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		<title>Joomla! powered Site</title>
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			<title>Powered by Joomla!</title>
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			<title>Domenica 21 marzo la terna finalista del Tropea 2010</title>
			<link>http://www.premioletterariotropea.org/ultime/domenica-21-marzo-la-terna-finalista-del-tropea-2010.html</link>
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			<category>Notizie - Ultime</category>
			<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 21:31:39 +0100</pubDate>
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			<title>Riparte il Tropea: il regolamento 2010</title>
			<link>http://www.premioletterariotropea.org/ultime/riparte-il-tropea-il-regolamento-2010.html</link>
			<description>PREMIO CITTA&amp;rsquo; DI TROPEA
 
&amp;ldquo;Una regione per leggere&amp;rdquo;
 
IV edizione - 2010
 
Bandito dall&amp;rsquo;Associazione culturale
&amp;ldquo;Accademia degli Affaticati - Tropea&amp;rdquo;
 
Regolamento Edizione 2010Premiazione il 16-17-18 luglio 2010 in Tropea
 
1 - L&amp;rsquo;Associazione culturale  Accademia degli Affaticati di Tropea  bandisce il &amp;ldquo;Premio Letterario Citt&amp;agrave; di Tropea - Una regione per leggere&amp;rdquo; IVa edizione, da assegnare ad un&amp;rsquo;opera di narrativa in lingua italiana.

2 - Possono concorrere al Premio le opere di narrativa pubblicate in volume nel periodo compreso fra l&amp;rsquo;1 gennaio 2008 ed il 31 dicembre 2009 e regolarmente in commercio, i cui autori risultino viventi alla data della riunione del Comitato tecnico-scientifico. Possono essere scelte anche opere che abbiano ricevuto altri premi o che siano di autori gi&amp;agrave; premiati. Il mese e l&amp;rsquo;anno di pubblicazione cui fare riferimento, sar&amp;agrave; quello indicato a stampa sul libro; qualora tale indicazione mancasse, la stessa dovr&amp;agrave; essere fornita dall&amp;rsquo;editore sotto la propria piena responsabilit&amp;agrave; mediante dichiarazione scritta. Se l&amp;rsquo;opera &amp;egrave; stata pubblicata con uno pseudonimo, &amp;egrave; necessaria una dichiarazione scritta in cui sia indicato il nome ed i dati anagrafici dell&amp;rsquo;autore.

3 - Il Comitato organizzatore dell&amp;rsquo;associazione, eventualmente coadiuvato da collaboratori esterni indicati e approvati dall&amp;rsquo;assemblea, entro il 31 dicembre 2009, nomina: 

a) un Comitato tecnico-scientifico (giuria di esperti) presieduto da un giornalista di fama nazionale e formato da dodici elementi individuati nelle seguenti figure del mondo accademico, letterario e politico: i tre Rettori delle Universit&amp;agrave; calabresi, uno scrittore, un esperto di editoria, un&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; pubblica nel campo delle comunicazioni, un esperto di comunicazione, un addetto ai sistemi bibliotecari e tre esponenti dell&amp;rsquo;Associazione promotrice (presidente, vice presidente e segretario). Il Comitato tecnico-scientifico ed il Presidente hanno un mandato annuale rinnovabile. L&amp;rsquo;accettazione a far parte del Comitato comporta l&amp;rsquo;implicita accettazione del presente Regolamento; comporta inoltre la partecipazione agli eventi organizzati dal Premio in occasione delle celebrazioni conclusive, nonch&amp;eacute; la disponibilit&amp;agrave; ad intervenire ad altre iniziative collaterali organizzate nel corso dell&amp;rsquo;anno dall&amp;rsquo;Associazione Accademia degli Affaticati. 

4 - Il Comitato organizzatore dell&amp;rsquo;associazione, eventualmente coadiuvato da collaboratori esterni indicati e approvati dall&amp;rsquo;assemblea, entro il 31 marzo 2010, nomina: 

b) una Giuria popolare, composta da ciascuno dei Sindaci dei 409 Comuni della Calabria o da un delegato dal Sindaco designato, da 25 persone di estrazione diversa a cui si aggiungeranno, di diritto, gli altri 16 soci fondatori dell&amp;rsquo;Accademia degli Affaticati per un totale di 450 componenti.

5 - Ogni componente del Comitato tecnico-scientifico &amp;egrave; tenuto a segnalare alla Segreteria del Premio, entro il 10 gennaio 2010 tre titoli di opere con le caratteristiche di cui al punto 1 che ritenga meritevoli di concorrere al Premio. Saranno ammesse alle selezione le sole opere segnalate dal Comitato tecnico-scientifico.

6 - La Segreteria del Premio di seguito comunicher&amp;agrave; agli editori interessati l'Elenco completo delle opere segnalate dal Comitato. Gli autori o gli editori che non volessero partecipare al Premio devono esplicitamente dichiararlo per iscritto alla Segreteria del Premio entro e non oltre il 20 gennaio 2010.

7 - Gli editori o gli autori delle opere segnalate, dopo aver ricevuto comunicazione dalla Segreteria del Premio, devono spedire alla stessa, con sede in Tropea, c/o Meligrana Giuseppe Editore, Via della Vittoria 14, 89861 Tropea (VV) entro il 31 gennaio 2010 tredici copie di ciascun&amp;rsquo;opera, che saranno di seguito consegnate, a cura della Segreteria, a ciascuno dei membri del Comitato. Le copie dell&amp;rsquo;opera verranno inviate a titolo gratuito e non verranno restituite. 

8 - Il Comitato tecnico-scientifico si deve riunire entro il 31 marzo 2010 per procedere alla selezione di una terna di finalisti. Prima di procedere alla votazione, verifica l&amp;rsquo;ammissibilit&amp;agrave; delle stesse al Premio sulla base del presente regolamento; tale giudizio &amp;egrave; insindacabile. La seduta di selezione &amp;egrave; pubblica, avr&amp;agrave; luogo in Tropea il 21 marzo 2010 e si svolge secondo le modalit&amp;agrave; qui di seguito indicate:

a) Tutti i componenti del Comitato tecnico-scientifico, compreso il Presidente, presentano con singoli interventi una delle opere dell'Elenco di cui al punto 6. Quindi si passa all&amp;rsquo;individuazione, previa votazione palese, delle tre opere finaliste. Ciascuno dei membri del Comitato esprime pubblicamente due preferenze riguardanti altrettanti titoli presenti nell'Elenco. Vengono quindi prescelte le tre opere che ottengono il maggior numero di voti. Nel caso di un ex aequo, che porti pi&amp;ugrave; di tre opere a ottenere i voti necessari ad entrare nella terna dei finalisti, si pongono a ballottaggio le opere con il punteggio pi&amp;ugrave; basso. Ciascuno dei Giurati esprime allora una preferenza. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Nel caso in cui solo due opere riescano ad ottenere un numero sufficiente di suffragi, i componenti del Comitato tornano a votare, esprimendo un singolo voto a testa, anche per successive votazioni. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Il giudizio della Giuria &amp;egrave; insindacabile.

9 - Agli autori di ciascuna delle tre opere prescelte viene consegnato, nel corso della manifestazione conclusiva, un premio in denaro del valore di cinquemila euro. Se un autore prescelto nella seduta di selezione si ritira prima della manifestazione conclusiva o non parteciper&amp;agrave; alla stessa non avr&amp;agrave; diritto al premio in denaro. La presenza nella terna dei finalisti del Premio citt&amp;agrave; di Tropea comporta la partecipazione agli eventi organizzati dal Premio in occasione delle celebrazioni conclusive, nonch&amp;eacute; la disponibilit&amp;agrave; ad intervenire ad altre iniziative collaterali organizzate dall&amp;rsquo;Associazione  Accademia degli Affaticati .

10 - Le tre opere prescelte vengono quindi sottoposte al giudizio della Giuria popolare. A tale scopo gli editori delle tre opere devono inviare alla Segreteria del Premio 480 copie di ciascuna opera della terna, entro il 15 aprile 2010. Le 480 copie sono acquistate dall'Accademia. Ognuno dei 450 giudici esprime la sua unica preferenza, con l&amp;rsquo;indicazione del titolo e dell&amp;rsquo;autore prescelto, su apposita scheda, in forma scritta, secondo le modalit&amp;agrave; indicate dalla Segreteria, facendo pervenire la preferenza alla Segreteria del Premio entro il 15 giugno 2010.

11 &amp;ndash; Il 30 giugno 2010 la Segreteria si riserva di scrutinare i voti attribuiti ad ogni singolo titolo.

12 - L&amp;rsquo;opera che ottiene il maggior numero di voti dalla Giuria dei 450 giurati viene proclamata vincitrice del &amp;ldquo;Premio Citt&amp;agrave; di Tropea - Una regione per leggere 2010&amp;rdquo;, e la relativa dicitura deve essere riportata su un&amp;rsquo;apposita fascetta da realizzarsi, a cura dell&amp;rsquo;Editore, secondo le modalit&amp;agrave; indicate direttamente dalla Segreteria del Premio. All&amp;rsquo;opera vincitrice viene attribuito un ulteriore premio in denaro del valore di cinquemila euro. Nel caso di parit&amp;agrave; d&amp;igrave; voti fra pi&amp;ugrave; opere il premio viene suddiviso in parti uguali.

13 - La consegna dei premi avverr&amp;agrave; a Tropea in una pubblica manifestazione che si terr&amp;agrave; nei giorni 16-17-18 luglio 2010. I premi devono essere ritirati personalmente dai vincitori, tenuti a presenziare a tutt&amp;rsquo;e tre le serate: in caso contrario non saranno assegnati.
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			<category>Notizie - Ultime</category>
			<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 08:48:50 +0100</pubDate>
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			<title>Tropea, orme medievali</title>
			<link>http://www.premioletterariotropea.org/ultime/tropea-orme-medievali.html</link>
			<description>La presentazione ufficiale del libro sui Templari.
    
&amp;Egrave; stato presentato nei locali del Museo Diocesano di Tropea, lo scorso 7 novembre, l&amp;rsquo;ultimo libro di Luciano Del Vecchio, tropeano da anni trapiantato a Bologna, dal titolo &amp;ldquo;Tropea, orme medievali &amp;ndash; tracce templari tra storia e leggenda&amp;rdquo;, edito dalla Meligrana Editore. L&amp;rsquo;evento, che avuto il patrocinio dell&amp;rsquo;Accademia degli Affaticati, ha attirato un folto pubblico attratto dall&amp;rsquo;affascinante tematica della presenza templare a Tropea. A moderare l&amp;rsquo;evento &amp;egrave; stato il sacerdote e storico della Chiesa Don Pasquale Russo che ha subito dato la parola al Prof. Pietro De Leo, Ordinario di Storia Medievale all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; della Calabria di Cosenza che, nel suo intervento, ha voluto ricordare la figura del rimpianto &amp;ldquo;teologo&amp;rdquo; e cio&amp;egrave; Don Francesco Pugliese, suo amico di vecchia data. Il &amp;ldquo;teologo&amp;rdquo;, come ha riferito l&amp;rsquo;illustre professore, era un amante dell&amp;rsquo;arte e della storia, e di quella tropeana in particolare, e pi&amp;ugrave; volte negli anni lo aveva coinvolto non solo negli studi sui vari monumenti della citt&amp;agrave; tirrenica, ma anche nelle campagne di salvaguardia a tutela dello stesso patrimonio artistico e naturale della citt&amp;agrave;, che stava molto a cuore al &amp;ldquo;teologo&amp;rdquo; visto il suo stato di abbandono. De Leo ha poi analizzato il libro del Del Vecchio, puntando il dito su quello che oramai &amp;egrave; divenuto un vero e proprio abuso della tematica templare, che viene analizzata senza l&amp;rsquo;uso di fonti storiche certe; abuso che non si nota nello scritto del Del Vecchio, ha proseguito lo storico, poich&amp;eacute; lui fa delle ipotesi su fonti storiche precise e quindi non azzarda a fare teorie. &amp;Egrave; stata poi la volta di Don Pasquale Russo a relazionare sul libro; egli ha fatto un breve excursus sulla storia della chiesa tropeana e sui suoi possedimenti durante gli anni &amp;ldquo;templari&amp;rdquo;, argomento che &amp;egrave; in parte affrontato nel libro, ed ha avuto parole di forte apprezzamento per lo scritto che cerca di aprire un dibattito ed uno studio sui secoli medievali nella citt&amp;agrave; di Tropea. Fuori programma l&amp;rsquo;intervento del Vescovo della Diocesi di Mileto-Vibo-Tropea, Mons. Luigi Renzo, uomo di fede ma anche di cultura, che si &amp;egrave; mostrato molto interessato per tutte le due ore della manifestazione; il vescovo ha voluto affermare e rispondere anche ai dubbi del De Leo sulla presenza templare di un certo livello nella Calabria, dicendo che ci sono molti atti e documenti a Roma che attestano la presenza templare in Calabria, crocevia di traffici medievali. Ben vengano, ha concluso il vescovo, libri che cercano di mettere in luce periodi storicamente bui. &amp;Egrave; stata poi la volta dell&amp;rsquo;autore; egli ha sostanzialmente ribadito le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere e cio&amp;egrave; il voler creare una serie di ipotesi, fondate su documenti certi, per innescare un dibattito sull&amp;rsquo;argomento templari in Tropea. Egli ha poi concluso il suo breve intervento salutando e ringraziando l&amp;rsquo;editore, il pubblico e suo fratello Alfonso, prezioso interlocutore nella stesura del libro.</description>
			<category>Notizie - Ultime</category>
			<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 08:09:51 +0100</pubDate>
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		<item>
			<title>PARLA MALE DEI PREMI CHI NON NE HA MAI VINTO UNO</title>
			<link>http://www.premioletterariotropea.org/ultime/parla-male-dei-premi-chi-non-ne-ha-mai-vinto-uno.html</link>
			<description>Cresce la qualit&amp;agrave; del Premio Tropea che vanta un forte legame col territorio
  
di Mauro Francesco Minervino
   
Ogni anno in Italia vengono banditi oltre mille premi letterari. Sicuramente sono troppi e non tutti di qualit&amp;agrave;. Le crescenti perplessit&amp;agrave; sul Premio Strega, l&amp;rsquo;accapigliarsi intorno al Premio Viareggio di qualche tempo fa, e infine il recente scandalo scoppiato intorno al Premio Grinzane Cavour (ma a proposito: com&amp;rsquo;&amp;egrave; che solo dopo che la bolla &amp;egrave; scoppiata, politici e amministratori locali, banchieri, sponsor, scrittori e giornalisti, critici e giurati, tutta una folla di presenzialisti di mestiere che affollavano in giro per l&amp;rsquo;Italia le memorabili cene del Grinzane, adesso sembrano tutti colpiti da improvvisa amnesia e si affrettano a prenderne le distanze?), con le polemiche e gli strascichi giudiziari che ne sono scaturiti, hanno comunque portato a riflettere sul senso dei grandi premi e dei concorsi letterari nazionali. Resta il fatto che quello dei premi &amp;egrave; un sistema che fa parte dell&amp;rsquo;industria editoriale, di cui i libri e la letteratura sono un prodotto, e se il sistema dei premi ha goduto e gode di cos&amp;igrave; ampi sostegni, anche istituzionali, e perch&amp;eacute; &amp;egrave; indispensabile all&amp;rsquo;industria culturale e alla circolazione dei libri. Non tutto quello che viene promosso in un premio &amp;egrave; buono, ma nemmeno &amp;egrave; detto che ogni premio nasconda una pastetta o premi opere che sono porcherie. E gli unici vantaggi concreti di un premio non &amp;egrave; sempre detto che siano solo gli assegni guadagnati dagli autori. Certamente concorsi e premi letterari servono per conoscere e farsi conoscere. E&amp;rsquo; indubbio che il vincitore dello Strega guadagner&amp;agrave; notoriet&amp;agrave; e lettori, e questo, e se il libro che vince vale davvero, &amp;egrave; un bene non solo per lui e per il suo editore, ma per la cultura in genere. Ci sono poi meritevoli eccezioni che vanno in controtendenza rispetto alla deriva che in Italia discredita oggi i grandi premi. Dopo tre edizioni di successo, grazie anche a un meccanismo trasparente e democraticamente partecipato, da autentico concorso letterario, ci &amp;egrave; invece piaciuto molto il clima di fiducia e la crescita nella qualit&amp;agrave; che caratterizza il Premio Letterario Tropea. Per il Tropea basta dare una scorsa a titoli e autori selezionati, all&amp;rsquo;elenco di finalisti e vincitori delle prime tre edizioni per farsi un&amp;rsquo;idea della qualit&amp;agrave;. Mentre &amp;egrave; gi&amp;agrave; tra i 50 premi letterari italiani pi&amp;ugrave; importanti per montepremi assegnato. Ma il pregio del Tropea non sta solo in questi primi dati, ma piuttosto nel suo carattere partecipato e nel suo originario compito culturale. E&amp;rsquo; un premio che nasce per promuove la lettura in una Calabria che legge poco, e la sua missione dichiarata &amp;ldquo;una regione per leggere&amp;rdquo;, stabilisce un fortissimo legame con il territorio, offrendo cos&amp;igrave; un sostegno concreto non solo alla promozione della cultura del libro ma anche ai processi di sviluppo civile e di crescita della legalit&amp;agrave; nella regione. E&amp;rsquo; interessante anche per il tipo di giuria e per i metodi di selezione e di voto. Un sistema misto che prevede un voto tecnico, riservato agli esperti, e un voto popolare. Nel caso dei premi non &amp;egrave; infatti l&amp;rsquo;idea di mettere in gara la cultura che dovrebbe far storcere il naso, quanto piuttosto la necessit&amp;agrave; di fare un bel repulisti degli &amp;laquo;asset tossici&amp;raquo; che anche tra le patrie lettere inquinano la circolazione dei buoni libri. E ripartire come ha fatto il Tropea da regole originali oltre che trasparenti, che alla fine premiano chi davvero se lo merita. Perch&amp;eacute; da quando &amp;egrave; nato, il premio non &amp;egrave; nelle mani delle lobby editoriali e degli uffici stampa o sotto il controllo delle sigle concentrate nei grandi gruppi editoriali. Il Tropea nasce infatti dalla selezione locale di un nucleo di giurati e di lettori indipendenti. In testa il giornalista Rai Pasqualino Pandullo e gli &amp;ldquo;Affaticati&amp;rdquo; tropeani, assieme ai rettori delle universit&amp;agrave; calabresi, a operatori della cultura e dei servizi editoriali e librari della regione. Infine la giuria del Tropea &amp;egrave; guidata da una personalit&amp;agrave; libera e garantista, una gran signora del giornalismo e della cultura italiana come Isabella Bossi-Fedrigotti, che a parte tropea mette la sua firma solo sotto lo storico premio Bagutta. Tutti insieme i giurati del Tropea, semplicemente discutendo sulla base del gusto letterario e del gradimento personale, segnalano le opere e i titoli da ammettere alla prima fase del concorso. Che non sono solo quelli spinti dai grandi gruppi, ma anche prodotti di singoli editori e autori che pubblicano per sigle di nicchia. C&amp;rsquo;&amp;egrave; poi il vaglio di una giuria di qualit&amp;agrave; che comprende studenti e giovani, che sceglie e conferma la terna, e infine il voto di una giuria popolare che fa capo ai 410 sindaci o delegati dei comuni della Calabria. E sono questi lettori finali, &amp;egrave; il caso di dire rappresentanti dei lettori &amp;ldquo;comuni&amp;rdquo;, che nella serata conclusiva esprimono il vincitore con un voto segreto, attraverso una rete telematica certificata e verificata da un ente terzo. Altra scelta interessante in un tempo in cui il marketing editoriale che rafforza la penetrazione dei libri &amp;egrave; in mano a pochi &amp;ldquo;grandi&amp;rdquo; editori che dettano le leggi del mercato, &amp;egrave; anche quella di presentare e offrire al pubblico libri di autori ed editori diversi (anche calabresi) ospiti del Tropea con la formula del talk, pescando al di fuori della terna e non solo in occasione delle serate estive in cui si assegna il premio. Lo scopo del Tropea &amp;egrave; quindi raggiunto: quello di promuovere la lettura e portare gli scrittori in mezzo alla gente, rendendo pi&amp;ugrave; popolare l&amp;rsquo;accesso e la diffusione del libro e della buona letteratura in Calabria. In un tempo in cui la circolazione della cultura e la diffusione dei libri &amp;egrave; in mano a pochi circuiti e sotto il controllo delle &amp;ldquo;grandi&amp;rdquo; centrali della comunicazione, &amp;egrave; un risultato notevole e degno di riconoscimento, anche da parte dei poteri pubblici. Insomma, il Tropea &amp;egrave; un bel premio, ben organizzato e culturalmente autorevole, ed &amp;egrave; certamente un premio utile alla Calabria. Anche per promuovere e mettere assieme, non solo a parole, turismo e cultura. E poi spesso a parlar male dei premi sono solo quelli che non ne hanno mai vinto uno. 
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			<category>Notizie - Ultime</category>
			<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 03:32:27 +0100</pubDate>
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		<item>
			<title>Scoprire “Gli anni veloci”</title>
			<link>http://www.premioletterariotropea.org/ultime/scoprire-“gli-anni-veloci”.html</link>
			<description>
Intervista al vincitore del Premio Tropea edizione 2009, Carmine Abate. Lo scrittore non dimentica il collega Saverio Strati cui va l&amp;rsquo;augurio di &amp;lt;&amp;lt;essere riscoperto e letto&amp;gt;&amp;gt;
    
Di Carmen Putruele
    
La caparbiet&amp;agrave; &amp;egrave; carisma. Il segreto del successo risiede nelle voglia di fare sempre meglio: come dimostra Carmine Abate, classe 1954, che con il romanzo &amp;ldquo;gli anni veloci&amp;rdquo; (Mondadori, 2008), ha trionfato quest&amp;rsquo;anno nel salotto buono di Tropea, aggiudicandosi il primo Premio letterario nazionale- &amp;ldquo;Una ragione per leggere&amp;rdquo;, giunto alla terza edizione. Un libro, ambientato a Crotone, sul potere delle passioni, dei sentimenti, della musica, e sul messaggio vitale &amp;ldquo;Che la vita &amp;egrave; comunque bella: ecco cosa non devi mai scordare&amp;hellip;.&amp;rdquo;, di cui &amp;egrave; portatore (pagina 7 del libro citato). E la giuria e il grande pubblico se ne sono accorti di sicuro, visto il risultato finale. Abate, ha portato al primo posto, ancora una volta, la qualit&amp;agrave; letteraria, che gli ha permesso di aggiungere questo prestigioso Premio Tropea, del back office, associazione culturale &amp;ldquo;Accademia degli Affaticati&amp;rdquo;, ad una ventina di altri primi importanti Premi assegnati, negli anni veloci o passati, a opere dell&amp;rsquo;intelletto umano uscite in diverse lingue, di un autore profondo e ottimista, che abbiamo intervistato, poco prima della proclamazione. 
Come sono stati &amp;ldquo;gli anni veloci&amp;rdquo; di Carmine Abate? E perch&amp;eacute; questo titolo al suo romanzo.
&amp;lt;&amp;lt;Prima degli anni veloci ci sono quelli dell&amp;rsquo;adolescenza in cui il tempo sembra che non passi mai. Tutti abbiamo ricordi della nostra infanzia, io ne ho molti specialmente del passaggio alla giovinezza che proprio perch&amp;eacute; &amp;egrave; l&amp;rsquo;et&amp;agrave; pi&amp;ugrave; bella e speranzosa passa troppo velocemente. Nel romanzo &amp;ldquo;gli anni veloci&amp;rdquo;, ambientato a Crotone, ci sono due et&amp;agrave;: gli anni &amp;rsquo;70 e &amp;rsquo;90. Anni segnati dalla morte di Lucio Battisti(1998)e prima ancora di Rino Gaetano (1981). Uno dei due protagonista del libro, si chiama Nicola ed &amp;egrave; un giovane atleta, con il mito di Pietro Menn&amp;egrave;a,(primatista mondiale nei 200 m dal &amp;lsquo;79 al &amp;rsquo;96), che, sospinto dalla musica dei cantautori scomparsi (in particolare dell&amp;rsquo;amico Rino, coma sa chi ha letto il libro o come scoprir&amp;agrave; chi lo legger&amp;agrave;), ripensa ai suoi anni veloci, alla storia d&amp;rsquo;amore pi&amp;ugrave; importante, vissuta all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di 14 anni con Anna, altra protagonista, fan accanita di Lucio Battisti, e dopo tanti anni dall&amp;rsquo;ultima volta che si sono visti, scopre che l&amp;rsquo;amore c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora, e vuole rivederla per svelarle un segreto che &amp;ldquo;brucia dentro da tanto tempo&amp;rdquo;. Il titolo del libro &amp;egrave; ispirato proprio dall&amp;rsquo;energia vitale, dalla velocit&amp;agrave; sportiva di Nicola.
Lucio Battisti, Rino Gaetano, Pietro Menn&amp;egrave;a. Quanto c&amp;rsquo;&amp;egrave; in s&amp;eacute; di questi personaggi reali ai quali ha voluto rendere omaggio?
&amp;lt;&amp;lt;Rappresentano i tre personaggi fondamentali della mia giovinezza. Da studente &amp;ldquo;squattrinato&amp;rdquo; che per caso ha portato in testa una montagna di riccioli proprio alla Battisti, non mi sono mai perso un 45&amp;deg;giri del mio mito, Lucio Battisti. Una voce molto bella che ha saputo raccontare attraverso la musica davvero le &amp;ldquo;Emozioni&amp;rdquo; della vita, rivoluzionando, grazie a Mogol, la musica leggera italiana. Sento, pi&amp;ugrave; vicino, umanamente, Rino Gaetano che nella sua breve vita &amp;egrave; riuscito a scrivere delle canzoni come &amp;ldquo;Gianna&amp;rdquo; ,&amp;ldquo;Il cielo &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; blu&amp;rdquo; che rimarranno per sempre tant&amp;rsquo;&amp;egrave; che Rino, ai giovani di oggi, compresi i miei figli, piace molto. L&amp;rsquo;atleta Menn&amp;egrave;a &amp;egrave; il mito di Nicola, personaggio inventato, che, rappresenta per&amp;ograve; la parte pi&amp;ugrave; autobiografica del libro. Anch&amp;rsquo;io, dai 14 ai 18 anni ho abitato a Crotone e sono stato uno degli atleti pi&amp;ugrave; forti nei 100 m a livello regionale e medaglia d&amp;rsquo;oro a Catanzaro ai gioghi studenteschi nel &amp;lsquo;70. Mi allenavo tutte le mattine, per me la corsa era un modo anche per scaricare le tensioni familiari, personali, generazionali. La dote che ho sempre apprezzo in Menn&amp;egrave;a, poco pi&amp;ugrave; grande di me, &amp;egrave; la caparbiet&amp;agrave;. Ha sempre saputo che le cose si possono raggiungere solo con i sacrifici, con l&amp;rsquo;impegno quotidiano&amp;gt;&amp;gt;.
Cos&amp;igrave; come ha fatto lei.                                       
&amp;lt;&amp;lt; Be&amp;rsquo;, si. Nel libro c&amp;rsquo;&amp;egrave; un messaggio: se tu hai un talento da solo non serve a niente, devi coltivarlo, ci devi lavorare su, e soprattutto non devi arrenderti mai. L&amp;rsquo;obiettivo messo in testa deve essere raggiunto, naturalmente senza calpestare nessuno&amp;gt;&amp;gt;.                                          
Lei, che &amp;egrave; anche un insegnante, come vede i giovani di oggi?
&amp;lt;&amp;lt;Ne parla nel libro il personaggio Anna perch&amp;eacute; questo &amp;egrave; un problema eterno. Nicola e Anna e l&amp;rsquo;intera generazione degli anni &amp;lsquo;70 avevano il grande sogno di cambiare il mondo. Pochissimi giovani di oggi sognano di cambiare le cose o pensano sia possibile cambiarle. &amp;Egrave; come se la societ&amp;agrave; di oggi compresi i genitori avessero tarpato le ali a questo sogno, che manca, occupando gli spazi dei giovani e creando in loro solo confusione&amp;gt;&amp;gt;.
 Abate, nella sua vita, i sentimenti, quale posto occupano?
&amp;lt;&amp;lt;I sentimenti, sono tutto, nella vita di ogni uomo. In un mio libro precedente &amp;rdquo;Il mosaico del tempo grande&amp;rdquo; un&amp;rsquo;epigrafe dice: &amp;rdquo;tutte le storie sono storie d&amp;rsquo;amore&amp;rdquo;. Io, amo scrivere, storie d&amp;rsquo;amore, alla mia maniera, che cercano i sentimenti , i problemi veri della vita, l&amp;rsquo;amore, il mistero, la morte, l&amp;rsquo;identit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;uomo anche in &amp;ldquo;microcosmi&amp;rdquo; come pu&amp;ograve; essere considerata, Crotone, rispetto all&amp;rsquo;Italia. E Prima ancora ho scritto, nella medesima direzione, anche sulla Calabria arbereshe- cio&amp;egrave; italo-albanese passando da Carfizzi dove sono nato, quindi, sempre su piccoli paesi che in tutti i libri, ho chiamato &amp;ldquo;hora&amp;rdquo;&amp;gt;&amp;gt;.
Durante la prima serata del Premio, il pensiero &amp;egrave; andato anche da parte dei suoi colleghi Di Stefano e Desiati, a Saverio Strati. Lei in particolare, ha detto che le letture stratiane hanno contribuito a farlo diventare oggi scrittore. Ci spieghi meglio. 
&amp;lt;&amp;lt;Io figlio di emigranti, ho vissuto, dopo gli anni trascorsi a Crotone, anche in Germania ed ho visto come vivevano gli altri nella mia stessa condizione. Poi ho cercato dei libri che parlassero del mio mondo, dell&amp;rsquo;immigrazione della Calabria e con occhi molto arrabbiati mi sono accorto che nessuno, intendo a livello nazionale, ne parlava se non proprio Saverio Strati. Da quel momento in poi, si &amp;egrave; alimentata una grande stima per lo scrittore che non ho mai conosciuto personalmente ma ci siamo scambiati bellissime lettere e libri. Oggi vivo in Trentino e da poco sono venuto a conoscenza della vicenda che ha colpito il grande intellettuale (che non ha n&amp;eacute; redditi n&amp;eacute; pensione) e dell&amp;rsquo;iniziativa promossa dal &amp;ldquo;Quotidiano&amp;rdquo; , dalla gente e dalla politica regionale, in favore di Strati che io appoggio in pieno. Sono sicuro per&amp;ograve; che lo scrittore, che sa di aver realizzato delle opere eccezionali e di una modernit&amp;agrave; incredibile, solo per citare un testo: &amp;ldquo;Il selvaggio di Santa Venere&amp;rdquo;, desideri pi&amp;ugrave; di ogni altra cosa essere riscoperto e letto soprattutto dai giovani, che, troveranno, veramente, le cose pi&amp;ugrave; autentiche della Calabria. Questo auguro a Saverio Strati con tutto il cuore&amp;gt;&amp;gt;.     
Che immagine ha di s&amp;eacute;?
&amp;lt;&amp;lt;L&amp;rsquo;immagine di una persona seria, che lavora molto. Credo, un uomo modesto e che ha dignit&amp;agrave;. E che &amp;egrave; molto grato alla cronista per questa intervista&amp;gt;&amp;gt;.
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			<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 13:45:50 +0100</pubDate>
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