Una chiave di lettura del Premio Letterario Nazionale “Città di Tropea"

di Carmen Putruele

  

Tropea (Vibo Valentia)- Standing ovation. ”[…]Qualcuno grida il nome mio, smarrirmi in questo… volli io per leggere in silenzio un libro scritto a[…]”(Lucio Battisti, Il mio canto libero, 1972). Si è conclusa la fase estiva della terza edizione del Premio Letterario Nazionale “Città di Tropea- una ragione per leggere” recentemente andata in scena con la qualità della letteratura nazionale più vicina ai nostri giorni, attraverso tre romanzi finalisti (prodotti freschi e attraenti e sorti anche in ambienti legati al dialetto) scelti con votazione, nella fase primaverile, da una giuria tecnico-scientifica presieduta dalla giornalista e scrittrice, Isabella Bossi Fedrigotti, dopo aver preso in esame, una vasta rosa di libri, presentati, per essere ammessi all’iniziativa culturale. Libri successivamente passati, fino al giugno scorso, al vaglio di una giuria popolare e di un’altra particolare composta dai 409 sindaci della Calabria che con le proprie preferenze, espresse anche via web, hanno piazzato al primo posto, il best seller dal cuore innamorato, “Gli anni veloci”(Mondadori, 2008) di Carmine Abate, alla seconda posizione, il noir psicologico dal cuore pensante, “Nel cuore che ti cerca” (Rizzoli, 2008) di Paolo Di Stefano, al terzo posto, il romanzo obsession dal cuore infelice, “Il paese delle spose infelici” (Mondadori, 2008) di Mario Desiati. Un lavoro finale, di presentazione del Premio, tutto nelle mani del presidente dell’associazione culturale “Accademia degli Affaticati -Topea”(nata nel 2006, l’ideatrice del Premio Letterario) e giornalista RaiTre, Pasqualino Pandullo, con a fianco la collega, laureata in Lingue, Livia Blasi, condotto asintoticamente all’incontro, che ha visto dal 3 al 5 luglio 2009, nella gremita e attenta piazza intitolata al filosofo “Pasquale Galluppi” (Tropea 1770-Tropea 1846), l’esibirsi e l’alternarsi di autori di vari generi letterari provenienti da flussi editoriali diversi, uomini e donne della politica regionale, provinciale e locale, della Chiesa, dell’informazione, dell’Università della Calabria, della musica, del teatro, della TV e spettacolo e dello sport. Molti ospiti illustri del vario e vasto mondo culturale per un grande pubblico intriso anche di tanta gente comune, presente all’iniziativa accolta come merita, mantenuta e valorizzata con il patrocinio di Regione Calabria e Banca d’Italia, Provincia di Vibo Valentia e Comune di Tropea, da diversi sponsor e per la quale, visto il successo raccolto, si ha l’intenzione di dare continuità. Un evento tutto calabrese, grazie al quale, Tropea, la perla del Tirreno, figlia della provincia di Vibo Valentia, d’estate, diventa il luogo di una tre giorni di miglioramento culturale “rapido”, studiato semplicemente utilizzando un superbo alleato della cultura che non conosce confini, il libro, da diffondere a contagio in tutte le generazioni del Paese e da premiare con il “Balcone d’Argento”, un riconoscimento appositamente realizzato dall’orafo Tommaso Belvedere. Pensieri e parole sulle note della caparbietà e dell’autenticità, doti, che accomunano i tre protagonisti del Premio Tropea 2009 (Abate, Di Stefano, Desiati) che hanno al loro attivo altri libri (ed anche pubblicazioni tradotte in diverse lingue)e altri riconoscimenti letterari. Tutto ciò, per promuovere la scrittura (un dare) e la lettura (un avere) <>. < Francesco De Nisi, presidente della Provincia di Vibo Valentia, presente tra gli ospiti- rappresenta un momento di orgoglio per il nostro territorio. La scelta migliore, dello stile e del plot dei libri, fatta da esperti veri, rende il Premio una manifestazione di punta orientata a stimolare l’interesse e a tenere viva l’attenzione del lettore e del turista del mondo del libro>> favorendo la lettura anche attraverso la conoscenza diretta degli autori nazionali. Si respira moltissimo, in particolare “dal tacco alla punta dello Stivale”, il fatto che i libri fanno parte di una educazione un po’ elitaria: perché sono costosi in denaro per acquistarli (non tutti i libri però lo sono! Infatti, tra questi, il libro più venduto è il tascabile in brossura o paperback) e perché richiede un approccio culturale di partenza buono, che può venire solo dall’appartenenza a famiglie ben coltivate. Ma come diceva lo scrittore italiano, critico d’arte e giornalista, Ugo Ojetti (1871-1946) << Si è sempre i meridionali di qualcuno>>; la giusta chiave di lettura, in questo caso, è che al di là dell’area geografica italiana di appartenenza dal Nord al profondo Sud si è sempre in tempo per migliorarsi e riconoscere “il genio” che alcuni che scrivono o leggono hanno, altri meno, che si traduce in una fame o una sete inestinguibili di qualcosa che solo il libro scritto o letto può placare. Insomma, in questa società sempre più frenetica il libro è il by-pass per il benessere dell’uomo outsider, che, tolta la benda sugli occhi e individuati liberamente “gli strumenti” che piacciono, può entrare al meglio nel clima culturale ultramoderno. Basta volerlo! Non a caso l’Unesco ha proclamato, ormai da diversi anni, il 23 Aprile “Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore” per la promozione e diffusione, della cultura conservata nei libri, dell’attività editoriale e della corretta protezione delle opere, su base planetaria. Il vasto patrimonio librario offre libri che conservano un’aurea di straordinarietà, di privilegio, in grado di creare contatti tra gli uomini, come quelli trasportati, per farli conoscere, dalla programmazione culturale del Premio “ Città di Tropea”. Opere letterarie per una ricchezza umana ed intellettuale, perché, oltre ad essere utili, hanno anche un senso e non si lasciano modificare dallo scorrere inesorabile del tempo e, tanto meno cedono all’avanzare di un tecnologia sempre più imponente tanto che secondo voci nuove ”[…]fra qualche anno, un numero sempre più alto di individui ricorrerà esclusivamente al computer per leggere. Non cercherà nella sua libreria il libro del cuore o come dicono le persone colte “du chevet”: lo cercherà nel computer. Semplicemente digitando. So quanto costerà psicologicamente a tanti individui aprirsi in questo campo[…].Chi ha contratto fin da piccolo l’abitudine a leggere nella maniera tradizionale, estraniandosi con il suo libro dalle noie del mondo, chi possiede quel prodigioso rapporto tattile con la pagina farà una fatica del diavolo ad accettare le nuove abitudini[…]” (Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria, L’impossibile altrove, 2006).

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 12 agosto 2009 )