Premio Tropea: presentata ufficialmente la seconda edizione
Tutti i particolari del programma delle serate tropeane

Vibo Valentia - Si è tenuta oggi, giovedì 26 giugno, a Vibo Valentia, nella sede della Confindustria, la Conferenza Stampa di presentazione della seconda edizione del Premio nazionale letterario "Città di Tropea - Una Regione per leggere". L’importante evento culturale, si terrà nei giorni 4, 5 e 6 luglio e si svolgerà nel centro storico dell’incantevole cittadina tirrenica, in largo Galluppi, piazza che porta il nome del noto filosofo tropeano, Pasquale Galluppi. Gli onori di casa sono stati fatti dal presidente della Confindustria stessa, Domenico Arena. Un’ospitalità evidente anche nelle parole di Arena: «la crescita di un contesto non può avvenire senza la crescita culturale del popolo che vive in quel contesto. Un impegno che Confindustria sostiene da tempo e che ci vede dapprima promotori ed, oramai sempre più spesso ed in maniera strutturata, organizzatori in prima linea di eventi culturali». I lavori sono stati condotti da Fulvio Mazza, Direttore di “Bottega editoriale”, che, prima di entrare nel vivo della discussione, ha salutato una recentissima felice coincidenza: la titolazione a Piero Gobetti della via ove ha sede la Confindustria vibonese. «Un connubio ideale fra un organismo che ha come mission l’organizzazione della migliore imprenditoria e un filosofo che alla “Rivoluzione liberale” ha dedicato tutto il suo coraggioso impegno politico». Passando alla concretezza dell’argomento ha invece evidenziato come il Premio “Tropea” si stagli nell’orizzonte della cultura (o presunta tale) della Calabria per serietà d’impostazione e coerenza di linea editoriale. Una breve illustrazione dei testi finalisti è stata effettuata da Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, che si è detto contento della qualità dei libri scelti per andare in finale. Si è avuta la conferma di come la terna sia di tutto rispetto: Gianrico Carofiglio (con Ragionevoli dubbi, edito da Sellerio), Domenico Starnone (con Prima esecuzione, edito da Feltrinelli) e Ornela Vorpsi (con La mano che non mordi, edito da Einaudi). Giacinto Gaetano, Dirigente regionale dell’Assessorato alla Cultura, ha portato il «caloroso saluto» del Vicepresidente della Regione Domenico Cersosimo impegnato a difendere i fondi comunitari destinati alla Calabria nella concomitante “Conferenza Stato-Regioni” e ha tenuto a ribadire l’apprezzamento e il sostegno da parte della Regione verso questo «progetto innovativo e di qualità. Una sfida che consente di misurarsi a livello nazionale». Tutto ciò – ha sottolineato – nonostante il dimezzamento dei fondi che il bilancio regionale ha progressivamente apportato in questi ultimi anni (indipendentemente dal colore politico delle varie giunte) sulle voci dedicate alla cultura. Maria Salvia, Assessore al Welfare della Provincia di Vibo Valentia, ha, da parte sua, visto nel premio un’ottima strategia per promuovere positivamente, a livello nazionale, la terra di Calabria, troppo spesso alla ribalta per delittuosi fatti di cronaca. «Dobbiamo far in modo che la Calabria sia sempre più conosciuta per il nome “Tropea” e sempre meno per quello della ‘Ndrangheta». Michele Accorinti, Assessore al Turismo e ai Beni culturali del Comune di Tropea, ha invece sostenuto, tra l’altro, che «il Premio “Tropea” è una scommessa vinta visto il successo dell’anno scorso» sottolineando con orgoglio come Gomorra di Roberto Saviano (edito da Feltrinelli), libro vincitore della scorsa edizione, sia rimasto in testa alle classifiche di vendita fino ad oggi e come il testo secondo classificato, Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia (Einaudi), abbia vinto, pochi giorni dopo la kermesse tropeana, il Premio “Campiello”. «La presenza della Regione Calabria, della Provincia e del Sistema Bibliotecario Vibonese, è la conferma che stiamo percorrendo la giusta strada per raggiungere i nostri obiettivi che sono: diffondere la lettura, proporre un messaggio positivo che parta dalla nostra regione, promuovere la “cultura del bene comune”, per togliere humus a quella minoranza criminale che all’esterno sembra essere la maggioranza». Pasqualino Pandullo, Presidente dell'“Accademia degli Affaticati” – l'associazione promotrice del premio – ha poi spiegato il particolare regolamento le cui peculiarità fanno del “Tropea” un premio letterario davvero speciale. L’originalità citata consiste nell'aver dato "mandato" di valutare i libri finalisti a 409 sindaci calabresi (o i propri delegati), individuando in questi ultimi il primo vettore di influenza culturale sul territorio. Il vincitore infatti sarà decretato dall'incrocio di voti dei sindaci, della Giuria popolare, costituita da soci dell'“Accademia degli Affaticati” e da studenti, e dalla Giuria tecnico-scientifica. Come si è già avuto modo di evidenziare, la qualità generale del Premio è garantita dalla presenza, come presidente, della scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti. Una qualità che – peraltro – è stata recentemente certificata dall’inserimento del Premio “Tropea” fra i “Premi di qualità” segnalati dal periodico Libri e Riviste d’Italia, organo del Ministero dei Beni culturali. Alle serate, condotte dallo stesso Pandullo e da Livia Blasi, anch’ella giornalista Rai, e caratterizzate dall’atmosfera musicale garantita dal pianoforte di Sergio Coniglio, parteciperanno, inoltre, alcuni fra i massimi esponenti della cultura nazionale e del giornalismo. In tal senso ricordiamo innanzi tutto l’attiva partecipazione dei membri della Giuria. Segnaliamo soprattutto la presenza assieme alla citata Bossi Fedrigotti, anche del massimo esperto di editoria italiana: Giuliano Vigini e poi di Pierfranco Bruni, Presidente del Sindacato nazionale liberi scrittori; Corrado Calabrò, Presidente Autorità per le comunicazioni; Mario Caligiuri, docente Unical di Comunicazione; Michele Daniele, Vicepresidente dell’“Accademia degli Affaticati”; Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; Giuseppe Meligrana, editore e Segretario dell'“Accademia degli Affaticati”, che interverranno nelle varie fasi delle serate culturali. Una particolare categoria di giurati è poi rappresentata dai Rettori delle tre Università calabresi: Francesco Saverio Costanzo, Rettore dell'Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro; Massimo Giovannini, Rettore dell'Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria; Giovanni Latorre, Rettore dell'Università degli Studi della Calabria di Rende, che forniranno il proprio contributo ai relativi dibattiti. Il dibattito culturale delle tre serate sarà ravvivato anche e soprattutto grazie alle importanti tavole rotonde che verranno animate da una serie di intellettuali di livello nazionale. Tra cui ricordiamo Carmen Lasorella, giornalista e inviata speciale Rai, che ha appena pubblicato un attualissimo libro sulla Birmania; il direttore di Quattroruote Mauro Tedeschini, autore di un saggio storico e di costume sull’inventore della mitica Cinquecento; Stenio Solinas autore di un saggio dedicato al viaggio costruito come un diario intellettuale; il magistrato e saggista Nicola Gratteri autore di diversi saggi sulla lotta alla ’Ndrangheta; il giornalista e scrittore Antonio Prestifilippo, autore del libro sul delitto Scopelliti e su cui si discuterà insieme alla figlia del magistrato, la combattiva Rosanna; il Vice Direttore della testata nazionale del Tgr Rai, Domenico Nunnari che parlerà del rapporto fra giornalismo e scrittura; l’antropologo, nonché direttore del Dipartimento di Filologia dell’Unical, Vito Teti, che ricorderà Sharo Gambino con l'ausilio della figlia di quest'ultimo, Silvia; Mario Desiati, capo redattore di Nuovi argomenti, e Mauro Francesco Minervino, direttore editoriale della casa editrice Abramo, che sulla base di un recente saggio di cui sono curatori, ricorderanno la figura di Enzo Siciliano. And last but not least, la presenza del Vicepresidente della Giunta Regionale della Regione Calabria, Domenico Cersosimo, che – nella sua qualità di “uomo nero” (così come ama definirsi da quando si trova impegnato nell’amministrazione pubblica) – racconterà della difficoltà di fare, in Calabria, politica culturale.
Ultimo aggiornamento ( sabato 28 giugno 2008 )