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Premio Letterario Tropea

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LE IMMAGINI DELLA PREMIAZIONE 2014   

“LA LUCINA” DI ANTONIO MORESCO VINCE IL PREMIO TROPEA 2014 PROCLAMAZIONE FINALE È Antonio Moresco, con La lucina, a conquistare l’ottava edizione del “Tropea”. Il suo libro, edito nella collana “Le libellule” per i tipi di Mondadori, è stato preferito ad altri due ottimi romanzi, totalmente diversi per genere, cioè Almanacco del giorno prima (Einaudi 2013) di Chiara Valerio, e Marguerite (Neri Pozza 2014) di Sandra Petrignani. Hanno votato 143 membri della Giuria Popolare, pari al 31,7% degli aventi diritto al voto (in totale 450). Moresco vince con 69 voti, pari al 48%, imponendosi su Chiara Valerio, 46 voti e 32% di preferenze, e Sandra Petrignani 28 voti totali pari al 20%. Anche quest’anno sono i sindaci calabresi a fare la differenza: su 409 primi cittadini aventi diritto hanno votato in 113 (28%). Questo il risultato della loro scelta: Moresco 63 voti e 56%, Valerio 33 voti e 29%, Petrignani 17 voti e 15%. Differente, invece, il voto dei membri di varia estrazione popolare, che hanno preferito la Valerio (13 voti e 43%) alla Petrignani (11 voti e 37%) ed a Morescco (6 voti e 20%). Ma a fare la storia sono i grandi numeri, e fra tre libri capaci di offrire al lettore altrettante differenti ed a loro modo interessanti dimensioni, è Moresco a raccogliere il favore del pubblico di lettori del “Tropea”. Ed è forse stato questo il plus che il Comitato tecnico-scientifico magistralmente guidato dal presidente Gian Arturo Ferrari è riuscito ad offrire all’ottava edizione del Premio nazionale letterario città di Tropea, cioè consegnare una terna variegata e di gran valore ai membri della Giuria popolare.   IL LIBRO “Sono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l’unico abitante”. È questo l’incipit con cui si apre La lucina, di Antonio Moresco. Una storia dalla trama originale, che sovverte la normale concezione del tempo e dello spazio, fino a capovolgere la percezione che si ha della realtà. Quello che l’autore mantovano ha definito “un libricino”, presentandolo al proprio editore, è invece un romanzo che conquista il Premio Tropea ed entrerà di diritto tra i più bei libri italiani di questo periodo. In un vecchio borgo abbandonato, tra i boschi e lontano da tutto, un uomo sceglie di vivere in solitudine. La sua quotidianità è però turbata da un mistero: una lucina che, distante, si accende ogni sera alla stessa ora. La curiosità lo spinge a dare una risposta al suo interrogativo. Parte alla ricerca e dapprima si imbatte in un personaggio, anch’egli alla ricerca di qualcosa, che è convinto di essere di fronte a fenomeni alieni. Ma questa risposta non soddisfa l’uomo, che si spinge fino a trovare il punto esatto da cui proviene la lucina. Trova una casa, in mezzo al bosco, con dentro un bambino che vive in solitudine, come lui, ma che  sembra provenire da un tempo ormai passato. La risposta apre quindi la strada ad altre domande: chi è il bimbo? da dove viene?  Ha inizio un rapporto tra i due che giungerà ad un epilogo per niente scontato.   LA CRONACA DELLA PRIMA SERATA È partita sotto i migliori auspici l’ottava edizione del Premio letterario nazionale Tropea, con le parole spese dal Ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, che ha esaltato l’importanza dell’evento. In apertura, i conduttori Pasqualino Pandullo e Livia Blasi hanno salutato il sindaco di Tropea Pino Rodolico, che ha ringraziato a nome della cittadinanza tutti i presenti, in particolare il ministro Lanzetta «che testimonia l’attenzione del Governo centrale per la Calabria», per essere presenti ad un premio «che dà lustro alla città di Tropea con la sua importanza, in un momento in cui la cultura è in crisi, con un grave danno per tutto quello che ruota attorno all’indotto. Per fortuna - ha proseguito il sindaco Rodolico - l’Europa intende la cultura come un momento di sviluppo per il territorio, sviluppo sociale e antidoto contro l’illegalità. Quindi voglio fare un invito a leggere, perché leggere fa bene a capire gli altri e a riscoprire la nostra identità». È stata poi il commissario Maria Luzza, che ha avuto il compito di guidare la città di Tropea nel 2008, a portare i saluti del prefetto di Vibo Valentia. Sul palco sono poi saliti gli autori dei libri in gara, veri protagonisti della serata. Antonio Moresco, parlando della cittadina tirrenica dove si svolge il premio, ha confessato a Pandullo di essere felice di trovarsi di nuovo a Tropea. «Mi trovo sempre bene al sud - ha infatti esordito -, mi trovo a casa mia e in particolare a Tropea, un posto dove sono stato bene». L’autore mantovano ha poi delineato la trama del suo libro, letto dall’attore Alberto Micelotta. Un libro che, come Moresco stesso ha raccontato, «è stato scritto in soli 20 giorni». Dopo di lui, Sandra Petrignani, ha spiegato come sia arrivata a scegliere di scrivere il suo libro, incentrato sulla figura della scrittrice Marguerite Duras: «Ci sono varie biografie che ho letto, e mi sono stupita che i vari biografi si siano fatti condizionare da quello che lei stessa ha voluto che loro scrivessero, ma ce n’è stato uno che ha smontato questa costruzione. Per quello che riguarda la verità storica, mi sono attenuta a quest’ultimo esempio, anche se ho ripreso molte citazioni dei primi». A leggere alcune pagine del suo romanzo è stata l’attrice, Ilenia Surace. Chiara Valerio, rispondendo a Pandullo, che ha illustrato il suo curriculum di matematica, ha spiegato che «la migliore facoltà di grammatica in Italia è quella di matematica» ma ha anche aggiunto: «non sono tanto forte sulle categorie e non ho mai fatto molta differenza». Un brano del suo libro è stato letto dall’attore Saverio Vallone. Dopo un intermezzo del De Sossi Quartett, ospiti della serata con Pippo Lico, è salito sul palco del Premio Tropea Carmine Abate, uno dei vincitori delle passate edizioni. Lo scrittore calabrese ha presentato il suo ultimo romanzo Il bacio del pane, in cui emerge prepotentemente la necessità di riqualificare l’educazione attraverso cui valorizzare il senso della legalità. È stata poi la volta dell’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, del sacerdote Pasquale Russo, dello scrittore Piefranco Bruni e della scrittrice Giusy Staropoli Calafati, oltre a Vito Teti, vincitore della scorsa edizione del Tropea. Con loro si è parlato degli scrittori Saverio Strati, Corrado Alvaro e Giuseppe Berto. Per Satriani «bisognerebbe costituire un comitato che proponga la pubblicazione integrale delle pagine di Strati», di cui «a volte non si conosce il valore estetico», per poi «attuare una serie di iniziative nelle scuole perché sia conosciuto». La Calafati ha spiegato il suo impegno nel veicolare e diffondere l’opera di Strati attraverso il web. Teti si è invece soffermato sull’opera letteraria di un altro importante scrittore per la Calabria, Corrado Alvaro, esaltando anche il lavoro della Rai per aver trovato un filmato inedito sullo scrittore. Don Russo ha ricordato infine la vicinanza, non solo fisica, con il premio Berto, organizzata ad anni alterni per tanti anni tra Ricadi e Mogliano Veneto. Su Berto e il suo rapporto con la Calabria, Bruni ha detto che «queste manifestazioni ci danno lo stimolo per analizzare alcuni aspetti non solo letterari, ma anche umani. Berto, come Alvaro, recupera il senso del simbolico e, con Il male oscuro, legge la Calabria in termini critici». A chiudere la serata sono stati gli interventi di Gabriella La Rovere, Franco Cimino e Salvatore Belvedere. La Rovere, autrice di un’opera di imminente pubblicazione, ha parlato delle problematiche legate alle difficoltà in cui si trovano famiglie con bambini autistici. Belvedere ha parlato delle «competenze, che è ciò che anche l’Europa ci chiede; ecco perché la scuola oggi deve puntare più che mai sulle le conoscenze e le abilità». Dopo di lui, Cimino ha parlato dell’Utopia della politica, il suo nuovo libro, in cui si parla di un «recupero della politica vera, con la  “P” maiuscola, che è l’unica capace di superare le cose che realizza nel momento stesso in cui le realizza, occupandosi dell’uomo». Al termine della serata, il ministro Lanzetta ha raccontato della sua esperienza di membro della Giuria popolare, quando ricopriva la carica di primo cittadino di Monasterace: «Era un momento difficilissimo, dovendo scegliere un libro, perché a me piacevano tutti e tre. Era quindi un momento di confronto e di condivisione». Parlando del suo rapporto con la lettura, ha proseguito: «Da piccoli impariamo il piacere di leggere, un piacere che ci accompagna per tutta la vita. Ognuno di noi ha due armadi, uno in cui chiudiamo le cose che respingiamo, ma che dobbiamo raccontare, uno bellissimo in cui racchiudiamo tutte le cose del sud che vorremmo, di un sud che fa parte della nostra cultura. Il Premio Tropea è una delle cose che metterei nell’armadio delle cose belle». La Lanzetta ha ricevuto dall’Accademia degli affaticati, associazione organizzatrice del “Premio Tropea” un ricordo, consegnatole dalla dottoressa Caterina Ostone.   LA CRONACA DELLA SECONDA SERATA La serata è stata aperta dall’assessore alla Cultura del Comune di Tropea Maria Stella Vinci, la quale ha auspicato che «la cultura venga collocata al centro delle economie di sviluppo». Come di consueto, i primi ospiti a salire sul palco assieme a Pasqualino Pandullo e Livia Blasi, sono stati i tre autori in lizza Moresco, Petrignani e Valerio. Parlando dell’elemento naturale e animale, presente nel suo libro, Moresco ha spiegato come «la natura sia un elemento che precedono l’incontro tra l’uno e il bambino, manifestazione che in qualche modo accompagna e rende dicibile ciò che è difficile da dire in altre maniere. Quando uno guarda da vicino una zona in cui non ci sono uomini, tutto acquista un significato diverso da quello che gli diamo noi». La Petrignani ha invece concentrato il suo intervento sul moralismo «ridicolo» che ha permeato le vite dei personaggi storici che fanno da sfondo alla protagonista del suo libro: «Marguerite è riconosciuta invece una donna libera, indipendente, non solo nei suoi rapporti personali, ma anche dal punto di vista culturale. Lei non è mai venuta meno a quelle che erano le sue idee sui temi culturali per un mero riconoscimento personale». Terza, ma solo per ordine alfabetico, è intervenuta la Valerio, che ha parlato di Alessio, il personaggio protagonista del suo libro: «lui resta affascinato dalle tabelle assicurative, perché vede in esse il lavoro di chi ha dato un valore a singole funzioni: quanto vale la perdita di un dito, di un testicolo, insomma il valore delle cose». Ad animare la serata, oltre agli intermezzi musicali dei Madera Balza, sono stati gli attori Alberto Michelotta, Monica Demuru e Saverio Vallone, che hanno letto altri brani tratti dai libri in finale. Dopo un momento in compagnia della cantastorie Francesca Prestia, è stata la volta del giornalista Piero Sansonetti, direttore de’ «il Garantista», che ha calcato il palco del “Tropea” assieme allo scrittore Santo Giofré, al direttore di ZoomSud Aldo Varano, ai due vincitori delle scorse edizioni Vito Teti e Mimmo Gangemi. Sansonetti ha raccolto molti applausi quando ha spiegato il ruolo del suo nuovo giornale «che vuole dar voce alle opinioni che partono da Roma in giù, perché è impossibile che un paese come l’Italia fino ad oggi abbia avuto solo giornali che partono da Roma in su». Varano ha trattato invece le tematiche relative alla ‘ndrangheta: «siamo in una situazione in cui - ha affermato - i casalesi sono stati distrutti, i corleonesi azzerati, in Calabria, invece, c’è qualcosa che non va, perché i miei giovani colleghi di oggi, scrivono ancora di coloro i quali scrivevo io anni fa, dei Di Stefano, dei Mancuso, dei Piromalli. Concludo dicendo che mi è sembrato preoccupante che si sia steso un velo attorno a una discussione tra papa Francesco ed Eugenio Scalfari, la quale ha dato invece una chiave di lettura vera sulla criminalità organizzata». Sulle stesse tematiche si è soffermato Gangemi, il quale ha sottolineato come «si è creato un clima di linciaggio su questa terra, tanto che spesso un discorso realistico fatto da un calabrese sembra solo una difesa sulla propria regione». Giofré, riportando il discorso sulla tematica delle processioni religiose e del legame con le famiglie mafiose, ha testimoniato la sua esperienza quando, membro di una amministrazione calabrese, ebbe problemi anche con la gente comune a causa della scelta coraggiosa di modificare il percorso della processione. Il vescovo Renzo, ha definito il discorso «serio e complesso» e ha ricordato che la chiesa ha «un ruolo formativo che la magistratura ha dimenticato». Però, ha ricordato, «non può essere il prete ad andare a portare le statue, certo che noi dobbiamo dare l’esempio, ma se c’è un delinquente, ed è condannato, deve essere la forza dell’ordine a impedirgli di portare la statua, non deve essere il sacerdote». In merito alla scomunica del papa agli uomini di ‘ndrangheta, Renzo ha raccontato di aver «ringraziato personalmente il papa a Sibari per aver dato ai preti uno strumento, con la scomunica, e lui mi ha detto: “vediamo ora cosa mi verranno a dire”, e io gli ho risposto di non preoccuparsi, perché sarebbero venuti prima a dirlo a noi».   Successivamente è stata la volta degli scrittori Nicola Fiorita e Giap Parini il i quali hanno evidenziato come sia importante che la chiesa si apra alla formazione contro le mafie, perché laddove non arrivano i giornalisti e gli scrittori, la chiesa ha la capacità di parlare a tutti. In chiusura sono intervenuti l’ex calciatore Massimo Mauro, Beppe Fonte , che in veste di cantautore ha concesso al pubblico un momento musicale, Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese, che è capofila del progetto cofinanziato dalla Regione Calabria grazie al quale viene realizzato il “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, all’interno del quale, da due anni, trova collocazione il “Premio Tropea”. E dopo gli interventi dei tanti ospiti, che con i loro contributi hanno arricchito la manifestazione, è giunto il momento della proclamazione. A fornire i voti raccolti dal consorzio Asmenet Calabria è stato l’amministratore delegato Gennaro Tarallo. Dopo alcuni attimi di attesa, Pandullo e la Blasi hanno proclamato Moresco vincitore dell’ottava edizione del Premio Tropea.

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“LA LUCINA” DI ANTONIO MORESCO VINCE IL PREMIO TROPEA 2014

PROCLAMAZIONE FINALE

È Antonio Moresco, con La lucina, a conquistare l’ottava edizione del “Tropea”. Il suo libro, edito nella collana “Le libellule” per i tipi di Mondadori, è stato preferito ad altri due ottimi romanzi, totalmente diversi per genere, cioè Almanacco del giorno prima (Einaudi 2013) di Chiara Valerio, e Marguerite (Neri Pozza 2014) di Sandra Petrignani.

Hanno votato 143 membri della Giuria Popolare, pari al 31,7% degli aventi diritto al voto (in totale 450). Moresco vince con 69 voti, pari al 48%, imponendosi su Chiara Valerio, 46 voti e 32% di preferenze, e Sandra Petrignani 28 voti totali pari al 20%.

Anche quest’anno sono i sindaci calabresi a fare la differenza: su 409 primi cittadini aventi diritto hanno votato in 113 (28%). Questo il risultato della loro scelta: Moresco 63 voti e 56%, Valerio 33 voti e 29%, Petrignani 17 voti e 15%.

Differente, invece, il voto dei membri di varia estrazione popolare, che hanno preferito la Valerio (13 voti e 43%) alla Petrignani (11 voti e 37%) ed a Morescco (6 voti e 20%).

Ma a fare la storia sono i grandi numeri, e fra tre libri capaci di offrire al lettore altrettante differenti ed a loro modo interessanti dimensioni, è Moresco a raccogliere il favore del pubblico di lettori del “Tropea”. Ed è forse stato questo il plus che il Comitato tecnico-scientifico magistralmente guidato dal presidente Gian Arturo Ferrari è riuscito ad offrire all’ottava edizione del Premio nazionale letterario città di Tropea, cioè consegnare una terna variegata e di gran valore ai membri della Giuria popolare.

 

IL LIBRO

“Sono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l’unico abitante”. È questo l’incipit con cui si apre La lucina, di Antonio Moresco. Una storia dalla trama originale, che sovverte la normale concezione del tempo e dello spazio, fino a capovolgere la percezione che si ha della realtà. Quello che l’autore mantovano ha definito “un libricino”, presentandolo al proprio editore, è invece un romanzo che conquista il Premio Tropea ed entrerà di diritto tra i più bei libri italiani di questo periodo.

In un vecchio borgo abbandonato, tra i boschi e lontano da tutto, un uomo sceglie di vivere in solitudine. La sua quotidianità è però turbata da un mistero: una lucina che, distante, si accende ogni sera alla stessa ora. La curiosità lo spinge a dare una risposta al suo interrogativo. Parte alla ricerca e dapprima si imbatte in un personaggio, anch’egli alla ricerca di qualcosa, che è convinto di essere di fronte a fenomeni alieni. Ma questa risposta non soddisfa l’uomo, che si spinge fino a trovare il punto esatto da cui proviene la lucina. Trova una casa, in mezzo al bosco, con dentro un bambino che vive in solitudine, come lui, ma che  sembra provenire da un tempo ormai passato. La risposta apre quindi la strada ad altre domande: chi è il bimbo? da dove viene?  Ha inizio un rapporto tra i due che giungerà ad un epilogo per niente scontato.

 

LA CRONACA DELLA PRIMA SERATA

È partita sotto i migliori auspici l’ottava edizione del Premio letterario nazionale Tropea, con le parole spese dal Ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, che ha esaltato l’importanza dell’evento.

In apertura, i conduttori Pasqualino Pandullo e Livia Blasi hanno salutato il sindaco di Tropea Pino Rodolico, che ha ringraziato a nome della cittadinanza tutti i presenti, in particolare il ministro Lanzetta «che testimonia l’attenzione del Governo centrale per la Calabria», per essere presenti ad un premio «che dà lustro alla città di Tropea con la sua importanza, in un momento in cui la cultura è in crisi, con un grave danno per tutto quello che ruota attorno all’indotto. Per fortuna - ha proseguito il sindaco Rodolico - l’Europa intende la cultura come un momento di sviluppo per il territorio, sviluppo sociale e antidoto contro l’illegalità. Quindi voglio fare un invito a leggere, perché leggere fa bene a capire gli altri e a riscoprire la nostra identità».

È stata poi il commissario Maria Luzza, che ha avuto il compito di guidare la città di Tropea nel 2008, a portare i saluti del prefetto di Vibo Valentia.

Sul palco sono poi saliti gli autori dei libri in gara, veri protagonisti della serata.

Antonio Moresco, parlando della cittadina tirrenica dove si svolge il premio, ha confessato a Pandullo di essere felice di trovarsi di nuovo a Tropea. «Mi trovo sempre bene al sud - ha infatti esordito -, mi trovo a casa mia e in particolare a Tropea, un posto dove sono stato bene». L’autore mantovano ha poi delineato la trama del suo libro, letto dall’attore Alberto Micelotta. Un libro che, come Moresco stesso ha raccontato, «è stato scritto in soli 20 giorni».

Dopo di lui, Sandra Petrignani, ha spiegato come sia arrivata a scegliere di scrivere il suo libro, incentrato sulla figura della scrittrice Marguerite Duras: «Ci sono varie biografie che ho letto, e mi sono stupita che i vari biografi si siano fatti condizionare da quello che lei stessa ha voluto che loro scrivessero, ma ce n’è stato uno che ha smontato questa costruzione. Per quello che riguarda la verità storica, mi sono attenuta a quest’ultimo esempio, anche se ho ripreso molte citazioni dei primi».

A leggere alcune pagine del suo romanzo è stata l’attrice, Ilenia Surace.

Chiara Valerio, rispondendo a Pandullo, che ha illustrato il suo curriculum di matematica, ha spiegato che «la migliore facoltà di grammatica in Italia è quella di matematica» ma ha anche aggiunto: «non sono tanto forte sulle categorie e non ho mai fatto molta differenza». Un brano del suo libro è stato letto dall’attore Saverio Vallone.

Dopo un intermezzo del De Sossi Quartett, ospiti della serata con Pippo Lico, è salito sul palco del Premio Tropea Carmine Abate, uno dei vincitori delle passate edizioni. Lo scrittore calabrese ha presentato il suo ultimo romanzo Il bacio del pane, in cui emerge prepotentemente la necessità di riqualificare l’educazione attraverso cui valorizzare il senso della legalità.

È stata poi la volta dell’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, del sacerdote Pasquale Russo, dello scrittore Piefranco Bruni e della scrittrice Giusy Staropoli Calafati, oltre a Vito Teti, vincitore della scorsa edizione del Tropea. Con loro si è parlato degli scrittori Saverio Strati, Corrado Alvaro e Giuseppe Berto. Per Satriani «bisognerebbe costituire un comitato che proponga la pubblicazione integrale delle pagine di Strati», di cui «a volte non si conosce il valore estetico», per poi «attuare una serie di iniziative nelle scuole perché sia conosciuto». La Calafati ha spiegato il suo impegno nel veicolare e diffondere l’opera di Strati attraverso il web. Teti si è invece soffermato sull’opera letteraria di un altro importante scrittore per la Calabria, Corrado Alvaro, esaltando anche il lavoro della Rai per aver trovato un filmato inedito sullo scrittore. Don Russo ha ricordato infine la vicinanza, non solo fisica, con il premio Berto, organizzata ad anni alterni per tanti anni tra Ricadi e Mogliano Veneto. Su Berto e il suo rapporto con la Calabria, Bruni ha detto che «queste manifestazioni ci danno lo stimolo per analizzare alcuni aspetti non solo letterari, ma anche umani. Berto, come Alvaro, recupera il senso del simbolico e, con Il male oscuro, legge la Calabria in termini critici».

A chiudere la serata sono stati gli interventi di Gabriella La Rovere, Franco Cimino e Salvatore Belvedere. La Rovere, autrice di un’opera di imminente pubblicazione, ha parlato delle problematiche legate alle difficoltà in cui si trovano famiglie con bambini autistici. Belvedere ha parlato delle «competenze, che è ciò che anche l’Europa ci chiede; ecco perché la scuola oggi deve puntare più che mai sulle le conoscenze e le abilità». Dopo di lui, Cimino ha parlato dell’Utopia della politica, il suo nuovo libro, in cui si parla di un «recupero della politica vera, con la  “P” maiuscola, che è l’unica capace di superare le cose che realizza nel momento stesso in cui le realizza, occupandosi dell’uomo».

Al termine della serata, il ministro Lanzetta ha raccontato della sua esperienza di membro della Giuria popolare, quando ricopriva la carica di primo cittadino di Monasterace: «Era un momento difficilissimo, dovendo scegliere un libro, perché a me piacevano tutti e tre. Era quindi un momento di confronto e di condivisione». Parlando del suo rapporto con la lettura, ha proseguito: «Da piccoli impariamo il piacere di leggere, un piacere che ci accompagna per tutta la vita. Ognuno di noi ha due armadi, uno in cui chiudiamo le cose che respingiamo, ma che dobbiamo raccontare, uno bellissimo in cui racchiudiamo tutte le cose del sud che vorremmo, di un sud che fa parte della nostra cultura. Il Premio Tropea è una delle cose che metterei nell’armadio delle cose belle».

La Lanzetta ha ricevuto dall’Accademia degli affaticati, associazione organizzatrice del “Premio Tropea” un ricordo, consegnatole dalla dottoressa Caterina Ostone.

 

LA CRONACA DELLA SECONDA SERATA

La serata è stata aperta dall’assessore alla Cultura del Comune di Tropea Maria Stella Vinci, la quale ha auspicato che «la cultura venga collocata al centro delle economie di sviluppo».

Come di consueto, i primi ospiti a salire sul palco assieme a Pasqualino Pandullo e Livia Blasi, sono stati i tre autori in lizza Moresco, Petrignani e Valerio.

Parlando dell’elemento naturale e animale, presente nel suo libro, Moresco ha spiegato come «la natura sia un elemento che precedono l’incontro tra l’uno e il bambino, manifestazione che in qualche modo accompagna e rende dicibile ciò che è difficile da dire in altre maniere. Quando uno guarda da vicino una zona in cui non ci sono uomini, tutto acquista un significato diverso da quello che gli diamo noi».

La Petrignani ha invece concentrato il suo intervento sul moralismo «ridicolo» che ha permeato le vite dei personaggi storici che fanno da sfondo alla protagonista del suo libro: «Marguerite è riconosciuta invece una donna libera, indipendente, non solo nei suoi rapporti personali, ma anche dal punto di vista culturale. Lei non è mai venuta meno a quelle che erano le sue idee sui temi culturali per un mero riconoscimento personale».

Terza, ma solo per ordine alfabetico, è intervenuta la Valerio, che ha parlato di Alessio, il personaggio protagonista del suo libro: «lui resta affascinato dalle tabelle assicurative, perché vede in esse il lavoro di chi ha dato un valore a singole funzioni: quanto vale la perdita di un dito, di un testicolo, insomma il valore delle cose».

Ad animare la serata, oltre agli intermezzi musicali dei Madera Balza, sono stati gli attori Alberto Michelotta, Monica Demuru e Saverio Vallone, che hanno letto altri brani tratti dai libri in finale.

Dopo un momento in compagnia della cantastorie Francesca Prestia, è stata la volta del giornalista Piero Sansonetti, direttore de’ «il Garantista», che ha calcato il palco del “Tropea” assieme allo scrittore Santo Giofré, al direttore di ZoomSud Aldo Varano, ai due vincitori delle scorse edizioni Vito Teti e Mimmo Gangemi.

Sansonetti ha raccolto molti applausi quando ha spiegato il ruolo del suo nuovo giornale «che vuole dar voce alle opinioni che partono da Roma in giù, perché è impossibile che un paese come l’Italia fino ad oggi abbia avuto solo giornali che partono da Roma in su».

Varano ha trattato invece le tematiche relative alla ‘ndrangheta: «siamo in una situazione in cui - ha affermato - i casalesi sono stati distrutti, i corleonesi azzerati, in Calabria, invece, c’è qualcosa che non va, perché i miei giovani colleghi di oggi, scrivono ancora di coloro i quali scrivevo io anni fa, dei Di Stefano, dei Mancuso, dei Piromalli. Concludo dicendo che mi è sembrato preoccupante che si sia steso un velo attorno a una discussione tra papa Francesco ed Eugenio Scalfari, la quale ha dato invece una chiave di lettura vera sulla criminalità organizzata».

Sulle stesse tematiche si è soffermato Gangemi, il quale ha sottolineato come «si è creato un clima di linciaggio su questa terra, tanto che spesso un discorso realistico fatto da un calabrese sembra solo una difesa sulla propria regione». Giofré, riportando il discorso sulla tematica delle processioni religiose e del legame con le famiglie mafiose, ha testimoniato la sua esperienza quando, membro di una amministrazione calabrese, ebbe problemi anche con la gente comune a causa della scelta coraggiosa di modificare il percorso della processione.

Il vescovo Renzo, ha definito il discorso «serio e complesso» e ha ricordato che la chiesa ha «un ruolo formativo che la magistratura ha dimenticato». Però, ha ricordato, «non può essere il prete ad andare a portare le statue, certo che noi dobbiamo dare l’esempio, ma se c’è un delinquente, ed è condannato, deve essere la forza dell’ordine a impedirgli di portare la statua, non deve essere il sacerdote». In merito alla scomunica del papa agli uomini di ‘ndrangheta, Renzo ha raccontato di aver «ringraziato personalmente il papa a Sibari per aver dato ai preti uno strumento, con la scomunica, e lui mi ha detto: “vediamo ora cosa mi verranno a dire”, e io gli ho risposto di non preoccuparsi, perché sarebbero venuti prima a dirlo a noi».  

Successivamente è stata la volta degli scrittori Nicola Fiorita e Giap Parini il i quali hanno evidenziato come sia importante che la chiesa si apra alla formazione contro le mafie, perché laddove non arrivano i giornalisti e gli scrittori, la chiesa ha la capacità di parlare a tutti.

In chiusura sono intervenuti l’ex calciatore Massimo Mauro, Beppe Fonte , che in veste di cantautore ha concesso al pubblico un momento musicale, Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese, che è capofila del progetto cofinanziato dalla Regione Calabria grazie al quale viene realizzato il “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, all’interno del quale, da due anni, trova collocazione il “Premio Tropea”.

E dopo gli interventi dei tanti ospiti, che con i loro contributi hanno arricchito la manifestazione, è giunto il momento della proclamazione. A fornire i voti raccolti dal consorzio Asmenet Calabria è stato l’amministratore delegato Gennaro Tarallo. Dopo alcuni attimi di attesa, Pandullo e la Blasi hanno proclamato Moresco vincitore dell’ottava edizione del Premio Tropea.

 
Il programma completo delle serate 2014
Ultimo aggiornamento ( venerdì 25 luglio 2014 )
 
SABATO 26 LA SERATA DI APERTURA TRA LIBRI, AUTORI E ATTUALITà

«Tropea si può ben candidare ad essere la capitale della cultura in una Regione che ha radici e direttrici. Ma una capitale che non abbia voce soltanto due o tre giorni all’anno. No. Andare avanti. Io ho trovato una bella realtà. E poi il Sistema bibliotecario vibonese è una consistenza importante».

Sono parole rubate a Pierfranco Bruni, componente del comitato tecnico che compone la giuria del Premio Tropea e che sarà presente alla manifestazione anche in veste di autore, per presentare il suo ultimo libro, edito in versione e-book dalla Casa editrice Pellegrini, dal titolo: Spegnersi per non consumarsi. Io e Alberto Bevilacqua nelle librerie nei prossimi giorni. E saranno tante, assieme alla presenza di Bruni, le figure di spicco del panorama culturale nazionale ad essere presenti a Tropea, che con le due serate in programma il 26 e 27 luglio al porto di Tropea si candida a diventare la capitale calabrese della Cultura. Per cominciare è stata confermata la presenza dei tre autori finalisti Antonio Moresco (con il suo libro La lucina), Sandra Petrignani (con Marguerite) e Chiara Valerio (con Almanacco del giorno prima). 

La serata, che si svolgerà tra un manto di stelle e il riflesso del chiaro di luna sullo specchio d’acqua antistante al teatro all’aperto, sarà resa ancor più magica dalla presenza del De Sossi Quartet. 

Dopo i saluti dei conduttori Pasqualino Pandullo e Livia Blasi e l’apertura ufficiale del premio in compagnia del primo cittadino di Tropea Giuseppe Rodolico, si partirà subito, infatti, con la presentazione dei tre finalisti, con i quali si aprirà una conversazione sui libri in lizza per il Premio, intervallata dalla lettura di alcuni brani tratti proprio dai loro libri, fatta dagli attori Saverio Vallone (su Almanacco del giorno prima), Alberto Micelotta (su La lucina) e Ilenia Surace (su Marguerite). A completare il quadro di quella che si prospetta come una serata magica, ci sarà Carmine Abate, calabrese tra i maggiori autori del panorama letterario nazionale - già vincitore del Premio Tropea con Gli anni veloci - che presenterà il suo nuovo libro Il bacio del pane, un libro da leggere tutto d’un fiato, che riesce ad esaltare i valori dell’amicizia, dell’importanza delle cose semplici, dell’onestà, attraverso la storia di due giovani che si danno da fare per dare una mano ad uno sconosciuto in difficoltà. Abate e Bruni, assieme a Luigi Maria Lombardi Satriani, Giusy Staropoli Calafati e Mario Caligiuri parleranno di grandi autori come Corrado Alvaro, Saverio Strati, Giuseppe Berto e dei loro lavori. Tra gli altri ospiti ci saranno poi Gabriella La Rovere, medico, scrittrice e sceneggiatrice, Franco Cimino (autore de’ L’utopia della politica) e Salvatore Belvedere, che parlerà del mondo della scuola e delle competenze. Ospite d’onore atteso per la serata sarà il ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, che oltre ad essere una lettrice competente, è anche particolarmente attaccata al Premio Tropea in quanto ha fatto parte della giuria popolare quando vestiva la fascia tricolore di sindaco calabrese a Monasterace.

 

Tropea, 23 luglio 2014

 

 

Francesco Barritta

Ufficio Stampa Premio Tropea

 

Cell. 347 804 37 37

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TROPEA SI CANDIDA A CAPITALE DELLA LETTERATURA CALABRESE
 Presso la sede dell'Assessorato al Turismo del comune di Tropea, nell'Antico Sedile dei Nobili, la conferenza stampa di presentazione dell'VIII edizione del Premio Letterario “Città di Tropea” ha segnato l’avvio ufficiale di questo rinnovato appuntamento, che da otto anni contribuisce a far coincidere la capitale del turismo calabrese con un centro culturale multiforme di eccellente fattura. A fare gli onori di casa il sindaco della cittadina tirrenica Giuseppe Rodolico, l’assessore alla Cultura Maria Stella Vinci, il consigliere comunale Caterina Strano, Pasqualino Pandullo, presidente dell'Accademia degli affaticati (associazione ideatrice del Premio), Gilberto Floriani, presidente Sistema Bibliotecario Vibonese, Maria Teresa Marzano, organizzatrice di questa edizione, il giornalista Francesco Barritta per l'Ufficio Stampa. Il Premio Tropea quest’anno tornerà nella suggestiva cornice del teatro del Porto; il 26 e 27 luglio in riva al mar Tirreno e con lo spettacolo del sole che tramonterà ad un passo dallo Stromboli, la kermesse culturale prenderà forma e sostanza nella certezza di far riconfermare il Premio Tropea ai massimi livelli del panorama letterario italiano. «La Cultura è per noi uno strumento fondamentale di sviluppo e crescita - ha detto il sindaco Rodolico - abbracciamo le politiche europee che in questo momento sopperiscono in parte a carenze finanziarie nazionali, favorendo un paradigma di sviluppo sostenibile che possa fare da leva alla cultura come volano di sviluppo economico e riscoperta di identità culturali e storiche locali. Abbiamo istituzionalizzato questa manifestazione proprio perché crediamo nell'importanza della lettura come ricerca per capire bene il mondo, gli altri e se stessi alla riscoperta dell'identità di ognuno». Grande soddisfazione è stata espressa anche dall'assessore alla Cultura Maria Stella Vinci, che quest’anno per la prima volta darà con la sua giovane attività amministrativa un forte contributo alla buona riuscita del Premio Tropea. Anche il presidente del Sistema Bibliotecario vibonese non si è lasciato sfuggire l’occasione per ricordare l’importanza della lettura e della cultura in generale, in una terra che ancora si propone come una tra le regioni in coda alle classifiche nazionali: «Dobbiamo fare di tutto per far crescere la nostra società da un punto di vista culturale, puntando ad esempio all'ampliamento delle biblioteche, alla presenza di centri per la lettura; speriamo di far rientrare Tropea in un progetto più ampio, nazionale, che si sta sviluppando chiamato Le città del libro e che prevede l'individuazione di alcune città come centri in cui organizzare momenti e manifestazioni culturali importanti. Costruire una cittadina innovativa e moderna che affonda le sue radici nella storia e nella cultura è quello che ci auguriamo». Si è anche ricordato che il Premio è inserito da tre anni in un progetto più ampio, il “Tropea Festival - Leggere&Scrivere”, cofinanziato dalla Regione Calabria e dal Sistema Bibliotecario Vibonese. Il Premio Tropea, da questa edizione, dopo il settennato di presidenza della scrittrice giornalista Isabella Bossi Fedrigotti, si fregerà di un'altra autorevole presidenza, quella di Gian Arturo Ferrari, illustre esperto di editoria europea, il quale è alla guida della giuria tecnico-scientifica. Le serate finali sono attesissime per conoscere il vincitore di questa VIII edizione - scelto da una giuria popolare composta da 450 giurati tra cui i 409 sindaci calabresi, 25 persone di estrazione diversa e dagli altri 16 soci fondatori dell’Accademia degli Affaticati - e si connatureranno come un talk show culturale che offrirà al pubblico l'opportunità di interagire con gli autori e con gli ospiti convenuti; la terna finalista, scelta già nel mese di maggio, vedrà al centro del salotto letterario, coordinato dalla bravissima giornalista Rai Livia Blasi, tre autori di notevole bravura: Antonio Moresco, La lucina (Mondadori 2013), Sandra Petrignani, Marguerite (Neri Pozza 2014), Chiara Valerio, Almanacco del giorno prima (Einaudi 2013). Tanti gli appuntamenti e gli ospiti previsti nella due giorni culturale, che sarà anche scandita da momenti di intrattenimento musicale e teatrale: tra i musicisti Peppe Fonte, cantautore, Francesca Prestia, cantastorie, Saverio Vallone, attore; la prima serata sarà accompagnata dal sottofondo musicale di  Giovanni De Sossi Quartett, mentre nella seconda il connubio tra musica e libri sarà affidato al raffinato duo Madera balza, composto dal Natàlio Mangalavite al pianoforte e  Monica de Muru. Tra gli ospiti Carmine Donzelli editore, Ercole Jap Parini, sociologo, Enzo Ciconte, saggista. Domenico Dara, giovane scrittore catanzarese vincitore dell’“Italo Calvino giovani” con Breve trattato sulle coincidenze, Nicola Fiorita, scrittore, che parlerà del suo libro Oplà. Cristalli di parole, l’estrema vergogna e il modo (Città del sole). Poi ancora Santo Gioffré, vincitore del premio Calabria con il libro, Leonzio PilatoNon mancheranno i tre calabresi vincitori del premio: Mimmo Gangemi, Vito Teti, Carmine Abate. Ancora tra gli ospiti Massimo Mauro, noto commentatore sportivo, Gabriella La Rovere, medico, sceneggiatrice e scrittrice, che si occupa di tematiche legate alla medicina narrativa e la sensibilizzazione verso i soggetti svantaggiati. In una delle due serate sarà certa la presenza del Ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, che da ex sindaco di Monasterace, ha sempre seguito con molto interesse il Premio letterario Tropea, e Mario Caligiuri, assessore alla Cultura della Regione Calabria. L'appuntamento è dunque per sabato 26 e domenica 27 luglio 2014 con la Tropea bella, letteraria, culturale e turistica.  
 
LA TERNA DEI LIBRI FINALISTI AL PREMIO TROPEA

L’ottava edizione si apre tra le novità, ma con uno sguardo al passato 

 

  

Almanacco del giorno prima di Chiara Valerio (per Einaudi 2013), Marguerite di Sandra Petrignani (per Neri Pozza 2014) e La lucina di Antonio Moresco (per Mondadori 2013), sono, nell’ordine, i tre libri finalisti all’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea”. La manifestazione, co-finanziata dalla Regione Calabria con fondi europei, rientra nella terza edizione del “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, grazie a un partenariato guidato dal Sistema Bibliotecario Vibonese e nel quale rientrano le amministrazioni comunali di Tropea, Serra San Bruno, Vibo Valentia, Soriano e l’amministrazione provinciale vibonese. L’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea” parte nel segno delle novità, a cominciare dalla Giuria, con il nuovo presidente Gian Arturo Ferrari, già alla guida del “Centro per il Libro e la Lettura” e già direttore generale della Divisione libri Mondadori. Nuovi volti anche tra i membri del Comitato tecnico scientifico, con i docenti universitari Piero Violante e Vito Teti (vincitore dell’ultima edizione), la presidente della fondazione “Nicola Liotti” Lionella Morano, lo scrittore Mimmo Gangemi (anch’egli vincitore del premio), che vanno ad affiancarsi ai quattro soci fondatori del sodalizio organizzatore, il presidente Pasqualino Pandullo, Antonio Pugliese, Pasquale D’Agostino e il segretario Giuseppe Meligrana, al direttore del Sistemba Bibliotecario Vibonese Gilberto Floriani e al vice presidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani Pierfranco Bruni, che non ha potuto presenziare all’incontro. Per quanto riguarda la cronaca della giornata, tutto è andato secondo le migliori aspettative: il pubblico intervenuto presso la sala del Museo diocesano di Tropea ha seguito con molta attenzione tutte le fasi di questo primo appuntamento ufficiale.  A condurre questo primo incontro è stato il presidente dell’Accademia Pasqualino Pandullo, il quale ha innanzitutto presentato i nuovi componenti del Comitato tecnico scientifico e ha ricordato la figura di un “affaticato” scomparso di recente, il professore Lino Daniele. Pandullo ha poi raccolto il saluto del sub-commissario prefettizio del Comune di Tropea Domenico Fuoco, il quale ha rapidamente illustrato ai presenti alcune iniziative volte a migliorare vari aspetti della città e ha esaltato il ruolo del premio in tal senso. A prendere la parola è stato poi il presidente Gian Arturo Ferrari.«Ho il relativo vantaggio - ha esordito Ferrari - di non avere mai avuto nulla a che fare con il premio e con questa terra e ciò mi ha dato l’opportunità di guardare da esterno questa realtà. Ho quindi accettato con piacere di presiedere quello che reputo un buonissimo premio e di prendere il posto di una grande amica, Isabella Bossi Fedrigotti. Dei duemila e cento premi che esistono in italia, il “Tropea” si colloca senz’altro tra i primi dieci come rilievo e come prestigio. Per chi vince un premio non è tanto importante il ritorno monetario, ma è fondamentale il prestigio che riesce a guadagnarsi nella comunità dei lettori e nella comunità di coloro che di libri, a vario tipo, si occupano e vivono: autori, editori, bibliotecari, giornalisti e coloro che costituiscono il mondo del libro. Credo che in questo momento bisogna proseguire e andare avanti, senza dover a tutti costi cambiare qualcosa, ma perseverare nelle cose buone, perché quando qualcuno trova una cosa che va bene così com’è, allora è necessario proseguire. La cosa che più ci si può augurare per il premio è quindi quella di riuscire a mantenere il livello qualitativo attuale».Pandullo, dopo aver ringraziato il presidente a nome della comunità e dell’Accademia, ha invitato il preside Antonio Pugliese a raccontare agli astanti le origini dell’antica organizzazione. «L’Accademia - ha spiegato Pugliese - rifacendosi già nel nome a quella platoniana, nasce a Tropea nel quindicesimo secolo. Come per tutte le accademie nate in Italia durante il rifiorire culturale del Rinascimento, spesso i suoi membri prendevano nomi umoristici. A Tropea, ad esempio, gli “affaticati” avevano nomi molto particolari, come “il glorioso” o “l’ingegnoso”. A rinnovare l’Accademia tropeana è stato Orazio Scrugli e poi, a cominciare dal 1561, fecero parte degli “affaticati” i fratelli Caivano, poeti e autori di centinaia di sonetti che si allineavano al petrarchismo. Molti sono stati i religiosi che ne fecero parte e infatti proprio in Cattedrale avvenivano alcune riunioni, durante le quali si componevano anche sonetti. Tra gli “affaticati”, la cui attività si chiuse dopo quasi quattro secoli, con varie interruzioni, comparirono anche uomini illustri, come il nostro filosofo Pasquale Galluppi».Presentando la giurata Lionella Morano, testimone della sensibilità femminile, il conduttore della manifestazione Pandullo l’ha invitata ad aggiungere una riflessione sulla presenza femminile nel mondo della cultura. «Ho notato con gran soddisfazione - ha affermato - la nutrita presenza femminile oggi. Le donne hanno finalmente conquistato posti importanti nella società e hanno una grande voglia di esprimersi. Per quanto riguarda la mia professione, posso testimoniare che le donne hanno tanta voglia di emergere e sono delle accanite lettrici. Credo che in futuro avremo un cambio di mentalità, e qualcosa sta già avvenendo, come ad esempio la nuova istituzione di cattedre di Letteratura di genere, che porterà avanti la presenza del mondo femminile».Volendo poi rendere omaggio agli autori e agli intellettuali calabresi, Pandullo ha dedicato un momento dell’incontro per ricordare Saverio Strati, scomparso il 9 aprile scorso in Toscana e considerato il più grande autore calabrese vivente, che nel 2009 aveva ottenuto un vitalizio con la legge “Bacchelli”.  Pandullo ha quindi invitato l’attore Alberto Micelotta, accompagnato dalla chitarrista Veronica Russo, a rileggere la lettera con cui Strati dichiarò il suo stato di indigenza. L’atmosfera creatasi ha permesso ai presenti alcune riflessioni sul fatto che la cultura, spesso, non ripaga i grandi uomini di cultura. Ad offrire un approfondimento su Saverio Strati è stato l’antropologo Vito Teti. «Un uomo sobrio come Strati, spesso si denudava per rendere esplicite le proprie idee - ha raccontato al pubblico Teti - ed è come se dovesse giustificarsi di aver scritto tanto e di dover ricordare agli altri la serie di capolavori che aveva scritto. In un certo senso Strati accompagna la fine del mondo contadino tradizionale, individuandone le contrapposizioni, descrivendo lo stato degli emigranti e denunciando le prime azioni della ‘ndrangheta, che in quegli anni andava organizzandosi. Ai miei studenti direi “leggete Saverio Strati per il valore di quanto ha scritto, al di là del valore delle sue opere”». Facendo un passo indietro, Pandullo ha voluto ricordare un’altra figura di letterato che con i suoi scritti ha dato lustro alla Calabria, Giuseppe Berto, scrittore veneto che «attratto dal calore e dalla bellezza del meridione d’Italia - ha spiegato Pandullo -, per una sorta di folgorazione estetica, si stabilì a soli 10 chilometri da Tropea, a Capo Vaticano, costruendo una “pinnata”, cioè tipica abitazione locale, dove visse con la famiglia». Subito dopo un intermezzo artistico incentrato su alcune pagine di Berto, che hanno trasmesso forti sensazioni attraverso le parole di Micelotta, la musica di Russo e le immagini proiettate sul maxischermo della sala, Pasquale D’Agostino ha portato la sua testimonianza sullo scrittore calabro-veneto e sul suo atteggiamento verso l’ambiente calabrese e la natura. «Berto pensava che la natura non dovesse essere lasciata dall’uomo così com’è, ma che dovesse essere curata e modificata e per raggiungere uno stato di pura bellezza. Lui pensava che il turismo a Tropea e Capo Vaticano dovesse diventare la risorsa principale, soppiantando l’agricoltura. Per me Berto non è stato solo un compagno di studi e di lavoro, ma anche di divertimento».Piero Violante è stato invece invitato da Pandullo a parlare della connessioni tra la realtà siciliana - e palermitana in particolare - con la Calabria. «Le “disconnessioni”  - ha esordito Violante - della cultura meridionale sono di certo state maggiori delle connessioni, che vengono spesso coperte dalle altre connessioni, quelle mafiose. Il legame tra Palermo e la Calabria, oggi, spesso riguarda solo i tribunali, ma prima era diverso. Il ruolo della cultura è quello di creare un nuovo canale. Rispetto alla natura, argomento di cui si parlava prima con Berto,  penso che i letterati dovrebbero riflettere sul fatto che la cultura sia ferita e viviamo in un’epoca in cui l’orizzonte della natura non è più salvaguardato». Gilberto Floriani è invece intervenuto sul ruolo della lettura nella cultura della nostra regione rispetto ad altre realtà nazionali. «Sicuramente navighiamo nella parte bassa della classifica della letteratura in Italia. Negli anni passati c’erano stati movimenti, ma la crisi degli scorsi anni ha fatto registrare un regresso e siamo ora in una zona grigia, dove si legge molto poco. Per far leggere di più bisogna investire più denari. Se le biblioteche non possono acquistare nuovi libri non si va da nessuna parte. Analogo discorso vale per la scuola o anche per lo stesso premio, che è cofinanziato, non finanziato, dalla Regione e deve essere mandato avanti tra tante difficoltà, a volte con il lavoro volontario e utilizzando le nostre sedi. Quindi, in un discorso come questo, è importante far emergere anche simili difficoltà».Successivamente, Mimmo Gangemi, ha contribuito alla manifestazione con una riflessione sul mondo degli e-book, sottolineando il ruolo pionieristico del “Tropea” nel voler diffondere ai 450 giurati della Calabria i tre libri finalisti in formato elettronico. «Non sono certamente un nativo digitale e questo lo testimoniano i miei capelli bianchi. Ho partecipato alla prima edizione del Premio che utilizzò gli e-book con un po’ di perplessità, ma in seguito mi sono ricreduto, perché il mondo è pronto ad accettare queste nuove forme di libro. Bisogna perdere atto del mondo che cambia, che si evolve e capire che il digitale, in alcuni paesi, ha superato il cartaceo e quindi riconosciamo che il Premio Tropea è stato il primo in Italia a intuire questo cambiamento». Infine, prima della votazione, il segretario del Premio, l’editore Giuseppe Meligrana, ha spiegato i vari passaggi della manifestazione, per come previsti da regolamento. Questa prima parte è stata chiusa da un intervento musicale dei maestri Giuseppe Sanginiti e Sabina Fedele, con il Rondò per Duo in sol maggiore per violino e viola di Mozart.Dopo la presentazione da parte dei dieci giurati di undici libri tra i diciotto selezionati in precedenza (Ferrari ne ha presentati due), ognuno dei componenti della Giuria tecnica ha espresso due preferenze attraverso una votazione palese per scegliere, tra i titoli iniziali, i tre libri finalisti del “Premio letterario nazionale Tropea”. Al termine della votazione, per la prima volta in assoluto nella storia del premio, ci si è trovati con un solo titolo sicuro di entrare in finale, quello della Valerio. Ciò è accaduto per via di un ex aequo a tre fra i libri di Petrignani, Moresco e di Camilla Baresani, giunta a questo ballottaggio con il suo Il sale rosa dell’Himalaya (Bompiani 2014). È stato quindi necessario effettuare una nuova votazione palese, per giungere alla definitiva proclamazione dei tre finalisti. Il Presidente della Giuria tecnico scientifica Gian Arturo Ferrari, che in precedenza aveva già espresso un giudizio positivo sulla rosa di partenza, dall’alto della sua esperienza si è detto molto soddisfatto per la qualità generale di questa ottava edizione, che porta in finale tre ottimi testi pubblicati da Einaudi, Neri Pozza e Mondadori.Su Chiara Valerio, Sandra Petrignani e Antonio Moresco, che saranno dunque i protagonisti di un’edizione all’insegna del rinnovamento e carica di entusiasmo e di grandi aspettative, è ricaduto il giudizio insindacabile della Giuria tecnico scientifica. Ma il Premio non si ferma e, di qui a breve, l’Accademia degli affaticati consegnerà i loro libri finalisti ai membri della Giuria popolare, che sarà nominata entro la fine di questo mese e che comprenderà, oltre ai 16 fondatori dell’associazione, anche i 409 sindaci della Calabria (o i loro delegati designati) e 25 persone di estrazione diversa, per un totale di 450 componenti. Dovrà quindi scaturire dal favore di un amplio pubblico, capace di rappresentare tutti gli strati della società regionale e tutte le fasce di età, il vincitore finale dell’edizione 2014, che si conoscerà al termine della due giorni in programma per fine luglio.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 08 maggio 2014 )
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PREMIO TROPEA: I 18 LIBRI PER LA SELEZIONE FINALE

Sono stati resi noti i titoli dei 18 libri che prenderanno parte alla selezione ufficiale per la terna finalista all’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea”. Come da tradizione, i libri saranno presentati al grande pubblico, in occasione dell’incontro di domenica 4 maggio, alle ore 10, presso la sala conferenze del Museo diocesano di Tropea. Questo compito spetterà ai membri del Comitato tecnico scientifico, presieduto da Gian Arturo Ferrari, già presidente del “Centro per il Libro e la Lettura” e con un passato da direttore generale della divisione libri Mondadori. A condurre la manifestazione sarà il giornalista Rai Pasqualino Pandullo, patron del Premio e presidente dell’Accademia degli affaticati di Tropea, associazione ideatrice e organizzatrice dell’evento.La terna scaturirà da una rosa incredibilmente variegata, con titoli provenienti da 13 case editrici: Le voci di Berlino di Mario Fortunato (2014) e Il sale rosa dell’Himalaya di Camilla Baresani (2014) per Bompiani; Almanacco del giorno prima di Chiara Valerio (2013) e Condominio R39 di Fabio Deotto (2014) perEinaudi; Per dieci minuti di Chiara Gamberale (2013) e Il sorriso di don Giovanni di Ermanno Rea (2014) per Feltrinelli; Ritorno all’inferno di Luigi Renzo (2013) per Ferrari; Cadavere squisito di Luigi Carletti (2013), Nuovo dizionario delle cose perdute di Francesco Guccini (2014)  e La lucina di Antonio Moresco (2013) per Mondadori; Marguerite di Sandra Petrignani (2014) per Neri Pozza; Ovunque proteggici di Elisa Ruotolo (2013) per Nottetempo; Le macerie dentro di Carlo Simonelli (2013) per Pellegrini, Trattato generale dei pesci e dei cristiani di Maro Genco (2013) per Prova d’autore; Marina bellezza di Silvia Avallone (2013) per Rizzoli; Da che parte sta il mare di Annarosa Macrì (2013) per Rubbettino; Carta vetrata di Paola Bottera (2013) per Sabbia rossa;L’ultima indagine del Commissario di Davide Cammarone (2013) per Sellerio.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 aprile 2014 )
 
Selezione terna finalista 2014

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 aprile 2014 )
 
VARATA L’OTTAVA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO TROPEA

Con la pubblicazione del Regolamento 2014 sul sito www.premioletterariotropea.org è partita l’ottava edizione del “Premio Tropea Letterario Nazionale”, che per il terzo anno si svolge nel contesto del “TropeaFestival Leggere&Scrivere”.

Concluso il ciclo dei primi sette anni, l’Associazione culturale “Accademia degli Affaticati”, titolare dell’evento, ha proceduto ad un rinnovamento del Comitato tecnico-scientifico. La presidenza è stata affidata a Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Promozione della lettura del Consiglio dei Ministri. Ferrari succede a Isabella Bossi Fedrigotti, il cui prestigio e il cui rigore hanno assicurato al Premio Tropea, nel breve volgere di sette anni, un successo riconosciuto anche all’estero.

Della giuria di esperti fanno parte quest’anno quattro dei soci fondatori dell’Accademia degli Affaticati (col presidente Pasqualino Pandullo, Antonio Pugliese, Pasquale D’Agostino e Giuseppe Meligrana). Gli altri componenti del comitato tecnico-scientifico sono: Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; Pierfranco Bruni, scrittore e vice presidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani; Vito Teti, antropologo; Mimmo Gangemi, scrittore; Lionella Morano, presidente della Fondazione “Antonio Liotti”; Piero Violante, scrittore, giornalista. Il nome del dodicesimo componente sarà comunicato a breve.

Per l’edizione 2014, il Premio Tropea ritroverà la sua collocazione nel periodo estivo e si svolgerà nelle serate del 26 e 27 luglio presso il Teatro del Porto di Tropea.

L’appuntamento per la selezione della terna dei finalisti è fissato per domenica 4 maggio, alle ore 10, presso la Sala del Museo Diocesano di Tropea.

A decretare il vincitore assoluto, saranno tutti e 409 i sindaci calabresi, affiancati da una giuria popolare formata, anche, da studenti. Il “Tropea” è il primo Premio letterario ad essere veicolato in formato e-book.

 
Regolamento 2014

PREMIO CITTA’ DI TROPEA

“Una regione per leggere”

 

REGOLAMENTO

VIII edizione - 2014

 

Bandito dall’Associazione culturale

Accademia degli Affaticati - Tropea

 

Premiazione il 26-27 luglio 2014 a Tropea

 

1. L’Associazione culturale “Accademia degli Affaticati di Tropea” bandisce il “Premio Letterario Città di Tropea - Una regione per leggere” VIII edizione, da assegnare ad un’opera di narrativa (fiction) in lingua italiana, pubblicata tra l’1 gennaio 2013 e il 28 febbraio 2014 sia in versione cartacea sia digitale.

 

2. Possono concorrere al Premio, previa regolare iscrizione da parte dell’editore (non dell’autore), le opere di narrativa pubblicate in versione cartacea e digitale nel periodo compreso fra l’1 gennaio 2013 ed il 28 febbraio 2014 e regolarmente in commercio, i cui autori risultino viventi alla data d’iscrizione. Possono essere iscritte al Premio anche opere che abbiano ricevuto altri premi o che siano di autori già premiati in altri premi. Non possono partecipare al Premio Tropea gli autori che sono risultati vincitori nelle scorse edizioni dello stesso. Se l’opera è stata pubblicata con uno pseudonimo, è necessaria una dichiarazione scritta in cui sia indicato il nome ed i dati anagrafici dell’autore.

 

3. L’associazione, sentiti i membri, entro il 31 gennaio 2014, nomina di sua scelta un Comitato tecnico-scientifico, formato in tutto da dodici elementi individuati tra le figure del mondo culturale e presieduto da un esperto di editoria di fama nazionale. Nel comitato l’associazione sarà rappresentata da quattro esponenti (presidente, vice presidente, segretario e un socio designato dall’assemblea). Il Comitato tecnico-scientifico ed il suo Presidente hanno un mandato annuale rinnovabile.

 

Modalità di partecipazione

4. Ogni componente del Comitato tecnico-scientifico è tenuto a segnalare alla Segreteria del Premio, entro il 20 marzo 2014 due titoli di opere con le caratteristiche di cui al punto 2 che ritenga meritevoli di concorrere al Premio. Saranno ammesse alle selezione le sole opere segnalate dal Comitato tecnico-scientifico.

 

5. La Segreteria del Premio entro il 25 marzo 2014 comunicherà ai rispettivi editori le opere segnalate dal Comitato. Gli autori o gli editori che non volessero partecipare al Premio devono esplicitamente dichiararlo per iscritto alla Segreteria del Premio entro e non oltre il 31 marzo 2014.

 

6. L’editore interessato a partecipare entro e non oltre il 5 aprile 2014 dovrà inviare in digitale (documento in ms word compilato in ogni sua parte) e in allegato la scheda di partecipazione (scaricabile qui) al seguente indirizzo mail:  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  o in cartaceo (documento in ms word compilato in ogni parte) tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo: Meligrana Editore, Via della Vittoria 14, 89861 TROPEA (VV). La compilazione e l’invio della scheda di partecipazione prevedono per l’editore l’accettazione del seguente Regolamento in ogni suo punto, in particolar modo, l’invio e le condizioni economiche d’acquisto delle copie esclusivamente in formato digitale (ebook) per la Giuria Popolare e la partecipazione obbligatoria dell’autore finalista alle serate di premiazione del Premio (26 e 27 luglio 2014).

 

7. La segreteria, vagliata la regolarità dell’iscrizione, chiederà all’editore di spedire entro e non oltre il 10 aprile 2014 tredici copie per ogni opera regolarmente iscritta al Premio, sia in formato cartaceo sia in formato digitale (formato pdf), direttamente ai singoli componenti del Comitato tecnico scientifico (una copia a componente più una copia all’associazione “Accademia degli Affaticati di Tropea”) agli indirizzi e con le modalità che verranno comunicate via mail insieme alla richiesta ufficiale. Le copie vanno dunque inviate a titolo gratuito e non verranno restituite in nessun caso. La Segreteria del Premio, una volta chiuse le iscrizioni, comunicherà agli editori interessati l'Elenco completo delle opere iscritte al Premio.

 

8. Il Comitato tecnico-scientifico, dopo aver letto i libri, si riunirà per procedere alla selezione di una terna di finalisti. Prima di procedere alla votazione, verifica l’ammissibilità delle stesse al Premio sulla base del presente Regolamento; tale giudizio è insindacabile. La seduta di selezione è pubblica, avrà luogo in Tropea entro il 31 maggio 2014 e si svolgerà secondo le modalità qui di seguito indicate:

 

a) Tutti i componenti del Comitato tecnico-scientifico, compreso il Presidente, presentano con singoli interventi una delle opere dell'Elenco. Quindi si passa all’individuazione, previa votazione palese, delle tre opere finaliste. Ciascuno dei membri del Comitato presenti alla riunione esprime pubblicamente due preferenze riguardanti altrettanti titoli presenti nell'Elenco. Vengono quindi prescelte le tre opere che ottengono il maggior numero di voti. Nel caso di un ex aequo, che porti più di tre opere a ottenere i voti necessari ad entrare nella terna dei finalisti, si pongono a ballottaggio le opere con il punteggio più basso. Ciascuno dei Giurati esprime allora una preferenza. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Nel caso in cui solo due opere riescano ad ottenere un numero sufficiente di suffragi, i componenti del Comitato tornano a votare gli altri libri presenti nell’Elenco, esprimendo un singolo voto a testa, anche per successive votazioni. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Il giudizio della Giuria è insindacabile.

 

9. L’associazione, sentiti i membri, entro il 31 maggio 2014, nomina inoltre una Giuria Popolare, composta da ciascuno dei Sindaci dei 409 Comuni della Calabria, o da un delegato dal Sindaco designato, 25 (venticinque) persone di estrazione diversa a cui si aggiungeranno, di diritto, gli altri 16 (sedici) soci fondatori dell’Accademia degli Affaticati per un totale di 450 componenti.

 

Invio

10. Entro 7 (sette) giorni dalla scelta della terna, la Segreteria del Premio comunicherà ufficialmente agli editori l’avvenuta selezione dei loro libri tra i finalisti. Ogni editore, dopo aver comunicato ufficialmente alla Segreteria la modalità scelta per l’invio tra quelle sotto riportate, entro 7 (sette) giorni dalla comunicazione ufficiale dovrà provvedere, da sé o tramite l’impiego dello store www.ultimabooks.it, ad inviare 451 (quattrocentocinquantuno) ebook, uno per ciascun membro della Giuria Popolare + uno per la Segreteria del Premio, nelle seguenti modalità:

 

a)     Invio diretto del file (formato pdf) privo di qualsiasi DRM ad ogni membro della Giuria Popolare. La segreteria in tal caso fornirà l’elenco completo delle mail, il nominativo del giurato, la sua carica e il comune di riferimento*. L’editore dovrà: 1) inserire nel colophon necessariamente un testo riguardante il Premio, indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale; 2) inviare la mail, contenente in allegato l’ebook, a ciascun giurato; 3) verificare la correttezza dell’operazione, quando possibile, con le opzioni di “conferma recapito” e “conferma lettura”; 4) inserire come testo e-mail solo ed esclusivamente il testo indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore o la Segreteria verifichino un mancato recapito ad uno o più componenti della Giuria Popolare, per qualsivoglia motivo, l’editore, dopo aver ricevuto dalla Segreteria la conferma degli indirizzi mail, dovrà inviare le nuove e-mail contenenti l’ebook fintanto che il file non arrivi al destinatario entro comunque un limite massimo di 15 (quindici) giorni dalla prima spedizione.

b)   Invio diretto del file (formato epub/pdf) con SOCIAL DRM ad ogni membro della Giuria Popolare. La segreteria in tal caso fornirà (anche affinché siano inseriti nel colophon dell’ebook, come da procedura SOCIAL DRM) l’elenco completo delle mail, il nominativo del giurato, la sua carica e il comune di riferimento*. L’editore dovrà: 1) inserire nel colophon necessariamente un testo riguardante il Premio, indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale; 2) inviare la mail, contenente in allegato l’ebook, a ciascun giurato; 3) verificare la correttezza dell’operazione, quando possibile, con le opzioni di “conferma recapito” e “conferma lettura”; 4) inserire come testo e-mail solo ed esclusivamente il testo indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore o la Segreteria verifichino un mancato recapito ad uno o più componenti della Giuria Popolare, per qualsivoglia motivo, l’editore, dopo aver ricevuto dalla Segreteria la conferma degli indirizzi mail, dovrà inviare le nuove e-mail contenenti l’ebook fintanto che il file non arrivi al destinatario entro comunque un limite massimo di 15 (quindici) giorni dalla prima spedizione.

c)   Invio diretto del file (formato epub/pdf) con SOCIAL DRM ad ogni membro della Giuria Popolare tramite l’impiego dello store www.ultimabooks.it, qualora l’ebook in questione sia già in vendita presso lo stesso. In tal caso l'editore è tenuto ad informare la propria piattaforma di distribuzione delle condizioni di vendita particolari di cui sotto e ad autorizzare la vendita. La segreteria in tal caso fornirà l’elenco completo delle mail, il nominativo del giurato, la sua carica e il comune di riferimento direttamente allo store www.ultimabooks.it(anche affinché siano inseriti nel colophon dell’ebook come da procedura SOCIAL DRM). In tal caso sarà la stessa www.ultimabooks.it a inviare gli ebook ai Giurati come concordato con la Segreteria del Premio.

d)  Invio diretto del file (formato epub/pdf) con ADOBE DRM ad ogni membro della Giuria Popolare. La segreteria in tal caso fornirà all’editore l’elenco completo delle mail, il nominativo del giurato, la sua carica e il comune di riferimento*. L’editore dovrà: 1) inserire nel colophon necessariamente un testo riguardante il Premio, indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale; 2) inviare la mail, contenente in allegato l’ebook, a ciascun giurato; 3) verificare la correttezza dell’operazione, quando possibile, con le opzioni di “conferma recapito” e “conferma lettura”; 4) inserire come testo e-mail solo ed esclusivamente il testo indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore o la Segreteria verifichino un mancato recapito ad uno o più componenti della Giuria Popolare, per qualsivoglia motivo, l’editore, dopo aver ricevuto dalla Segreteria la conferma degli indirizzi mail, dovrà inviare le nuove e-mail contenenti l’ebook fintanto che il file non arrivi al destinatario entro comunque un limite massimo di 15 (quindici) giorni dalla prima spedizione.

e)   Invio del file (formato epub/pdf) con ADOBE DRM ad ogni membro della Giuria Popolare tramite l’impiego dello store www.ultimabooks.it, qualora l’ebook in questione sia già in vendita presso lo stesso. In tal caso l'editore è tenuto ad informare la propria piattaforma di distribuzione delle condizioni di vendita particolari di cui sotto e ad autorizzare la vendita. La segreteria in tal caso fornirà l’elenco completo delle mail, il nominativo del giurato, la sua carica e il comune di riferimento direttamente allo store www.ultimabooks.it. In tal caso sarà la stessa www.ultimabooks.it a inviare gli ebook ai Giurati come concordato con la Segreteria del Premio.

 

Condizioni economiche d’acquisto

11. L’editore, che ha regolarmente iscritto l’opera, che ha così accettato il seguente Regolamento e il cui testo sia stato scelto tra i finalisti, concede di vendere (sia nel caso di vendita diretta sia nel caso venga utilizzata lo store www.ultimabooks.it) alla Segreteria del Premio ciascuno dei 451 ebook ad un prezzo massimo di 2,99 € (due euro e novantanove centesimi) IVA inclusa. Tale cifra non può essere oggetto di trattativa. Nel caso in cui il prezzo dell’ebook sia inferiore, verrà preso come prezzo di riferimento il prezzo dell’ebook alla data riportata nella Scheda d’iscrizione. Gli ebook dovranno essere fatturati dall’editore a 90 giorni fine mese all’anagrafica fornita nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore abbia scelto le modalità d’invio c o e dovrà fatturare gli ebook alla propria piattaforma di distribuzione secondo le quote con essa vigenti e considerando un prezzo di copertina di riferimento al cliente finale di 2,99 € come da seguente Regolamento.

 

Votazione

12. Le tre opere prescelte vengono quindi sottoposte al giudizio della Giuria popolare. Ognuno dei 450 giudici, dopo aver letto i testi, esprime un’unica preferenza, con l’indicazione del titolo e dell’autore prescelto, su apposita scheda, in forma scritta, secondo le modalità indicate dalla Segreteria, facendo pervenire la preferenza alla Segreteria del Premio entro il 15 luglio 2014. Entro il 20 luglio 2014 la Segreteria si riserva di scrutinare i voti attribuiti ad ogni singolo titolo. Il voto rimarrà segreto sino alla proclamazione ufficiale del 26 luglio 2014.

 

Premi

13. La consegna dei premi avverrà a Tropea in una pubblica manifestazione che si terrà nei giorni 26 e 27 luglio 2014. I premi devono essere ritirati personalmente dai vincitori i quali sono tenuti a presenziare a tutt’e tre le serate: in caso contrario non saranno assegnati. Se un autore prescelto nella seduta di selezione si ritira ufficialmente prima della manifestazione conclusiva o non parteciperà alla stessa non avrà diritto ad alcun premio né al denaro. La presenza nella terna dei finalisti del Premio Città di Tropea comporta la partecipazione agli eventi organizzati dal Premio in occasione delle celebrazioni conclusive, nonché la disponibilità ad intervenire ad altre iniziative collaterali organizzate dall’Associazione “Accademia degli Affaticati”. Agli autori di ciascuna delle tre opere prescelte verrà consegnato, nel corso della manifestazione conclusiva, un premio in denaro del valore di 5.000,00 (cinquemila) euro. L’opera che ottiene il maggior numero di voti dalla Giuria popolare (450 giurati) viene proclamata vincitrice del “Premio Città di Tropea - Una regione per leggere 2014”, e la relativa dicitura deve essere riportata su un’apposita fascetta da realizzarsi, a cura dell’Editore, secondo le modalità indicate direttamente dalla Segreteria del Premio. All’opera vincitrice viene attribuito un ulteriore premio in denaro del valore di 5.000,00 (cinquemila) euro. In caso di parità fra due o più opere il premio aggiuntivo viene suddiviso in parti uguali.

 

I dati forniti, cioè quelli riguardanti i componenti della Giuria Popolare, devono essere trattati come da art. 13 della legge 196/2003, fatti salvi e impregiudicati i diritti riconosciuti nell’art. 7 della legge 196/2003, e, nello specifico, non potranno essere trattati liberamente né acquisiti per uso commerciale proprio in quanto non vi è stato alcun consenso specifico da parte dei Giurati.

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 23 febbraio 2014 )
 
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