Presenze d'eccezione per il Premio Tropea al Lingotto di Torino

Anche il presidente del Salone del Libro Rolando Picchioni alla presentazione nello stand della Regione Calabria

           

Ha avuto un significato ed un valore speciali, nel mare di incontri del Salone internazionale del Libro di Torino, la presentazione dell’edizione 2010 del Premio Letterario Tropea. A ingigantirne la portata, sono stati gli interventi del Presidente dello stesso Salone, Rolando Picchioni; dell’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Michele Coppola; dell’assessore alla Cultura del Comune di Torino, Fiorenzo Alfieri. Presenze eccezionali, propiziate dal neo sindaco di Tropea, Adolfo Repice, che è pure segretario generale del Comune di Torino. Repice ha fatto gli onori di casa, nello stand della Regione Calabria, insieme al neo assessore alla Cultura, Mario Caligiuri; alla coordinatrice del Premio Tropea, Maria Faragò, e al presidente dell’Accademia degli Affaticati, Pasqualino Pandullo. Tra il pubblico – formato pure da tanti tropeani, alcuni dei quali avevano cominciato a fare capolino nello stand già un’ora prima dell’evento – anche il professore Giuliano Vigini, componente di spicco del Comitato tecnico-scientifico del Premio Tropea. Ne ha viste tante, il presidente di un’organizzazione che in cinque giorni ha ospitato 315.013 visitatori (quest’anno è record), 70 mila dei quali hanno assistito ai 1.400 incontri ufficiali nelle 27 sale del Lingotto Fiere. Eppure, Rolando Picchioni non ha esitato un istante a riconoscere come benefica la pretestuosità di un Premio che diffonde l’inclinazione alla lettura, favorisce l’incontro tra pubblico e scrittori, richiama élites turistiche: tutto ciò, senza rinunciare al rigore tecnico del pregio letterario. Un “aperitivo” dei festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, che nel 2011 vedranno particolarmente impegnato il Piemonte, è stato offerto dall’assessore alla Cultura della regione padrona di casa: proprio all’Unità d’Italia infatti, Michele Coppola ha fatto risalire i punti di contatto tra la Calabria e la sua regione. Ma un punto di contatto vivente tra queste due terre agli antipodi dello stivale, è sicuramente il neo sindaco di Tropea: “L’amministrazione che ho l’onore di guidare – ha annunciato Adolfo Repice – investirà molto nella cultura, perché è un investimento più che produttivo”. Sull’asse calabro-sabaudo ulteriori, importanti conferme alla validità del progetto-Premio Tropea sono venute dal neo assessore regionale Mario Caligiuri, che ha indicato nel coinvolgimento dei 409 sindaci calabresi il valore aggiunto della formula. E da Fiorenzo Alfieri, per il quale l’originalità della formula stessa equivale ad una “conquista di civiltà”. Come procedono intanto l’organizzazione e la comunicazione della quarta edizione? “All’insegna del glocal – ha risposto la coordinatrice Maria Faragò -: locale e globale insieme, perché la capacità di attrazione di una località come Tropea e di un Premio letterario come questo è garanzia di successo, e la globalità dell’informazione è in grado di esaltarla.” Alle serate del 16, 17 e 18 luglio prossimo saranno presenti Gad Lerner, Alicia Gimenez Bartlett e Mattia Signorini: sono i tre finalisti, selezionati dal comitato tecnico-scientifico presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti. Lo ha ricordato Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati, l’associazione culturale promotrice del Premio. Pandullo ha concluso citando una frase dello scrittore israeliano Amos Oz : “Non ce ne facciamo più nulla della letteratura da piagnistei, ora qui nella nostra terra abbiamo bisogno di una letteratura i cui protagonisti siano personaggi maschili e femminili attivi e non passivi, donne e uomini che non siano stereotipi di maniera, ma persone in carne e ossa, dotate di istinti forti, di debolezze tragiche”. “L’ho letta qui al Salone del Libro 4 anni fa – ha spiegato Pandullo – e mi ha folgorato, mi sembrava perfetta per illustrare il codice genetico del Premio Tropea”. Sapete chi ha vinto il primo Premio Internazionale Salone del Libro, nato sulle ceneri del Grinzane Cavour? Sì, avete indovinato: Amos Oz.

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 19 maggio 2010 )