PREMIO TROPEA 3a EDIZIONE: LA CONFERENZA STAMPA ACCENDE UFFICIALMENTE I RIFLETTORI

Ci sono tanti giornalisti presso la sala stampa della Camera di Commercio di Vibo, sita al primo piano dello splendido palazzo del Valenziano di Vibo Valentia che, a dire il vero, più che una sede amministrativa sembra un vero e proprio museo, visti i numerosi reperti archeologici e la splendida pinacoteca. Fulvio Mazza di Bottega Editoriale, l’ufficio stampa del Premio Tropea, modera l’evento anticipando, nel suo intervento di apertura, quello che sarà il tema centrale della conferenza: il rapporto tra il Premio e la stampa calabrese o anche il vincolo tra lettura e la crescita civile di una regione. “Il premio Tropea – dice Mazza - sarebbe l’evento, o meglio un evento “normale”, in altre parti d’Italia ma ciò non in Calabria dove la cronaca nera o i casi di disservizio rimangono i fatti del giorno”. Un Premio, dunque, che, grazie alla sua valenza nazionale, vuole “normalizzare” la nostra regione e la nostra provincia per renderla, almeno culturalmente, pari alle altre. Il Commissario straordinario della Camera di Commercio di Vibo Valentia, Michele Lico, il padrone di casa, ha poi lodato il Tropea; l’Ente, da sempre attento alle tematiche culturali, è stato fin da subito pronto ad appoggiare questo progetto che coniuga cultura, arte ed economia. Vico ha poi elogiato gli “Affaticati” per i successi delle prime due edizioni e l’impegno profuso con passione e coraggio affinché la terza sia ancora più ricca: “un progetto – ha aggiunto il commissario – per essere valido deve essere continuativo ed il Tropea lo è nonostante il contesto in cui è inserito sia difficile”. Il Premio, ha tenuto a sottolineare Lico, può fare da volano a tutto il comprensorio di Tropea al fine di promuovere il turismo culturale, quello che è stato meno valorizzato. È stata poi la volta, di Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese che ha presentato i tre libri finalisti tuttora al “vaglio” dei 409 Sindaci della regione, che ricordiamo sono Mario Desiati con Il paese delle spose infelici (edito Mondadori), Carmine Abate con Gli anni veloci (targato sempre Mondadori) e Paolo Di Stefano con Nel cuore che ti cerca (edito Rizzoli). A dimostrazione di come l’evento “Premio” stia permeando il territorio, ha inoltre sottolineato il concreto interesse suscitato dai libri finalisti, presso le scuole provinciali e le Biblioteche del “Sistema”, da parte degli studenti.L’Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia, Michelangelo Mirabello, ha poi spiegato il senso del sostegno “provinciale” al Premio, in quanto proietta la cittadina tirrenica nel cuore del Mediterraneo, non solo dal punto di vista naturale ma anche culturale dando il giusto riconoscimento alla provincia di Vibo. Il premio, ha aggiunto l’assessore, è pensato bene perché non si limita a dare un riconoscimento ma coinvolge, con la formula del talk-show, per ben tre giorni, tutta la comunità “invitandola” ad occuparsi ed interessarsi di libri e di cultura: una manifestazione che interesserà sempre l’ente provincia di Vibo Valentia al fine di rendere il Tropea un appuntamento fisso nella prospettiva di far riscattare il territorio a livello nazionale. È poi intervenuta Rosa Luzza, Subcommissario prefettizio del Comune di Tropea, dicendosi lieta ed onorata di ospitare il Premio che ha tutte le potenzialità per continuare a crescere. Un plauso particolare è stato rivolto agli organizzatori che stanno promuovendo l’immagine della cittadina in tutta Italia. Come ha ben sottolineato il moderatore Mazza, poche aziende riescono, e soprattutto vogliono, coniugare impresa e cultura, ma non è il caso - ha sottolineato Mazza - della SPI, che è, difatti, il main sponsor del Premio. Il Presidente della Spi, Francesco Mangione, ha difatti sottolineato come un’impresa possa essere non solo business, ma debba anche avere un impatto sociale tastando ed arricchendo l’humus culturale di un territorio. Mangione ha poi dichiarato che le aziende in Calabria ci sono ma non comunicano e dunque non intervengono, appoggiandole, in manifestazioni che danno visibilità. La SPI invece c’è e vuole comunicare di esserci con il “Tropea” e con altre iniziative. Così ha spiegato l’investimento che la SPI ha voluto fare sul Premio per ben 3 anni, nonostante la crisi economica ancora in atto. Mangione ha poi voluto soffermarsi su un concetto preciso: non è il Premio, a suo avviso, che deve rendere lustro al territorio ed alla città di Tropea bensì il contrario, invitando così indirettamente molti a fare la loro parte. Angela Procopio, del Consorzio Asmez, ha illustrato il ruolo del Consorzio nel Premio “Tropea” con riferimento all’elaborazione dei voti dei 409 Sindaci, da cui scaturirà il vincitore. La cura dei problemi passa per i libri, così il Vicepresidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo ha esordito nel suo intervento.Contano molto meno gli asset fisici – ha spiegato – contano ben di più gli asset immateriali. Insomma contano di più le teste e i neuroni. Bisogna investire sulla Cultura. Dopo essersi congratulato con il Presidente Lico per la bella sede della Camera di Commercio e con il patron del Premio Pasqualino Pandullo per l’iniziativa ma soprattutto per la programmazione (parola rara in Calabria), è entrato nel vivo della problematica. Ha dichiarato senza mezzi termini che i libri sono la soluzione. Una società che legge ha risolto i suoi problemi. Esiste un dualismo strutturale nella cultura della lettura, molti che leggono nulla e pochi che leggono moltissimo, ma in Calabria si legge molto poco anche perché mancano le librerie. Se in Calabria si leggesse di più i problemi sarebbero molti di meno. Leggere è un atto rivoluzionario, il rapporto con il libro è l’atto più libero che esista. Il libro alimenta il circuito dell’immaginazione, il libro apre finestre cognitive, ti costringe a misurarti con il tuo intimo. I libri rappresentano la chiave della felicità perché costringono a interrompere la finzione dello sterile affaccendarsi quotidiano. Il libro ti riporta in un altro universo, ti apre al mondo aiutandoti a superare riti e tradizioni arcaiche, ancestrali. Coltivare l’anima dei calabresi, che vivono in una società chiusa e individualista, con il libro è basilare sia culturalmente ma anche economicamente: i paesi che leggono di più sono i paesi più ricchi”. Ha infine sottolineato l’importanza del Premio che è data da due motivi: il primo è perchè “si è scelto di lavorare con gli attori più importanti della filiera politica, coloro che più di tutti sono a contatto con i bisogni delle cittadinanza: i Sindaci”, il secondo perché “Il Premio riduce la distanza cognitiva del nostro paese, lanciando la Calabria sul piano nazionale. Pasqualino Pandullo, patron del Premio, esaltando la letteratura come l’unico “mezzo” con cui l’uomo può comprendere la “bellezza assoluta” ha espresso la sua soddisfazione per come la terza edizione del Premio stia andando avanti e sia giunta oramai alla fase finale. Comprendere la bellezza attraverso i libri in un posto bello come Tropea è dunque uno degli scopi del Premio, il cui fine principale, a parte tutto il resto, è senz’altro quello di promuovere la lettura in Calabria. Egli ha infine evidenziato brevemente il programma delle tre serate. Ha annunciato che il perno saranno i tre finalisti, Carmine Abate, Mario Desiati e Paolo Di Stefano, ma che intorno a loro si alterneranno numerosi scrittori, intellettuali, giornalisti. Fra gli altri, a parte i presenti alla Conferenza stampa, citiamo Sveva Casati Modignani, Rino Gattuso, Annarosa Macrì, Pierfranco Bruni, Paola Bottero, Mauro Francesco Minervino, Matteo Mazzuca, Felice Cimatti, Luigi Lombardi M. Satriani, Mario Caligiuri, i Rettori delle tre Università calabresi, Francesco Lucifero, ecc. A coadiuvare Pandullo nella conduzione delle serate sarà, anche quest’anno, la giornalista Rai Livia Blasi; mentre l’atmosfera musicale sarà affidata alle note di Sergio Coniglio e ai fiati della Binghillo Blues Band. Pandullo ha poi ringraziato gli intervenuti alla conferenza e, particolarmente, la coordinatrice della kermesse Maria Faragò e la presidentessa della giuria tecnica, la giornalista e scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti.