I tre libri finalisti del Premio Tropea

MILLE ANNI CHE STO QUI
di Mariolina Venezia
Einaudi

Grottole, nei pressi di Matera: in un Sud poco esplorato, le vicende straordinarie e quotidiane dei Falcone, una famiglia cui il destino dona tutto e non risparmia niente, dalla guerra all’emigrazione, dalla ricchezza alla fame, passando per scandali pubblici e furori individuali. Dal capostipite don Francesco, con i suoi barili d’oro sepolti e non più ritrovati, all’ultima discendente, che fugge di casa un secolo dopo per dimenticare tutto e tutti.
Una costellazione di personaggi che emergono per un attimo, colti nei momenti salienti dell’esistenza, poi vengono assorbiti dal vortice del tempo. Il loro scendere o meno a patti con la vita. L’immaginazione usata per accettare la realtà. E poi la fine di un mondo. Padri e figli, ma soprattutto madri e figlie, aspettative e tradimenti. Gli ideali politici, le lotte, le delusioni, le sviste. E la felicità, l’infelicità, la voglie di vivere. Una voglia di vivere conquistata infine al di là di ogni ideologia, credo e religione, sfidando anche l’amore romantico e le sue trappole. Una pienezza che travolge tutto.


MARIOLINA VENEZIA
è nata a Matera nel 1961 e vive a Roma. Ha pubblicato tre libri di poesia in Francia. Collabora con varie riviste letterarie e lavora come sceneggiatrice per il cinema e la televisione. Nel 1998 ha pubblicato, per la casa editrice Theoria, la raccolta di racconti Altri miracoli.


DONNE INFORMATE SUI FATTI
di Carlo Fruttero
Mondadori

Un trhiller raccontato in prima persona da otto “donne informate sui fatti”, tratta la vicenda di una bellissima rumena, Milena, che a soli ventidue anni, arrivata in Italia quattro anni prima, viene trovata strangolata in un fosso della periferia di Torino, vicino alla Fiat.
Clandestina, uscita da un giro di prostituzione, viene accolta in un centro di protezione, a Vercelli, gestito da un prete, don Traversa.
Inserita nel mondo del lavoro prima come badante, poi come bambinaia, dà una svolta radicale alla sua vita, sposando un rinomato banchiere sessantenne. Ma il sogno dura poco e lei viene uccisa.
Quindi l’inizio di una serie di vicissitudini, che vedono protagoniste otto donne che cercano di far chiarezza sull’accaduto, voci a volte pietose, rabbiose, a volte curiose.
Tutte parlano e sparlano, si studiano e si vendicano. La migliore amica innamorata del banchiere, che finge di esaudire il desiderio di quest’ultimo, convincendo anche Milena a sposarlo e a non svelare la sua precedente vita sul marciapiede; la giornalista di Teleschifo (la televisione, così da lei definita, per cui lavora) che cerca in tutti i modi di fare lo scoop; la barista che invia sms al fidanzato scansafatiche; la carabiniera attenta osservatrice, fissatasi in particolare su un vassoio di frutta in marmo.
Otto voci che portano al lettore ciò che sanno o che credono di sapere, rendendo la lettura coinvolgente, ironica e misteriosa.

CARLO FRUTTERO è nato a Torino nel 1926. Romanziere, traduttore, saggista, collaboratore assiduo di numerose case editrici e del quotidiano “La Stampa”.
Assieme a Franco Lucentini (1920-2002) ha costituito a partire dal 1958 la più celebre coppia del giallo e del giornalismo italiano, firmando decine di romanzi e opere saggistiche oltre a prestigiose curatele e antologie.
Fra i titolo più noti ricordiamo La donna della domenica (1972), L’Italia sotto il tallone di F&L (1974), A che punto è la notte (1979), Il palio delle contrade morte (1983), la prevalenza del cretino (1985), L’amante senza fissa dimora (1986), La manutenzione del sorriso (1988), Enigma in luogo di mare (1991), Il ritorne del cretino (1992) e Il cretino in sintesi (2002), tutti editi da Mondadori.
Sempre con Lucentini, Carlo Fruttero si è occupato anche di fantascienza, dirigendo la collana mondadoriana Urania per più di un ventennio.
Da solo per Mondadori ha pubblicato il romanzo “politichese” Visibilità zero (1999)


GOMORRA
di Roberto Saviano
Mondadori

Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci “fresche, appena nate che sotto le forme più svariate – pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi – arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazzi appositamente svuotati di tutto, come creature sventrate, private delle viscere. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chiniche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente “sversate” nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le lore dimore fastose e assurde – dacie russe, ville hollywoodiane cattedrali di cemento e marmi preziosi – che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere ma testimoniano utopie farneticanti, pulsioni messianiche, millenarismi oscuri.
Questa è oggi la camorra, anzi, il “Sistema”, visto che la parola “camorra” nessuno la usa più: da un lato un’organizzazione affaristica con ramificazioni impressionanti su tutto il pianeta e una zona grigia sempre più estesa in cui diventa arduo distinguere quanta ricchezza è prodotta direttamente dal sangue e quanta da semplici operazioni finanziarie. Dall’altro lato un fenomeno criminale profondamente influenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, per cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze a divi del cinema e a creature dell’immaginario, dai gangster di Tarantino alle sinistre apparizioni de Il Corvo con Brandon Lee. Figure come Gennarino McKay, Sandokan Schiamone, Cicciotto di Mezzanotte, Ciruzzo ‘o Milionario, se non avessero provocato decine di morti ammazzati potrebbero sembrare in tutto e per tutto personaggi inventati da uno sceneggiatore con troppa fantasia.
In questo libri avvincente e scrupolosamente documentato Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolate logiche economiche-finanziarie ed espansionistiche del clan del napoletano e del casertano, da Secondigliano a Casal di Principe, sia le fantasie infiammate che alle logiche imprenditoriali coniugano il fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese.
Ne viene fuori un libro anomalo e potente, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo e visionario, di indagine e di letteratura, pieno di orrori come di fascino inquietante, un libro in cui il giovanissimo autore, nato e cresciuto nelle terre della più efferata camorra, è sempre coinvolto in prima persona. Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove davvero nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

ROBERTO SAVIANO è nato nel 1979 a Napoli, dove vive e lavora, Fa parte del gruppo di ricercatori dell’Osservatorio sulla camorra e collabora con “Il Manifesto” e il “Corriere del Mezzogiorno”. Suoi racconti e reportage sono apparsi su “Nuovi Argomenti”, “Lo Straniero” e Nazioneindiana.com e si trovano inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum fax 2005) e Napoli comincia a Scampia (L’Ancora del Mediterraneo 2005). Gomorra è il suo primo libro.

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 23 maggio 2007 )