E' Gianrico Carofiglio il trionfatore della seconda edizione
"Ragionevoli dubbi" (Sellerio) stravince con quasi i 2/3 dei voti e lo scrittore dedica il Premio al pubblico tropeano.



Tropea - Come era nell'aria già da qualche tempo, il vincitore dellla seconda edizione del Premio è stato il libro dello scrittore pugliese.
Ben 221 voti sui 346 raccolti tra i sindaci della Calabria e la Giuria popolare composta da intellettuali e studenti di Tropea. Il terzo classificato è stato Domenico Starnone, "Prima esecuzione" (Feltrinelli) con 58 voti, mentre l'argento è andato alla Vorpsi, "La mano che non mordi" (Einaudi) con 67 voti. Insomma un successo pieno e netto quello del senatore Carofiglio che non lascia spazio a nessun 'ragionevole dubbio' circa le preferenze dei lettori calabresi. Un anno veramente eccezionale questo per l'ex magistrato di Bari: senatore da aprile, scrittore ormai affermato, 2 milioni di copie vendute e adesso anche - e tra gli altri - il Premio Tropea. "Senatore, complimenti! - subito dopo la premiazione - Una domanda per il sito ufficiale del Premio: se l'aspettava?". "Sì - risponde sicuro - avevo la sensazione che avrei potuto battere i miei avversari... io solitamente partecipo per vincere!". Il vicepresidente della regione Calabria Cersosimo consegna il Premio realizzato dal maestro orafo tropeano Tommaso Belvedere e il premio in denaro di 10 mila euro. Carofiglio ha dedicato il premio vinto al pubblico tropeano che ha aspettato con pazienza, educazione ed interesse il termine della serata e, dunque, la proclamazione del vincitore nonostante una lunga interruzione della manifestazione, dovuta ad un problema tecnico. E' stato il presidente nazionale dell'Asmez - che ha raccolto ed elaborato tutti i dati -, Francesco Pinto, a proclamare il podio; Starnone, premiato dal sindaco di Tropea Antonio Euticchio, e la Vorpsi, premiata dal presidente della provincia di Vibo Valentia Francesco De Nisi, hanno comunque ricevuto il premio in denaro di 5 mila a testa - riservato a tutti i finalisti.
La terza ed ultima serata del Premio Tropea inizia ancora all’insegna del caldo ma non per questo il pubblico non partecipa all’evento, anzi tutto il contrario. Nella storica piazza tropeana c'è il pienone. E’ già buio quando Pandullo e la Blasi danno un caloroso “benvenuti a tutti” e si incomincia. Si riassume un po’ il lento procedere del premio e i suoi piccoli passi verso la serata di premiazione, il cuore del Premio città di Tropea. Sale la Bossi Fedrigotti, presidente della Giuria tecnico-scientifica, per prima stavolta, e ha qualcosa da dire perché la sera prima ha riflettuto sulla opportunità del Premio Tropea e sul suo valore. “Ogni Premio ha come obbiettivo incitare tutti a leggere dei bei libri e il Premio Tropea in ciò non è da meno rispetto a tutti gli altri premi letterari, anzi lo è di più, perché lo sforzo di incitare alla lettura
viene fatto nella regione dove si legge meno in Italia e forse in Europa e, dunque, è un Premio che vale proprio la pena fare, ogni anno!”. Poi ancora la Fedrigotti – testarda sostenitrice della location ‘all’aperto’ del Premio Tropea nel centro storico della città, anziché al chiuso di un teatro - dice che il posto delle serate letterarie è incantevole anche perché la pioggia non ha rovinato i programmi… Poi aggiunge: “E’ una terna di libri finalisti veramente di qualità. Tre libri diversi per tre tipologie di pubblico diverse… Se non fossero stati libri di qualità, allora il Premio non avrebbe avuto il successo che ha avuto… Abbiamo – come giuria che ha selezionato i finalisti – la coscienza tranquilla…”. Poi salgono i tre scrittori finalisti, uno alla volta; la Vorpsi, Starnone e Carofiglio. Il tempo, per ognuno dei tre, di una breve battuta sulla bellezza di Tropea e sulla generosità dei tropeani, sui libri in generale e su Kafka e sul palco salgono i tre rettori delle università calabresi; Latorre (Cosenza), Giovannini (Reggio Calabria) e il delegato alla cultura del rettore di Catanzaro Barni – facenti parte del comitato tecnico-scientifico del Premio che ha selezionato i finalisti. Tre università di eccellenza, in grande spolvero ed in ascesa, che guardano al Nord ma anche al sud dell’Europa, che attirano studenti da tutto il meridione, ma che tuttavia ancora non riescono a frenare del tutto la fuga dei cervelli dalla Calabria. La serata, poi, ad un certo punto si spegne... non nei contenuti ma – come da copione - va via la luce. Si brucia un fusibile e saltano fari e suoni. Lunga pausa in un fresco buio. Quasi un’ora. Ma la gente non si muove, resta al posto, seduta calma ed in silenzio; e aspetta con entusiasmo il ritorno della ‘luce'. Alcuni si alzano… non per andare via ma – cogliendo al volo la propizia occasione - per parlare con scrittori, editori, politici, giornalisti, rettori e intellettuali di ogni tipo... Insomma gente che, tutta insieme, in pochi metri quadri non la si incontra certo tutti i giorni. Poi, finalmente, torna la corrente ma il tutto non è più come prima. Le luci sono più pacate e inferiori di numero… Insomma, non volendo, si crea quell’atmosfera soffusa, quasi romantica, ideale per la proclamazione del vincitore. Giusto il tempo dei saluti e dei ringraziamenti al presidente della provincia di Vibo Valentia, De Nisi, entusiasta sostenitore del Premio, a Domenico Arena, presidente di Confindustria Vibo Valentia, sponsor principale del Premio, a Cersosimo, vicepresidente della regione Calabria, a Domenico Nunnari, vice direttore TGR Rai - la testata giornalistica più grande d’Europa con circa 770 giornalisti -, a Fulvio Mazza (Bottega editoriale), capo ufficio stampa del Premio Tropea, a Maria Faragò, organizzatrice e curatrice instancabile di ogni particolare del Premio Tropea e, infine, sale sul palco Francesco Pinto dell’ASMEZ che decreta il vincitore e mette punto alla seconda edizione del Premio Tropea. Il premio della rinascita e dello sviluppo culturale di Tropea, della provincia di Vibo e dell’intera Calabria.

Ultimo aggiornamento ( domenica 13 luglio 2008 )