Aumenta la suspance per conoscere chi, tra i tre scrittori finalisti, verrà decretato vincitore.
Domenico Starnone, Prima esecuzione, 2007, Feltrinelli (collana I narratori)  «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo». Marco, 10, 17-18. Un insegnante e la sua domanda: sono stato un cattivo maestro? Forse. È anziano, è fuori dal gioco, però deve “stare agli ordini” di una sua ex allieva terrorista. Ma l’insegnante è lo scrittore Domenico Starnone, che può modificare la storia che sta vivendo. E ci prova. Quanto è veramente libero di far cambiare direzione agli eventi? Domenico Stasi è un anziano ex insegnante, uomo colto, sollecito, impegnato e di apparente pacatezza, «invecchiato facendo non quello che gli andava di fare ma quello che gli sembrava coerente col sentimento che aveva di sé». Quando apprende che Nina, una sua vecchia alunna, è indagata per partecipazione a banda armata, decide di incontrarla per essere rassicurato della sua innocenza. Ma Nina si proclama colpevole e affida a Stasi un incarico delicato: dovrà recarsi in un appartamento abbandonato, cercare una copia della Morte di Virgilio di Hermann Broch, trascrivere una frase sottolineata a pagina 46 e farla avere a un non meglio precisato “contatto”. Con leggerezza, quasi per gioco, Stasi esegue gli ordini. Apparentemente, però, non si tratta affatto di un gioco. Stasi viene convocato dalla polizia, che segue ogni sua mossa; il contatto non si accontenta del messaggio e gli fa recapitare una pistola con la quale dovrà sparare a un importante bersaglio... Un meccanismo inesorabile si è messo in moto. Ma è realmente così? Chi è il professor Stasi? È un assassino? È una vittima? È un innocuo zimbello? Di fatto, lo scrittore è il demiurgo della storia e ne è a sua volta in balia, spaventato, deriso, risucchiato da un’oscura minaccia? L’unica cosa certa è che nessuno può dirsi innocente, che in ognuno di noi è in agguato il “guizzo improvviso di rettile”. Domenico Starnone (Napoli 1943) vive e lavora a Roma. Ha insegnato a lungo nella scuola media superiore e si è occupato di didattica dell'italiano e della storia (Fonti orali e didattica, 1983). Per "I Classici Feltrinelli" ha introdotto Cuore di De Amicis (1993), Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo (1994) e Lord Jim di Conrad (2002). È stato redattore delle pagine culturali del “Manifesto”, giornale con cui collabora tuttora. Ha lavorato molto per il cinema. Dai suoi libri sono stati tratti i film La Scuola di Daniele Luchetti, Auguri, Professore di Riccardo Milani e Denti di Gabriele Salvatores. Nel 2001 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Via Gemito.
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Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, 2006, Sellerio Editore Palermo (collana La memoria) .jpg) Dopo tre anni, ritorna Guido Guerrieri, l’avvocato più celebre dell’Italia letteraria, protagonista anche di questo terzo legal thriller di Gianrico Carofiglio. Sono giorni un po’ difficili per Guido Guerrieri. Margherita, la sua compagna, sta per partire per gli Stati Uniti per un lavoro importante. Una bella soddisfazione per lei, ma Guerrieri si sente morire dentro. Il nuovo caso perciò lo coglie in un momento di abbattimento e di difficoltà. Un detenuto, condannato pesantemente in primo grado per traffico di droga, ha ricusato il suo avvocato e ora vuol nominare lui come difensore. Al primo colloquio in carcere Guerrieri riconosce immediatamente l’uomo. È uno dei picchiatori fascisti che tanti anni prima, quando era un ragazzino, lo aggredì. Ma il detenuto non mostra di riconoscerlo, anzi, sta affidando a lui la sua sorte. L’uomo racconta la sua storia: arrestato con l’automobile imbottita di droga, «convinto» da sconosciuti a nominare come difensore un avvocato che gli ha procurato il massimo della pena, si protesta innocente e ora vuole affidarsi a Guerrieri che gode fama di professionista affidabile. E qui il racconto potrebbe svolgersi sul semplice piano delle indagini e del processo – che sono, inutile sottolinearlo, molto avvincenti – se non fosse per l’antico odio che Guerrieri nutre per il suo assistito e contemporaneamente per la «storia» che nasce con la bellissima moglie e con la figlia, una bambina cui la detenzione del padre ha regalato un sonno pieno di incubi. Guerrieri è innamorato e felice, forse ha sempre desiderato una famiglia così, ma nello stesso tempo avverte tutto il disagio della situazione: proibitiva e non solo per deontologia professionale. Gianrico Carofiglio (Bari, 1961) di professione magistrato, da poco Senatore per il Pd. Per il primo romanzo, Testimone inconsapevole (definito da Corrado Augias «uno dei migliori gialli legali uscito in Italia» e giunto alla 43 edizione), ha vinto alcuni premi letterari: XXVI Premio Città di Chiavari, Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo, Premio del Giovedì Marisa Rusconi, Premio Rhegium Julii e Premio Fortunato Seminara-Opera Prima. Con questa casa editrice ha pubblicato anche Ad occhi chiusi (2003, 34ª edizione), Ragionevoli dubbi (2006, 24ª edizione) e L'arte del dubbio (2007) tradotti in tutto il mondo. Ha vinto numerosi premi tra cui il Premio Bancarella 2005 con Il passato è una terra straniera. Con il fratello Francesco ha scritto il graphic novel Cacciatori nelle tenebre.
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Ornela Vorpsi, La mano che non mordi, 2007, Einaudi (collana L'Arcipelago EINAUDI)  «Io e l'aereo non era una storia d'amore. Con la mia attenzione-concentrazione dovevo reggere l'intero aereo. Quella volta che l'ho tenuto su dal Giappone a Parigi, c'è voluto più di un mese per rimettermi dai dolori della cervicale, muscoletto spietato e testardo che si vendicava perché avevo approfittato di lui per quindici ore filate». Esiste una lingua per raccontare lo spaesamento? Tutto parte da un viaggio a Sarajevo: un tuffo nel cuore dei Balcani, generoso e polveroso come nei ricordi d'infanzia. Qui, la pioggia bagna la pelle più in profondità che altrove. La morte è più sorprendente e ha più sapore. Come un assedio, ad ogni passo risuona «l'esperanto balcanico», quel linguaggio inudibile e perentorio che non è possibile lasciarsi alle spalle. Un romanzo vivo, caustico, una scrittura apolide leggera e penetrante come le emozioni di cui si nutre. «Ormai sono una perfetta straniera. Quando si è così stranieri, si guarda il tutto in modo diverso da uno che fa parte del dentro. È come recarsi a una cena di famiglia e non poter partecipare; si frappone una gelida finestra. Di un vetro bello spesso, antiproiettile, anti-incontro: loro ti scrutano, ti riconoscono, ti fanno dei segni perché tu entri e li raggiunga, pure tu li vedi e rispondi con gli stessi gesti, ma la cena si consuma qui, si consuma così. Dopo poco tempo smettono di invitarti, si stancano, il pollo arrosto gli sorride, il pollo arrosto sfornato al momento giusto è una vera consolazione. Le loro parole sono inudibili. Il loro calore lontano. Tu rimani spettatore». Ornela Vorpsi è nata a Tirana nel 1968. Ha studiato Belle Arti in Albania, poi, dal 1991, all'Accademia di Brera. Dal 1997 vive a Parigi. È fotografa, pittrice e videoartista. In Italia ha pubblicato Il paese dove non si muore mai (Einaudi, 2005; Premio Grinzane Cavour opera prima, Premio Viareggio Culture europee, Premio Vigevano, Premio Rapallo opera prima, Premio Elio Vittorini opera prima), Vetri rosa (Nottetempo, 2006) e La mano che non mordi (Einaudi, 2006) |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 luglio 2008 )
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La scaletta completa delle tre serate
VENERDÌ 4 LUGLIO
interverranno: Ornela Vorpsi, scrittrice finalista Premio Tropea 2008 Gianrico Carofiglio, scrittore finalista Premio Tropea 2008 Mario Caligiuri, docente universitario e giornalista Mauro Tedeschini, direttore di Quattroruote Mario Desiati, Caporedattore Nuovi Argomenti e scrittore Mauro Francesco Minervino, antropologo e scrittore Mons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto, Nicotera e Tropea Assunta Scorpiniti, giornalista e scrittrice Mario Romano, imprenditore e Presidente comunicazione Confindustria Vibo Valentia Giovanni De Giorgio, medico omeopata Antonio Euticchio, Sindaco di Tropea Gilberto Floriani, Direttore Sistema Bibliotecario Vibonese Nicodemo Librandi, imprenditore vitivinicolo Fulvio Mazza, Direttore la Bottega editoriale Luigi Cotroneo, Ingegnere Gruppo Paleontologico Tropeano Marco Gatto, critico letterario Michele Daniele, Vicepresidente dell’“Accademia degli Affaticati” Giuseppina Bilotta, scrittrice Bruno Gallo, giornalista e scrittore
legge Pamela Muscia, attrice
Premio Scrittura giovani “Federica Monteleone” a cura della Consulta delle Associazioni tropeane presieduta da Vittoria Saccà Premiazione Settore Narrativa
SABATO 5 LUGLIO
interverranno: Domenico Starnone, scrittore finalista Premio Tropea 2008 Carmen Lasorella, Direttrice Tele San Marino Stenio Solinas, giornalista e scrittore Pierfranco Bruni, scrittore Rosanna Scopelliti, portavoce del movimento “Ammazzateci tutti” Antonio Prestifilippo, giornalista e scrittore Cristina Segura Garcia, Console onorario di Spagna per Calabria e Basilicata Annachiara Valle, giornalista e scrittrice Antonio Pugliese, docente universitario e scrittore Francesca Viscone, giornalista e scrittrice Giusy Verbaro, poetessa Carmensissi Malferà, giornalista e saggista Sebastiano Caffo, imprenditore Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Vibo Valentia Giuseppe Meligrana, editore e Segretario dell'“Accademia degli Affaticati”
legge Rossana Colace, attrice
Vito Teti (antropologo e Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia) e Silvia Gambino, ricordano Sharo Gambino
Premio Scrittura Giovani “Federica Monteleone” Premiazione Settore Giornalismo Interverranno: Giuseppe Soluri, Presidente Ordine dei Giornalisti della Calabria Pino Nano, Caporedattore Tgr Rai Calabria
DOMENICA 6 LUGLIO
interverranno: Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista e scrittrice Domenico Starnone, scrittore finalista Premio Tropea 2008 Ornela Vorpsi, scrittrice finalista Premio Tropea 2008 Gianrico Carofiglio, scrittore finalista Premio Tropea 2008 Giovanni Latorre, Rettore Università della Calabria Cosenza Tullio Barni, delegato dal Rettore dell’Università Francesco Saverio Costanzo per la Cultura Massimo Giovannini, Rettore Università Mediterranea Reggio Calabria Domenico Nunnari, Vicedirettore Tgr Rai Domenico Cersosimo, Vicepresidente Regione Calabria Francesco De Nisi, Presidente Provincia Vibo Valentia Domenico Arena, Presidente Confindustria Vibo Valentia Francesco Pinto, Presidente Consorzio Asmez
Intermezzo musicale: Kameliya Naydenova (violinista) ed Emilio Aversano (pianista) eseguiranno Introduzione e Rondò capriccioso di Camille Saint-Sæns |
Mancano solo poche ore all'inizio della kermesse culturale tropeana Finalmente ci siamo! Il tanto atteso evento cultural-mondano sta per iniziare. Il 4, 5 e 6 luglio, nel primo week-end dell’estate tropeana, sarà protagonista il Premio nazionale letterario "Città di Tropea - Una regione per leggere", giunto alla sua seconda edizione e con una terna di finalisti di tutto rispetto: Gianrico Carofiglio (con Ragionevoli dubbi, edito da Sellerio), Domenico Starnone (con Prima esecuzione, edito da Feltrinelli) e Ornela Vorpsi (con La mano che non mordi, edito da Einaudi). La piazza intitolata al filosofo tropeano Pasquale Galluppi sarà sotto la luce dei riflettori: sul palco si avvicenderanno volti noti del giornalismo e nomi importanti della cultura nazionale. A condurre le tre serate saranno i giornalisti Rai Pasqualino Pandullo (Presidente dell’“Associazione degli Affaticati” promotrice del Premio) e Livia Blasi, mentre l’atmosfera musicale sarà garantita dal pianoforte di Sergio Coniglio. Queste sono le ultime ore ma chi è dotato di una particolare sensibilità letteraria potrà sentire il fruscìo del volgere delle pagine in tutta la regione da parte dei giurati che si apprestano a terminare il loro impegnativo compito. La qualità generale del Premio è garantita dalla presenza, come presidente, della scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti. Una qualità che – peraltro – è stata recentemente certificata dall’inserimento del Premio Tropea fra i “Premi di qualità” segnalati dal periodico Libri e Riviste d’Italia, organo del Ministero dei Beni culturali. Le serate, imbastite sulla presenza fissa dei tre autori finalisti, vedranno protagonisti i libri della terna, cui sarà dedicato un approfondimento. Si tratta, come già anticipato, di testi e di autori di primo livello: Carofiglio, Starnone e Vorpsi. Discutere con gli autori dei loro testi e degli argomenti correlati fornirà anche la possibilità di affrontare diverse problematiche e certamente sarà anche occasione di vivere momenti di leggerezza "colta". Alle tre serate della kermesse culturale parteciperanno alcuni fra i massimi esponenti della cultura nazionale e del giornalismo. Sottolineiamo innanzi tutto l’attiva partecipazione dei membri della Giuria. Insieme alla citata Bossi Fedrigotti, ci saranno Pierfranco Bruni (Presidente del Sindacato nazionale liberi scrittori), Michele Daniele (Vice Presidente dell’“Accademia degli Affaticati”), Gilberto Floriani (Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese) e Giuseppe Meligrana (editore e Segretario dell'“Accademia degli Affaticati”) che interverranno nelle varie fasi delle serate culturali. Saranno inoltre ospiti, tra gli altri, del salotto culturale tropeano: Mons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto, Nicotera e Tropea, autore del libro Calabria di ieri e di oggi, per Ferrari editore; Fulvio Mazza, Direttore dell’agenzia di servizi per l’editoria la Bottega editoriale; l’imprenditore vitivinicolo Nicodemo Librandi; Pino Nano, Caporedattore Tgr Rai Calabria e Francesca Viscone autrice del libro La globalizzazione delle cattive idee, edito da Rubbettino. Segnaliamo poi, con particolare evidenza, la presenza del Vicepresidente della Giunta Regionale della Regione Calabria, Domenico Cersosimo, che – nella sua qualità di “uomo nero” (così come ama definirsi da quando si trova impegnato nell’amministrazione pubblica) – racconterà della difficoltà di fare, in Calabria, politica culturale. Una particolare categoria di giurati è infine rappresentata dai Rettori delle tre Università calabresi: Tullio Barni, delegato per la Cultura dal Rettore dell'Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, Francesco Saverio Costanzo; Massimo Giovannini, Rettore dell'Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria; Giovanni Latorre, Rettore dell'Università degli Studi della Calabria di Rende, che forniranno il proprio contributo ai relativi dibattiti. Nel cuore del premio, nelle serate del 4 e 5 luglio, alla presenza dei genitori di Federica Monteleone, ci sarà la consegna del Premio Scrittura giovani intitolato alla giovane studentessa – a cura della Consulta delle Associazioni tropeane presieduta da Vittoria Saccà, docente, giornalista e scrittrice – nelle due sezioni “Narrativa” e “Giornalismo”. Domenica 6 luglio, il dibattito sarà accompagnato da un intermezzo musicale: la violinista Kameliya Naydenova e il pianista Emilio Aversano eseguiranno Introduzione e Rondò capriccioso di Camille Saint-Sæns. Il dibattito culturale delle tre serate sarà ravvivato anche e soprattutto grazie alle importanti tavole rotonde che verranno animate da una serie di intellettuali di livello nazionale. Tra cui ricordiamo Carmen Lasorella, giornalista, già inviata speciale e corrispondente Rai da Berlino e direttrice di Tele San Marino, che ha appena pubblicato un attualissimo libro sulla Birmania edito da Bompiani, Verde e zafferano. A voce alta per la Birmania; il direttore di Quattroruote Mauro Tedeschini, autore di un saggio storico e di costume edito da Aliberti dedicato a L’uomo che inventò la 500; Stenio Solinas autore di un saggio dedicato al viaggio costruito come un diario intellettuale dall’eloquente titolo Vagamondo, edito da Settecolori; il giornalista e scrittore Antonio Prestifilippo, autore del libro sul delitto Scopelliti, Morte di un giudice solo, edito da Città del Sole, e su cui si discuterà insieme alla figlia del magistrato, la combattiva Rosanna; il Vice Direttore della testata nazionale del Tgr Rai, Domenico Nunnari; l’antropologo, nonché direttore del Dipartimento di Filologia dell’Unical e Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia, Vito Teti, che ricorderà Sharo Gambino insieme alla figlia di quest'ultimo, Silvia; Mario Desiati, Caporedattore di Nuovi argomenti, e Mauro Francesco Minervino, Direttore editoriale della casa editrice Abramo, che sulla base del recente saggio Quel mare tanto amato di cui sono curatori, ricorderanno la figura di Enzo Siciliano. |
Tutti i particolari del programma delle serate tropeane
Vibo Valentia - Si è tenuta oggi, giovedì 26 giugno, a Vibo Valentia, nella sede della Confindustria, la Conferenza Stampa di presentazione della seconda edizione del Premio nazionale letterario "Città di Tropea - Una Regione per leggere". L’importante evento culturale, si terrà nei giorni 4, 5 e 6 luglio e si svolgerà nel centro storico dell’incantevole cittadina tirrenica, in largo Galluppi, piazza che porta il nome del noto filosofo tropeano, Pasquale Galluppi. Gli onori di casa sono stati fatti dal presidente della Confindustria stessa, Domenico Arena. Un’ospitalità evidente anche nelle parole di Arena: «la crescita di un contesto non può avvenire senza la crescita culturale del popolo che vive in quel contesto. Un impegno che Confindustria sostiene da tempo e che ci vede dapprima promotori ed, oramai sempre più spesso ed in maniera strutturata, organizzatori in prima linea di eventi culturali». I lavori sono stati condotti da Fulvio Mazza, Direttore di “Bottega editoriale”, che, prima di entrare nel vivo della discussione, ha salutato una recentissima felice coincidenza: la titolazione a Piero Gobetti della via ove ha sede la Confindustria vibonese. «Un connubio ideale fra un organismo che ha come mission l’organizzazione della migliore imprenditoria e un filosofo che alla “Rivoluzione liberale” ha dedicato tutto il suo coraggioso impegno politico». Passando alla concretezza dell’argomento ha invece evidenziato come il Premio “Tropea” si stagli nell’orizzonte della cultura (o presunta tale) della Calabria per serietà d’impostazione e coerenza di linea editoriale. Una breve illustrazione dei testi finalisti è stata effettuata da Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, che si è detto contento della qualità dei libri scelti per andare in finale. Si è avuta la conferma di come la terna sia di tutto rispetto: Gianrico Carofiglio (con Ragionevoli dubbi, edito da Sellerio), Domenico Starnone (con Prima esecuzione, edito da Feltrinelli) e Ornela Vorpsi (con La mano che non mordi, edito da Einaudi). Giacinto Gaetano, Dirigente regionale dell’Assessorato alla Cultura, ha portato il «caloroso saluto» del Vicepresidente della Regione Domenico Cersosimo impegnato a difendere i fondi comunitari destinati alla Calabria nella concomitante “Conferenza Stato-Regioni” e ha tenuto a ribadire l’apprezzamento e il sostegno da parte della Regione verso questo «progetto innovativo e di qualità. Una sfida che consente di misurarsi a livello nazionale». Tutto ciò – ha sottolineato – nonostante il dimezzamento dei fondi che il bilancio regionale ha progressivamente apportato in questi ultimi anni (indipendentemente dal colore politico delle varie giunte) sulle voci dedicate alla cultura. Maria Salvia, Assessore al Welfare della Provincia di Vibo Valentia, ha, da parte sua, visto nel premio un’ottima strategia per promuovere positivamente, a livello nazionale, la terra di Calabria, troppo spesso alla ribalta per delittuosi fatti di cronaca. «Dobbiamo far in modo che la Calabria sia sempre più conosciuta per il nome “Tropea” e sempre meno per quello della ‘Ndrangheta». Michele Accorinti, Assessore al Turismo e ai Beni culturali del Comune di Tropea, ha invece sostenuto, tra l’altro, che «il Premio “Tropea” è una scommessa vinta visto il successo dell’anno scorso» sottolineando con orgoglio come Gomorra di Roberto Saviano (edito da Feltrinelli), libro vincitore della scorsa edizione, sia rimasto in testa alle classifiche di vendita fino ad oggi e come il testo secondo classificato, Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia (Einaudi), abbia vinto, pochi giorni dopo la kermesse tropeana, il Premio “Campiello”. «La presenza della Regione Calabria, della Provincia e del Sistema Bibliotecario Vibonese, è la conferma che stiamo percorrendo la giusta strada per raggiungere i nostri obiettivi che sono: diffondere la lettura, proporre un messaggio positivo che parta dalla nostra regione, promuovere la “cultura del bene comune”, per togliere humus a quella minoranza criminale che all’esterno sembra essere la maggioranza». Pasqualino Pandullo, Presidente dell'“Accademia degli Affaticati” – l'associazione promotrice del premio – ha poi spiegato il particolare regolamento le cui peculiarità fanno del “Tropea” un premio letterario davvero speciale. L’originalità citata consiste nell'aver dato "mandato" di valutare i libri finalisti a 409 sindaci calabresi (o i propri delegati), individuando in questi ultimi il primo vettore di influenza culturale sul territorio. Il vincitore infatti sarà decretato dall'incrocio di voti dei sindaci, della Giuria popolare, costituita da soci dell'“Accademia degli Affaticati” e da studenti, e dalla Giuria tecnico-scientifica. Come si è già avuto modo di evidenziare, la qualità generale del Premio è garantita dalla presenza, come presidente, della scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti. Una qualità che – peraltro – è stata recentemente certificata dall’inserimento del Premio “Tropea” fra i “Premi di qualità” segnalati dal periodico Libri e Riviste d’Italia, organo del Ministero dei Beni culturali. Alle serate, condotte dallo stesso Pandullo e da Livia Blasi, anch’ella giornalista Rai, e caratterizzate dall’atmosfera musicale garantita dal pianoforte di Sergio Coniglio, parteciperanno, inoltre, alcuni fra i massimi esponenti della cultura nazionale e del giornalismo. In tal senso ricordiamo innanzi tutto l’attiva partecipazione dei membri della Giuria. Segnaliamo soprattutto la presenza assieme alla citata Bossi Fedrigotti, anche del massimo esperto di editoria italiana: Giuliano Vigini e poi di Pierfranco Bruni, Presidente del Sindacato nazionale liberi scrittori; Corrado Calabrò, Presidente Autorità per le comunicazioni; Mario Caligiuri, docente Unical di Comunicazione; Michele Daniele, Vicepresidente dell’“Accademia degli Affaticati”; Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; Giuseppe Meligrana, editore e Segretario dell'“Accademia degli Affaticati”, che interverranno nelle varie fasi delle serate culturali. Una particolare categoria di giurati è poi rappresentata dai Rettori delle tre Università calabresi: Francesco Saverio Costanzo, Rettore dell'Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro; Massimo Giovannini, Rettore dell'Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria; Giovanni Latorre, Rettore dell'Università degli Studi della Calabria di Rende, che forniranno il proprio contributo ai relativi dibattiti. Il dibattito culturale delle tre serate sarà ravvivato anche e soprattutto grazie alle importanti tavole rotonde che verranno animate da una serie di intellettuali di livello nazionale. Tra cui ricordiamo Carmen Lasorella, giornalista e inviata speciale Rai, che ha appena pubblicato un attualissimo libro sulla Birmania; il direttore di Quattroruote Mauro Tedeschini, autore di un saggio storico e di costume sull’inventore della mitica Cinquecento; Stenio Solinas autore di un saggio dedicato al viaggio costruito come un diario intellettuale; il magistrato e saggista Nicola Gratteri autore di diversi saggi sulla lotta alla ’Ndrangheta; il giornalista e scrittore Antonio Prestifilippo, autore del libro sul delitto Scopelliti e su cui si discuterà insieme alla figlia del magistrato, la combattiva Rosanna; il Vice Direttore della testata nazionale del Tgr Rai, Domenico Nunnari che parlerà del rapporto fra giornalismo e scrittura; l’antropologo, nonché direttore del Dipartimento di Filologia dell’Unical, Vito Teti, che ricorderà Sharo Gambino con l'ausilio della figlia di quest'ultimo, Silvia; Mario Desiati, capo redattore di Nuovi argomenti, e Mauro Francesco Minervino, direttore editoriale della casa editrice Abramo, che sulla base di un recente saggio di cui sono curatori, ricorderanno la figura di Enzo Siciliano. And last but not least, la presenza del Vicepresidente della Giunta Regionale della Regione Calabria, Domenico Cersosimo, che – nella sua qualità di “uomo nero” (così come ama definirsi da quando si trova impegnato nell’amministrazione pubblica) – racconterà della difficoltà di fare, in Calabria, politica culturale. |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 28 giugno 2008 )
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Alle ore 11.00, presso la sede della Confindustria di Vibo Valentia, si terrà la conferenza stampa di presentazione delle serate finali della seconda edizione del Premio città di Tropea
Il Premio nazionale letterario "Città di Tropea - Una regione per leggere" è giunto alla sua seconda edizione, con una terna di finalisti di tutto rispetto: Gianrico Carofiglio (con Ragionevoli dubbi, edito da Sellerio), Domenico Starnone (con Prima esecuzione, edito da Feltrinelli) e Ornela Vorpsi (con La mano che non mordi, edito da Einaudi). Si può bissare il successo della prima edizione che ha visto la vittoria di Gomorra di Roberto Saviano e l’avvicendarsi di ospiti che hanno fatto del Premio, oltre che un evento culturale, anche un’occasione mondana arricchita da talk-show e dibattito? Affermativo, visto che quest'anno l’evento culturale si terrà nei giorni 4, 5 e 6 luglio e si svolgerà nel celebre centro storico dell’incantevole cittadina tirrenica, in Largo Galluppi, la piazza che porta il nome del noto filosofo tropeano Pasquale Galluppi. Il premio sarà quindi fulcro delle prime serate dell’Estate tropeana. La manifestazione, promossa dall'“Accademia degli Affaticati”, verrà condotta dai giornalisti Rai Pasqualino Pandullo (Presidente, peraltro, della medesima associazione) e Livia Blasi mentre l’atmosfera musicale sarà garantita dal pianoforte di Sergio Coniglio. Già si conoscono alcuni particolari del programma generale delle tre serate. Le serate, imbastite sulla presenza fissa dei tre autori finalisti, vedranno protagonisti i libri della terna, cui sarà dedicato un approfondimento. Si tratta, come si noterà, di testi e di autori di primo livello: Carofiglio, Starnone e Vorpsi. Discutere con gli autori dei loro testi e degli argomenti correlati fornirà anche la possibilità di affrontare diverse problematiche e certamente sarà anche occasione di vivere momenti di leggerezza "colta". Alle tre serate della kermesse culturale parteciperanno, inoltre, alcuni fra i massimi esponenti della cultura nazionale e del giornalismo. In tal senso ricordiamo innanzi tutto l’attiva partecipazione dei membri della Giuria. Segnaliamo soprattutto la presenza assieme alla citata Bossi Fedrigotti, anche del massimo esperto di editoria italiana: Giuliano Vigini e poi di Pierfranco Bruni (Presidente del Sindacato nazionale liberi scrittori), Corrado Calabrò (Presidente Autorità per le comunicazioni), Mario Caligiuri (docente Unical di Comunicazione), Michele Daniele (Vice Presidente dell’“Accademia degli Affaticati”), Gilberto Floriani (Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese), Giuseppe Meligrana (editore e Segretario dell'“Accademia degli Affaticati”) che interverranno nelle varie fasi delle serate culturali. Una particolare categoria di giurati è poi rappresentata dai Rettori delle tre Università calabresi: Francesco Saverio Costanzo, Rettore dell'Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro; Massimo Giovannini, Rettore dell'Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria; Giovanni Latorre, Rettore dell'Università degli Studi della Calabria di Rende, che forniranno il proprio contributo ai relativi dibattiti. Il dibattito culturale delle tre serate sarà ravvivato anche e soprattutto grazie alle importanti tavole rotonde che verranno animate da una serie di intellettuali di livello nazionale. Tra cui ricordiamo Carmen Lasorella, giornalista e inviata speciale Rai, che ha appena pubblicato un attualissimo libro sulla Birmania; il direttore di Quattroruote Mauro Tedeschini, autore di un saggio storico e di costume sull’inventore della mitica Cinquecento; Stenio Solinas autore di un saggio dedicato al viaggio costruito come un diario intellettuale; il magistrato e saggista Nicola Gratteri autore di diversi saggi sulla lotta alla ’ndrangheta; il giornalista e scrittore Antonio Prestifilippo, autore del libro sul delitto Scopelliti e su cui si discuterà insieme alla figlia del magistrato, la combattiva Rosanna; il Vice Direttore della testata nazionale del Tgr Rai, Domenico Nunnari che parlerà del rapporto fra giornalismo e scrittura; l’antropologo, nonché direttore del Dipartimento di Filologia dell’Unical, Vito Teti, che ricorderà Sharo Gambino con l'ausilio della figlia di quest'ultimo, Silvia; Mario Desiati, capo redattore di Nuovi argomenti, e Mauro Francesco Minervino, direttore editoriale della casa editrice Abramo, che sulla base di un recente saggio di cui sono curatori, ricorderanno la figura di Enzo Siciliano. And last but not least, la presenza del Vicepresidente della Giunta Regionale della Regione Calabria, Domenico Cersosimo, che – nella sua qualità di “uomo nero” (così come ama definirsi da quando si trova impegnato nell’amministrazione pubblica) – racconterà della difficoltà di fare, in Calabria, politica culturale. L’ufficio stampa del Premio sarà curato dalla scrivente agenzia di servizi “Bottega editoriale” (www.bottegaeditoriale.it).
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Ultimo aggiornamento ( sabato 21 giugno 2008 )
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L'intervento sul "Premio Tropea" rivolto ai sindaci calabresi da Pasqualino Pandullo, presidente dell'Accademia degli Affaticati, in occasione del Convegno sulla "Rete dell'innovazione tecnologica" organizzato dall' Asmenet presso il Centro Agroalimentare di Lamezia Terme.
Lamezia Terme - "Voi siete l’espressione più diretta e genuina della democrazia, scelti dalla popolazione per esserne rappresentanza e guida. Siete il primo, imprescindibile, presidio istituzionale di ogni comunità civica, grande e piccola. A voi guardano con simpatia e speranza i vostri concittadini, sempre a voi guardano come parafulmine di problema, in voi vedono il crocevia di ogni attività politico-amministrativa, ordinaria o meno che sia, che riguarda la comunità amministrata, ma anche ogni tentativo di sviluppo e di espansione. Questo, del resto, è il compito che vi assegna l’ordinamento legislativo, che negli ultimi anni ha ricevuto una configurazione tale da far guardare a voi con maggiore attenzione, per l’attribuzione di prerogative e competenze che vi sono state assegnate. A tal punto che nel sistema a voi legato si è visto l’inizio di una nuova fase, innovativa, che potesse servire da innesco per innovare il sistema del governo dei territori inteso in senso più ampio, fino a quello nazionale, così come poi in parte è già stato. In Calabria, voi formate un Club esclusivo (io l’ho sempre visto così) formato da 409 elementi. A voi si guarda – dall’interno della nostra stessa regione e dal di fuori di essa – in modo vario e difforme. Siete così tanto il centro propulsivo di ogni dinamica politico-amministrativa ed economica (in grado, dal locale, di attivare anche meccanismi più grandi) da essere a volte (e nella nostra Regione, spesso) nel mirino della criminalità organizzata. Ma nessuno, credo, pur tra i mille angoli visuali di cui voi siete al centro, ha mai visto in voi, i paladini, gli alfieri, i testimonial qualificati di una campagna per la lettura. Questo, invece, anche questo, è quel che ha visto in voi l’Asmez, l’Asmenet, insieme con l’Associazione culturale, l’Accademia degli affaticati, che ho l’onore di presiedere. Un’associazione che ha disegnato, e finora realizzato, un Premio letterario, il “Premio Tropea”, che vede simbolicamente, ma anche concretamente, nei sindaci calabresi il vettore di un progetto che individua nell’attenzione al fattore umano, dunque nella cultura, la pre-condizione dello sviluppo. A voi, come l’anno scorso, ma con la maggiore esperienza che deriva da un anno di attività, stiamo consegnando i tre libri finalisti della seconda edizione del Premio Tropea. Sono stati selezionati il 6 aprile scorso a Tropea, in pubblico, da un Comitato tecnico-scientifico presieduto dalla giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, e formato dai rettori delle Università calabresi, dal garante per le comunicazioni Corrado Calabrò, dal maggiore esperto italiano di editoria e mercato, Giuliano Vigini, da altri scrittori, editori ed esperti. Sono tre bei libri, anche quest’anno. Vi chiediamo di leggerli, o di farli leggere a una persona da voi designata, che abbia il gusto, il piacere, il tempo e l’attitudine a leggere tre bei libri per sceglierne uno: quello che considera più meritevole di vincere il Premio Tropea Letterario Nazionale. Non finirò mai di ringraziare l’Asmez e l’Asmenet, il dottor Francesco Pinto, Gennaro Tarallo e, permettetemelo, in modo particolare Maurizio Nicastri: hanno creduto in noi, hanno scommesso con noi, su questo progetto, offrendoci la loro collaborazione. La rete dell’innovazione è soprattutto una rete di idee. E la storia si fa con le idee. Saranno loro, dopo aver accettato quest’anno, anche, di consegnarvi materialmente i tre libri, a gestire elettronicamente via computer il contatto con tutti voi, per questa insolita forma di votazione, dimostrando così, anche con questo piccolo e grande esempio, come sia possibile costruire la rete dell’innovazione. Prima di concludere, vorrei solo accennare alle lettere che, dopo aver ricevuto i libri l’anno scorso, di loro pugno e senza alcuna sollecitazione mi hanno fatto pervenire alcuni sindaci, alcuni di voi. Gesto che – non esito a dirlo – mi ha commosso. Segno di approvazione, di consenso, di incoraggiamento: verso un’idea, possiamo dirlo, che, non a caso, da una cittadina emblema di questa nostra Regione, contribuisce simbolicamente ad abbattere steccati e campanilismi e concorre, vuole concorrere, a diffondere un’immagine della Calabria diversa da quella cui siamo costretti a sottostare. Tutto questo nel nome della cultura, del confronto, dello scambio e della circolazione delle idee. Non mi resta che ringraziarvi per la collaborazione che vorrete accordarci. Non mi resta, soprattutto, che invitarvi a Tropea per partecipare alle tre serate della manifestazione, fissate per il 4, 5 e 6 di luglio. Di tutto cuore, vi faccio sinceri auguri di buon lavoro." |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 31 maggio 2008 )
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Presentata alla Fiera internazionale del libro di Torino, la seconda edizione del Premio Tropea
di Pasqualino Pandullo
TORINO - Un Premio, soprattutto un Premio letterario, in fondo è un pretesto. Almeno per noi del Premio Tropea questo è: fin dall’inizio. Lo abbiamo sempre detto. Anche se Mariolina Venezia dopo essere stata da noi ha vinto il Campiello. Anche se il Tropea fa già parte dell’elenco dei principali Premi italiani, redatto da “Libri e riviste d’Italia”, il Bimestrale di cultura editoriale e promozione della lettura del Ministero per i Beni e le attività culturali.
Lo abbiamo ripetuto questa mattina, alla nostra conferenza stampa nel tempio sacro del libro, la Fiera internazionale di Torino. C‘era più gente dell’anno scorso, alle 11.30, nello stand K175, quello della Regione Calabria, la “casa” diretta da Gilberto Floriani che ha ospitato noi e altre realtà, gli editori in primis, segni tangibili del fermento culturale che attraversa la nostra regione.
Isabella Bossi Fedrigotti, presidente del Comitato tecnico-scientifico che ci ha onorato della sua presenza, ha detto delle cose bellissime. E verissime. Hanno un senso i Premi, perché ha un senso la lettura: chi legge – ha detto la Fedrigotti – è come chi ha un panno per lucidare l’argenteria che è la sua anima. Benché la nostra prima edizione sia andata benissimo, anche al di là delle aspettative – ha concluso – la ricaduta di un Premio non si misura con le persone e con gli articoli: il nascosto è molto di più.
Giuliano Vigini, tra un Javier Marìas e il Premio Alassio che lo vede tra i registi e una diretta per “A sua immagine” su Raiuno, ha trovato il tempo di venire da noi. Anche questo è un segno, e gliene siamo profondamente grati. “Non si tratta di dare una stampella agli editori – ha detto Vigini in conferenza stampa –, un Premio come il Tropea comincia ad essere molto di più”. Maria Faragò, con tutta la grazia e il garbo di cui è capace, ha spiegato bene questo bisogno d’incontrarsi (e in un posto così bello come Tropea) da cui nasce la nostra iniziativa: un’iniziativa – si è spinta a dire – che si svolge in Calabria, sì, ma senza voler a tutti i costi ricorrere a quel concetto così trito e ritrito che è la “calabresità”. Con noi, anche Giacinto Gaetano, il dirigente regionale che con tanta attenzione ci segue già dall’anno scorso, soprattutto nella capitale sabauda: e dopo aver portato il saluto del vice presidente della giunta regionale Domenico Cersosimo, ha spiegato che obiettivo prioritario dell’Assessorato alla cultura è quello della diffusione della lettura, coccolando i lettori forti e invogliando i lettori potenziali.
Un obiettivo ampio, ma che va perseguito concretamente territorio per territorio: il Premio Tropea converge su questo obiettivo – ha affermato il direttore del Sistema bibliotecario Vibonese, Gilberto Floriani – ed anche per questo va sostenuto. Ed io? Io ho annunciato che quest’anno le serate di luglio avranno a loro interno uno spazio dedicato al Concorso intitolato a Federica Monteleone: un articolo o un racconto breve riservato agli studenti calabresi. Lo organizza la Consulta delle associazioni tropeane, presieduta da Vittoria Saccà. Poi, ho ricordato quali sono i tre finalisti, ho ringraziato Confindustria Vibo Valentia quest’anno al nostro fianco, ho ringraziato il segretario generale del Comune di Torino, Adolfo Repice, che è tornato al Lingotto per seguirci e che ci vuole bene (“Io originario di Tropea? No, no: io sono tro-pea-no!”) ed ho invitato tutti a Tropea.
Ci sarà anche Bottega editoriale, l’agenzia che anche da Torino ci ha dato una grande mano d’aiuto. A cominciare dal “mastro Bottega”, Fulvio Mazza, che ha moderato benissimo anche la conferenza stampa di oggi.
Adesso, comincia la gran volata verso le tre serate di luglio.
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 12 maggio 2008 )
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Ci sarà anche Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Giuria tecnica
di Lino Tipe
TORINO – Dallo stand della RAI continuano ininterrottamente i collegamenti televisivi per testate e programmi. Ma io, naturalmente, preferisco quelli radiofonici e soprattutto il Fahrenheit di Marino Sinibaldi che va su Radiotre. Questo però può seguirsi anche da casa. E allora l’interrogativo torna assillante: cosa seguire, di cosa approfittare, trovandosi di persona in questo mare magno della 21esima edizione della Fiera internazionale del libro? La tentazione sarebbe quella di seguire ancora la Chiara Gamberale che mi ha invitato alla presentazione del suo libro, nello stand che riproduce il padovano Caffè Petrocchi. Ma se c’è Antonio Prestifilippo che presenta il suo libro sul delitto Scopelliti. “Morte di un giudice solo” (Città del Sole Editore) con Giancarlo Caselli, oggi procuratore della Repubblica di Torino, come faccio a perdermelo? Con loro, Rosanna Scopelliti, figlia del giudice di Cassazione assassinato nell’agosto 91, e il giovane professore universitario Stefano Morabito. Soprattutto Caselli dice cose terribili, e terribilmente vere: “La Calabra è il buco nero della lotta alle mafie”. Io mi avvicino a Rosanna (lei studia lettere a Roma) e la invito, con Prestifilippo, ad una delle serate conclusive del Premio Tropea: pare si possa fare.
Bè, svolgiamo allora un po’ di compiti istituzionali. Ornela Vorpsi, una delle tre finaliste di quest’anno, sarà qui? Vado allo stand della Einaudi ad informarmi. Ritrovo il capo ufficio stampa, Carla Polzot: “No, quest’anno non è venuta, è rimasta a Parigi”. Ma in compenso, ottengo i suoi recapiti.
Ed è proprio lì che mi raggiunge la telefonata della dolcissima Sabellina nostra: mi chiede dove saremo e a che ora, domenica, per la presentazione del Premio: verrà! Isabella Bossi Fedrigotti, la meravigliosa presidente del comitato tecnico-scientifico del Premio Tropea, dopo domani domenica alle 11 sarà con noi nello stand K 175 del padiglione 2! Grazie, Isabella. Ne approfitto per ricordare che ci saranno anche Giuliano Vigini, Pierfranco Bruni, Gilberto Floriani, Maria Faragò, Giacinto Gaetano e Fulvio Mazza che coordinerà la conferenza stampa.
Intanto il motore dello stand della Regione Calabria, dove siamo ospitati, aumenta di giri. Per oggi, vi segnalo la presentazione di un delizioso libricino che richiama la passione teatrale di Albert Camus. Lo ha scritto Carlo Fanelli (Università della Calabria) per i tipi di Abramo, s’intitola “Albert Camus e Jean Grenier – La fortuna di trovare un maestro”, e fa parte di una indovinata collana chiamata appunto “Teatro in tasca” (costa solo 5 euro). E’ il direttore editoriale della Abramo editore, Mauro Minervino, con la consueta profondità, a introdurre gli ospiti chiamati a parlarne: il direttore dell’Istituto per gli Studi sul Mediterraneo dell’Università di Genova, Sergio Zoppi, e la direttrice artistica del Teatro della Tosse di Genova, Consuelo Basilari. Parlando dell’autore di questo petit-livre, e dello spettacolo teatrale cui è legato, e cioè Carlo Fanelli, la Basilari afferma: “... non passò molto tempo quando m’imbattei come per magia nell’uomo che avrebbe potuto dar corpo al progetto di uno spettacolo teatrale su Albert Camus e Jean Greniere, testimoni dell’amore comune per un Mediterraneo felice“. Che bello.
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Ospite dello stand della Regione Calabria, quest’anno più accogliente ed elegante che mai
di Lino Tipe
TORINO – Non so se finirà col dissuadere qualcuno dal visitare questa Mecca del libro (degli scrittori e soprattutto dei lettori), la decisione (e la reazione conseguente) di avere Israele come paese ospitato. Sarebbe un vero peccato. Ma non credo, a giudicare dagli stormi sereni di visitatori che già questo dal primo giorno animano gli stands degli editori. Questa 21esima Fiera del libro di Torino è maestosa. Un numero per tutti: ci sono 2000 relatori in cinque giorni, dunque, altrettante possibilità di incontri. Presentazioni, dibattiti, iniziative. E c’è anche il Premio il “Premio Tropea”, per il secondo anno consecutivo. E’ stato emozionante sentire il Presidente della Repubblica, ribadire che l’occasione offerta dalla kermesse torinese va vissuta come una possibilità di confronto fra culture. E’ stato emozionante sentire, ancora una volta, che il tema di quest’anno è quello della “bellezza che cambierà il mondo”, come Dostojievsky fa dire a un suo personaggio: è lo stesso concetto che, senza saperlo, abbiamo usato sulla brochure per spiegare il Premio. Ed è emozionante ritrovare lo stand della Regione Calabria (straordinaria la regìa di Gilberto Floriani) più grande e più bello che pria. Casa Calabria è accogliente ed elegante. Lo staff di Bottega Editoriale (i terminali nervosi e comunicativi di questa meravigliiosa postazione) è più agguerrito che mai: c’è persino il guru, Fulvio Mazza. E più di una emozione, e più di una incertezza, suscita il fatto di dover decidere nel breve volgere di pochi minuti come spendere al meglio il tempo che ti è dato di trascorrere in questa sorta di Eden. Io sono stato fortunato, perché appena arrivato ho scoperto una delle mie conduttrici radiofoniche preferite, Chiara Gamberale, stava per condurre un incontro con tre scrittrici israeliane: Avirama Golan, Zeruya Shalev e Sara Shilo. Ma dov’è questa Sala Blu? Che fortuna: a due passi due da casa Calabria! Raffinata la conversazione, interessante scoprire che per ognuna delle tre autrici, secondo modalità diverse, la famiglia rappresenta un’entità imprescindibile anche in una nazione nella quale la cronaca confina con la storia e il pubblico sconfina nel privato. E verrebbe tanta voglia di gridare, con le parole di Amos Oz: “Non ce ne facciamo più nulla della letteratura da piagnistei, (...) ora qui nella nostra terra abbiamo bisogno di una letteratura i cui protagonisti siano personaggi maschili e femminili attivi e non passivi, donne e uomini che non siano stereotipi di maniera, ma persone in carne e ossa dotati di istinti forti, di debolezze tragiche.” Dai! Finito l’incontro con la Gamberale, allo stand della Regione una gradita visita: arriva Silvana Giacobini, direttrice della rivista “Diva e donna”. Naturalmente, l’abbiamo invitata a Tropea a luglio. Domenica, intanto, qui alla Fiera del libro, la presentazione della seconda edizione del Premio. Padiglione 2, Stand K 175. Forza, siamo più che mai sulla buona strada. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 08 maggio 2008 )
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TROPEA – Si è svolta in un’atmosfera cordiale e festosa, martedì 22 aprile alle 17.00 nella sala Convegni della Biblioteca provinciale di Tropea, come lo scorso anno, la cerimonia di consegna alla Giuria popolare dei tre libri finalisti del Premio Tropea da parte del Presidente dell'Accademia degli Affaticati, Pasqualino Pandullo.
La serata è iniziata con la proiezione di un breve filmato contenente alcuni spezzoni della giornata del 6 aprile in cui la giuria tecnico-scientifica ha decretato la terna dei finalisti di questa seconda edizione del Premio: Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi (Sellerio), Ornela Vorpsi, La mano che non mordi (Einaudi) e Domenico Starnone, Prima esecuzione (Feltrinelli).
I primi libri sono andati all’assessore al turismo e ai beni culturali del comune di Tropea, Michele Accorinti, a nome del sindaco Euticchio, che all’ultimo momento non ha potuto partecipare e al direttore della Biblioteca provinciale di Tropea, Enzo D’Agostino, figlio del rimpianto Francesco Felice D’Agostino, scomparso la scorsa estate, anch’egli socio fondatore dell’Accademia degli Affaticati.
La consegna poi è proseguita con i 12 alunni delle scuole superiori di Tropea (4 per ogni indirizzo), i quali sono stati molto entusiasti nel ricevere i libri. Agli studenti sono seguiti i soci fondatori dell'Accademia degli Affaticati e gli altri 14 membri della Giuria popolare, scelti tra i nuovi soci dell’Accademia e persone legate al mondo della cultura locale. Ai voti della Giuria popolare - lo ricordiamo - anche quest’anno si uniranno i voti di tutti i 409 sindaci della Calabria a cui presto verranno inviati i libri finalisti, scelti dal Comitato tecnico scientifico, presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti. La consegna è stata l’occasione anche per un primo giudizio sulle opere finaliste che, come ha detto la Bossi Fedrigotti, sono libri di ottima qualità, in grado di arricchire culturalmente e far riflettere il lettore. La serata si è conclusa con i saluti del Presidente Pandullo che ha auspicato che la manifestazione di quest’anno, che si svolgerà a Tropea il 4-5-6 luglio, abbia ancora più successo e risonanza nazionale di quella dello scorso anno.
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 02 maggio 2008 )
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