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Premio Letterario Tropea

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NEWS

Domenica 21 marzo la terna finalista del Tropea 2010

IL MAGISTRATO NICOLA GRATTERI PRESENTA AGLI STUDENTI DI TROPEA IL SUO ULTIMO LIBRO “LA MALAPIANTA” Lunedì 15 febbraio alle ore 9,30 nel salone delle conferenze del Liceo Scientifico, grazie a una sinergia tra Istituto Superiore e Accademia degli Affaticati Si apre con un evento organizzato in collaborazione con l’Istituto scolastico superiore di Tropea il nuovo anno dell’Accademia degli Affaticati. Lunedì 15 febbraio, infatti, il magistrato Nicola Gratteri presenterà il suo ultimo libro, “La malapianta” (Mondadori), nel corso di un incontro con gli studenti fissato per le ore 9,30 nel Salone delle conferenze del Liceo Scientifico tropeano. Accanto a Gratteri, anche il giornalista Antonio Nicaso, con il quale il magistrato antimafia, dopo “Fratelli di sangue”, ha scritto pure questo volume. Ad accoglierli, sarà il dirigente scolastico dell’Istituto superiore, Beatrice Lento, promotrice della manifestazione, che s’inserisce nel progetto “Legalità è futuro”. Moderatore dell’incontro, il giornalista Rai Pasqualino Pandullo, presidente dell’Associazione culturale “Accademia degli affaticati”. Sottotitolo de “La malapianta” è “La mia lotta contro la ‘ndrangheta”. In questo libro fresco di stampa (è uscito in libreria il 2 febbraio scorso) Nicola Gratteri ritorna ad approfondire un fenomeno criminale di portata internazionale che, dopo lunghi e colpevoli ritardi, inizia finalmente ad essere percepito nella sua vera dimensione. Procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Gratteri ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, attualmente lavora anche alla strage di Duisburg. Dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Antonio Nicaso, giornalista e scrittore calabrese, vive e lavora in Nord America. Storico delle organizzazioni criminali, è uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo. Ha scritto diciannove libri, tra cui alcuni bestseller internazionali. De “La malapianta”, presentato da Gratteri alla trasmissione “Che tempo che fa”, si parlerà domenica 14 febbraio nel corso dello speciale TG1 In onda alle 23.

Riparte il Tropea: il regolamento 2010 PREMIO CITTA’ DI TROPEA   “Una regione per leggere”   IV edizione - 2010   Bandito dall’Associazione culturale “Accademia degli Affaticati - Tropea”   Regolamento Edizione 2010Premiazione il 16-17-18 luglio 2010 in Tropea   1 - L’Associazione culturale "Accademia degli Affaticati di Tropea" bandisce il “Premio Letterario Città di Tropea - Una regione per leggere” IVa edizione, da assegnare ad un’opera di narrativa in lingua italiana. 2 - Possono concorrere al Premio le opere di narrativa pubblicate in volume nel periodo compreso fra l’1 gennaio 2008 ed il 31 dicembre 2009 e regolarmente in commercio, i cui autori risultino viventi alla data della riunione del Comitato tecnico-scientifico. Possono essere scelte anche opere che abbiano ricevuto altri premi o che siano di autori già premiati. Il mese e l’anno di pubblicazione cui fare riferimento, sarà quello indicato a stampa sul libro; qualora tale indicazione mancasse, la stessa dovrà essere fornita dall’editore sotto la propria piena responsabilità mediante dichiarazione scritta. Se l’opera è stata pubblicata con uno pseudonimo, è necessaria una dichiarazione scritta in cui sia indicato il nome ed i dati anagrafici dell’autore. 3 - Il Comitato organizzatore dell’associazione, eventualmente coadiuvato da collaboratori esterni indicati e approvati dall’assemblea, entro il 31 dicembre 2009, nomina: a) un Comitato tecnico-scientifico (giuria di esperti) presieduto da un giornalista di fama nazionale e formato da dodici elementi individuati nelle seguenti figure del mondo accademico, letterario e politico: i tre Rettori delle Università calabresi, uno scrittore, un esperto di editoria, un’autorità pubblica nel campo delle comunicazioni, un esperto di comunicazione, un addetto ai sistemi bibliotecari e tre esponenti dell’Associazione promotrice (presidente, vice presidente e segretario). Il Comitato tecnico-scientifico ed il Presidente hanno un mandato annuale rinnovabile. L’accettazione a far parte del Comitato comporta l’implicita accettazione del presente Regolamento; comporta inoltre la partecipazione agli eventi organizzati dal Premio in occasione delle celebrazioni conclusive, nonché la disponibilità ad intervenire ad altre iniziative collaterali organizzate nel corso dell’anno dall’Associazione Accademia degli Affaticati. 4 - Il Comitato organizzatore dell’associazione, eventualmente coadiuvato da collaboratori esterni indicati e approvati dall’assemblea, entro il 31 marzo 2010, nomina: b) una Giuria popolare, composta da ciascuno dei Sindaci dei 409 Comuni della Calabria o da un delegato dal Sindaco designato, da 25 persone di estrazione diversa a cui si aggiungeranno, di diritto, gli altri 16 soci fondatori dell’Accademia degli Affaticati per un totale di 450 componenti. 5 - Ogni componente del Comitato tecnico-scientifico è tenuto a segnalare alla Segreteria del Premio, entro il 10 gennaio 2010 tre titoli di opere con le caratteristiche di cui al punto 1 che ritenga meritevoli di concorrere al Premio. Saranno ammesse alle selezione le sole opere segnalate dal Comitato tecnico-scientifico. 6 - La Segreteria del Premio di seguito comunicherà agli editori interessati l'Elenco completo delle opere segnalate dal Comitato. Gli autori o gli editori che non volessero partecipare al Premio devono esplicitamente dichiararlo per iscritto alla Segreteria del Premio entro e non oltre il 20 gennaio 2010. 7 - Gli editori o gli autori delle opere segnalate, dopo aver ricevuto comunicazione dalla Segreteria del Premio, devono spedire alla stessa, con sede in Tropea, c/o Meligrana Giuseppe Editore, Via della Vittoria 14, 89861 Tropea (VV) entro il 31 gennaio 2010 tredici copie di ciascun’opera, che saranno di seguito consegnate, a cura della Segreteria, a ciascuno dei membri del Comitato. Le copie dell’opera verranno inviate a titolo gratuito e non verranno restituite. 8 - Il Comitato tecnico-scientifico si deve riunire entro il 31 marzo 2010 per procedere alla selezione di una terna di finalisti. Prima di procedere alla votazione, verifica l’ammissibilità delle stesse al Premio sulla base del presente regolamento; tale giudizio è insindacabile. La seduta di selezione è pubblica, avrà luogo in Tropea il 21 marzo 2010 e si svolge secondo le modalità qui di seguito indicate: a) Tutti i componenti del Comitato tecnico-scientifico, compreso il Presidente, presentano con singoli interventi una delle opere dell'Elenco di cui al punto 6. Quindi si passa all’individuazione, previa votazione palese, delle tre opere finaliste. Ciascuno dei membri del Comitato esprime pubblicamente due preferenze riguardanti altrettanti titoli presenti nell'Elenco. Vengono quindi prescelte le tre opere che ottengono il maggior numero di voti. Nel caso di un ex aequo, che porti più di tre opere a ottenere i voti necessari ad entrare nella terna dei finalisti, si pongono a ballottaggio le opere con il punteggio più basso. Ciascuno dei Giurati esprime allora una preferenza. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Nel caso in cui solo due opere riescano ad ottenere un numero sufficiente di suffragi, i componenti del Comitato tornano a votare, esprimendo un singolo voto a testa, anche per successive votazioni. Viene quindi prescelta l'opera che ottiene il maggior numero di voti. Il giudizio della Giuria è insindacabile. 9 - Agli autori di ciascuna delle tre opere prescelte viene consegnato, nel corso della manifestazione conclusiva, un premio in denaro del valore di cinquemila euro. Se un autore prescelto nella seduta di selezione si ritira prima della manifestazione conclusiva o non parteciperà alla stessa non avrà diritto al premio in denaro. La presenza nella terna dei finalisti del Premio città di Tropea comporta la partecipazione agli eventi organizzati dal Premio in occasione delle celebrazioni conclusive, nonché la disponibilità ad intervenire ad altre iniziative collaterali organizzate dall’Associazione "Accademia degli Affaticati". 10 - Le tre opere prescelte vengono quindi sottoposte al giudizio della Giuria popolare. A tale scopo gli editori delle tre opere devono inviare alla Segreteria del Premio 480 copie di ciascuna opera della terna, entro il 15 aprile 2010. Le 480 copie sono acquistate dall'Accademia. Ognuno dei 450 giudici esprime la sua unica preferenza, con l’indicazione del titolo e dell’autore prescelto, su apposita scheda, in forma scritta, secondo le modalità indicate dalla Segreteria, facendo pervenire la preferenza alla Segreteria del Premio entro il 15 giugno 2010. 11 – Il 30 giugno 2010 la Segreteria si riserva di scrutinare i voti attribuiti ad ogni singolo titolo. 12 - L’opera che ottiene il maggior numero di voti dalla Giuria dei 450 giurati viene proclamata vincitrice del “Premio Città di Tropea - Una regione per leggere 2010”, e la relativa dicitura deve essere riportata su un’apposita fascetta da realizzarsi, a cura dell’Editore, secondo le modalità indicate direttamente dalla Segreteria del Premio. All’opera vincitrice viene attribuito un ulteriore premio in denaro del valore di cinquemila euro. Nel caso di parità dì voti fra più opere il premio viene suddiviso in parti uguali. 13 - La consegna dei premi avverrà a Tropea in una pubblica manifestazione che si terrà nei giorni 16-17-18 luglio 2010. I premi devono essere ritirati personalmente dai vincitori, tenuti a presenziare a tutt’e tre le serate: in caso contrario non saranno assegnati.

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Intervista a Paolo Di Stefano, secondo classificato al Premio Tropea con il noir Nel cuore che ti ce PDF Stampa E-mail

di Carmen Putruele

  

Appartiene a quella categoria di scrittori che hanno tutto l’interesse ad esercitare il loro talento nei limiti di una specialità molto ristretta, l’infanzia minacciata da qualcosa, dalla malattia , dalla follia, eccetera, vero e proprio leitmotiv del mondo narrativo di Paolo Di Stefano. E mentre i romantici esaltano il sublime letterario attraverso la bellezza, per Di Stefano la sublimità può essere espressa, dall’orrore come dalla bellezza. Dietro il “cuore innamorato” nel romanzo Gli anni veloci (ed. Mondadori, 2008) del professore Carmine Abate, al secondo posto del Premio Tropea 2009, il “cuore pensante” del noir Nel cuore che ti cerca (ed. Rizzoli, 2008) del giornalista culturale del ”Corriere della Sera”, proprio Paolo Di Stefano, dal temperamento determinato, nato ad Àvola (Siracusa), nel 1956. Un romanzo psicologico, ambientato a Milano, che tocca il cuore delle persone e delle cose, di fronte ad un’infanzia violata, e ispirato da un fatto di cronaca: la storia di Natasha Kampusch, una giovanissima scomparsa a Vienna nel 1998 e tenuta sequestrata da un uomo malato per otto anni. Un libro che affronta il rapporto morboso e crudele tra l’adulto e la bambina segregata nella stanza del castigo. Un dramma vissuto nel libro da Rita, una bambina di 10 anni, artatamente sottratta al padre, Toni Scaglione, un uomo dalle carezze asinine, una figura che mette in moto, il senso profondo di paternità, di un <<marito separato, da qualche tempo, padre di una bambina, felice di niente, tanto meno del lavoro[…]. Sono uscito dal mondo normale senza accorgermene, come… Barbara[…]. Quel lunedì di marzo al telefono era Barbara, la mia ex moglie. Singhiozzando mi ha detto: <>… Con la gola di colpo asciutta e le labbra che sentivo insolitamente tese, le ho ripetuto che io non sapevo proprio niente di Rita e che doveva credermi[…]>>. Rita che appare immobile e distaccata, è riuscita, ogni sera, trovando in sé una grande forza e una lucidità tali da salvarla, ad andare a dormire risvegliandosi ad ogni domani, che, le portava soltanto l’infelicità del momento. Dopo che l’energia visionaria, ha preso la mano dell’autore, Rita, ormai diciottenne, riacquista, dopo traversie estenuanti, la vista e la gioia di vivere. In lei si agitano sentimenti contrastanti di estrema intensità, allo spavento e alla paura, dopo otto anni, si accompagna l’allegria per l’avvicinarsi del momento tanto spasmodicamente atteso. Per miracolo, la libertà.

1D. Desiati, qual è Il cuore che (ti) ci cerca, sul serio ?

R. <Nel cuore che ti cerca, il cuore è quello di un padre, Toni Scaglione, che cerca la sua bambina, Rita, che si è persa, in realtà è stata rapita, nel mondo sbagliato di un genitore che ha perso la figlia per colpa di un adulto malato e forse irresponsabile. Toni, cerca di ritrovarla attraverso emozioni, attraverso il recupero di una affinità con una figlia, che forse non aveva mai avuto. Infondo, il cuore che cerca, è il cuore delle persone che ci stanno intorno, con le quali abbiamo dei rapporti quotidiani. Oggi, però, noi viviamo in una società dove persino nei rapporti familiari non c’è comunicazione. Col suo intervento, lo ha detto poco fa (la sera del 5 luglio 2009) l’assessore alla cultura della Regione Calabria: <>. Un cuore che cerca, è un cuore, che cerca di mettersi in comunicazione con un altro cuore e anche di ascoltarlo. Un tentativo, che, secondo me va fatto, al più presto, specialmente, con le persone che ci stanno più vicine>>.

2D. La paura, secondo lei, si può capire e superare attraverso la letteratura?

R. <>, rimango allibito, perché queste stesse persone, poi, sicuramente guardano la TV, in cui scorre questa realtà orribile che ci circonda. È un fatto di prevenzione, per cui la parola scritta non deve affrontare la paura o la letteratura deve essere solo di pura evasione>>.

3D. Paure e ossessioni… In realtà, perché è nato Nel cuore che ti cerca?

R. <>.

4D. De Stefano, suscita curiosità questa frase riportata nel libro citato: ”Entro un silenzio così conosciuto i morti sono più vivi dei vivi.” Giorgio Orelli, Nel cerchio familiare. Ce la commenta ?

R. Si, certo. Vi rivelo che la mia passione per la scrittura nasce da una morte, per malattia… (qualche secondo di commozione dell’autore Di Stefano). Quella di mio fratello Claudio, quando io avevo appena 10 anni e Claudio 5 anni. Un ricordo che mi ha molto sconvolto. Verso i 18 anni ho pensato che volevo assolutamente raccontare questa storia dolorosa. Un ricordo, negli anni sempre più vivo. Ad un certo punto, mio padre, addirittura, ha deciso di portare il corpo, senza vita, di mio fratello, dalla Svizzera dove abitavamo, ad Àvola, quindi al nostro paese d’origine. In questo caso, i morti sono più vivi dei vivi, cioè, nella memoria, continuano ad accompagnarci, ci danno motivazioni e tutto ciò, dà anche un aspetto di speranza, perché la morte non è fine totale. Tutta la vicenda, è narrata nel mio primo libro, dal titolo Baci da non ripetere (ed. Feltrinelli, 1994)>>.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 12 agosto 2009 )
 
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