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Premio Letterario Tropea

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NEWS

La parola ai sindaci “Una regione per leggere”: l’esperienza del Comune di Marcellinara nell’ambito del Premio Letterario Nazionale “Città di Tropea” L’invito alla lettura dei tre libri finalisti del Premio Letterario Nazionale “Città di Tropea” tra cui individuare il vincitore insieme a tutti gli altri Sindaci dei Comuni calabresi. Il primo piano della lettera di invito con lo slogan del Premio: “Una regione per leggere”. E’ nata così immediatamente, in modo del tutto istintivo, l’idea che non fosse solo il sindaco o l’assessore delegato a votare il testo finalista, bensì tutte le componenti attive del tessuto socio-culturale marcellinarese composto da ben 14 associazioni e dai docenti del locale Istituto comprensivo scolastico. Un modo per promuovere la lettura e per legare in maniera positiva, così come negli obiettivi del Premio Letterario “Città di Tropea “, la crescita del territorio alla cultura. I dati sulla lettura in Calabria sono drammatici, ma la nostra piccola esperienza ha dimostrato che, legando bene insieme cultura e territorio, anche i progetti più ambiziosi possono trovare gli attori protagonisti per la loro diffusione e quindi per la loro riuscita. Gruppi di lettura in stile caffè letterario, appassionanti letture individuali, discussione e confronto pubblico, dopo la lettura e lo scambio dei libri finalisti, su temi e stile narrativo proposti hanno animato i componenti delle 14 associazioni locali – associazioni la cui composizione è molto variegata negli interessi dal culturale, al sociale, al volontariato, allo sportivo ma anche nell’appartenenza anagrafica – che hanno trovato o ritrovato nella lettura la piacevolezza dello “stare insieme” ad un buon libro, il gusto del confronto critico e costruttivo, la necessità di condividere sensazioni, esperienze, immaginazioni. Non a caso il filosofo Francesco Bacone diceva: “La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto”. Lettura, Conversazione, Scrittura: azioni tutte declinate nelle più svariate forme in questa formidabile e positiva esperienza di cultura nella Calabria che vuole cambiare rappresentata dal Premio Città di Tropea, e che hanno trovato forma e sostanza anche nella nostra iniziativa a corredo. Anche per questo il nostro Comune sta perseguendo un’azione mirata di valorizzazione e promozione della cultura in tutte le sue forme e manifestazioni: dal recupero delle proprie radici alla pubblicazione di testi e libri riferiti alla nostra storia e alla nostra identità culturale. Da tutto questo sono nate le basi – e l’auspicio è che il Premio Letterario Città di Tropea possa fare ancora da anello di congiunzione nel corso dell’anno con altre manifestazioni da promuovere nel nostro contesto comunale - per la realizzazione di iniziative culturali che coinvolgano e stimolino alla lettura, al pensiero critico e alla responsabilizzazione civica: solo da un cambio di passo nella mentalità culturale è possibile, infatti, sperare in un futuro di speranza per i nostri territori e, principalmente, per i nostri giovani. Vittorio Scerbo Vicesindaco del Comune di Marcellinara Delegato alla Cultura

PREMIO TROPEA 2010: LA RASSEGNA STAMPA

INCONTRATI AL PREMIO TROPEA Cinque domande di Cristina Marra al vincitore della quarta edizione, Mattia Signorini     Qual è stato l’input che ti ha sollecitato a scrivere “La sinfonia del tempo breve”? “I miei libri nascono da piccole “ossessioni”, da riflessioni. Prima di scrivere questo romanzo pensavo continuamente alla tristezza che mi dà vedere spesso la gente che non si interroga più, che non è più aperta al nuovo che arriva. Sono scioccato dal fatto di non vedere i bambini che giocano in cortile come facevo io da piccolo e mi chiedo dove siano finiti. Tutto questo mi fa paura perché è sintomo di inaridimento. Ecco il mio libro è una reazione a tutto questo”. Green, il nome di un colore per il tuo protagonista.Perché questa scelta? “L’ho chiamato Green, verde, perché è il colore che simboleggia la natura. Verde è anche la speranza di riuscire a realizzare qualcosa ed è la caratteristica del Novecento, un secolo che ci ha dato molto e che secondo me stiamo usando male”. Qual è la caratteristica di Green Talbot? “La curiosità. Green affronta il mondo con la curiosità e la sua caratteristica di ascoltare le persone nasce dalla sua curiosità. Green non è né coraggioso né avventuroso è solo curioso. Green era diverso dagli altri abitanti di Tranquillity e non era quindi collocabile in nessuna categoria.” L’isola delle bottiglie perdute é un luogo di raccolta delle parole non dette, dei messaggi non pervenuti al destinatario. “Si. Sin da bambino mi sono sempre domandato dove andassero a finire le famose bottiglie contenenti messaggi di vario tipo e mi sono immaginato un’isola che le contenesse, un luogo di raccolta di questi messaggi non arrivati. Mi piaceva anche l’idea che se queste parole non arrivavano ci fosse qualcuno di importante a custodirle per dare loro importanza e così è nato il personaggio di Farinata, una sorta di senso della giustizia per chi non ha avuto la possibilità di far arrivare a destinazione un suo pensiero”. Il tuo personaggio corre e “cavalca” luoghi e tempo. Dove risiede per Green il senso della vita? “ Talbot viaggia e scopre ma per lui ciò che è importante non è il percorso, sono le fermate”.    

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