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Premio Letterario Tropea

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TROPEA SI CANDIDA A CAPITALE DELLA LETTERATURA CALABRESE Presso la sede dell'Assessorato al Turismo del comune di Tropea, nell'Antico Sedile dei Nobili, la conferenza stampa di presentazione dell'VIII edizione del Premio Letterario “Città di Tropea” ha segnato l’avvio ufficiale di questo rinnovato appuntamento, che da otto anni contribuisce a far coincidere la capitale del turismo calabrese con un centro culturale multiforme di eccellente fattura. A fare gli onori di casa il sindaco della cittadina tirrenica Giuseppe Rodolico, l’assessore alla Cultura Maria Stella Vinci, il consigliere comunale Caterina Strano, Pasqualino Pandullo, presidente dell'Accademia degli affaticati (associazione ideatrice del Premio), Gilberto Floriani, presidente Sistema Bibliotecario Vibonese, Maria Teresa Marzano, organizzatrice di questa edizione, il giornalista Francesco Barritta per l'Ufficio Stampa. Il Premio Tropea quest’anno tornerà nella suggestiva cornice del teatro del Porto; il 26 e 27 luglio in riva al mar Tirreno e con lo spettacolo del sole che tramonterà ad un passo dallo Stromboli, la kermesse culturale prenderà forma e sostanza nella certezza di far riconfermare il Premio Tropea ai massimi livelli del panorama letterario italiano. «La Cultura è per noi uno strumento fondamentale di sviluppo e crescita - ha detto il sindaco Rodolico - abbracciamo le politiche europee che in questo momento sopperiscono in parte a carenze finanziarie nazionali, favorendo un paradigma di sviluppo sostenibile che possa fare da leva alla cultura come volano di sviluppo economico e riscoperta di identità culturali e storiche locali. Abbiamo istituzionalizzato questa manifestazione proprio perché crediamo nell'importanza della lettura come ricerca per capire bene il mondo, gli altri e se stessi alla riscoperta dell'identità di ognuno». Grande soddisfazione è stata espressa anche dall'assessore alla Cultura Maria Stella Vinci, che quest’anno per la prima volta darà con la sua giovane attività amministrativa un forte contributo alla buona riuscita del Premio Tropea. Anche il presidente del Sistema Bibliotecario vibonese non si è lasciato sfuggire l’occasione per ricordare l’importanza della lettura e della cultura in generale, in una terra che ancora si propone come una tra le regioni in coda alle classifiche nazionali: «Dobbiamo fare di tutto per far crescere la nostra società da un punto di vista culturale, puntando ad esempio all'ampliamento delle biblioteche, alla presenza di centri per la lettura; speriamo di far rientrare Tropea in un progetto più ampio, nazionale, che si sta sviluppando chiamato Le città del libro e che prevede l'individuazione di alcune città come centri in cui organizzare momenti e manifestazioni culturali importanti. Costruire una cittadina innovativa e moderna che affonda le sue radici nella storia e nella cultura è quello che ci auguriamo». Si è anche ricordato che il Premio è inserito da tre anni in un progetto più ampio, il “Tropea Festival - Leggere&Scrivere”, cofinanziato dalla Regione Calabria e dal Sistema Bibliotecario Vibonese. Il Premio Tropea, da questa edizione, dopo il settennato di presidenza della scrittrice giornalista Isabella Bossi Fedrigotti, si fregerà di un'altra autorevole presidenza, quella di Gian Arturo Ferrari, illustre esperto di editoria europea, il quale è alla guida della giuria tecnico-scientifica. Le serate finali sono attesissime per conoscere il vincitore di questa VIII edizione - scelto da una giuria popolare composta da 450 giurati tra cui i 409 sindaci calabresi, 25 persone di estrazione diversa e dagli altri 16 soci fondatori dell’Accademia degli Affaticati - e si connatureranno come un talk show culturale che offrirà al pubblico l'opportunità di interagire con gli autori e con gli ospiti convenuti; la terna finalista, scelta già nel mese di maggio, vedrà al centro del salotto letterario, coordinato dalla bravissima giornalista Rai Livia Blasi, tre autori di notevole bravura: Antonio Moresco, La lucina (Mondadori 2013), Sandra Petrignani, Marguerite (Neri Pozza 2014), Chiara Valerio, Almanacco del giorno prima (Einaudi 2013). Tanti gli appuntamenti e gli ospiti previsti nella due giorni culturale, che sarà anche scandita da momenti di intrattenimento musicale e teatrale: tra i musicisti Peppe Fonte, cantautore, Francesca Prestia, cantastorie, Saverio Vallone, attore; la prima serata sarà accompagnata dal sottofondo musicale di  Giovanni De Sossi Quartett, mentre nella seconda il connubio tra musica e libri sarà affidato al raffinato duo Madera balza, composto dal Natàlio Mangalavite al pianoforte e  Monica de Muru. Tra gli ospiti Carmine Donzelli editore, Ercole Jap Parini, sociologo, Enzo Ciconte, saggista. Domenico Dara, giovane scrittore catanzarese vincitore dell’“Italo Calvino giovani” con Breve trattato sulle coincidenze, Nicola Fiorita, scrittore, che parlerà del suo libro Oplà. Cristalli di parole, l’estrema vergogna e il modo (Città del sole). Poi ancora Santo Gioffré, vincitore del premio Calabria con il libro, Leonzio Pilato. Non mancheranno i tre calabresi vincitori del premio: Mimmo Gangemi, Vito Teti, Carmine Abate. Ancora tra gli ospiti Massimo Mauro, noto commentatore sportivo, Gabriella La Rovere, medico, sceneggiatrice e scrittrice, che si occupa di tematiche legate alla medicina narrativa e la sensibilizzazione verso i soggetti svantaggiati. In una delle due serate sarà certa la presenza del Ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, che da ex sindaco di Monasterace, ha sempre seguito con molto interesse il Premio letterario Tropea, e Mario Caligiuri, assessore alla Cultura della Regione Calabria. L'appuntamento è dunque per sabato 26 e domenica 27 luglio 2014 con la Tropea bella, letteraria, culturale e turistica.  

LA TERNA DEI LIBRI FINALISTI AL PREMIO TROPEA L’ottava edizione si apre tra le novità, ma con uno sguardo al passato   Almanacco del giorno prima di Chiara Valerio (per Einaudi 2013), Marguerite di Sandra Petrignani (per Neri Pozza 2014) e La lucina di Antonio Moresco (per Mondadori 2013), sono, nell’ordine, i tre libri finalisti all’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea”. La manifestazione, co-finanziata dalla Regione Calabria con fondi europei, rientra nella terza edizione del “Tropea Festival Leggere & Scrivere”, grazie a un partenariato guidato dal Sistema Bibliotecario Vibonese e nel quale rientrano le amministrazioni comunali di Tropea, Serra San Bruno, Vibo Valentia, Soriano e l’amministrazione provinciale vibonese. L’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea” parte nel segno delle novità, a cominciare dalla Giuria, con il nuovo presidente Gian Arturo Ferrari, già alla guida del “Centro per il Libro e la Lettura” e già direttore generale della Divisione libri Mondadori. Nuovi volti anche tra i membri del Comitato tecnico scientifico, con i docenti universitari Piero Violante e Vito Teti (vincitore dell’ultima edizione), la presidente della fondazione “Nicola Liotti” Lionella Morano, lo scrittore Mimmo Gangemi (anch’egli vincitore del premio), che vanno ad affiancarsi ai quattro soci fondatori del sodalizio organizzatore, il presidente Pasqualino Pandullo, Antonio Pugliese, Pasquale D’Agostino e il segretario Giuseppe Meligrana, al direttore del Sistemba Bibliotecario Vibonese Gilberto Floriani e al vice presidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani Pierfranco Bruni, che non ha potuto presenziare all’incontro. Per quanto riguarda la cronaca della giornata, tutto è andato secondo le migliori aspettative: il pubblico intervenuto presso la sala del Museo diocesano di Tropea ha seguito con molta attenzione tutte le fasi di questo primo appuntamento ufficiale.  A condurre questo primo incontro è stato il presidente dell’Accademia Pasqualino Pandullo, il quale ha innanzitutto presentato i nuovi componenti del Comitato tecnico scientifico e ha ricordato la figura di un “affaticato” scomparso di recente, il professore Lino Daniele. Pandullo ha poi raccolto il saluto del sub-commissario prefettizio del Comune di Tropea Domenico Fuoco, il quale ha rapidamente illustrato ai presenti alcune iniziative volte a migliorare vari aspetti della città e ha esaltato il ruolo del premio in tal senso. A prendere la parola è stato poi il presidente Gian Arturo Ferrari.«Ho il relativo vantaggio - ha esordito Ferrari - di non avere mai avuto nulla a che fare con il premio e con questa terra e ciò mi ha dato l’opportunità di guardare da esterno questa realtà. Ho quindi accettato con piacere di presiedere quello che reputo un buonissimo premio e di prendere il posto di una grande amica, Isabella Bossi Fedrigotti. Dei duemila e cento premi che esistono in italia, il “Tropea” si colloca senz’altro tra i primi dieci come rilievo e come prestigio. Per chi vince un premio non è tanto importante il ritorno monetario, ma è fondamentale il prestigio che riesce a guadagnarsi nella comunità dei lettori e nella comunità di coloro che di libri, a vario tipo, si occupano e vivono: autori, editori, bibliotecari, giornalisti e coloro che costituiscono il mondo del libro. Credo che in questo momento bisogna proseguire e andare avanti, senza dover a tutti costi cambiare qualcosa, ma perseverare nelle cose buone, perché quando qualcuno trova una cosa che va bene così com’è, allora è necessario proseguire. La cosa che più ci si può augurare per il premio è quindi quella di riuscire a mantenere il livello qualitativo attuale».Pandullo, dopo aver ringraziato il presidente a nome della comunità e dell’Accademia, ha invitato il preside Antonio Pugliese a raccontare agli astanti le origini dell’antica organizzazione. «L’Accademia - ha spiegato Pugliese - rifacendosi già nel nome a quella platoniana, nasce a Tropea nel quindicesimo secolo. Come per tutte le accademie nate in Italia durante il rifiorire culturale del Rinascimento, spesso i suoi membri prendevano nomi umoristici. A Tropea, ad esempio, gli “affaticati” avevano nomi molto particolari, come “il glorioso” o “l’ingegnoso”. A rinnovare l’Accademia tropeana è stato Orazio Scrugli e poi, a cominciare dal 1561, fecero parte degli “affaticati” i fratelli Caivano, poeti e autori di centinaia di sonetti che si allineavano al petrarchismo. Molti sono stati i religiosi che ne fecero parte e infatti proprio in Cattedrale avvenivano alcune riunioni, durante le quali si componevano anche sonetti. Tra gli “affaticati”, la cui attività si chiuse dopo quasi quattro secoli, con varie interruzioni, comparirono anche uomini illustri, come il nostro filosofo Pasquale Galluppi».Presentando la giurata Lionella Morano, testimone della sensibilità femminile, il conduttore della manifestazione Pandullo l’ha invitata ad aggiungere una riflessione sulla presenza femminile nel mondo della cultura. «Ho notato con gran soddisfazione - ha affermato - la nutrita presenza femminile oggi. Le donne hanno finalmente conquistato posti importanti nella società e hanno una grande voglia di esprimersi. Per quanto riguarda la mia professione, posso testimoniare che le donne hanno tanta voglia di emergere e sono delle accanite lettrici. Credo che in futuro avremo un cambio di mentalità, e qualcosa sta già avvenendo, come ad esempio la nuova istituzione di cattedre di Letteratura di genere, che porterà avanti la presenza del mondo femminile».Volendo poi rendere omaggio agli autori e agli intellettuali calabresi, Pandullo ha dedicato un momento dell’incontro per ricordare Saverio Strati, scomparso il 9 aprile scorso in Toscana e considerato il più grande autore calabrese vivente, che nel 2009 aveva ottenuto un vitalizio con la legge “Bacchelli”.  Pandullo ha quindi invitato l’attore Alberto Micelotta, accompagnato dalla chitarrista Veronica Russo, a rileggere la lettera con cui Strati dichiarò il suo stato di indigenza. L’atmosfera creatasi ha permesso ai presenti alcune riflessioni sul fatto che la cultura, spesso, non ripaga i grandi uomini di cultura. Ad offrire un approfondimento su Saverio Strati è stato l’antropologo Vito Teti. «Un uomo sobrio come Strati, spesso si denudava per rendere esplicite le proprie idee - ha raccontato al pubblico Teti - ed è come se dovesse giustificarsi di aver scritto tanto e di dover ricordare agli altri la serie di capolavori che aveva scritto. In un certo senso Strati accompagna la fine del mondo contadino tradizionale, individuandone le contrapposizioni, descrivendo lo stato degli emigranti e denunciando le prime azioni della ‘ndrangheta, che in quegli anni andava organizzandosi. Ai miei studenti direi “leggete Saverio Strati per il valore di quanto ha scritto, al di là del valore delle sue opere”». Facendo un passo indietro, Pandullo ha voluto ricordare un’altra figura di letterato che con i suoi scritti ha dato lustro alla Calabria, Giuseppe Berto, scrittore veneto che «attratto dal calore e dalla bellezza del meridione d’Italia - ha spiegato Pandullo -, per una sorta di folgorazione estetica, si stabilì a soli 10 chilometri da Tropea, a Capo Vaticano, costruendo una “pinnata”, cioè tipica abitazione locale, dove visse con la famiglia». Subito dopo un intermezzo artistico incentrato su alcune pagine di Berto, che hanno trasmesso forti sensazioni attraverso le parole di Micelotta, la musica di Russo e le immagini proiettate sul maxischermo della sala, Pasquale D’Agostino ha portato la sua testimonianza sullo scrittore calabro-veneto e sul suo atteggiamento verso l’ambiente calabrese e la natura. «Berto pensava che la natura non dovesse essere lasciata dall’uomo così com’è, ma che dovesse essere curata e modificata e per raggiungere uno stato di pura bellezza. Lui pensava che il turismo a Tropea e Capo Vaticano dovesse diventare la risorsa principale, soppiantando l’agricoltura. Per me Berto non è stato solo un compagno di studi e di lavoro, ma anche di divertimento».Piero Violante è stato invece invitato da Pandullo a parlare della connessioni tra la realtà siciliana - e palermitana in particolare - con la Calabria. «Le “disconnessioni”  - ha esordito Violante - della cultura meridionale sono di certo state maggiori delle connessioni, che vengono spesso coperte dalle altre connessioni, quelle mafiose. Il legame tra Palermo e la Calabria, oggi, spesso riguarda solo i tribunali, ma prima era diverso. Il ruolo della cultura è quello di creare un nuovo canale. Rispetto alla natura, argomento di cui si parlava prima con Berto,  penso che i letterati dovrebbero riflettere sul fatto che la cultura sia ferita e viviamo in un’epoca in cui l’orizzonte della natura non è più salvaguardato». Gilberto Floriani è invece intervenuto sul ruolo della lettura nella cultura della nostra regione rispetto ad altre realtà nazionali. «Sicuramente navighiamo nella parte bassa della classifica della letteratura in Italia. Negli anni passati c’erano stati movimenti, ma la crisi degli scorsi anni ha fatto registrare un regresso e siamo ora in una zona grigia, dove si legge molto poco. Per far leggere di più bisogna investire più denari. Se le biblioteche non possono acquistare nuovi libri non si va da nessuna parte. Analogo discorso vale per la scuola o anche per lo stesso premio, che è cofinanziato, non finanziato, dalla Regione e deve essere mandato avanti tra tante difficoltà, a volte con il lavoro volontario e utilizzando le nostre sedi. Quindi, in un discorso come questo, è importante far emergere anche simili difficoltà».Successivamente, Mimmo Gangemi, ha contribuito alla manifestazione con una riflessione sul mondo degli e-book, sottolineando il ruolo pionieristico del “Tropea” nel voler diffondere ai 450 giurati della Calabria i tre libri finalisti in formato elettronico. «Non sono certamente un nativo digitale e questo lo testimoniano i miei capelli bianchi. Ho partecipato alla prima edizione del Premio che utilizzò gli e-book con un po’ di perplessità, ma in seguito mi sono ricreduto, perché il mondo è pronto ad accettare queste nuove forme di libro. Bisogna perdere atto del mondo che cambia, che si evolve e capire che il digitale, in alcuni paesi, ha superato il cartaceo e quindi riconosciamo che il Premio Tropea è stato il primo in Italia a intuire questo cambiamento». Infine, prima della votazione, il segretario del Premio, l’editore Giuseppe Meligrana, ha spiegato i vari passaggi della manifestazione, per come previsti da regolamento. Questa prima parte è stata chiusa da un intervento musicale dei maestri Giuseppe Sanginiti e Sabina Fedele, con il Rondò per Duo in sol maggiore per violino e viola di Mozart.Dopo la presentazione da parte dei dieci giurati di undici libri tra i diciotto selezionati in precedenza (Ferrari ne ha presentati due), ognuno dei componenti della Giuria tecnica ha espresso due preferenze attraverso una votazione palese per scegliere, tra i titoli iniziali, i tre libri finalisti del “Premio letterario nazionale Tropea”. Al termine della votazione, per la prima volta in assoluto nella storia del premio, ci si è trovati con un solo titolo sicuro di entrare in finale, quello della Valerio. Ciò è accaduto per via di un ex aequo a tre fra i libri di Petrignani, Moresco e di Camilla Baresani, giunta a questo ballottaggio con il suo Il sale rosa dell’Himalaya (Bompiani 2014). È stato quindi necessario effettuare una nuova votazione palese, per giungere alla definitiva proclamazione dei tre finalisti. Il Presidente della Giuria tecnico scientifica Gian Arturo Ferrari, che in precedenza aveva già espresso un giudizio positivo sulla rosa di partenza, dall’alto della sua esperienza si è detto molto soddisfatto per la qualità generale di questa ottava edizione, che porta in finale tre ottimi testi pubblicati da Einaudi, Neri Pozza e Mondadori.Su Chiara Valerio, Sandra Petrignani e Antonio Moresco, che saranno dunque i protagonisti di un’edizione all’insegna del rinnovamento e carica di entusiasmo e di grandi aspettative, è ricaduto il giudizio insindacabile della Giuria tecnico scientifica. Ma il Premio non si ferma e, di qui a breve, l’Accademia degli affaticati consegnerà i loro libri finalisti ai membri della Giuria popolare, che sarà nominata entro la fine di questo mese e che comprenderà, oltre ai 16 fondatori dell’associazione, anche i 409 sindaci della Calabria (o i loro delegati designati) e 25 persone di estrazione diversa, per un totale di 450 componenti. Dovrà quindi scaturire dal favore di un amplio pubblico, capace di rappresentare tutti gli strati della società regionale e tutte le fasce di età, il vincitore finale dell’edizione 2014, che si conoscerà al termine della due giorni in programma per fine luglio.

PREMIO TROPEA: I 18 LIBRI PER LA SELEZIONE FINALE Sono stati resi noti i titoli dei 18 libri che prenderanno parte alla selezione ufficiale per la terna finalista all’ottava edizione del “Premio letterario nazionale Tropea”. Come da tradizione, i libri saranno presentati al grande pubblico, in occasione dell’incontro di domenica 4 maggio, alle ore 10, presso la sala conferenze del Museo diocesano di Tropea. Questo compito spetterà ai membri del Comitato tecnico scientifico, presieduto da Gian Arturo Ferrari, già presidente del “Centro per il Libro e la Lettura” e con un passato da direttore generale della divisione libri Mondadori. A condurre la manifestazione sarà il giornalista Rai Pasqualino Pandullo, patron del Premio e presidente dell’Accademia degli affaticati di Tropea, associazione ideatrice e organizzatrice dell’evento.La terna scaturirà da una rosa incredibilmente variegata, con titoli provenienti da 13 case editrici: Le voci di Berlino di Mario Fortunato (2014) e Il sale rosa dell’Himalaya di Camilla Baresani (2014) per Bompiani; Almanacco del giorno prima di Chiara Valerio (2013) e Condominio R39 di Fabio Deotto (2014) perEinaudi; Per dieci minuti di Chiara Gamberale (2013) e Il sorriso di don Giovanni di Ermanno Rea (2014) per Feltrinelli; Ritorno all’inferno di Luigi Renzo (2013) per Ferrari; Cadavere squisito di Luigi Carletti (2013), Nuovo dizionario delle cose perdute di Francesco Guccini (2014)  e La lucina di Antonio Moresco (2013) per Mondadori; Marguerite di Sandra Petrignani (2014) per Neri Pozza; Ovunque proteggici di Elisa Ruotolo (2013) per Nottetempo; Le macerie dentro di Carlo Simonelli (2013) per Pellegrini, Trattato generale dei pesci e dei cristiani di Maro Genco (2013) per Prova d’autore; Marina bellezza di Silvia Avallone (2013) per Rizzoli; Da che parte sta il mare di Annarosa Macrì (2013) per Rubbettino; Carta vetrata di Paola Bottera (2013) per Sabbia rossa;L’ultima indagine del Commissario di Davide Cammarone (2013) per Sellerio.

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“Gomorra” di Roberto Saviano conquista la giuria PDF Stampa E-mail

della prima edizione del Premio letterario nazionale “Città di Tropea – Una regione per leggere”

Annunciato nella sala del teatro “La Pace” di Drapia il vincitore del Premio letterario nazionale “Città di Tropea – Una regione per leggere”. Si tratta di “Gomorra”, di Roberto Saviano, edito Mondadori.

Il libro vincente ha prevalso rispetto a “Mille anni che sto qui” di Mariolina Venezia (Einaudi) e a “Donne informate sui fatti” di Carlo Fruttero (anch’esso Mondadori) che, assieme al medesimo, facevano parte della “terna” dei finalisti.

Il testo vincitore è un’inchiesta documentata sulla camorra. Un’indagine approfondita con tanto di “listino prezzi” per le interviste che l’autore è riuscito a ottenere da spacciatori e malavitosi. Come qualcuno ha sostenuto presentando questo libro, si può dire che leggerlo è come bere un bicchiere di benzina. Un libro dai contenuti scomodi la cui pubblicazione ha costretto l’autore a una vita blindata, sottoscorta.

La terna dei finalisti nasce da una preselezione di libri proposti da una giuria di qualità. Il risultato finale è, invece, scaturito anche e soprattutto grazie al voto dei sindaci calabresi che avevano ricevuto, in dono, la terna dei libri vincitori. Le risposte pervenute, su 409 blocchi di libri inviati, sono state 217. Il che non è stato affatto poco perché, come hanno evidenziato gli organizzatori, numerose copie sono andate perdute nei meandri postali... Che sia la concretizzazione, come auspicava Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati (l’ente promotore della manifestazione) di un nuovo “brand” Calabria caratterizzato da più cultura e meno nefandezze?

Ultimo aggiornamento ( luned́ 25 giugno 2007 )
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Seconda serata non meno “in ghingheri” della precedente. PDF Stampa E-mail
Si parla di “Donne informate sui fatti”, in corsa al Premio “Tropea” ma Carlo Fruttero non c’è: l’età avanzata è stata certamente proibitiva.

Lo racconta allora per lui Tullio Barni, docente dell’Università della Magna Grecia: bello sentirlo narrare con l’accento fiorentino…


Una vita blindata

Per noi di Bottega editoriale è la nostra giornata, si parla di libri e il clima si fa davvero serio.

Ecco il “Magistrato spumeggiante”, come definito dal Vice presidente della Commissione parlamentare Antimafia Mario Tassone: si tratta di Nicola Gratteri.

Il politico precisa che la simpatica definizione non è pura “riconoscenza” per il caffè offertogli poco prima dal giudice.

La passeggiata alla volta del bar proprio per il caffè “sottoaccusa” crediamo abbia fatto salire un nodo alla gola a tutti i presenti: quando all’improvviso abbiamo visto una processione di gente che guardandosi con circospezione guadagnava l’uscita. Ecco cosa vuol dire una vita blindata!

In questo caso la sua veste però è quella di scrittore, il libro a quattro mani con Antonio Nicaso edito da Pellegrini, “Fratelli di sangue” è arrivato alla decima edizione.

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Ecco la prima, della “tre giorni”, della fase conclusiva del PDF Stampa E-mail

Premio letterario nazionale “Città di Tropea − una regione per leggere”

Sullo splendido palco, maestralmente allestito richiamando i “colori sociali” del Premio – sfondo nero con tocchi di luce bianchi e rossi – Pasqualino Pandullo, giornalista e presidente del Premio letterario di Tropea, insieme a Livia Blasi, sua amica e collega nella redazione Rai, danno il benvenuto ai tantissimi intervenuti accolti nel Teatro “La Pace” di Drapia. Dopo i saluti sentiti e doverosi, il regista Enrico Pulice manda in onda un filmato della conferenza stampa tenutasi lo scorso 18 marzo a Tropea, durante la quale vennero presentati al pubblico i tre libri finalisti del Premio. Fulvio Librandi parla di “Gomorra” di Roberto Saviano; Tullio Brandi illustra “Donne informate sui fatti” di Carlo Fruttero, mentre Mariolina Venezia con “Mille anni che sto qui” è introdotta dal Presidente di giuria Isabella Bossi Fedrigotti.

Tocca poi al sindaco di Tropea, Antonio Euticchio, intervenire per salutare la platea. Il primo cittadino è stato vicino al premio sin dalla sua nascita, addirittura prima che fosse eletto sindaco.

Prosegue poi lo spettacolo, con una parentesi che gli stessi “Affaticati”, ma «felici di realizzare un sogno», vogliono aprire: «Galluppi, perdonaci». Le scuse simboliche sono rivolte ad uno dei tanti componenti della storica Accademia. Ma a chi ascolta viene da dire: «Scusarvi? Ma di cosa!?». Gli “Affaticati” di oggi stanno creando una nuova immagine, un nuovo “brand” si preferisce dire, della Calabria.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 25 giugno 2007 )
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Premio letterario Tropea: sempre più vicino!_21, 22 e 23 giugno a Tropea_ore 18.30 PDF Stampa E-mail

Premio letterario “Tropea”: chi vincerà tra Carlo Fruttero, Roberto Saviano e Mariolina Venezia?

Nell’attesa un ricco cast di ospiti:  da Michele Cucuzza a Nicola Gratteri a Vittorio Sgarbi e altri ancora 

Il Premio letterario “Città di Tropea - Una regione per leggere” si avvicina alla sua celebrazione finale: chi vincerà?

La bella cittadina tirrenica e il suo Teatro “La Pace” ospiteranno la kermesse: l’appuntamento è per il 21, 22 e 23 giugno alle ore 18.30.

Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati, l’associazione promotrice dell’evento, ha annunciato la presenza di Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e di Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura del Comune di Torino.

Nomi noti che fanno pensare che veramente può esserci innovazione in questa terra e che lo scotto della perifericità sta per essere superato: oggi si può pensare addirittura a un asse Milano-Torino-Calabria e si può leggere sui giornali la cinquina del Premio “Campiello”, dalla lunga tradizione, in cui figurano ben 2 finalisti della terna del Premio “Tropea”...

Ricco il programma che ha continuato ad impreziosirsi anche dopo la stampa delle brochure e degli inviti, in allegato al “Venerdì” de “la Repubblica”.

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In una conferenza stampa al Sistema Bibliotecario di Vibo Valentia PDF Stampa E-mail

Presentate le serate conclusive del Premio "Tropea" - si terranno al Teatro "La Pace" il 21-22-23 giugno - ci sarà anche Sgarbi

di Annalisa Pontieri


Si sa che i tempi di stampa camminano e divergono dai tempi della realtà, ed è con sorpresa che ascoltiamo Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati, annunciare la presenza a Tropea, nella serata conclusiva dell’omonimo premio letterario, di Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e di Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura del Comune di Torino.


Nomi noti che fanno pensare che veramente può esserci innovazione in questa terra e che lo scotto della perifericità sta per essere scontato, oggi che si può pensare addirittura a un asse Milano-Torino-Calabria e che si può leggere sui giornali la cinquina del Premio “Campiello”, dalla lunga tradizione, in cui figurano ben 2 finalisti della terzina del Premio “Tropea” (Carlo Fruttero e Mariolina Venezia). Come dire che bisogna solo iniziare a camminare e il passo camminando si acquista!


Ultimo aggiornamento ( luned́ 18 giugno 2007 )
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