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Ospite dello stand della Regione Calabria, quest’anno più accogliente ed elegante che mai
di Lino Tipe
TORINO – Non so se finirà col dissuadere qualcuno dal visitare questa Mecca del libro (degli scrittori e soprattutto dei lettori), la decisione (e la reazione conseguente) di avere Israele come paese ospitato. Sarebbe un vero peccato. Ma non credo, a giudicare dagli stormi sereni di visitatori che già questo dal primo giorno animano gli stands degli editori. Questa 21esima Fiera del libro di Torino è maestosa. Un numero per tutti: ci sono 2000 relatori in cinque giorni, dunque, altrettante possibilità di incontri. Presentazioni, dibattiti, iniziative. E c’è anche il Premio il “Premio Tropea”, per il secondo anno consecutivo. E’ stato emozionante sentire il Presidente della Repubblica, ribadire che l’occasione offerta dalla kermesse torinese va vissuta come una possibilità di confronto fra culture. E’ stato emozionante sentire, ancora una volta, che il tema di quest’anno è quello della “bellezza che cambierà il mondo”, come Dostojievsky fa dire a un suo personaggio: è lo stesso concetto che, senza saperlo, abbiamo usato sulla brochure per spiegare il Premio. Ed è emozionante ritrovare lo stand della Regione Calabria (straordinaria la regìa di Gilberto Floriani) più grande e più bello che pria. Casa Calabria è accogliente ed elegante. Lo staff di Bottega Editoriale (i terminali nervosi e comunicativi di questa meravigliiosa postazione) è più agguerrito che mai: c’è persino il guru, Fulvio Mazza. E più di una emozione, e più di una incertezza, suscita il fatto di dover decidere nel breve volgere di pochi minuti come spendere al meglio il tempo che ti è dato di trascorrere in questa sorta di Eden. Io sono stato fortunato, perché appena arrivato ho scoperto una delle mie conduttrici radiofoniche preferite, Chiara Gamberale, stava per condurre un incontro con tre scrittrici israeliane: Avirama Golan, Zeruya Shalev e Sara Shilo. Ma dov’è questa Sala Blu? Che fortuna: a due passi due da casa Calabria! Raffinata la conversazione, interessante scoprire che per ognuna delle tre autrici, secondo modalità diverse, la famiglia rappresenta un’entità imprescindibile anche in una nazione nella quale la cronaca confina con la storia e il pubblico sconfina nel privato. E verrebbe tanta voglia di gridare, con le parole di Amos Oz: “Non ce ne facciamo più nulla della letteratura da piagnistei, (...) ora qui nella nostra terra abbiamo bisogno di una letteratura i cui protagonisti siano personaggi maschili e femminili attivi e non passivi, donne e uomini che non siano stereotipi di maniera, ma persone in carne e ossa dotati di istinti forti, di debolezze tragiche.” Dai! Finito l’incontro con la Gamberale, allo stand della Regione una gradita visita: arriva Silvana Giacobini, direttrice della rivista “Diva e donna”. Naturalmente, l’abbiamo invitata a Tropea a luglio. Domenica, intanto, qui alla Fiera del libro, la presentazione della seconda edizione del Premio. Padiglione 2, Stand K 175. Forza, siamo più che mai sulla buona strada.
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