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Premio Letterario Tropea

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Premio Tropea: chi sarà il vincitore dell'edizione 2008? Aumenta la suspance per conoscere chi, tra i tre scrittori finalisti, verrà decretato vincitore.Domenico Starnone, Prima esecuzione, 2007, Feltrinelli (collana I narratori) «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo». Marco, 10, 17-18. Un insegnante e la sua domanda: sono stato un cattivo maestro? Forse. È anziano, è fuori dal gioco, però deve “stare agli ordini” di una sua ex allieva terrorista. Ma l’insegnante è lo scrittore Domenico Starnone, che può modificare la storia che sta vivendo. E ci prova. Quanto è veramente libero di far cambiare direzione agli eventi? Domenico Stasi è un anziano ex insegnante, uomo colto, sollecito, impegnato e di apparente pacatezza, «invecchiato facendo non quello che gli andava di fare ma quello che gli sembrava coerente col sentimento che aveva di sé». Quando apprende che Nina, una sua vecchia alunna, è indagata per partecipazione a banda armata, decide di incontrarla per essere rassicurato della sua innocenza. Ma Nina si proclama colpevole e affida a Stasi un incarico delicato: dovrà recarsi in un appartamento abbandonato, cercare una copia della Morte di Virgilio di Hermann Broch, trascrivere una frase sottolineata a pagina 46 e farla avere a un non meglio precisato “contatto”. Con leggerezza, quasi per gioco, Stasi esegue gli ordini. Apparentemente, però, non si tratta affatto di un gioco. Stasi viene convocato dalla polizia, che segue ogni sua mossa; il contatto non si accontenta del messaggio e gli fa recapitare una pistola con la quale dovrà sparare a un importante bersaglio... Un meccanismo inesorabile si è messo in moto. Ma è realmente così? Chi è il professor Stasi? È un assassino? È una vittima? È un innocuo zimbello? Di fatto, lo scrittore è il demiurgo della storia e ne è a sua volta in balia, spaventato, deriso, risucchiato da un’oscura minaccia? L’unica cosa certa è che nessuno può dirsi innocente, che in ognuno di noi è in agguato il “guizzo improvviso di rettile”. Domenico Starnone (Napoli 1943) vive e lavora a Roma. Ha insegnato a lungo nella scuola media superiore e si è occupato di didattica dell'italiano e della storia (Fonti orali e didattica, 1983). Per "I Classici Feltrinelli" ha introdotto Cuore di De Amicis (1993), Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo (1994) e Lord Jim di Conrad (2002). È stato redattore delle pagine culturali del “Manifesto”, giornale con cui collabora tuttora. Ha lavorato molto per il cinema. Dai suoi libri sono stati tratti i film La Scuola di Daniele Luchetti, Auguri, Professore di Riccardo Milani e Denti di Gabriele Salvatores. Nel 2001 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Via Gemito. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, 2006, Sellerio Editore Palermo (collana La memoria)Dopo tre anni, ritorna Guido Guerrieri, l’avvocato più celebre dell’Italia letteraria, protagonista anche di questo terzo legal thriller di Gianrico Carofiglio. Sono giorni un po’ difficili per Guido Guerrieri. Margherita, la sua compagna, sta per partire per gli Stati Uniti per un lavoro importante. Una bella soddisfazione per lei, ma Guerrieri si sente morire dentro. Il nuovo caso perciò lo coglie in un momento di abbattimento e di difficoltà. Un detenuto, condannato pesantemente in primo grado per traffico di droga, ha ricusato il suo avvocato e ora vuol nominare lui come difensore. Al primo colloquio in carcere Guerrieri riconosce immediatamente l’uomo. È uno dei picchiatori fascisti che tanti anni prima, quando era un ragazzino, lo aggredì. Ma il detenuto non mostra di riconoscerlo, anzi, sta affidando a lui la sua sorte. L’uomo racconta la sua storia: arrestato con l’automobile imbottita di droga, «convinto» da sconosciuti a nominare come difensore un avvocato che gli ha procurato il massimo della pena, si protesta innocente e ora vuole affidarsi a Guerrieri che gode fama di professionista affidabile. E qui il racconto potrebbe svolgersi sul semplice piano delle indagini e del processo – che sono, inutile sottolinearlo, molto avvincenti – se non fosse per l’antico odio che Guerrieri nutre per il suo assistito e contemporaneamente per la «storia» che nasce con la bellissima moglie e con la figlia, una bambina cui la detenzione del padre ha regalato un sonno pieno di incubi. Guerrieri è innamorato e felice, forse ha sempre desiderato una famiglia così, ma nello stesso tempo avverte tutto il disagio della situazione: proibitiva e non solo per deontologia professionale.Gianrico Carofiglio (Bari, 1961) di professione magistrato, da poco Senatore per il Pd. Per il primo romanzo, Testimone inconsapevole (definito da Corrado Augias «uno dei migliori gialli legali uscito in Italia» e giunto alla 43 edizione), ha vinto alcuni premi letterari: XXVI Premio Città di Chiavari, Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo, Premio del Giovedì Marisa Rusconi, Premio Rhegium Julii e Premio Fortunato Seminara-Opera Prima. Con questa casa editrice ha pubblicato anche Ad occhi chiusi (2003, 34ª edizione), Ragionevoli dubbi (2006, 24ª edizione) e L'arte del dubbio (2007) tradotti in tutto il mondo. Ha vinto numerosi premi tra cui il Premio Bancarella 2005 con Il passato è una terra straniera. Con il fratello Francesco ha scritto il graphic novel Cacciatori nelle tenebre. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Ornela Vorpsi, La mano che non mordi, 2007, Einaudi (collana L'Arcipelago EINAUDI)«Io e l'aereo non era una storia d'amore. Con la mia attenzione-concentrazione dovevo reggere l'intero aereo. Quella volta che l'ho tenuto su dal Giappone a Parigi, c'è voluto più di un mese per rimettermi dai dolori della cervicale, muscoletto spietato e testardo che si vendicava perché avevo approfittato di lui per quindici ore filate». Esiste una lingua per raccontare lo spaesamento? Tutto parte da un viaggio a Sarajevo: un tuffo nel cuore dei Balcani, generoso e polveroso come nei ricordi d'infanzia. Qui, la pioggia bagna la pelle più in profondità che altrove. La morte è più sorprendente e ha più sapore. Come un assedio, ad ogni passo risuona «l'esperanto balcanico», quel linguaggio inudibile e perentorio che non è possibile lasciarsi alle spalle. Un romanzo vivo, caustico, una scrittura apolide leggera e penetrante come le emozioni di cui si nutre. «Ormai sono una perfetta straniera. Quando si è così stranieri, si guarda il tutto in modo diverso da uno che fa parte del dentro. È come recarsi a una cena di famiglia e non poter partecipare; si frappone una gelida finestra. Di un vetro bello spesso, antiproiettile, anti-incontro: loro ti scrutano, ti riconoscono, ti fanno dei segni perché tu entri e li raggiunga, pure tu li vedi e rispondi con gli stessi gesti, ma la cena si consuma qui, si consuma così. Dopo poco tempo smettono di invitarti, si stancano, il pollo arrosto gli sorride, il pollo arrosto sfornato al momento giusto è una vera consolazione. Le loro parole sono inudibili. Il loro calore lontano. Tu rimani spettatore». Ornela Vorpsi è nata a Tirana nel 1968. Ha studiato Belle Arti in Albania, poi, dal 1991, all'Accademia di Brera. Dal 1997 vive a Parigi. È fotografa, pittrice e videoartista. In Italia ha pubblicato Il paese dove non si muore mai (Einaudi, 2005; Premio Grinzane Cavour opera prima, Premio Viareggio Culture europee, Premio Vigevano, Premio Rapallo opera prima, Premio Elio Vittorini opera prima), Vetri rosa (Nottetempo, 2006) e La mano che non mordi (Einaudi, 2006)

Svelato l'atteso programma del Premio La scaletta completa delle tre serateVENERDÌ 4 LUGLIOinterverranno:Ornela Vorpsi, scrittrice finalista Premio Tropea 2008Gianrico Carofiglio, scrittore finalista Premio Tropea 2008Mario Caligiuri, docente universitario e giornalistaMauro Tedeschini, direttore di QuattroruoteMario Desiati, Caporedattore Nuovi Argomenti e scrittoreMauro Francesco Minervino, antropologo e scrittoreMons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto, Nicotera e TropeaAssunta Scorpiniti, giornalista e scrittriceMario Romano, imprenditore e Presidente comunicazione Confindustria Vibo ValentiaGiovanni De Giorgio, medico omeopataAntonio Euticchio, Sindaco di TropeaGilberto Floriani, Direttore Sistema Bibliotecario Vibonese Nicodemo Librandi, imprenditore vitivinicoloFulvio Mazza, Direttore la Bottega editoriale Luigi Cotroneo, Ingegnere Gruppo Paleontologico TropeanoMarco Gatto, critico letterarioMichele Daniele, Vicepresidente dell’“Accademia degli Affaticati” Giuseppina Bilotta, scrittriceBruno Gallo, giornalista e scrittorelegge Pamela Muscia, attricePremio Scrittura giovani “Federica Monteleone”a cura della Consulta delle Associazioni tropeane presieduta da Vittoria SaccàPremiazione Settore NarrativaSABATO 5 LUGLIOinterverranno:Domenico Starnone, scrittore finalista Premio Tropea 2008Carmen Lasorella, Direttrice Tele San MarinoStenio Solinas, giornalista e scrittorePierfranco Bruni, scrittoreRosanna Scopelliti, portavoce del movimento “Ammazzateci tutti”Antonio Prestifilippo, giornalista e scrittoreCristina Segura Garcia, Console onorario di Spagna per Calabria e BasilicataAnnachiara Valle, giornalista e scrittriceAntonio Pugliese, docente universitario e scrittoreFrancesca Viscone, giornalista e scrittriceGiusy Verbaro, poetessaCarmensissi Malferà, giornalista e saggistaSebastiano Caffo, imprenditore Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Vibo ValentiaGiuseppe Meligrana, editore e Segretario dell'“Accademia degli Affaticati”legge Rossana Colace, attriceVito Teti (antropologo e Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia) e Silvia Gambino, ricordano Sharo GambinoPremio Scrittura Giovani “Federica Monteleone”Premiazione Settore GiornalismoInterverranno:Giuseppe Soluri, Presidente Ordine dei Giornalisti della CalabriaPino Nano, Caporedattore Tgr Rai CalabriaDOMENICA 6 LUGLIOinterverranno:Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista e scrittriceDomenico Starnone, scrittore finalista Premio Tropea 2008Ornela Vorpsi, scrittrice finalista Premio Tropea 2008Gianrico Carofiglio, scrittore finalista Premio Tropea 2008Giovanni Latorre, Rettore Università della Calabria CosenzaTullio Barni, delegato dal Rettore dell’Università Francesco Saverio Costanzo per la Cultura Massimo Giovannini, Rettore Università Mediterranea Reggio CalabriaDomenico Nunnari, Vicedirettore Tgr RaiDomenico Cersosimo, Vicepresidente Regione CalabriaFrancesco De Nisi, Presidente Provincia Vibo ValentiaDomenico Arena, Presidente Confindustria Vibo ValentiaFrancesco Pinto, Presidente Consorzio AsmezIntermezzo musicale: Kameliya Naydenova (violinista) ed Emilio Aversano (pianista) eseguiranno Introduzione e Rondò capriccioso di Camille Saint-Sæns

Premio Tropea al Via! Mancano solo poche ore all'inizio della kermesse culturale tropeanaFinalmente ci siamo! Il tanto atteso evento cultural-mondano sta per iniziare. Il 4, 5 e 6 luglio, nel primo week-end dell’estate tropeana, sarà protagonista il Premio nazionale letterario "Città di Tropea - Una regione per leggere", giunto alla sua seconda edizione e con una terna di finalisti di tutto rispetto: Gianrico Carofiglio (con Ragionevoli dubbi, edito da Sellerio), Domenico Starnone (con Prima esecuzione, edito da Feltrinelli) e Ornela Vorpsi (con La mano che non mordi, edito da Einaudi). La piazza intitolata al filosofo tropeano Pasquale Galluppi sarà sotto la luce dei riflettori: sul palco si avvicenderanno volti noti del giornalismo e nomi importanti della cultura nazionale. A condurre le tre serate saranno i giornalisti Rai Pasqualino Pandullo (Presidente dell’“Associazione degli Affaticati” promotrice del Premio) e Livia Blasi, mentre l’atmosfera musicale sarà garantita dal pianoforte di Sergio Coniglio. Queste sono le ultime ore ma chi è dotato di una particolare sensibilità letteraria potrà sentire il fruscìo del volgere delle pagine in tutta la regione da parte dei giurati che si apprestano a terminare il loro impegnativo compito. La qualità generale del Premio è garantita dalla presenza, come presidente, della scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti. Una qualità che – peraltro – è stata recentemente certificata dall’inserimento del Premio Tropea fra i “Premi di qualità” segnalati dal periodico Libri e Riviste d’Italia, organo del Ministero dei Beni culturali. Le serate, imbastite sulla presenza fissa dei tre autori finalisti, vedranno protagonisti i libri della terna, cui sarà dedicato un approfondimento. Si tratta, come già anticipato, di testi e di autori di primo livello: Carofiglio, Starnone e Vorpsi. Discutere con gli autori dei loro testi e degli argomenti correlati fornirà anche la possibilità di affrontare diverse problematiche e certamente sarà anche occasione di vivere momenti di leggerezza "colta". Alle tre serate della kermesse culturale parteciperanno alcuni fra i massimi esponenti della cultura nazionale e del giornalismo. Sottolineiamo innanzi tutto l’attiva partecipazione dei membri della Giuria. Insieme alla citata Bossi Fedrigotti, ci saranno Pierfranco Bruni (Presidente del Sindacato nazionale liberi scrittori), Michele Daniele (Vice Presidente dell’“Accademia degli Affaticati”), Gilberto Floriani (Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese) e Giuseppe Meligrana (editore e Segretario dell'“Accademia degli Affaticati”) che interverranno nelle varie fasi delle serate culturali. Saranno inoltre ospiti, tra gli altri, del salotto culturale tropeano: Mons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto, Nicotera e Tropea, autore del libro Calabria di ieri e di oggi, per Ferrari editore; Fulvio Mazza, Direttore dell’agenzia di servizi per l’editoria la Bottega editoriale; l’imprenditore vitivinicolo Nicodemo Librandi; Pino Nano, Caporedattore Tgr Rai Calabria e Francesca Viscone autrice del libro La globalizzazione delle cattive idee, edito da Rubbettino. Segnaliamo poi, con particolare evidenza, la presenza del Vicepresidente della Giunta Regionale della Regione Calabria, Domenico Cersosimo, che – nella sua qualità di “uomo nero” (così come ama definirsi da quando si trova impegnato nell’amministrazione pubblica) – racconterà della difficoltà di fare, in Calabria, politica culturale. Una particolare categoria di giurati è infine rappresentata dai Rettori delle tre Università calabresi: Tullio Barni, delegato per la Cultura dal Rettore dell'Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, Francesco Saverio Costanzo; Massimo Giovannini, Rettore dell'Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria; Giovanni Latorre, Rettore dell'Università degli Studi della Calabria di Rende, che forniranno il proprio contributo ai relativi dibattiti. Nel cuore del premio, nelle serate del 4 e 5 luglio, alla presenza dei genitori di Federica Monteleone, ci sarà la consegna del Premio Scrittura giovani intitolato alla giovane studentessa – a cura della Consulta delle Associazioni tropeane presieduta da Vittoria Saccà, docente, giornalista e scrittrice – nelle due sezioni “Narrativa” e “Giornalismo”. Domenica 6 luglio, il dibattito sarà accompagnato da un intermezzo musicale: la violinista Kameliya Naydenova e il pianista Emilio Aversano eseguiranno Introduzione e Rondò capriccioso di Camille Saint-Sæns. Il dibattito culturale delle tre serate sarà ravvivato anche e soprattutto grazie alle importanti tavole rotonde che verranno animate da una serie di intellettuali di livello nazionale. Tra cui ricordiamo Carmen Lasorella, giornalista, già inviata speciale e corrispondente Rai da Berlino e direttrice di Tele San Marino, che ha appena pubblicato un attualissimo libro sulla Birmania edito da Bompiani, Verde e zafferano. A voce alta per la Birmania; il direttore di Quattroruote Mauro Tedeschini, autore di un saggio storico e di costume edito da Aliberti dedicato a L’uomo che inventò la 500; Stenio Solinas autore di un saggio dedicato al viaggio costruito come un diario intellettuale dall’eloquente titolo Vagamondo, edito da Settecolori; il giornalista e scrittore Antonio Prestifilippo, autore del libro sul delitto Scopelliti, Morte di un giudice solo, edito da Città del Sole, e su cui si discuterà insieme alla figlia del magistrato, la combattiva Rosanna; il Vice Direttore della testata nazionale del Tgr Rai, Domenico Nunnari; l’antropologo, nonché direttore del Dipartimento di Filologia dell’Unical e Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia, Vito Teti, che ricorderà Sharo Gambino insieme alla figlia di quest'ultimo, Silvia; Mario Desiati, Caporedattore di Nuovi argomenti, e Mauro Francesco Minervino, Direttore editoriale della casa editrice Abramo, che sulla base del recente saggio Quel mare tanto amato di cui sono curatori, ricorderanno la figura di Enzo Siciliano.

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Appunti sulla Accademia degli Affaticati di Tropea

Appunti sull’Accademia degli Affaticati  di Tropea: cos’era

 

1- Anche se ai giorni nostri il nome di accademia é caduto in disuso, tuttavia esso ci ricorda, nella storia della cultura, il nsveglio di una nuova vita all’inizio dell’età moderna.

Di origine pagana, il nome contrassegna il ritorno, appunto, al paganesimo del mondo, stanco del misticismo precedente. Come i monaci che si richiamavano alla vita semplice e schietta del Vangelo, anche gli umanisti aspiravano alla rinascenza culturale.

“Gli umanisti”- scriveva il nostro Francesco Fiorentino alla fine dell’Ottocento- malveduti e spregiati, si strinsero insieme in serrata falange, e crearono le Accademie, piccoli drappelli ordinati alla conquista di un nuovo mondo; e nelle Accademie ebbero agio di contarsi, aiutarsi, e di farsi animo l’un l’altro. L’esempio dei pochi invogliò le moltitudini... Noi veramente siamo stati molto ingiusti verso quei benemeriti quattrocentisti e cinquecentisti, che raccolsero con amorevole sollecitudine le reliquie superstiti della classica eredità: noi, scambiandoli con gli accademici chiacchierini e vanitosi che vennero dopo, mostriamo di non intendere e di non meritare il gran bene che ci fecero”.

2- Ma che cosa erano in realtà le accademie sorte in Italia nel periodo rinascimentale?

Erano, delle associazioni di studiosi (o club, come si dice oggi), finalizzate anzitutto al recupero della classicità greco-romana oltre che alla ricerca letteraria, scientifica, artistica (si pensi ad es. all‘Accademia Pontaniana, all ‘Accademia Platonica, all’Accademia della Crusca, all‘Accademia dell’Arcadia ecc.).

L’Arcadia, in seguito, dandosi un complesso di norme e di riti, ispirati alla poesia bucolica di origine greco-pastorale (quale quella del siracusano Teocrito), determinò la nascita di numerose altre accademie, dai nomi stravaganti (tanto che l’aggettivo arcadico divenne sinonimo di superficiale, astratto, lezioso, in opposizione alla poetica di matrice illuministica (neoclassica o pre¬romantica).

Sorsero così, un po’ in tutta l’Italia, accademie dai nomi strani, quasi umoristici: Accademia degli incogniti (Venezia), Accademia degli Assorditi (Urbino), Accademia degli intronati (Siena), Accademia degli Oziosi (Napoli), e tante altre, ch~ sarebbe lungo enumerarle.

Nella nostra regione, alla celebre Accademia Cosentina di Gìano Parrasio e Bernardino Telesio, ne seguirono molte altre, dai nomi, come s’~ detto, stravaganti, quasi di intonazione goliardica:

Accademia dei Pescatori Cratilidi (nella stessa Cosenza), Accademia locrese dei Pastori Arcadi (a Gerace), Accademia degli Arrischiati (ad Amantea), Accademia degli Artiìziosi (a Reggio) ed altre ancora.

A Monteleone (oggi Vibo Valentia), addirittura se ne fondarono più di una (L’Accademia Minturniana nel 1544), L’Accademia degli incostanti Ipponesi nel 1570), L’Accademia degli illustrati nel 696),

L’Accademia Florimontana nel 1770, L’Accademia Florimontana degli invogliati nel 1752), L’Accademia Florimentana Vibonese nel 1765, e quella contemporanea, L’Accademia Hipponiana.

3- Nella città di Tropea, a cavallo tra il sec. XV e il sec. XVI, fu fondata / ‘Accademia degli Ajfatigati, sulla cui data di fondazione non vi sono documenti scritti, ma solo testimonianze.

Il canonico Don Giuseppe Scrugli, ad es., ritiene fondatore dell’Accademia il Vescovo mons. Sigismondo Pappacoda, che resse la Diocesi di Tropea dall’8 aprile 1499 al 3 settembre (od ottobre) 1536.Nel suo Discorso accademico recitato nell’Unione letteraria degli Affaticati della città di Tropea 1/31 gennaio 1819, nel quale si dimostra l’antichità e continuazione tanto dell’Accademia degli Affaticati, quanto della cultura letteraria in essa città di Tropea, Don Giuseppe Scrugli (1772-1832), Segretario dell’Accademia, scrive che in quel periodo vi erano nella città molti letterati e che già nel 1538 erano state stampate le poesie di alcuni soci accademici.

Lo Scrugli allude alle poesie dei Fratelli Caivano (Benedetto, Giambattista e Paolo), vissuti prima del 1560, e ipotizza che “se dunque Tropea abbondava di letterati in tempo che governava Mons. Sigismondo; se egli era gran letterato, se in tal tempo sorgevano con vigore le Accademie; se nel 1538 veggiamo già per le Stampe le Poesie dei nostri Accademici, per certo, che esso Mons. Pappacoda sia autore di nostra Accademia”. E tra le Poesie dei Caivano, continua, vi è un sonetto dedicato al Principe degli Affaticati di Tropea, recitato nel 1572.

L’antichità dell’Accademia è confermata anche dal Canonico Giovambattista Pontoriero (socio accademico col nome di infuriato nonché Princeps, oltre che riformatore, dell’Accademia), le cui Poesie furono stampate ~ nel 1641.

Sulla data di fondazione dell’Accademia tropeana, fra l’altro, anche il Conte Vito Capialbi di Monteleone (1790-1853), che fu anche Cameriere segreto di Pio IX, nelle sue Memorie per servire alla storia dei/a Santa Chiesa Tropeana, riporta una propria lettera, scritta il 24 gennaio 1841 a Francesco Gherardi Dragomanni (segretario dell’Accademia della Valle Tiberina della città di 5. Sepolcro), nella quale afferma:

“Nella città di Tropea di Calabria eravi certamente un’Accademia detta degli Amorosi. Lo sappiamo dalla Commedia impresa di Amore del canonico Ottavio Glorizio, cittadino di Tropea, stampata in Venezia nel 1607 [...], ove si dice che tal commedia era stata recitata in Tropea nel 1600 dagli Accademici Affatìgati [...]. I fondatori s’ignorano; ma i più celebri accademici furono certamente il Pontoriero, che si nomava infuriato, Giulio Cesare Comerci, detto l’inquieto, Eutizio Tomeo, detto l’Agitato, Fabio Bove, detto l’infortunato, ed altri. L’Accademia ebbe una breve interruzione nel 1612 per calamità naturali e riprese la sua attività dopo qualche anno.

Sotto la presidenza del P. Maestro Panzano Fiorentino (fratello di Mons. Gregorio Panzano (Vescovo di Mileto), gli Accademici affaticati si riunivano nel Convento dei PP. Conventuali per recitare le loro composizioni poetiche.

Nel 1699 vi fu un’altra interruzione, che però, per l’impegno e gli sforzi profusi da Don Orazio Galluppi (eletto Presidente) e da Don Antonio Mottola (eletto segretario), l’Accademia resse sino al 1735, quando rimase senza nome a causa delle Poesie e del Vocabolario Cateriniano del Padre gesuita Saverio Quadrio, ove non si fa menzione dell’Accademia.

Per merito degli Accademici D. Ignazio Toraldo (canonico Tesoriere) e di D. Francesco Fazzari (entrambi eletti, rispettivamente, il primo a Presidente e il secondo a Segretario), ma soprattutto per merito di D. Giambattista e D. Fabrizio di Francia, che nel 1737 e nel 1738 ottennero dal Re Carlo III del Regno di Napoli, due Diplomi (il diploma era un attestato solenne con cui il Sovrano conferiva un diritto, un privilegio, un titolo) mediante i quali i soci accademici poterono riunirsi sino al 1801.

Ancora un’altra interruzione delle attività dell’Accademia si ebbe nel periodo delle guerre napoleoniche, che però ripresero regolarmente su licenza della Polizia del 2 giugno del 1818, grazie ad un esposto presentato a nome del Presidente dell’Accademia don Antonio Scrugli.

Tra i più antichi soci dell’Accademia il canonico Don Giuseppe Scrugli annovera Jannino Malatesta della Chiesa tropeana, poi vescovo di Oppido; Goffredo Fazzari, vescovo di Mileto; Mario Lauro, segretario del papa Pio IV e vescovo di Campagna; Teofilo Galluppi, vescovo di Oppido; Gaspare Toraldo (arcidiacono della Chiesa di Tropea e poi vescovo di Tricarico); Antonio Lauro, vescovo di Belcastro; Quinzio Buongiovanni, filosofo e medico del Papa Pio V; e poi i poeti Caivano (nei cui componimenti poetici vi sono alcuni sonetti dedicati ai medici tropeani Vianeo, specialisti in chirurgia plastica facciale perché sapevano ricostruire le mutilazioni nasali); e poi i poeti Clemente Cuscino, Giangiacomo Malatesta, Muzio Quatrato, Galeazzo D’Angeli, Paolo Merenda, Giulio e Domenico Adilardi , ed altri.

Ma già nel sec. XVI, in Tropea si scrivevano tragedie e commedie (Trionfo della Lega e Santa Domenica Vergine e Martire), di Cesare Tomeo (lropeano), stampate a Napoli nel 1575.


Un altro autore drammatico fu Ottavio Glorizio: è sua la commedia in prosa L’impresa d’amore, come s’è detto, rappresentata in Tropea, come dice l’Alacci, dagli Accademici Amorosi (che però, secondo il canonico Don Giuseppe Scrugli, avrebbe dovuto dire Accademici Affatigati). La commedia fu rappresentata il 24 settembre del 1600 e stampata in Messina da Pietro Borea nel 1605 e in Venezia da Gian Alberto nel 1607. E’ sua anche la commedia in prosa Spezzate durezze, stampata nel 1606 sia a Messina che a Venezia.

Sono da ricordare pure: Giuseppe Cesare Galluppi, giurista di fama, che nel 1603 diede alle stampe alcuni scntti giundici; Antonio Bonati, autore di poesie stampate a Messina nel 1690; Antonio Barone, gesuita, autore di biografie e di epigrammi, stampati in unico volume a Napoli nel 1695; Maurizio Barone, autore di un trattato apologetico, stampato in Napoli, nel quale dimostra che Santa Domenica è di Tropea; Don Francesco Galluppi, autore di epigrammi e traduttore in lingua latina dello Scoliaste di Aristofane; Don Antonio Migliarese, traduttore delle Favole di Fedro, in versi sciolti, delle Favole di Aviano in terza rima, della Batracomiamachia in ottava rima, fatte stampare in unico volume presso la tipografia Abbaziana di Napoli nel 1767 (del Migliarese rimase una raccolta di poesie scelte presso gli eredi Polito di Tropea).

Si sono perdute invece le composizioni poetiche del sacerdote D. Francesco Ungaro, mentre si conservano i manoscritti del P. Maestro Giuseppe Crescenti, il Liberfastorum civitatis Tropeae ed altre composizioni poetiche depositate agli Atti dell’Accademia degli anni 1779, ‘80 e ‘81.

I soci dell’Accademia degli Affaticati (come pure\ ~f~Th~e sorte in tutta l’Italia) avevano tutti un distintivo, ossia un nome particolare che li distingueva. Ne cito alcuni: Pasquale Galluppì era detto il Furioso o anche il Timoroso, Alessandro Pelliccia il Precipitoso, Andrea Colace L ‘Attento, Beatrice di Francia La Sagace, , Domenico Braghò L ‘istab i/e, Felice Toraldo L ‘Arrossato, Luigi Barone L ‘Ansioso, Tommaso D’Aquino L ‘Affannato, Raffaele Paladini 11 Pronto, , Francesco Polito Il Sospeso, il can. Don Giuseppe Scrugli L ‘Jngegnoso, Gaetano Ruffa L ‘impetuoso, Goffredo Fazzari il Restio, Gaetano Massaia Il Subitaneo, Gaetano Raponsoli 11 Placido, Silvia di Francia La Rjlessiva, il Generale Nunziante il Coraggioso.

Tra i letterati dell’Accademia tropeana emergono, tra Ottocento e primo Novecento, soprattutto le figure del filosofo, oltre che poeta occasionale, Pasquale Galluppi; del poeta massone Antonio Jerocades di Parghelia; dei poeti Francesco Ruffa, Gaetano Ippolito, Luigi Barone, il latinista Giuseppe Toraldo, i vernacolisti Gaetano Massara e Silvestro Raponsoli, Carlo Toraldo Di Tocco e Alfonso Toraldo-Grimaldi di Tarsia e molti altri che non posso elencare per mancanza di tempo. (il Galluppi e il Jerocades sono i più noti a livello nazionale, ma anche Francesco Ruffa e Gaetano Massara ormai sono inclusi in man4lali di letteratura (Cfr. Storia della letteratura calabrese di Pasquino Crupi e Letteratura Calabrese di Antonio Piromalli).

Le attività letterarie dell’Accademia degli Aftàticati cessarono definitivamente nel 1923, sotto la presidenza del Marchese Felice Toraldo.

Prima di concludere mi sta a cuore citare il nome di un intellettuale e sacerdote tropeano (poco conosciuto), ma meritevole di essere ricordato: Don Carmine Cortese (Tropea 1887- Spilinga 1952) il quale, appassionato cultore di storia tropeana, in più d’un ventennio di ricerche (1921-1952), riuscì a trascrivere molti documenti dell’Accademia degli Affaticati e a raccogliere testi poetici nelle case nobiliari tropeane, lasciandoci un prezioso patrimonio letterario di cui il sottoscritto è in possesso e che, ovviamente, a richiesta di eventuali studiosi, mette a disposizione.


Tropea, 17 maggio 2006

(testo scritto e riservato del prof. Antonio Pugliese- vietata la riproduzione anche parziale)

 

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