Qui Fiera di Torino. Impressioni di maggio
di Pasqualino Pandullo
Se uno scrittore come Carmine Abate, considerato il maggiore autore calabrese vivente, qui a Torino mi chiede ripetutamente, con interesse, del “Premio Tropea”, vuol dire che qualcosa si muove. “Ho partecipato a un dibattito televisivo che andrà in onda nei prossimi giorni – mi dice Carmine – e un imprenditore mi ha parlato della vostra iniziativa”. Che Dio lo benedica, quell’imprenditore! E che continui ad assistere la magica penna di Abate.
Mi trovo alla Fiera internazionale del libro, circondato da cento, mille, diecimila, stimoli. Per fortuna c’è lo stand dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, e appena gli input varcano la soglia del possibile, posso tornare alla base. A sedermi su una delle sedie in alluminio anodizzato, come il tavolino rotondo, che mi ricorda il bar di Paolino Cortese: arredano uno spazio contenuto, circondato da vetri, pannelli bianchi, luci. E libri. I libri di una cinquantina di case editrici calabresi. Però. Qui ci si confronta con i ragazzi (splendidi) della Bottega Editoriale, con la gente (scrittori, poeti, editori, semplici passanti) che trovano in questo gabbiotto rilucente e trasparente un punto di riferimento. E poi, qui, posso scambiare qualche veduta con Gilberto Floriani, conosciuto da sempre, incontrato da mai. E’ il direttore del Sistema bibliotecario vibonese, è stato incaricato dall’assessore Sandro Principe a organizzare la presenza della Regione alla Fiera di Torino. Una presenza fatta anche di incontri ufficiali, come quello su Corrado Alvaro e Emilio Argiroffi.
Vorresti fare mille cose insieme, quando vieni qui. Seguire gli incontri con gli autori organizzati da case editrici piccole e grandi, seguire i collegamenti Rai di Radio 3. Fare foto, scrivere. Ma ecco Federico Moccia seguito da decine di ragazzine per l’autografo. Vai a cercare la Mondadori, e t’imbatti in un raffinatissima conferenza di Federico Rampini sulla Cina. Vai a prendere un panino e scopri che non ci sono più posti (e non ti fanno entrare nella sala azzurra: quattrocento sedie) per la chiacchierata di Niccolò Ammaniti con Marino Sinibaldi.
Penso agli amici dell’Accademia degli affaticati, penso a quel genio della comunicazione di Mario Caligiuri, penso al piccolo Josemaria, penso … Ma non c’è più tanto tempo per pensare, tra poco c’è la conferenza stampa del Premio Tropea!
Questa ventesima edizione della Fiera del libro è dedicata a confini: per riconoscerli, per abbatterli. Noi, forse, stiamo portando i nostri confini un poco più avanti.
Ultimo aggiornamento ( sabato 12 maggio 2007 )