella agli editori – ha detto Vigini in conferenza stampa –, un Premio come il Tropea comincia ad essere molto di più”. Maria Faragò, con tutta la grazia e il garbo di cui è capace, ha spiegato bene questo bisogno d’incontrarsi (e in un posto così bello come Tropea) da cui nasce la nostra iniziativa: un’iniziativa – si è spinta a dire – che si svolge in Calabria, sì, ma senza voler a tutti i costi ricorrere a quel concetto così trito e ritrito che è la “calabresità”. Con noi, anche Giacinto Gaetano, il dirigente regionale che con tanta attenzione ci segue già dall’anno scorso, soprattutto nella capitale sabauda: e dopo aver portato il saluto del vice presidente della giunta regionale Domenico Cersosimo, ha spiegato che obiettivo prioritario dell’Assessorato alla cultura è quello della diffusione della lettura, coccolando i lettori forti e invogliando i lettori potenziali.
Un obiettivo ampio, ma che va perseguito concretamente territorio per territorio: il Premio Tropea converge su questo obiettivo – ha affermato il direttore del Sistema bibliotecario Vibonese, Gilberto Floriani – ed anche per questo va sostenuto. Ed io? Io ho annunciato che quest’anno le serate di luglio avranno a loro interno uno spazio dedicato al Concorso intitolato a Federica Monteleone: un articolo o un racconto breve riservato agli studenti calabresi. Lo organizza la Consulta delle associazioni tropeane, presieduta da Vittoria Saccà. Poi, ho ricordato quali sono i tre finalisti, ho ringraziato Confindustria Vibo Valentia quest’anno al nostro fianco, ho ringraziato il segretario generale del Comune di Torino, Adolfo Repice, che è tornato al Lingotto per seguirci e che ci vuole bene (“Io originario di Tropea? No, no: io sono tro-pea-no!”) ed ho invitato tutti a Tropea.
Ci sarà anche Bottega editoriale, l’agenzia che anche da Torino ci ha dato una grande mano d’aiuto. A cominciare dal “mastro Bottega”, Fulvio Mazza, che ha moderato benissimo anche la conferenza stampa di oggi.
Adesso, comincia la gran volata verso le tre serate di luglio.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 12 maggio 2008 )
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Ci sarà anche Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Giuria tecnica
di Lino Tipe
TORINO – Dallo stand della RAI continuano ininterrottamente i collegamenti televisivi per testate e programmi. Ma io, naturalmente, preferisco quelli radiofonici e soprattutto il Fahrenheit di Marino Sinibaldi che va su Radiotre. Questo però può seguirsi anche da casa. E allora l’interrogativo torna assillante: cosa seguire, di cosa approfittare, trovandosi di persona in questo mare magno della 21esima edizione della Fiera internazionale del libro? La tentazione sarebbe quella di seguire ancora la Chiara Gamberale che mi ha invitato alla presentazione del suo libro, nello stand che riproduce il padovano Caffè Petrocchi. Ma se c’è Antonio Prestifilippo che presenta il suo libro sul delitto Scopelliti. “Morte di un giudice solo” (Città del Sole Editore) con Giancarlo Caselli, oggi procuratore della Repubblica di Torino, come faccio a perdermelo? Con loro, Rosanna Scopelliti, figlia del giudice di Cassazione assassinato nell’agosto 91, e il giovane professore universitario Stefano Morabito. Soprattutto Caselli dice cose terribili, e terribilmente vere: “La Calabra è il buco nero della lotta alle mafie”. Io mi avvicino a Rosanna (lei studia lettere a Roma) e la invito, con Prestifilippo, ad una delle serate conclusive del Premio Tropea: pare si possa fare.
Bè, svolgiamo allora un po’ di compiti istituzionali. Ornela Vorpsi, una delle tre finaliste di quest’anno, sarà qui? Vado allo stand della Einaudi ad informarmi. Ritrovo il capo ufficio stampa, Carla Polzot: “No, quest’anno non è venuta, è rimasta a Parigi”. Ma in compenso, ottengo i suoi recapiti.
Ed è proprio lì che mi raggiunge la telefonata della dolcissima Sabellina nostra: mi chiede dove saremo e a che ora, domenica, per la presentazione del Premio: verrà! Isabella Bossi Fedrigotti, la meravigliosa presidente del comitato tecnico-scientifico del Premio Tropea, dopo domani domenica alle 11 sarà con noi nello stand K 175 del padiglione 2! Grazie, Isabella. Ne approfitto per ricordare che ci saranno anche Giuliano Vigini, Pierfranco Bruni, Gilberto Floriani, Maria Faragò, Giacinto Gaetano e Fulvio Mazza che coordinerà la conferenza stampa.
Intanto il motore dello stand della Regione Calabria, dove siamo ospitati, aumenta di giri. Per oggi, vi segnalo la presentazione di un delizioso libricino che richiama la passione teatrale di Albert Camus. Lo ha scritto Carlo Fanelli (Università della Calabria) per i tipi di Abramo, s’intitola “Albert Camus e Jean Grenier – La fortuna di trovare un maestro”, e fa parte di una indovinata collana chiamata appunto “Teatro in tasca” (costa solo 5 euro). E’ il direttore editoriale della Abramo editore, Mauro Minervino, con la consueta profondità, a introdurre gli ospiti chiamati a parlarne: il direttore dell’Istituto per gli Studi sul Mediterraneo dell’Università di Genova, Sergio Zoppi, e la direttrice artistica del Teatro della Tosse di Genova, Consuelo Basilari. Parlando dell’autore di questo petit-livre, e dello spettacolo teatrale cui è legato, e cioè Carlo Fanelli, la Basilari afferma: “... non passò molto tempo quando m’imbattei come per magia nell’uomo che avrebbe potuto dar corpo al progetto di uno spettacolo teatrale su Albert Camus e Jean Greniere, testimoni dell’amore comune per un Mediterraneo felice“. Che bello.
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Ospite dello stand della Regione Calabria, quest’anno più accogliente ed elegante che mai
di Lino Tipe
TORINO – Non so se finirà col dissuadere qualcuno dal visitare questa Mecca del libro (degli scrittori e soprattutto dei lettori), la decisione (e la reazione conseguente) di avere Israele come paese ospitato. Sarebbe un vero peccato. Ma non credo, a giudicare dagli stormi sereni di visitatori che già questo dal primo giorno animano gli stands degli editori. Questa 21esima Fiera del libro di Torino è maestosa. Un numero per tutti: ci sono 2000 relatori in cinque giorni, dunque, altrettante possibilità di incontri. Presentazioni, dibattiti, iniziative. E c’è anche il Premio il “Premio Tropea”, per il secondo anno consecutivo. E’ stato emozionante sentire il Presidente della Repubblica, ribadire che l’occasione offerta dalla kermesse torinese va vissuta come una possibilità di confronto fra culture. E’ stato emozionante sentire, ancora una volta, che il tema di quest’anno è quello della “bellezza che cambierà il mondo”, come Dostojievsky fa dire a un suo personaggio: è lo stesso concetto che, senza saperlo, abbiamo usato sulla brochure per spiegare il Premio. Ed è emozionante ritrovare lo stand della Regione Calabria (straordinaria la regìa di Gilberto Floriani) più grande e più bello che pria. Casa Calabria è accogliente ed elegante. Lo staff di Bottega Editoriale (i terminali nervosi e comunicativi di questa meravigliiosa postazione) è più agguerrito che mai: c’è persino il guru, Fulvio Mazza. E più di una emozione, e più di una incertezza, suscita il fatto di dover decidere nel breve volgere di pochi minuti come spendere al meglio il tempo che ti è dato di trascorrere in questa sorta di Eden. Io sono stato fortunato, perché appena arrivato ho scoperto una delle mie conduttrici radiofoniche preferite, Chiara Gamberale, stava per condurre un incontro con tre scrittrici israeliane: Avirama Golan, Zeruya Shalev e Sara Shilo. Ma dov’è questa Sala Blu? Che fortuna: a due passi due da casa Calabria! Raffinata la conversazione, interessante scoprire che per ognuna delle tre autrici, secondo modalità diverse, la famiglia rappresenta un’entità imprescindibile anche in una nazione nella quale la cronaca confina con la storia e il pubblico sconfina nel privato. E verrebbe tanta voglia di gridare, con le parole di Amos Oz: “Non ce ne facciamo più nulla della letteratura da piagnistei, (...) ora qui nella nostra terra abbiamo bisogno di una letteratura i cui protagonisti siano personaggi maschili e femminili attivi e non passivi, donne e uomini che non siano stereotipi di maniera, ma persone in carne e ossa dotati di istinti forti, di debolezze tragiche.” Dai! Finito l’incontro con la Gamberale, allo stand della Regione una gradita visita: arriva Silvana Giacobini, direttrice della rivista “Diva e donna”. Naturalmente, l’abbiamo invitata a Tropea a luglio. Domenica, intanto, qui alla Fiera del libro, la presentazione della seconda edizione del Premio. Padiglione 2, Stand K 175. Forza, siamo più che mai sulla buona strada. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 08 maggio 2008 )
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TROPEA – Si è svolta in un’atmosfera cordiale e festosa, martedì 22 aprile alle 17.00 nella sala Convegni della Biblioteca provinciale di Tropea, come lo scorso anno, la cerimonia di consegna alla Giuria popolare dei tre libri finalisti del Premio Tropea da parte del Presidente dell'Accademia degli Affaticati, Pasqualino Pandullo.
La serata è iniziata con la proiezione di un breve filmato contenente alcuni spezzoni della giornata del 6 aprile in cui la giuria tecnico-scientifica ha decretato la terna dei finalisti di questa seconda edizione del Premio: Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi (Sellerio), Ornela Vorpsi, La mano che non mordi (Einaudi) e Domenico Starnone, Prima esecuzione (Feltrinelli).
I primi libri sono andati all’assessore al turismo e ai beni culturali del comune di Tropea, Michele Accorinti, a nome del sindaco Euticchio, che all’ultimo momento non ha potuto partecipare e al direttore della Biblioteca provinciale di Tropea, Enzo D’Agostino, figlio del rimpianto Francesco Felice D’Agostino, scomparso la scorsa estate, anch’egli socio fondatore dell’Accademia degli Affaticati.
La consegna poi è proseguita con i 12 alunni delle scuole superiori di Tropea (4 per ogni indirizzo), i quali sono stati molto entusiasti nel ricevere i libri. Agli studenti sono seguiti i soci fondatori dell'Accademia degli Affaticati e gli altri 14 membri della Giuria popolare, scelti tra i nuovi soci dell’Accademia e persone legate al mondo della cultura locale. Ai voti della Giuria popolare - lo ricordiamo - anche quest’anno si uniranno i voti di tutti i 409 sindaci della Calabria a cui presto verranno inviati i libri finalisti, scelti dal Comitato tecnico scientifico, presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti. La consegna è stata l’occasione anche per un primo giudizio sulle opere finaliste che, come ha detto la Bossi Fedrigotti, sono libri di ottima qualità, in grado di arricchire culturalmente e far riflettere il lettore. La serata si è conclusa con i saluti del Presidente Pandullo che ha auspicato che la manifestazione di quest’anno, che si svolgerà a Tropea il 4-5-6 luglio, abbia ancora più successo e risonanza nazionale di quella dello scorso anno.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 02 maggio 2008 )
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Vibo Valentia - I tre libri finalisti del Premio Tropea di narrativa sono stati consegnati al prefetto di Vibo Valentia, Ennio Mario Sodano, dal sindaco della cittadina tirrenica, Antonio Euticchio, nel corso di un breve e cordiale incontro che si è svolto in Prefettura. All’incontro hanno partecipato anche il giornalista Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati (l’Associazione che organizza l’evento culturale) e l’assessore comunale al Turismo e ai Beni Culturali, Michele Accorinti.
Il prefetto di Vibo Valentia, dallo scorso gennaio alla guida del Palazzo di Governo vibonese, si è complimentato con i promotori della manifestazione. “Sono un appassionato di lettura – ha detto il prefetto Sodano – e credo che quello culturale sia lo strumento più giusto per valorizzare i pregi di questo territorio”. “Il progetto del Premio letterario Tropea – ha concordato il sindaco di Tropea, Antonio Euticchio - ha subito suscitato l’approvazione e il sostegno dell’amministrazione comunale. Attorno ad esso si sta formando una rete, di cui il Comune è parte centrale: tutto questo – ha osservato il sindaco di Tropea – introduce una novità importante nella mentalità dei nostri enti locali”.
Il fermento di eventi legati al mondo della cultura e a quello dello spettacolo in programma a Tropea, è stato al centro delle parole dell’assessore comunale al Turismo “e questo fermento – ha sottolineato Michele Accorinti – ha trovato nella nostra amministrazione prima un ispiratore, poi un interlocutore ”.
Al prefetto di Vibo Valentia, il presidente dell’Accademia degli Affaticati ha illustrato il meccanismo del Premio Tropea, che da questo momento affida a tutti i sindaci calabresi il verdetto sul vincitore: i primi presìdi istituzionali di ogni comunità civile, dunque – ha detto Pasqualino Pandullo – immaginati come alfieri di una vera e propria campagna per la lettura”.
Il prefetto Ennio Mario Sodano ha tenuto ad annunciare che sarà presente alle serate finali (in programma per il 4, 5 e 6 di luglio) e che vorrà conoscere personalmente i tre scrittori finalisti del Premio letterario Tropea. Si tratta, lo ricordiamo, di Gianrico Carofiglio per il libro “Ragionevoli dubbi” (Sellerio editore), Ornela Vorpsi con “La mano che non mordi” (Einaudi) e Domenico Starnone con “Prima esecuzione” (Feltrinelli). Le tre opere sono state selezionate dal Comitato tecnico-scientifico del Premio, presieduto dalla giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 12 aprile 2008 )
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Scelta la terna dei finalisti del Premio letterario nazionale "Città di Tropea - Una regione per leggere".

Ornela Vorpsi, La mano che non mordi (Einaudi)
Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi (Sellerio)
Domenico Starnone, Prima esecuzione (Feltrinelli)
Ha avuto luogo il 6 aprile la scelta dei tre libri finalisti che sono così giunti sul podio del Premio letterario nazionale "Città di Tropea - Una regione per leggere". La giuria tecnico-scientifica alla presenza del Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, in un clima di festosa serenità ha decretato la terna dei finalisti di questa seconda edizione del Premio. La città di Tropea ha risposto all'invito con grande entusiasmo, il pubblico intervenuto infatti ha assistito alla votazione in diretta partecipando con emozione. La giornata di votazione si è aperta con il saluto del sindaco della città, Antonio Euticchio che, ringraziando gli organizzatori per l'ottima riuscita della manifestazione dell'anno precedente, ha affermato che, vista la larga partecipazione odierna, ci sono tutti i presupposti per un successo ancor maggiore. Di rilievo anche l'intenso intervento introduttivo del Presidente Loiero. Questi ha, tra l'altro, evidenziato che "il 'Premio Tropea' rappresenta uno di quei volti diversi e positivi della Calabria che, però, emergono poco in quanto schiacciati dalla 'crudeltà mediatica' della stampa nazionale e internazionale. Quella stampa che ama rappresentare la Calabria quasi solo per quegli elementi di negatività - pur presenti e da non sottovalutare assolutamente - legati soprattutto alla criminalità organizzata". Denso pure l'intervento di saluto di Domenico Arena, Presidente Confindustria Vibo Valentia, che ha motivato il sostegno al 'Premio Tropea' spiegando che una buona imprenditoria può svilupparsi solo in un "humus territoriale" fecondato da una vasta cultura. Le tre opere che hanno incontrato il favore della giuria sono dunque state: Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi (Sellerio) che ha ottenuto cinque voti, Ornela Vorpsi, La mano che non mordi (Einaudi) che ha ottenuto quattro voti e Domenico Starnone, Prima esecuzione (Feltrinelli ) che ha ottenuto tre voti. Analogo punteggio avevano ottenuto Gaetano Cappelli, Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo, Marsilio e Stefano Zecchi, Il figlio giusto, Mondadori. Il libro di Starnone è passato rispetto agli altri due dopo un ballottaggio che ha visto ottenere dalla giuria quattro voti a suo favore contro i tre del libro di Cappelli e i due dell'opera di Zecchi. Oltre alla presidente Isabella Bossi Fedrigotti (fine giornalista e scrittrice, Presidente - tra l'altro - del Premio Bagutta, il più antico e prestigioso premio letterario italiano) erano presenti i seguenti giurati: Lino Daniele, giornalista pubblicista e Vice Presidente dell'Associazione Accademia degli Affaticati; Giuseppe Meligrana, giovane editore tropeano e Segretario dell'Associazione Accademia degli Affaticati; Pasqualino Pandullo, giornalista Rai, Presidente dell'associazione stessa; Giuliano Vigini, direttore di Editrice bibliografica. Presenti anche Tullio Barni, delegato alla Cultura del Rettore dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, Vincenzo Tamburino, Prorettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria; Francesco Kostner, Responsabile dell'Ufficio Relazioni Esterne dell'Università della Calabria, di Cosenza; Alessio Fabiano, delegato del giurato Mario Caligiuri docente di Comunicazione dell'Unical. È rimasta invariata una delle opzioni più originali e vincenti della scorsa edizione: il vincitore assoluto sarà scelto dalla combinazione dei voti di 409 sindaci calabresi e da una giuria popolare composta da 41 persone tra studenti e cittadini tropeani di diversa estrazione sociale. Un modo, questo, per aiutare a diffondere, in maniera capillare e mirata la cultura della lettura che, in Calabria, sembra essere del tutto sconosciuta ai più. I sindaci, dunque, si potranno ergere a promotori, nel proprio territorio, della crescita culturale che i libri possono fornire. La consegna dei premi finali si svolgerà il 4, 5 e 6 luglio con una pubblica manifestazione arricchita da ospiti illustri, dibattiti e altri eventi di intrattenimento e di carattere culturale.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 09 aprile 2008 )
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è sempre questa la modalità di scelta, esclusiva, della terna dei finalisti.

Domenica 6 aprile 2008: al via la seconda edizione del
Premio letterario nazionale “Città di Tropea - Una regione per leggere”.
Sarà la Sala del Museo diocesano di Tropea, così come per la prima edizione del Premio, ad ospitare, domenica 6 aprile alle ore 10.30, la giuria tecnico-scientifica che decreterà la terna dei finalisti della seconda edizione del Premio letterario nazionale “Città di Tropea – Una regione per leggere”. La modalità attraverso cui i tre testi verranno scelti sarà, ancora una volta, la votazione pubblica cui potranno assistere quanti vorranno.
Come dire: a Tropea non solo il mare è trasparente!
Alla presenza di Agazio Loiero, Presidente Regione Calabria, e di Domenico Arena, Presidente Confindustria Vibo Valentia, le opere che si contenderanno l’elezione nella terna di finalisti sono:
- Gaetano Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo, Venezia, Marsilio, 2007
- Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, Palermo, Sellerio, 2006
- Diego De Silva, Non avevo capito niente, Torino, Einaudi, 2007
- Mario Fortunato, I giorni innocenti della guerra, Milano, Bompiani, 2007
- Daria Galateria, Mestieri di scrittori, Palermo, Sellerio, 2007
- Andrej Longo, Dieci. Milano, Adelphi, 2007
- Michele Mari, Verderame, Torino, Einaudi, 2007
- Salvatore Niffoi, Ritorno a Baraule, Milano, Adelphi, 2007
- Nico Orengo, Hotel Angleterre, Torino, Einaudi, 2007
- Clara Sereni, Il lupo mercante, Milano, Rizzoli, 2007
- Domenico Starnone, Prima esecuzione, Milano, Feltrinelli, 2007
- Gian Antonio Stella - Sergio Rizzo, La Casta, Milano, Rizzoli, 2007
- Fabio Volo, Il giorno in più, Milano, Mondadori, 2007
- Ornela Vorpsi, La mano che non mordi, Torino, Einaudi, 2007
- Stefano Zecchi, Il figlio giusto, Milano, Mondadori, 2007
Confermati, rispetto alla precedente edizione, molti dei nomi componenti la giuria, tuttavia rafforzata con un numero complessivo di 12 componenti.
La Presidente è Isabella Bossi Fedrigotti, fine giornalista e scrittrice, Presidente dal 2005 del Premio Bagutta, il più antico premio letterario italiano, nato nel 1927, e tra i più prestigiosi. Un’importante intersezione che non fa che impreziosire il ben più giovane premio di Tropea…
I giurati sono: Pierfranco Bruni, scrittore, Vice Presidente Sindacato Libero Scrittori Italiani; Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; Mario Caligiuri, giornalista, docente universitario di Comunicazione istituzionale; Francesco Saverio Costanzo, Magnifico Rettore dell’Università Magna Grascia di Catanzaro; Michele Daniele, giornalista pubblicista e Vice Presidente dell’Associazione Accademia degli Affaticati; Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; Massimo Giovannini, Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Giovanni La Torre, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria di Rende; Giuseppe Meligrana, giovane editore tropeano e Segretario dell’Associazione Accademia degli Affaticati; Pasqualino Pandullo, giornalista Rai, Presidente dell’associazione stessa; Giuliano Vigini, direttore di Editrice bibliografica.
Rimane invariata anche una delle opzioni più originali e vincenti della scorsa edizione: il vincitore assoluto sarà scelto dalla combinazione di voti dei 409 sindaci calabresi e da una giuria popolare composta da 41 persone tra studenti e cittadini tropeani di diversa estrazione sociale. Un modo, questo, per aiutare a diffondere, in maniera capillare e mirata, la cultura della lettura che, in Calabria, sembra essere del tutto sconosciuta ai più. I sindaci, dunque, si potranno ergere a promotori, nel proprio territorio, della crescita culturale che i libri possono fornire.
Ricordiamo il vincitore, tra tutti, dell’edizione precedente: Roberto Saviano con il suo Gomorra, Mondadori. Un libro che ha fatto moltissima strada, che è passato anche da Tropea, mentre si apprestava a raggiungere più di 40 Paesi in tutto il mondo, in cui attualmente è stato tradotto. Leggere, dunque, per conoscere e “imparare a leggere” la società che ci circonda, aiutandoci a sviluppare, il più delle volte, quel sesto senso – il senso critico – che ciascuno di noi dovrebbe possedere. Da non dimenticare, inoltre, anche il secondo posto che si è aggiudicata Mariolina Venezia con Mille anni che sto qui, Einaudi. Anche quello che sarebbe diventato di lì a poco Premio Campiello 2007 è passato da Tropea prima di sbarcare nella splendida laguna.
La consegna dei premi finali si svolgerà il 4, 5 e 6 luglio con una pubblica manifestazione arricchita da ospiti illustri, dibattiti e altri eventi di intrattenimento e di carattere culturale.
Si può essere certi che, con gli anni, prenderà forma un nuovo “brand Calabria” capace di creare un’idea inedita e altamente positiva, diversa certamente da quella che, oggi, si manifesta nell’immaginario collettivo.
Per maggiori informazioni, soprattutto sulla passata edizione, si può consultare il sito ufficiale del Premio: www.premioletterariotropea.org/ .
Tropea, 3 aprile 2008 Bottega editoriale
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 aprile 2008 )
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