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La presentazione ufficiale del libro sui Templari.
È stato presentato nei locali del Museo Diocesano di Tropea, lo scorso 7 novembre, l’ultimo libro di Luciano Del Vecchio, tropeano da anni trapiantato a Bologna, dal titolo “Tropea, orme medievali – tracce templari tra storia e leggenda”, edito dalla Meligrana Editore. L’evento, che avuto il patrocinio dell’Accademia degli Affaticati, ha attirato un folto pubblico attratto dall’affascinante tematica della presenza templare a Tropea. A moderare l’evento è stato il sacerdote e storico della Chiesa Don Pasquale Russo che ha subito dato la parola al Prof. Pietro De Leo, Ordinario di Storia Medievale all’Università della Calabria di Cosenza che, nel suo intervento, ha voluto ricordare la figura del rimpianto “teologo” e cioè Don Francesco Pugliese, suo amico di vecchia data. Il “teologo”, come ha riferito l’illustre professore, era un amante dell’arte e della storia, e di quella tropeana in particolare, e più volte negli anni lo aveva coinvolto non solo negli studi sui vari monumenti della città tirrenica, ma anche nelle campagne di salvaguardia a tutela dello stesso patrimonio artistico e naturale della città, che stava molto a cuore al “teologo” visto il suo stato di abbandono. De Leo ha poi analizzato il libro del Del Vecchio, puntando il dito su quello che oramai è divenuto un vero e proprio abuso della tematica templare, che viene analizzata senza l’uso di fonti storiche certe; abuso che non si nota nello scritto del Del Vecchio, ha proseguito lo storico, poiché lui fa delle ipotesi su fonti storiche precise e quindi non azzarda a fare teorie. È stata poi la volta di Don Pasquale Russo a relazionare sul libro; egli ha fatto un breve excursus sulla storia della chiesa tropeana e sui suoi possedimenti durante gli anni “templari”, argomento che è in parte affrontato nel libro, ed ha avuto parole di forte apprezzamento per lo scritto che cerca di aprire un dibattito ed uno studio sui secoli medievali nella città di Tropea. Fuori programma l’intervento del Vescovo della Diocesi di Mileto-Vibo-Tropea, Mons. Luigi Renzo, uomo di fede ma anche di cultura, che si è mostrato molto interessato per tutte le due ore della manifestazione; il vescovo ha voluto affermare e rispondere anche ai dubbi del De Leo sulla presenza templare di un certo livello nella Calabria, dicendo che ci sono molti atti e documenti a Roma che attestano la presenza templare in Calabria, crocevia di traffici medievali. Ben vengano, ha concluso il vescovo, libri che cercano di mettere in luce periodi storicamente bui. È stata poi la volta dell’autore; egli ha sostanzialmente ribadito le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere e cioè il voler creare una serie di ipotesi, fondate su documenti certi, per innescare un dibattito sull’argomento templari in Tropea. Egli ha poi concluso il suo breve intervento salutando e ringraziando l’editore, il pubblico e suo fratello Alfonso, prezioso interlocutore nella stesura del libro.
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