Partenza col botto per la seconda edizione del Premio. Protagonisti assoluti ancora i libri.
Tropea – Fa caldo in Largo Galluppi, storica e bellissima piazza del centro storico della “Perla del Tirreno”, per la prima serata dell’attesissimo Premio Tropea, ma ciò non ha impedito che il pubblico delle grandi occasioni si riversasse in massa all’evento. Un piccolo palco, arredato con gusto ed eleganza, trasforma - quasi per magia - la piazza che lo ospita, rendendola un luogo ideale per incontrarsi, scambiare idee e parlare di libri e di letteratura. Una piccola mostra di quadri a cura di affermarti artisti locali e una lunga bancarella di libri su Tropea e la Calabria, dal sapore antico, animano ancora di più il luogo. Sullo sfondo, luci soffuse illuminano lo storico Palazzo Giffoni, la cappella medievale di Santa Margherita e l’antichissima chiesa di San Demetrio, “una stanza senza pareti” si dirà più in avanti. È quasi buio quando Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati - che organizza l’evento - e Livia Blasi, giornalista del Tg Rai Calabria, danno il benvenuto e segnano l’inizio della kermesse culturale tropeana che durerà fino al 6 luglio. All’imbrunire viene chiamato sul palco il Sindaco di Tropea, Antonio Euticchio, fervente sostenitore del Premio, che porta i saluti di tutta l’amministrazione e di tutta la cittadinanza; “E’ una bella serata – dice il sindaco – come lo sono tutte quelle in cui la cultura viene portata in auge”. Tropea – secondo il primo cittadino – deve diventare non solo la capitale delle vacanze calabresi ma anche quella della cultura; è la cultura ciò che può ridare alla cittadina tirrenica un turismo di qualità, quello che c’era un tempo e che vedeva tra gli altri pittori, poeti e scrittori non solo italiani ma internazionali. “Tropea – continua Euticchio – può anche grazie al suo Premio tornare agli “splendori” di un tempo perché ha tutte le carte in regola” e la location della manifestazione lo dimostra. Il primo vero ospite è introdotto dalla suggestiva e passionale lettura di Pamela Muscia, attrice tropeana di fama nazionale. E poi, come per incanto, sale sul palco Ornela Vorpsi, autrice di uno dei tre libri finalisti “La mano che non mordi” (Einuaudi). Volto fiero e fisico scultoreo, la scrittrice che di certo uno non si immaginerebbe mai… La splendida quarantenne di origine albanese, che ama l’arte e la letteratura italiana, intelligente e modesta come tutti i grandi scrittori, dopo un lungo girovagare per l’Europa oggi vive a Parigi. Dice che ama scrivere in italiano perché in Italia è vissuta – splendidamente - 5 anni, perché italiano è suo marito e perché italo-albanese sarà il figlio che porta in grembo oggi. Adora viaggiare e non poteva essere altrimenti perché il libro che ha scritto è un’autentica dichiarazione d’amore per il viaggio in sè. Colpiscono la sua personalità e il suo atteggiamento, umile ma non per questo indeciso. “Prima volta in Calabria?” – domanda Pandullo - e lei risponde di sì ma sicuramente non sarà l’ultima perché – dice – è rimasta veramente stupita dalla gentilezza e generosità della gente del posto che la hanno accolta così calorosamente. Gentilezza che – ha continuato - a Parigi neanche si sognano. “Abbraccerei tutti i calabresi…” dice concludendo prima di scendere dal palco per il troppo calore delle luci. E subito dopo parte la seconda lettura accompagnata dal pianoforte di Sergio Coniglio; la Muscia è ancora più brava con la sua voce calda e espressiva. Ad un tratto, terminata la lettura di “Ragionevoli dubbi” (Sellerio editore), sul palco ecco Gianrico Carofiglio, anche lui alto, magro, bello ed elegante, come un attore di Hollywood, insomma un altro scrittore che non ci si immaginerebbe mai… Giudice, senatore da poco nelle file del PD e scrittore di successo da qualche anno. Ama la scrittura più di ogni altra cosa, più della magistratura - afferma - perché scrivere è stato il suo sogno sin da ragazzo. E c’è riuscito, il suo sogno si è realizzato visti i due milioni di libri venduti; non c’è alcun dubbio su di lui - nonostante il dubbio sia parola a lui cara sia come scrittore che come magistrato -:egli è uno scrittore maturo ed autoironico - come lui stesso afferma -, che può ancora in futuro regalare libri splendidi, ma è anche un magistrato che sa come usare la sua ragionevolezza. Conosce bene la Calabria e anche Tropea perché sua moglie è stata magistrato a Palmi (RC) per alcuni anni. Subito dopo l’incontro con lo scrittore pugliese, il Premio Tropea ricorda Enzo Siciliano, l’amico di Pasolini, di Moravia e della Morante, direttore di riviste prestigiose - su tutte “Nuovi Argomenti” - e direttore della Rai per alcuni anni. “Quel mare tanto amato” (Abramo editore) è il libro che ricorda il suo rapporto con la Calabria a cura di Mauro Minervino – direttore editoriale Abramo, antropologo, scrittore e professore - e Mario Desiati - capo redattore “Nuovi Argomenti”. Siciliano, grande scrittore e narratore, di origine calabrese, pur non vivendo in Calabria la visse moralmente – sostengono i due autori del libro – amando quel mare che sentiva anche suo. Si parla poi di automibili la sera a Tropea perché sul palco sale il direttore di “Quattroruote”, Mauro Tedeschini, che parla della mitica 500 FIAT nel suo libro “L’uomo che inventò la 500”. Anch’egli innamorato di Tropea, nel suo libro parla dell’ingegner Giocosa che progettò la 500 – ma anche la 127, la 128, la topolino e la 600; è lui – dice l’autore - che ha messo in “moto” l’Italia. La FIAT 500 è stata “la poesia” delle automobili in un’epoca dove le macchine non venivano fatte tutte uguali – come avviene oggi – da equipe quasi inumane. Sale poi il Vescovo della Diocesi di Tropea, Mons. Renzo, giornalista, scrittore e uomo di cultura. “Calabria di ieri e di oggi” (Ferrari editore) è il suo ultimo libro sulla Calabria storica ed archeologica. “La regione deve ripartire dalla cultura – afferma deciso il vescovo - o non c’è speranza di progresso. La Calabria deve essere salvata dai calabresi che non devono aspettare di essere salvati dagli altri… I calabresi devono essere più attivi verso se stessi e anche i tropeani”. In linea con le parole del Vescovo si parla poi di un libro sul fondatore dell’Opus Dei in “La Calabria di Escrivà” (Progetto editoriale 2000) di Assunta Scorpiniti. Il beato in un suo viaggio che fece nella nostra regione sparse - secondo l’autrice - il seme del suo messaggio che in seguito germoglierà anche in Calabria. Si parla poi di Federica Monteleone, la ragazza di Vibo Valentia tragicamente scomparsa all’Ospedale di Vibo Valentia per un assurdo errore. A lei la “Consulta delle associazioni di Tropea” ha dedicato un Premio di scrittura giovane rivolto ai ragazzi delle scuole superiori della Calabria. Sale sul palco Vittoria Saccà, giornalista e presidente della Consulta che ha fortemente voluto questo Premio e presenta la pubblicazione “Semplicemente Noi…” (Meligrana Editore) che racchiude tutte le opere scritte dai ragazzi nel concorso. Viene consegnato il Premio alla vincitrice della sezione narrativa, Ilaria Quaranta, e domani si replica con la premiazione della sezione giornalismo. Sul palco poi i genitori di Federica che annunciano una fondazione intitolata alla figlia che “lotterà per una sanità migliore nella nostra terra”. Mario Romano, poi, rappresentante di Confindustria Vibo Valentia, dice che scommettere sulla cultura è di sicuro la svolta per la provincia di Vibo Valentia. E poi libri, libri e ancora libri nella magica serata tropeana: Mario Caligiuri, esperto di comunicazione e professore universitario, parla delle classi dirigenti nostrane che sono in declino e che, secondo lui, vanno sostituite; l’ingegner Luigi Cotroneo illustra il suo libro di fotografie sul Poro e sulla Costa degli Dei; il professor Gallo parla della sua eccentrica “logofenica”; Giovanni De Giorgio nel suo “Curarsi e vivere omeopaticamente” parla di omeopatia e poi un libro sulla cucina calabrese ed uno di critica letteraria. Una bella serata insomma in cui il libro è stato il vero protagonista.
|