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| Anche se sei “affaticato” puoi realizzare un sogno |
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di Maria Assunta De Fazio
Un evento dal respiro internazionale capace di creare la rinascita culturale, e quindi turistica, della Calabria: la regione in cui, purtroppo, si legge meno Seduto ad ascoltare prendendo parte alla conferenza stampa di presentazione ufficiale del premio letterario nazionale “Città di Tropea – Una regione per leggere”, tenutasi lo scorso 3 marzo e allestita nella sala del Museo diocesano di Tropea dall’Accademia degli affaticati, sei portato a pensare che qualcosa può ancora cambiare, che la Calabria può essere diretta promotrice di cultura senza restare a guardare, che si può ancora costruire un nuovo “brand Calabria” che esca fuori dai soliti clichè. Pensi a tutto ciò e ti stupisci ancora di più quando il sogno si trasforma in realtà e, attraverso le parole di Pasqualino Pandullo, presidente dell’accademia, inizia a concretizzarsi e a prendere forma. Presentati i 27 libri in gara indicati dal comitato tecnico-scientifico, presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e giornalista del Corriere della sera, e dopo diversi interventi legati tutti da una trama e un obiettivo comune, la platea è invitata a ritrovarsi nella stessa splendida cornice due settimane più tardi. Mantenendo fede alla promessa fatta, il 18 marzo i tre libri finalisti del premio letterario vengono presentati in seduta pubblica da una folta rappresentanza del comitato tecnico-scientifico. All’incontro sono presenti, insieme a diverse autorità istituzionali, la già sopra citata Bossi Fedrigotti, presidente del comitato stesso, Mario Caligiuri, giornalista e docente universitario, i rettori delle tre università calabresi, rappresentati ciascuno da tre loro delegati – Tullio Barni dell’Università “Magna Garecia” di Catanzaro, Fulvio Librandi dell’Università della Calabria e Stefania Romeo dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria –, Giuliano Vigini, editore e scrittore, Pandullo, Lino Daniele e Saverio Ciccarelli, rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario dell’accademia promotrice dell’evento. Ecco le tre opere che si contenderanno il primo posto: Donne informate sui fatti di Carlo Fruttero (Mondadori), Gomorra di Roberto Saviano (Mondadori) e Mille anni che sto qui di Mariolina Venezcia (Einaudi). La vera originalità della manifestazione Da questo momento in poi, le tre opere prescelte saranno sottoposte al giudizio della giuria popolare – «popolare, per davvero» si legge nella home del sito della manifestazione www.premioletterariotropea.org – composta da 24 persone di estrazione diversa residenti nel comune di Tropea, 17 soci fondatori del dell’accademia promotrice dell’evento e, udite udite, da ciascun sindaco dei 409 comuni calabresi. Ecco come il premio può diventare catalizzatore culturale, rendendo il format interessante e, come ampiamente sottolineato durante la presentazione ufficiale, strutturato in modo che sia comprensibile, efficace, ma soprattutto credibile per la classe intellettuale che, da opinion leader, può contribuire a diffondere una nuova immagine della Calabria. Organizzatori e sostenitori mirano dunque a nobili obiettivi, riconducibili a tre categorie principali. Quella culturale prima di tutte: i sindaci di ciascun comune calabrese saranno gli attori principali della “campagna promozionale” per diffondere il libro e il piacere di leggere, riallacciandosi e facendosi portatori del messaggio fondamentale che il Premio “Città di Tropea – Una regione per leggere” racchiude in sé. Solo così questo potrà raggiungere ogni singolo cittadino e diffondersi in maniera capillare. La seconda è quella turistica: la manifestazione, infatti, è in grado di mobilitare un gran numero di appassionati e non, permettendo alla splendida località che la custodisce di diventare un punto di incontro tra il pubblico e gli intellettuali. Riportando le parole del progetto redatto dall’accademia, si desume che «dall’evento culturale, che per tanti può comportare la scoperta stessa di un luogo, scaturisce così una promozione turistica qualificata e qualificante, veicolata da una cittadina-simbolo della bellezza, dell’arte e della storia mediterranea, conosciuta e celebrata su scala internazionale». Per soddisfare tali obiettivi è servito l’impegno di molti, ma per raggiungere lo scopo centrale serve ancor di più il nostro contributo: sto parlando dell’aspetto socioeconomico della manifestazione: e arriviamo così alla terza categoria. Importanti istituti di ricerca e sondaggi condotti sull’argomento, infatti, convengono nel rilevare che la Calabria è la regione dove si legge meno. «Per tutte – si riscontra ancora nella nota dell’accademia –, basti citare l’ultima “Indagine multiscopo sulle famiglie” svolta dall’Istat, dalla quale risulta che, su un campione di 100 calabresi, ben 66,8 hanno dichiarato di “non leggere” libri». Il dato è preoccupante se concordiamo che la lettura, anche nell’“Era elettronica”, resta lo strumento più importante per la conoscenza, la formazione e l’arricchimento culturale della persona, la capacità di formarsi un’opinione e l’abilità al confronto. Ancora nel documento che contiene i punti cardine del progetto, viene citato un articolo di Mirella Appiotti apparso su Tuttolibri (La Stampa, 16 settembre 2006). La giornalista cita un’indagine su lungo periodo (1980-2003) svolta da due «economisti politici» di Bologna e Trento, Antonello Scorcu e Edoardo Gaffeo: i loro dati dicono che «Se la Calabria avesse avuto negli Anni 70 il tasso di lettura della Liguria, oggi la produttività della regione sarebbe di 50 punti più alta. Se nelle 20 regioni italiane il tasso di lettura fosse stato, nel 1980, pari a quello medio nazionale, avremmo avuto, nel 2003, 20 punti di maggior crescita della produttività per l’Abruzzo, 23 per la Basilicata, 24 per la Campania, 29 per il Molise». Commenta più avanti la giornalista: «Si è sempre saputo, dall’età dei papiri egizi, che conoscenza significa capacità di fare, in qualsiasi campo. Il mondo cultural-politico italiano ha dimostrato invece di non farne gran conto». «La lettura fa cultura, e la cultura fa sviluppo» Ora sta a noi ribaltare i risultati che l’Istituto italiano di Statistica ha rilevato e riuscire a capire che il libro rappresenta un vero e proprio tesoro. Il suo valore rimane quindi inestimabile e l’unica “regione per leggerlo” è il piacere di averlo tra le mani, sfogliare le sue pagine, poterle toccare e conoscerne, attraverso le parole, l’autore. Farne quindi tesoro per poter accrescere la propria persona e, di conseguenza, anche la nostra terra. Diventa quindi questa la ragione centrale che accomuna promotori e sostenitori dell’iniziativa: l’idea che cultura e turismo siano due facce della stessa medaglia, che conoscenza possa significare capacità di fare e di offrire. Ecco il motivo che ha spinto l’amministrazione comunale, rappresentata durante la giornata della presentazione ufficiale dall’assessore al Turismo Michele Accorinti, ad accogliere con estrema serietà il progetto dell’Accademia degli affaticati, cogliendo quella stessa occasione per dichiarare che, nel bilancio di previsione del comune, un intero capitolo ad hoc sarà dedicato al premio letterario stesso, dando prova di un sostegno reale, concreto. Ci sia aspetta dunque che Tropea, capitale del turismo calabrese, possa diventare anche capitale di cultura, luogo di incontro tra pubblico e intellettuali: l’evento, che per molti può diventare la scoperta di un luogo, farebbe scaturire una promozione turistica qualificata e qualificante, in grado di regalare un nuovo brand, un nuovo insieme di valori, attribuibile ad una nuova Calabria. Riportando le parole degli stessi organizzatori, concordiamo nel dire che «la lettura fa cultura, e la cultura fa sviluppo. Una contaminazione allargata, in cui la Calabria diventa protagonista in positivo, portatrice sana di cultura, finalmente, in un evento di respiro internazionale». Allora il sogno diventa davvero realtà. |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 maggio 2007 ) |
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