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Premio Letterario Tropea

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Nuovo sito Scoprite tutte le novità dell'edizione 2015 nel nuovo sito: www.premiotropea.it 

REGOLAMENTO IX edizione - 2015 PREMIO TROPEA     REGOLAMENTO IX edizione - 2015     Bandito dall’Associazione culturale “Accademia degli Affaticati - Tropea”     Premiazione il 5-6 settembre 2015 a Tropea     1. L’Associazione culturale “Accademia degli Affaticati di Tropea” bandisce il “Premio Letterario Città di Tropea” IX edizione, da assegnare ad un’opera di narrativa in lingua italiana, pubblicata tra l’1 gennaio 2014 e il 31 marzo 2015 sia in versione cartacea sia digitale.   2. Possono concorrere al Premio, previa regolare iscrizione da parte dell’editore (non dell’autore), le opere di narrativa pubblicate in versione cartacea e digitale nel periodo compreso fra l’1 gennaio 2014 ed il 31 marzo 2015 e regolarmente in commercio, i cui autori risultino viventi alla data d’iscrizione. Possono essere iscritte al Premio anche opere che abbiano ricevuto altri premi o che siano di autori già premiati in altri premi. Non possono partecipare al Premio Tropea gli autori che sono risultati vincitori o finalisti nelle scorse edizioni dello stesso. Se l’opera è stata pubblicata con uno pseudonimo, è necessaria una dichiarazione scritta in cui sia indicato il nome ed i dati anagrafici dell’autore.   3. L’associazione, sentiti i membri, entro il 31 marzo 2015, nomina di sua scelta un Comitato tecnico-scientifico, formato da quindici (15) membri e presieduto da un esperto di editoria di fama nazionale. Il Comitato tecnico-scientifico ed il suo Presidente hanno un mandato annuale e rinnovabile.   Modalità di partecipazione 4. Ogni componente del Comitato tecnico-scientifico è tenuto a segnalare alla Segreteria del Premio, entro il 15 aprile 2015 un titolo con le caratteristiche di cui al punto 2 che ritenga meritevole di concorrere al Premio. Saranno ammesse alle selezione le sole opere segnalate dal Comitato tecnico-scientifico.   5. La Segreteria del Premio entro il 30 aprile 2015 comunicherà ai rispettivi editori le opere segnalate dal Comitato. Gli autori o gli editori che non volessero partecipare al Premio devono esplicitamente dichiararlo per iscritto alla Segreteria del Premio entro e non oltre il 30 aprile 2015.   6. L’editore interessato a partecipare entro e non oltre il 15 maggio 2015 dovrà inviare in digitale (documento in ms word compilato in ogni sua parte) e in allegato la scheda di partecipazione (scaricabile qui) al seguente indirizzo mail: info@meligranaeditore.com o in cartaceo (documento in ms word compilato in ogni parte) tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo: Meligrana Editore, Via della Vittoria 14, 89861 TROPEA (VV). La compilazione e l’invio della scheda di partecipazione prevedono per l’editore l’accettazione del seguente Regolamento in ogni suo punto, in particolar modo, l’invio e le condizioni economiche d’acquisto delle copie esclusivamente in formato digitale (ebook) per la Giuria Popolare e la partecipazione obbligatoria dell’autore finalista alle serate di premiazione del Premio (5 e 6 settembre 2015).   7. La segreteria, vagliata la regolarità dell’iscrizione, chiederà all’editore di spedire entro e non oltre il 30 maggio 2015 sedici copie per ogni opera regolarmente iscritta al Premio, sia in formato cartaceo sia in formato digitale (formato pdf), direttamente ai singoli componenti del Comitato tecnico scientifico (una copia a componente più una copia all’associazione “Accademia degli Affaticati di Tropea”) agli indirizzi e con le modalità che verranno comunicate via mail insieme alla richiesta ufficiale. Le copie vanno dunque inviate a titolo gratuito e non verranno restituite in nessun caso. La Segreteria del Premio, una volta chiuse le iscrizioni, comunicherà agli editori interessati l'Elenco completo delle opere iscritte al Premio.   8. Il Comitato tecnico-scientifico, dopo aver letto i libri, si riunirà per procedere alla selezione di una terna di finalisti. Prima di procedere alla votazione, verifica l’ammissibilità delle stesse al Premio sulla base del presente Regolamento; tale giudizio è insindacabile. La seduta di selezione è pubblica, avrà luogo in Tropea entro il 30 giugno 2015 e si svolgerà secondo le modalità qui di seguito indicate:   a) Tutti i componenti del Comitato tecnico-scientifico, compreso il Presidente, presentano con singoli interventi una delle opere dell'Elenco. Quindi si passa all’individuazione, previa votazione palese, delle tre opere finaliste. Ciascuno dei membri del Comitato presenti alla riunione esprime pubblicamente due preferenze riguardanti altrettanti titoli presenti nell'Elenco. Vengono quindi prescelte le tre opere che ottengono il maggior numero di voti. Nel caso di un ex aequo, che porti più di tre opere a ottenere i voti necessari ad entrare nella terna dei finalisti, si pongono a ballottaggio le opere con il punteggio più basso. Ciascuno dei Giurati esprime allora una preferenza. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Nel caso in cui solo due opere riescano ad ottenere un numero sufficiente di suffragi, i componenti del Comitato tornano a votare gli altri libri presenti nell’Elenco, esprimendo un singolo voto a testa, anche per successive votazioni. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Il giudizio del Comitato è insindacabile.   9. L’associazione, sentiti i membri, entro il 30 giugno 2015, nomina inoltre una Giuria Popolare, composta dai 50 comuni della provincia di Vibo Valentia, dai 4 sindaci dei capoluoghi di provincia, da studenti tropeani, bibliotecari calabresi e da tutti i soci dell’Accademia degli Affaticati per un totale massimo di 100 componenti.   Invio 10. Entro sette (7) giorni dalla scelta della terna, la Segreteria del Premio comunicherà ufficialmente agli editori l’avvenuta selezione dei loro libri tra i finalisti. Ogni editore, dopo aver comunicato ufficialmente alla Segreteria la modalità scelta per l’invio tra quelle sotto riportate, entro sette (7) giorni dalla comunicazione ufficiale dovrà provvedere, da sé o tramite l’impiego di uno store a scelta, ad inviare centouno (101) ebook, uno per ciascun membro della Giuria Popolare + uno per la Segreteria del Premio, nelle seguenti modalità:   a)     Invio diretto del file (formato epub/pdf) privo di qualsiasi DRM ad ogni membro della Giuria Popolare. La segreteria in tal caso fornirà l’elenco completo delle mail e il nominativo del giurato. L’editore dovrà: 1) inserire nel colophon necessariamente un testo riguardante il Premio, indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale; 2) inviare la mail, contenente in allegato l’ebook, a ciascun giurato; 3) verificare la correttezza dell’operazione, quando possibile, con le opzioni di “conferma recapito” e “conferma lettura”; 4) inserire come testo e-mail solo ed esclusivamente il testo indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore o la Segreteria verifichino un mancato recapito ad uno o più componenti della Giuria Popolare, per qualsivoglia motivo, l’editore, dopo aver ricevuto dalla Segreteria la conferma degli indirizzi mail, dovrà inviare le nuove e-mail contenenti l’ebook fintanto che il file non arrivi al destinatario entro comunque un limite massimo di quindici (15) giorni dalla prima spedizione. b)   Invio diretto del file (formato epub/pdf) con SOCIAL DRM ad ogni membro della Giuria Popolare. La segreteria in tal caso fornirà (anche affinché siano inseriti nel colophon dell’ebook, come da procedura SOCIAL DRM) l’elenco completo delle mail e il nominativo del giurato. L’editore dovrà: 1) inserire nel colophon necessariamente un testo riguardante il Premio, indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale; 2) inviare la mail, contenente in allegato l’ebook, a ciascun giurato; 3) verificare la correttezza dell’operazione, quando possibile, con le opzioni di “conferma recapito” e “conferma lettura”; 4) inserire come testo e-mail solo ed esclusivamente il testo indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore o la Segreteria verifichino un mancato recapito ad uno o più componenti della Giuria Popolare, per qualsivoglia motivo, l’editore, dopo aver ricevuto dalla Segreteria la conferma degli indirizzi mail, dovrà inviare le nuove e-mail contenenti l’ebook fintanto che il file non arrivi al destinatario entro comunque un limite massimo di 15 (quindici) giorni dalla prima spedizione. d)  Invio diretto del file (formato epub/pdf) con ADOBE DRM ad ogni membro della Giuria Popolare. La segreteria in tal caso fornirà all’editore l’elenco completo delle mail e il nominativo del giurato. L’editore dovrà: 1) inserire nel colophon necessariamente un testo riguardante il Premio, indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale; 2) inviare la mail, contenente in allegato l’ebook, a ciascun giurato; 3) verificare la correttezza dell’operazione, quando possibile, con le opzioni di “conferma recapito” e “conferma lettura”; 4) inserire come testo e-mail solo ed esclusivamente il testo indicato dalla Segreteria e specificato nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore o la Segreteria verifichino un mancato recapito ad uno o più componenti della Giuria Popolare, per qualsivoglia motivo, l’editore, dopo aver ricevuto dalla Segreteria la conferma degli indirizzi mail, dovrà inviare le nuove e-mail contenenti l’ebook fintanto che il file non arrivi al destinatario entro comunque un limite massimo di quindici (15) giorni dalla prima spedizione.   Condizioni economiche d’acquisto 11. L’editore, che ha regolarmente iscritto l’opera, che ha così accettato il seguente Regolamento e il cui testo sia stato scelto tra i finalisti, concede di vendere (sia nel caso di vendita diretta sia nel caso venga utilizzata uno store) alla Segreteria del Premio ciascuno dei centouno (101) ebook ad un prezzo massimo di 2,99 € (due euro e novantanove centesimi) IVA inclusa. Tale cifra non può essere oggetto di trattativa. Nel caso in cui il prezzo dell’ebook sia inferiore, verrà preso come prezzo di riferimento il prezzo dell’ebook alla data riportata nella Scheda d’iscrizione. Gli ebook dovranno essere fatturati dall’editore a 120 giorni fine mese all’anagrafica fornita nella comunicazione ufficiale. Nel caso in cui l’editore abbia scelto uno store, la fattura dovrà essere emessa alla Segreteria dallo store stesso sempre al prezzo per copia di 2,99 € come da seguente Regolamento.   Votazione 12. Le tre opere prescelte vengono quindi sottoposte al giudizio della Giuria popolare. Ognuno dei cento (100) giudici, dopo aver letto i testi, esprime un’unica preferenza, con l’indicazione del titolo e dell’autore prescelto, su apposita scheda, in forma scritta, secondo le modalità indicate dalla Segreteria, facendo pervenire la preferenza alla Segreteria del Premio entro il 31 agosto 2015. Entro il 5 settembre 2015 la Segreteria si riserva di scrutinare i voti attribuiti ad ogni singolo titolo. Il voto rimarrà segreto sino alla proclamazione ufficiale del 6 luglio 2014.   Premi 13. La consegna dei premi avverrà a Tropea in una pubblica manifestazione che si terrà nei giorni 5 e 6 settembre 2015. I premi devono essere ritirati personalmente dai vincitori i quali sono tenuti a presenziare a tutt’e due le serate: in caso contrario non saranno assegnati. Se un autore prescelto nella seduta di selezione si ritira ufficialmente prima della manifestazione conclusiva o non parteciperà alla stessa non avrà diritto ad alcun premio né al denaro. La presenza nella terna dei finalisti del Premio Città di Tropea comporta la partecipazione agli eventi organizzati dal Premio in occasione delle celebrazioni conclusive, nonché la disponibilità ad intervenire ad altre iniziative collaterali organizzate dall’Associazione “Accademia degli Affaticati”. Agli autori di ciascuna delle tre opere prescelte, in base ai risultati dello scrutinio, verrà consegnato un premio in denaro del seguente valore: euro 5.000,00 (cinquemila) per il primo classificato, euro 3.000,00 (tremila) per il secondo classificato, euro 2.000,00 (duemila) per il terzo classificato. L’opera che ottiene il maggior numero di voti dalla Giuria popolare (100 giurati) viene proclamata vincitrice del “Premio Città di Tropea - Una regione per leggere 2015”, e la relativa dicitura deve essere riportata su un’apposita fascetta da realizzarsi, a cura dell’Editore, secondo le modalità indicate direttamente dalla Segreteria del Premio. In caso di parità fra due o più opere i premi sono suddivisi in parti uguali.   * I dati forniti, cioè quelli riguardanti i componenti della Giuria Popolare, devono essere trattati come da art. 13 della legge 196/2003, fatti salvi e impregiudicati i diritti riconosciuti nell’art. 7 della legge 196/2003, e, nello specifico, non potranno essere trattati liberamente né acquisiti per uso commerciale proprio in quanto non vi è stato alcun consenso specifico da parte dei Giurati.

LE IMMAGINI DELLA PREMIAZIONE 2014   

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NEL MAGMA DELLE PICCOLE INIZIATIVE, LA QUALITA’ SPICCA IN POCHI PROGETTI IMPORTANTI PDF Stampa E-mail

UN DOCUMENTATO ARTICOLO DI ISABELLA MARCHIOLO, PUBBLICATO DA IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA NELLE PAGINE "IDEE E SOCIETA' " DEL 12 OTTOBRE 2008 (PAG. 57), CITA IL PREMIO TROPEA TRA LE INIZIATIVE DI QUALITA' PRODOTTE NEL SETTORE LETTERARIO ED OFFRE UN CONTRIBUTO INEDITO QUANTO STIMOLANTE AL DIBATTITO SUL RUOLO DI SIMILI MANIFESTAZIONI CULTURALI. LO RIPORTIAMO INTEGRALMENTE, INSIEME CON LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE DELL' ACCADEMIA DEGLI AFFATICATI, OSPITATA DALLO STESSO QUOTIDIANO IL 22 OTTOBRE 2008 A PAGINA 54.

Meno premi, più ospiti e fiuto da talent scout

di ISABELLA MARCHIOLO

C’era una volta il Premio Sila, che nel ’49 fu il pioniere dei concorsi letterari meridionali. Dietro e intorno, la Calabria ha un gruppo di manifestazioni collaudate e una miriade di piccoli e fantasiosi premi letterari o così sedicenti. Che, questi ultimi, non citeremo senza peccare di incompletezza, perché, se l’obiettivo è ragionare criticamente sulle rassegne calabresi, non ce ne vogliano gli esclusi. Come premessa basterà ricordare che quasi ogni località ha il suo premio di poesia o scrittura varia, quando va bene legati ad iniziative sociali o di puro intrattenimento (per lo più privo di qualità), quando va male subordinati alla deprecabile pratica dell’iscrizione a pagamento dell’autore. Pochi, dunque, i progetti da menzionare e salvare. E stavolta non possiamo evitare di fare sempre gli stessi nomi. Ad esempio l’impegno del circolo reggino Rhegium Julii, soprattutto con il premio “Fortunato Seminara” destinato alle opere prime. Poi il premio Corrado Alvaro, promosso dall’attiva Fondazione di San Luca e, soprattutto, capace di apparire sui media nazionali, effetto non da poco in una terra su cui pesa la disonorevole nomea del crimine; e il premio Città di Siderno. In condivisione tra Ricadi e la veneta Mogliano c’è poi il Premio Berto, manifestazione veterana con le sue venti edizioni. Storico anche il Premio Crotone, nato per la critica letteraria, che annovera tra i suoi vincitori Pasolini, Ungaretti, Sciascia, Magris e Maraini. Infine, il giovane ma già ben instradato Premio città di Tropea, ideato dall’Accademia degli Affaticati. E da qui, scardinando le gerarchie di anzianità, dobbiamo partire per un’analisi ragionata su una reale utilità e fruibilità culturale dei premi letterari calabresi. Il Tropea, appena due anni di vita, sembra aver sperimentato la formula giusta per garantire continuità e prospettiva al progetto. Ovvero, ospiti noti e platea di rimbalzo per i nostri editori e autori, insieme alla bella proposta popolare della giuria composta dai sindaci calabresi. Anche la manifestazione dell’Accademia degli Affaticati non è però immune da alcuni difetti di orientamento. Innanzitutto la condizione quasi obbligatoria del “premio”, come se non si potesse (vedi Mantova) scindere un simposio letterario in sé dalla gara tra scrittori. In questo senso il Rhegium Julii si esonera grazie alla lunga esperienza dei caffè letterari, che, volendo e riuscendo a prevedere un’organizzazione più capillare, potrebbero pienamente assurgere alla dignità di festival. Va da sé che gli autori invitati ai festival percepiscono un compenso, ma detto così suona quasi brutale. E sembra pure poco letterariamente ideologico, quasi i romanzieri (e anche i registi, gli artisti, eccetera) non avessero un mestiere. Anche per questo le iniziative sono quasi tutte ad ingresso libero, a differenza, per esempio, dei festival musicali e teatrali, che, però, suscitano un appeal differente. Vale a dire che non c’è best seller che tenga: in Calabria chi pagherebbe per ascoltare uno scrittore che presenta il suo libro? In compenso, in molti casi le rassegne letterarie possono contare su un più consistente sostegno degli enti, e il concetto di “premio” giustifica anche cifre francamente eccessive per una regione come la Calabria, soprattutto se attribuite a scrittori di best-seller per i quali i nostri festival non fanno più neanche curriculum. Ed ecco l’altro nodo: il “Fortunato Seminara” premia Paolo Giordano (in finale anche al “Berto”), i vincitori delle prime due edizioni del “Tropea” sono stati Saviano e Carofiglio, nell’albo del “Siderno” c’è un abituale frequentatore delle nostre rassegne come Carmine Abate. Pensiamo che in un festival culturale a fare la differenza siano le produzioni originali. Bene, quindi, “usare” il traino del personaggio superesposto per attirare il pubblico, ma più utile a far emergere i premi letterari calabresi dal calderone delle iniziative sommerse, sarebbe un ruolo di pigmalioni. Con il coraggio di cercare con più autonomia nei cataloghi e discostarsi dai soliti nomi con scelte meno popolari e l’obiettivo (chiamiamolo anche missione culturale) di sdoganare qualcosa di diverso dal “moccismo” dilagante nella nostra narrativa contemporanea. Utopia? Autori che passano da qui e poi, per questo, finiscono sulla stampa nazionale. Esordienti che in Calabria si confrontano e trovano un editore per l’opera seconda. Scrittori famosi testimonial di sconosciuti di talento. Il sogno, poi, è un grande straniero. Sono in uscita i nuovi libri di Paulo Coelo e Michel Houellebecq, gli organizzatori dei festival calabresi mettano a buon frutto i rapporti costruiti con le case editrici nazionali ripetutamente premiate dalle nostre parti per portarci la parola di un outsider. Onorario permettendo, s’intende. Ma già, parlavamo di sogni…

L’INTERVENTO

Premi letterari, tanti costi e lavoro per un “nonsense” ricco di significati

di PASQUALINO PANDULLO *

Può ripagare, da solo, di tante fatiche spese per il “Premio Tropea”, un articolo come quello scritto da Isabella Marchiolo su “il Quotidiano” domenica 12 ottobre 2008 (“Meno premi, più ospiti e fiuto da talent scout”). Finalmente un’analisi attenta, che affranca il fragile mondo degli eventi culturali in Calabria dall’autoreferenzialità inutile cui sembrava condannato. E che induce ad ulteriori riflessioni, utili non solo a quanti altri, su un terreno così scivoloso, assumono in prima persona il carico gravoso dei rischi e delle disillusioni, ma anche a chi, dal mondo della politica, dell’imprenditoria e della stessa editoria, dovrebbe sentirsi chiamato in causa come interlocutore ineludibile di simili iniziative. Il “Premio Tropea Letterario Nazionale” nasce dall’intento di colmare un vuoto, inserendo una pregiata occasione culturale nell’offerta della più importante località turistica calabrese. Era anche, indefinitamente, il sogno di Raf Vallone, che non fece alcunché per dargli corpo. Sono poi maturati altri due presupposti ideali, a fare da fondamento al Premio Tropea. Il primo è di carattere morale, e consiste nella convinzione che alla nostra regione non servono più (non sono mai serviti) analisti bravi soprattutto ad additare colpe e responsabilità altrui, ma serve il contributo di gente disposta a rimboccarsi le maniche, mettendoci la faccia e sporcandosi le mani per trasformare un’intuizione in un risultato concreto. Sulla base almeno di un’ affinità elettiva, certo. Se possibile, anche di una passione e di un talento. L’altro presupposto è di tenore culturale e, inopinatamente, l’abbiamo poi incrociato nelle parole di un certo Amos Oz: “Non ce ne facciamo più nulla della letteratura da piagnistei, (…) ora qui nella nostra terra abbiamo bisogno di una letteratura i cui protagonisti siano personaggi maschili e femminili attivi e non passivi, donne e uomini che non siano stereotipi di maniera ma persone in carne e ossa, dotati di istinti forti e debolezze tragiche”. Questo è l’humus dal quale nasce il Premio Tropea. Fatto per incontrare scrittori, giornalisti, intellettuali che, abitualmente, non si avrebbe l’occasione d’incontrare per tre giorni di seguito nelle dolci serate di luglio. Fatto senza le ridondanze dello show business. Senza i clamori degli altoparlanti sparati a mille. Giocato sul gusto della parola. In una località e in una stagione che propiziano per chiunque il piacere di arrivare fin qui. La formula. “La cattedrale di Notre-Dame – diceva Jean Guitton – è un partito preso da una volontà che ha scelto tra un grande numero di soluzioni egualmente possibili”. Noi, abbiamo composto una giuria tecnico scientifica guidata dalla scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti e formata dai Rettori delle università calabresi; dal maggiore esperto italiano di editoria, Giuliano Vigini; dal Garante delle Comunicazioni, Corrado Calabrò; da intellettuali come Mario Caligiuri e Pierfranco Bruni; da Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; da tre rappresentanti dell’associazione promotrice, l’Accademia degli Affaticati. Nella rosa di tre finalisti selezionati dalla giuria, abbiamo immaginato di far scegliere poi il vincitore assoluto a tutti e 409 i sindaci calabresi, affiancati da una giuria popolare della quale fanno parte, anche, studenti delle superiori. Questa combinazione, da un lato ci ha permesso – almeno finora - di realizzare una delle più vaste ed emblematiche campagne per la diffusione della lettura mai ideate in Italia; dall’altro, ci ha regalato delle soddisfazioni per così dire “tecniche” alle quali, alla vigilia, non avremmo osato neanche pensare. Non sarà sfuggito ai nostri osservatori, ad esempio, che Mariolina Venezia, scrittrice lucana sconosciuta fino ad allora al grande pubblico, selezionata nella terna dell’edizione 2007 del Tropea e arrivata seconda dopo Roberto Saviano col romanzo “Mille anni che sto qui”, due mesi dopo con la stessa opera è andata a vincere nientemeno che il Premio Campiello. Né, peraltro, toccherà a noi ricordare che se Roberto Saviano - protagonista del caso letterario più eclatante degli ultimi decenni - è stato in Calabria a parlare davanti ad una platea di ottocento persone, lo si deve al Premio Tropea. Né è superfluo accennare all’allure parigina di un’autrice come Ornela Vorpsi, di cui, credo, torneremo a sentir parlare. E’ rintracciabile dunque, dopo appena due anni di vita del Premio Tropea, anche quella vocazione alla scoperta di talenti. Un premio dove autori ed editori calabresi conoscono i grandi. Dove certo vedrei benissimo scrittori stranieri come Coelho, Houllebecq, Pennac (due anni fa proposi alla giuria un libro del Nobel Orhan Pamuk, l’anno scorso di Muriel Barbery: impossibile averli di persona). Dove vedrei benissimo sindaci come Boris Johnson, artisti come Roberto Benigni, politici come Ingrid Betancourt. Sogno? Si, ma la storia, in fondo, è fatta dai sognatori. Il format del Premio, lo diciamo spesso, è solo un pretesto. Che col suo meccanismo, e, soprattutto nel nostro caso, con il suo coinvolgimento che si traduce in audience, conferisce smalto e mordente all’ obiettivo centrale, che è quello dell’incontro. Un compito di confezionatura che la veste del Premio svolge, non solo al Tropea, ma ovunque. Bella sarebbe la veste del Festival letterario, come negarlo. E c’era pure chi, tra gli amministratori regionali che si sono avvicendati alla guida della politica culturale, aveva l’idea del Festival letterario internazionale tra i suoi “pallini”. Peccato averlo scoperto tardi, ma non troppo per non avanzare candidature. Tutta questa alternanza di preparativi e di festa, di attesa e di risultati, procura in definitiva una gioia enorme. Ma evidentemente ha pure un costo. Quantificabile non solo col sudore e le notti insonni di chi ha lanciato la sfida. Il costo è anzitutto economico ed è qui che, troppo spesso, casca l’asino. Fortuna che qualcuno oggi sembra disposto ad aiutarlo, questo benedetto, povero asino. Perché c’è comunque una mission divulgativa e solo in apparenza elitaria, nel codice genetico tendenzialmente popolare del Premio Tropea. Ci sono un’architettura ed un contesto che identificano come originale il profilo della nostra piccola cattedrale, nello skyline regionale e speriamo anche oltre, con l’aiuto di tutti. E poi, come non fidarsi di Paul Verlaine, che scriveva “il mare è più bello delle cattedrali”?

                        *Presidente Associazione Culturale “Accademia degli Affaticati”

 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 06 novembre 2008 )
 
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