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Interessante confronto alla cerimonia per la scelta dei tre finalisti del Premio Tropea edizione 2010
di Carmen Putruele
Nuova impresa del book, candidato naturale per le nuove tecnologie, che consentono da qualunque postazione, di gestire al meglio le comunicazioni. Di questo e di tanto altro si è parlato presso il Museo Diocesano nel corso della prima tappa, dell’edizione 2010, del Premio Tropea, nato quattro primavere fa. Col nome di Balcone d’Argento, si apre sui libri di autori italiani e stranieri, tornati al centro del salone della cultura letteraria, quella che, non conosce confini. Il Premio, articolato sempre allo stesso modo, dapprima vede un piccolo comitato tecnico scientifico, presieduto da Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista del Corriere della Sera, che seleziona tre finalisti, con dibattito e votazione in pubblico. La scelta di quest’anno- lo ricordiamo- è caduta su: “Scintille”(ed. Feltrinelli) del libanese, Gad Lerner, classe 1954; ”Il silenzio dei chiostri” (ed. Sellerio) della spagnola, Alicia Giménez-Bartlett, classe 1951; “La sinfonia del tempo breve” (ed. Salani) dell’italiano, Mattia Signorini, classe 1980. Quindi una grande giuria popolare, composta da 409 sindaci della Calabria e 41 lettori del posto, da questo momento, col supporto del Consorzio Asmez, sceglie con un voto un autore, e quello maggiormente votato si contenderà la vittoria finale (costellata da blasonati ospiti dal 16 al 18 luglio 2010). E se, dal punto di vista tecnico, il top management è ogni anno sempre lo stesso, la kermesse letteraria tropeana, si presenta in una veste rinnovata pur sempre fedele, nel voler comunicare, la qualità e la tradizione del conceptus: “Premio Nazionale Letterario Città di Tropea- una regione per leggere”. Un Premio, frutto di energia e di impegno, dell’associazione culturale “Accademia degli Affaticati” e delle formule vincenti, dell’entusiasta presidente, Pasqualino Pandullo, nonché noto giornalista Tg3 Regione. Da una parte, le case editrici scelgono di pubblicare i libri in linea con le esigenze di un mercato che cerca, nell’appuntamento espositivo, un’occasione per migliorare il business, dall’altra il Premio Tropea, con il suo appuntamento, riporta al centro dell’attenzione le potenzialità di sviluppo cognitivo e affettivo della lettura (ad alta voce soprattutto ai bambini in età prescolare), “non a caso, è sorto il “Movimento Nati per leggere” (www.natiperleggere.it) un progetto nazionale senza fini di lucro, per promuovere la lettura- ha dichiarato Giuliano Vigini -saggista, consulente editoriale e docente di Sociologia dell’Editoria Contemporanea, all’Università “Cattolica” di Milano -tra i componenti del comitato tecnico scientifico sopra citato, intervenuti al dibattito, moderato da Pandullo, di fronte ad una grande partecipazione di pubblico. E ancora, il Premio offre al lettore (appassionato o potenziale) la possibilità di conoscere e scoprire il vasto e vario mondo librario, di poter incontrare personalmente autori italiani e stranieri, e di assaporare l’innovazione tecnologica, per sviluppare la letteratura e la cultura contemporanea. Su questo punto, a detta dei rappresentanti delle tre Università Calabresi: ”Magna Graecia” di Catanzaro; “Arcavacata” di Rende(Cs); “Mediterranea” di Reggio Calabria, rispettivamente, Tullio Barni, Francesco Kostner e Vincenzo Tamburino, “le tecnologie applicate alla comunicazione non devono spaventare”. Per questo motivo- come è stato detto in sala- avanzano le iniziative convegnistiche universitarie che accompagnano i partecipanti alla scoperta delle nuove tecnologie e della sicurezza delle reti, fondamentali, per far crescere i livelli di efficienza ed eccellenza nel campo della ricerca scientifica e della formazione. ”Le tecnologie, dunque, per favorire la reale democrazia”. Così, al Premio, Mario Caligiuri, docente universitario di Comunicazione Istituzionale e sindaco di Soveria Mannelli(Cz)- che ha dimostrato di essere sensibile rispetto anche alle problematiche dei giovani, figli della tecnologia mobile in costante sviluppo. Caligiuri, ha spiegato, quanto è importante tenere in considerazione il livello di conoscenza dei destinatari dell’innovazione tecnologica. “Le nuove tecnologie -ha sostenuto- se non vengono utilizzate in modo consapevole e aggiornato sono un sacco vuoto” e possiamo anche dire, rischioso. Internet, che la community ben conosce, è, infatti, una porta aperta anche a malintenzionati dai quali, pure bisogna difendersi. E che dire poi del cliccare: copia e incolla! Si legge in L’italiano- Lezioni semiserie (Beppe Severgnini)”L’enorme facilità di riproduzione sta provocando disastri: non solo nell’editoria- sarebbe il meno- ma nella preparazione di un discorso, nella redazione di una tesi di laurea, nei temi scolastici, nella corrispondenza”. Nel suo intervento, Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, ha parlato della “grande importanza dell’editoria elettronica” facendo riferimento anche all’Accordo, raggiunto qualche giorno fa, tra il Ministero dei Beni Culturali e il motore di ricerca Google, per la digitalizzazione del patrimonio bibliografico, conservato nelle biblioteche nazionali di Roma e di Firenze. Stesso desiderio, si ha in questo momento, per i contenuti culturali della nostra terra di Calabria, che, al più presto- ha puntualizzato Floriani- si spera di poter trasferire, appunto, in formato elettronico. Il direttore, inoltre, ha voluto evidenziare come di fronte all’incalzare dei siti web dove si può pubblicare, acquistare, leggere libri e molto altro ancora, “il libro di carta -strumento tradizionale- mantiene una sua centralità”. Questo vuol dire che il contatto con il libro, piace, che il contenuto linguistico, di esso, non si è esaurito nella diffusione dell’italiano in ambienti legati al dialetto, ma in più concede al lettore, di ritornare materialmente e mentalmente su una “parola”, che, in quel momento irradia il suo potere. Già celebrata da Gorgia come “il gran dominatore che con un corpo piccolissimo e persino invisibile riesce a compiere divine cose. Essa (la parola) è, difatti, capace di calmare la paura, di allontanare il dolore, d’infondere gioia, di accrescere la pietà[…]altre(parole) infine avvelenano e ammaliano l’anima[…]”. Tra i componenti del Premio Tropea c’è chi, delle parole, della tecnologia e dell’editoria s’è innamorato e ha fatto fortuna. È il caso di Giuseppe Meligrana, giovane editore tropeano, laureato in Scienze Politiche, molto apprezzato e conosciuto come l’imprenditore ricco di idee sempre nuove, determinato, moderno, che ha investito nella cultura e ha deciso di restare nella nostra terra, ”perché, anche in Calabria si può lavorare, si può comunicare, con il mondo intero”. Insomma, le scelte, in ogni settore della vita, sono molto importanti e (indipendentemente dalla dimensione del virtuale che ci condiziona- telefoni cellulari, notebook, palmari) bisogna ricordare che estar a oscuras (essere nell’oscurità affettiva, intellettiva, esistenziale…) certamente non fa bene all’uomo. Nella realtà che viviamo ogni giorno, in cui si possono esprimere liberamente e senza disagio idee e stati d’animo, è importante nutrirsi di tecnologia mobile ma anche di sane letture perché influiscono positivamente nei rapporti relazionali: un velo di fiaba, di racconto che appassioni, consoli e diverta, non deve mancare. Ha scritto Kafka: ”Un libro deve essere una piccozza, per rompere il mare di ghiaccio che è dentro di noi”. È quanto osiamo sperare, amando la nostra necessità culturale e tecnologica, anche, attraverso il Premio Tropea, seduttore di opere di scrittura, che lasciano il segno.
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